Rainbow Six Siege: Operazione Chimera, Outbreak e le altre novità dell'Anno 3

I Rainbow Six Invitational di Montreal ci hanno permesso di dare uno sguardo ad alcuni contenuti che inaugureranno l'Anno 3 di Rainbow Six Siege.

provato Rainbow Six Siege: Operazione Chimera, Outbreak e le altre novità dell'Anno 3
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • "...leone la testa, il petto capra, e drago
    la coda; e dalla bocca orrende vampe
    vomitava fuoco: e nondimeno,
    col favor degli Dei, l'eroe la spense
    ".

    In questi giorni, il "gelido" (per via delle temperature artiche) Rainbow Six Invitational di Montreal ci ha regalato non poche emozioni sotto il profilo della pura e semplice competizione. Stiamo finalmente per scoprire il team che riuscirà ad alzare il martello, simbolo del primato mondiale. Gli Invitational, però, sono stati anche l'occasione perfetta per dare uno sguardo in anteprima di alcuni contenuti che inaugureranno ufficialmente l'Anno 3 di Rainbow Six Siege. Certo, non sono mancate le novità anche per ciò che attiene alla rinnovata espansione sotto il profilo esportivo di Siege, come un nuovo sistema di "pick & ban", una roadmap esportiva totalmente rinnovata e un coinvolgimento maggiore dell'intera community a tutti i livelli. Di questo, però, parleremo in un secondo momento, perché a farla da padrone è stata la notizia che qualcosa di strano è successo nel New Mexico...

    Elevato rischio, massima cautela, minaccia sconosciuta

    L'inizio dell'Anno 3 porterà alcune novità davvero interessanti in grado non solo di offrire (per la prima volta in assoluto) un'esperienza di gioco del tutto inedita per l'FPS tattico di Ubisoft, ma anche di rivoluzionare in modo non indifferente l'approccio strategico per ciò che concerne le partite online. Tutto ciò prende il nome di Operazione Chimera e Outbreak. Quest'ultimo rappresenta un unicum nell'intera storia del titolo per due ordini di ragioni: è il primo evento dedicato esclusivamente all'esperienza in co-op e, cosa non meno importante, avrà una durata di sole quattro settimane. Dei motivi legati a tale scelta (nonché del prossimo rework e buff delle mappe) ne abbiamo parlato con Leroy Athabassoff, Lead Designer e Project manager di Rainbow Six e li approfondiremo in un secondo momento.

    Ad ogni modo, i nuovi contenuti in dirittura d'arrivo per la prima stagione del nuovo anno, come abbiamo già avuto modo di vedere, questa volta ruotano tutti attorno a una minaccia che ha ben poco di terrestre.
    Nel Nuovo Messico, qualcosa è improvvisamente piombato dal cielo seminando panico, caos, morte...e, soprattutto, uno strano mutagene in grado di impossessarsi di ospiti umani rendendoli perfette macchine per uccidere. Il problema è che gli umani infetti costituiscono solo la punta di un iceberg imponente e placido, in attesa di calare il colpo ferale. La morte, infatti, in Outbreak assume forme e proporzioni del tutto inedite per gli Operatori di Rainbow Six Siege. Per questo, di fronte a una minaccia che rischia di "bucare" il cordone di sicurezza eretto attorno alla cittadina di Truth or Consequences dilagando in tutto il mondo, sono stati chiamati i migliori specialisti del mondo, esperti nel trattare rischi di natura biochimica. Basteranno gli esperti del CBRN per salvare la Terra?
    Grazie alle postazioni messe a disposizione da Ubisoft abbiamo potuto tastare con mano e approfondire la conoscenza dell'evento e dei due nuovi innesti al roster: Lion e Finka (questi i nomi dei due nuovi operatori). E, le nostre prove di Operazione Chimera e di Outbreak, ci hanno rimandato sensazioni molto positive per l'inizio del nuovo Anno di Siege.

