Rainbow Six Siege Showdown: le pistole più veloci del West

Gli operatori della squadra Rainbow divengono protagonisti di intense sparatorie nel selvaggio West, grazie alla nuova modalità Showdown.

provato Rainbow Six Siege Showdown: le pistole più veloci del West
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Arcobaleni, orsacchiotti, unicorni e le atmosfere oniriche di Rainbow is Magic hanno lasciato il posto a qualcosa di radicalmente diverso ma altrettanto evocativo e peculiare: il selvaggio West.
    Un setting che, in quest'ultimo periodo, sembra essere tornato prepotentemente di moda nell'entertainment digitale (grazie anche a Red Dead Redemption 2), un po' come accaduto con la seconda guerra mondiale. Avete capito bene: il confronto avvenuto tra le menti creative degli uffici di Ubisoft Montreal ha partorito un'altra eclettica variazione sul tema dedicata alla celeberrima creatura dello studio canadese.
    Smesso l'equipaggiamento ultra tecnologico delle operazioni moderne, alcuni componenti della squadra Rainbow sono stati catapultati indietro nel tempo di oltre cento anni, a sfidarsi in una modalità 3vs3 che riprende la classica "Presidio". Vediamo come se la sono cavata nel bel mezzo di un riarso deserto senza nome. Anzi, in realtà la location un nome ce l'ha e vedremo perché è cosi interessante.

    Quattro morti in cinque secondi

    Con Rainbow is Magic e Showdown, Siege ha finalmente sposato il trend di ogni "game as a service" che si rispetti. Oltre ai contenuti canonici come oggetti cosmetici esclusivi e nuove aggiunte al roster, infatti, lo shooter tattico tra i più giocati al mondo ha iniziato a dare in pasto all'utenza, sempre affamata di novità, anche i cosiddetti "eventi stagionali". Una trovata già ampiamente proposta (e con grande successo), ad esempio, da Overwatch e da molti altri titoli.
    Showdown è, in assoluto, il secondo evento di metà stagione per Rainbow Six Siege, dopo la decisione presa dal team di rivedere la "release routine" relativa alla pubblicazione degli update. Con l'inizio del terzo Anno, infatti, sono spariti i rinforzi di metà stagione ed è stato dato il via a una razionalizzazione generale concernente la crescita futura del titolo, affinatasi proprio a partire da quest'anno. Cosa, quest'ultima, che ha portato il team a porre - giustamente - una maggiore attenzione anche ai giocatori meno "hardcore".

    Dal computo degli eventi a tempo limitato abbiamo volutamente escluso Outbreak in quanto, nonostante quest'ultimo sia stato un contenuto aggiunto in via temporanea e slegato dal cuore pulsante del titolo, l'esperienza è stata strutturata in modo radicalmente diverso rispetto a quanto proposto dal team di sviluppo proprio a partire dallo scorso aprile. Outbreak, comunque, c'entra più di quanto potreste pensare.

    Guardie e Ladri

    Il "background" su cui poggia questa nuova esperienza di gioco (ricordiamolo, attiva dal 2 al 16 luglio) è abbastanza semplice e va a recuperare i miti e le leggende del Lontano Ovest, quando gli Stati Uniti si stavano ancora formando e la corsa all'oro aveva già prodotto i primi danni. Insomma, quell'epoca tormentata (e immortalata in decine di pellicole) in cui spadroneggiavano bande di rinnegati e uomini di legge spesso autoproclamatisi tali e molto spesso più violenti degli stessi banditi.
    In Showdown, una pericolosa banda di fuorilegge ha sottratto quintali di lingotti d'oro e li sta nascondendo in un presidio in rovina, nel bel mezzo di un nulla bruciato da un sole mordente. Sulle tracce della posse c'è un implacabile gruppo di integerrimi "sceriffi", decisi a recuperare il maltolto e, ovviamente, a farla pagare ai criminali.

    I dieci operatori protagonisti della tempesta di piombo a tema western, quindi, come al solito si suddividono equamente tra attaccanti e difensori. Dalla parte dei criminali incalliti troviamo Alibi, Maestro, Caveira, Rook e Kaid mentre, per la Legge, troviamo invece Ash, Capitao, Twitch, Glaz e Maverick.
    La scelta del personaggio, in realtà, influisce in modo relativo nell'economia dello scontro. Al posto del loadout normale, i combattenti sono tutti dotati di un fucile a pallettoni a doppia canna BOSG, devastante a corto raggio, e di un revolver Magnum LFP586. Quest'ultimo poco preciso a causa del rinculo rilevante ma decisamente efficace per rapide sventagliate in movimento.
    Dunque, se le armi sono uguali per tutti, che senso ha preferire uno o l'altro operatore? La scelta ci fa tornare, per così dire, alle basi: si deve fare riferimento ai due parametri che caratterizzano stazza e velocità di ognuno.