    Finka e Lion, operatori non convenzionali

    I due nuovi innesti del pool di operatori, Finka e Lion, appartengono al CBRN (Chemical, biological, radiological and nuclear defense), un'unità specializzata nel trattamento di minacce non convenzionali. Anche i nuovi combattenti, in realtà, non rientrano nelle convenzioni. Questo non solo per i trascorsi dei due ma, anche, per la tipologia di equipaggiamento utilizzato e, soprattutto, per il fatto che (altra assoluta novità per il titolo) entrambi sono attaccanti. Ebbene sì, appartengono al pool riservato agli aggressori. I due sono anche versatili, con due punti velocità e due corazza. Con tutta probabilità la scelta di aumentare il roster degli attaccanti deriva dalla volontà di donare un po' più di varietà tattica agli scontri. Da quanto abbiamo potuto vedere, i due sembrano portare immediata utilità alla squadra sul campo di battaglia e le loro abilità si adattano alla perfezione in qualunque situazione e contesto. Azzardando sin d'ora una previsione sulla possibile evoluzione del meta, secondo noi Lion diverrà velocemente un "must pick"...oppure quello più bannato in assoluto.
    Iniziamo proprio parlando del colosso francese in tuta gialla. Il combattente, ex GIGN, si presenta con una dotazione di tutto rispetto. Sotto il profilo dell'armamento, abbiamo potuto testarlo con un Vector dal caricatore generoso e dall'ottimo volume di fuoco, mentre è stata la sua peculiare abilità a rubare la scena. Lion ha la possibilità di richiamare, per ben tre volte nel corso di ogni round, un drone (indistruttibile e immune ai proiettili) che sorvolerà l'intera mappa.
    Il giocattolino di Lion è in grado, attraverso l'emissione di un impulso, di segnalare la presenza e la posizione dei nemici. Il marker renderà visibile la sagoma dei componenti del team avversario anche attraverso i muri, svelandone in modo preciso la posizione. Lo potrà fare, però, solamente se gli operatori avversari si stanno muovendo. Una volta richiesto l'aiuto del drone, in sovrimpressione apparirà un timer circolare della durata di tre secondi (accompagnato da effetti sonori chiari e inequivocabili) che avviserà tutta la squadra dell'imminente impulso. I difensori come potranno, dunque, contrastare tale abilità? L'unico modo per sfuggire all'occhio vigile del Grande Fratello è quello di restare perfettamente immobili. Il che significa non muovere un muscolo, non importa dove voi siate e quali rischi corriate se colti fuori da una copertura.
    Rimane possibile ruotare la visuale e sparare, ma non muoversi. Inoltre, fin tanto che gli operatori rimarranno all'interno del raggio d'azione del jammer, non potranno essere individuati. Non abbiamo potuto verificare se Vigil possa effettivamente sfuggire alla scansione attivando la propria abilità e, di sicuro, saranno necessarie ulteriori prove per capire appieno il reale potenziale dell'operatore francese.

    Il secondo attaccante, Finka, è invece una giovane scienziata russa (SPETZNAZ) votata alle nanotecnologie. La combattente si rivela un ottimo supporto per l'intera squadra, in quanto è in grado di iniettare una scarica di adrenalina all'intero team che sovraccarica la barra della salute (se a 100 punti la porterà a 120) e rianima i compagni che sono a terra in fin di vita. Inoltre, sin tanto che il boost rimarrà attivo, il rinculo delle armi verrà enormemente ridotto aumentando la precisione dei colpi. Non solo: tutta la squadra potrà beneficiare di un recupero molto più veloce dagli effetti debilitanti derivanti dallo stun, dall'accecamento e simili. L'abilità di Finka ha anche delle controindicazioni. La scarica di adrenalina causa un battito cardiaco accelerato che può esser rilevato anche a grande distanza da Pulse; inoltre non può essere utilizzato sotto l'effetto del gas tossico di Smoke, perché l'elevata frequenza di respirazione causata dall'adrenalina causa l'inalazione di una maggiore quantità di tossine, affrettando il K.O.

    Outbreak, la minaccia che venne dallo spazio

    La citazione di un passo dell'Iliade, in apertura dell'articolo, rappresenta il modo migliore di descrivere le novità che abbiamo provato. Il passo virgiliano fa, ovviamente, riferimento alla creatura mitologica conosciuta come Chimera, essere composto da diverse parti animalesche, le più ripugnanti e pericolose, capaci di risvegliare le paure più profonde dell'essere umano. Ecco, quando giungiamo sul posto, la cittadina del Nuovo Messico sembra proprio trovarsi in balìa di una Chimera che, rabbiosamente, infuria mettendo a ferro e fuoco qualunque cosa incontri sul proprio cammino. Strade distrutte, veicoli abbandonati, case saccheggiate e, tutto intorno, una distesa spettrale di formazioni contorte, avviluppate nei modi più bizzarri sulle rovine della città un tempo ridente. La fioca luce luminescente che irradiano, suggerisce la natura organica di tali esseri. Questa, però, non è la cosa più inquietante. Ci sono "persone", in quell'inferno. Quelli, purtroppo, non sono altro che corpi ormai vuoti, asserviti a una folle sete di sangue. Non ci pensano due volte ad avventarsi, schiumanti di rabbia, contro di noi e i nostri due compagni di squadra. Li abbattiamo, uno dopo l'altro, senza pensare. Fosse così semplice. Le creature sanno "pensare" e rispondono a diversi archetipi, ognuno con specifiche caratteristiche e abilità. I Grunts sono nemici comuni che diventano altamente resistenti quando il parassita rileva una presenza nemica. Per proteggere il proprio ospite, il parassita corazza il corpo e diventa più resistente alle ferite da proiettile. I Breachers, invece, sono quelli più ostici, in quanto bombe in movimento capaci di far crollare qualsiasi cosa si trovi sul loro cammino, anche pareti all'apparenza sicure. I rooters sono più rari. Svaniscono e ricompaiono immobilizzando i loro bersagli.
    Gli Smashers hanno una pelle spessa e coriacea che non permette di ferirli con i proiettili. Hanno solo un punto debole e lo lasciamo scoprire a voi. L'Apex è una specie di creatura extracorporea in grado di fluttuare e richiamare un'orda di Grunt per lanciarli all'attacco. Può anche lanciare proiettili accecanti, che possono essere neutralizzati solo da Finka e Doc.
    Come potete immaginare tutto questo costringe i giocatori a imparare alla svelta le routine comportamentali dei vari nemici, se vogliono riuscire a portare a casa la pellaccia assieme ai propri compagni di squadra. Oltre ovviamente a Finka e Lion i giocatori potranno selezionare qualche operatore in più come Tachanka e Ying (le creature, ad esempio, sono sensibili alle flashbang) ma non tutti saranno disponibili per questo evento a tempo limitato della durata di quattro settimane.

    Per la prima volta, insomma, sulla struttura di Rainbow Six Siege viene calata una modalità del tutto inedita che, peraltro, non poteva essere più distante dalla filosofia tattica che caratterizza da sempre il titolo. Attenzione: gli elementi fondanti del titolo rimangono inalterati. Ciò significa che ci sarà la necessità di barricare le stanze, usare con intelligenza il posizionamento degli strumenti difensivi (come la torretta ti Tachanka) e le abilità dei vari operatori per proteggere un obiettivo sensibile o sopravvivere a incontri poco piacevoli. Inoltre, la distruttibilità dell'ambiente in Outbreak raggiungerà - per esigenze di copione - livelli incredibili e i refill di salute estremamente rari e contati. D'altro canto, però, l'azione si fa effettivamente più frenetica e simile ad altre modalità "zombie" viste in giro negli ultimi anni. Tutto questo, comunque, non deve essere necessariamente visto come un male. La modalità, questo è evidente, vuole essere un puro e semplice divertimento in compagnia (sensazione che peraltro è riuscita a trasmetterci nel corso del lungo provato). Inoltre, come abbiamo detto, l'evento è pur sempre temporaneo e non comporterà alcun stravolgimento ai dogmi del titolo. Nonostante tale modalità appaia palesemente come un semplice "divertissement", dobbiamo riconoscere che il team di sviluppo ha comunque riposto una cura non indifferente sotto il profilo del design e del gameplay. Tre saranno le nuove location disponibili in Outbreak (Resort, Hospital e Junkyard), ognuna con un differente map design e diversi approcci all'azione.
    Il friendly fire sarà disattivato di default per ciò che atterrà al livello di difficoltà "normale" mentre, a "difficile" non solo i nemici saranno molti di più ed estremamente agguerriti ma il friendly fire sarà attivato, per un'azione adatta a operatori molto esperti e con doti comunicative elevate. Non ci resta che attendere il sei marzo, per capire come si comporterà Outbreak quando debutterà live e, soprattutto, come verrà accolto dalla community. Dal canto nostro possiamo solo suggerirvi di non partire prevenuti.

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