    Queste caratteristiche influenzeranno l'approccio al match.
    A differenza di quanto siamo abituati a vedere normalmente in Rainbow Six Siege la nuova modalità di gioco limita il gruppo ad appena tre giocatori per squadra. In questo modo gli scontri (durano in tutto una novantina di secondi), che avvengono in una mappa "esterna" di dimensioni assai contenute, si fanno più frenetici. Il pericolo, infatti, può attendere il giocatore ovunque. Fort Truth è costituito principalmente da rovine all'aperto e una chiesa centrale, in cui si nascondono i banditi con l'oro.

    Il consueto tatticismo del titolo viene dunque accantonato per privilegiare un approccio più veloce. Non c'è una fase di preparazione: l'assenza dell'HUD a cui siamo abituati e dei mirini, oltre alla mancanza di punti di riferimento e all'esiguo raggio d'azione delle armi, spingono i duellanti a muoversi, cercarsi, approcciare con circospezione ogni singolo angolo con la classica tecnica dello "slice".

    Verità o complottismo? I più importanti easter egg

    Quando abbiamo letto il nome della location, ci è subito tornata in mente la mappa di Outbreak, ambientata nella ridente cittadina di Truth or Consequence. Coincidenze? Non lo crediamo possibile, a meno che i ragazzi di Ubisoft Montreal non abbiano cali di creatività proprio sui nomi. La teoria è che si tratti dello stesso posto a oltre cent'anni di distanza. In fondo, pur essendo eclettica, non è poi così peregrina.

    Il luogo è il New Mexico e in una fossa è possibile trovare il teschio di uno Smasher. E se l'invasione arginata in Outbreak non fosse la prima? Inoltre, a dotare la teoria di fondamento ci pensa anche il nome della miniera vicina. Sull'arco d'entrata un cartello in legno recita: "Conseguence Mine".Addentrandovi nella fioca luce che illumina i cunicoli del budello ad un certo punto vi troverete davanti a una parete in legno, sulla destra. Innocua, all'apparenza. Invece, se la distruggerete, ci troverete dentro un oggetto noto a tutti: la Delorean di Ritorno al Futuro. Impolverata, celata da un telo, proprio come McFly l'ha lasciata.Volete qualcos'altro su cui fantasticare? Qualcosa, magari, riguardante una futura Operazione? Ormai sappiamo che quest'anno i restanti combattenti del roster saranno sudamericani (terza stagione), un keniota e un indiano per la quarta. Bene.

    All'interno della chiesetta, dietro al muro su cui è accatastato l'oro, potrete notare dei vasi di chiara fattura greca. Molto strano, trovarli in quel luogo. Possono forse riferirsi a una futura operazione o ad alcuni operatori dell'Anno 5? Recuperando quella miniera di informazioni e leak che è l'immagine di presentazione di Harishva "Harry" Pandey è possibile trovare qualcosa a riguardo, in alto a destra. Immagini di reperti archeologici, chiaramente riconducibili alla Grecia.

    La mania del collezionismo

    Se siete tra coloro che devono assolutamente possedere l'ultima skin super leggendaria per l'arma o l'operatore preferito, Showdown non farà altro che alimentare la vostra dipendenza. Un pack vi verrà offerto al momento del primo log in e uno quando completerete la sfida del Club.
    In tutto l'evento porta in dote trentuno articoli esclusivi che potete ottenere spacchettando gli Alpha Pack in cuoio. Il grosso problema è che ogni pacchetto Showdown costa 300 crediti R6. In tutto, acquistare tutti gli oggetti cosmetici dovrebbe costarvi poco meno di sessanta Euro. Non esattamente economico.

    Nulla da eccepire, invece, sul lavoro di design svolto sulle skin degli operatori e sulla caratterizzazione complessiva della mappa e del voiceover. I ragazzi di Ubisoft Montreal ci hanno ormai abituati a una qualità molto elevata sotto questo profilo. Ad ogni modo, le migliori skin a nostro avviso restano quelle di Maestro, Rook e Caveira.

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