Remothered Broken Porcelain: l'hotel degli orrori

Abbiamo avuto modo di provare una demo di Remothered Broken Porcelain, il survival horror di Darril Arts che promette grandi cose.

provato Remothered Broken Porcelain: l'hotel degli orrori
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Dopo aver sorpreso pubblico e critica con un survival horror già elevato al rango di cult di genere, Darril Arts e Stormind Games sono ormai in dirittura d'arrivo verso la pubblicazione di un secondo capitolo (non un sequel, badate) che punta a confermare in tutto e per tutto il successo del predecessore. Annunciato durante l'edizione 2019 degli Italian Video Game Awards, Remothered: Broken Porcelain è un progetto ambizioso e promettente, che assume le fattezze di una vera e propria lettera d'amore al genere. Lineamenti che emergono chiaramente dalla demo di due ore che abbiamo potuto provare in anteprima, e che ci ha rassicurati circa il potenziale dell'opera seconda di Chris Darril.

    Un horror italo-nipponico tra brividi e citazioni di qualità

    Il nostro primo viaggio nelle fosche sale dell'Ashmann Inn si è aperto con una sequenza che, nel giro di pochi minuti, chiarisce con crudele efficacia la natura ansiogena e disperante del titolo: chiusi in una stanzetta angusta e tenebrosa, intrappolati senza vie di fuga, ci siamo ritrovati a fronteggiare un'inarrestabile figura incappucciata, un abominio a metà strada tra lo Scissorman di Clock Tower e il Debilitas di Haunting Ground. Riferimenti cultural-videoludici tutt'altro che casuali, dato che il gioco di Darril Arts e Stormind Games, proprio come il suo predecessore, si presenta al pubblico come una sorta di erede spirituale della nobile dinastia degli "escape horror" alla giapponese.

    D'altronde l'immaginario forgiato da Hifumi Kono - il creatore di Clock Tower - e quello del team nostrano hanno almeno un antenato in comune, visto che l'autore cita apertamente Dario Argento e il suo Phenomena tra le fonti d'ispirazione dell'opera. Una verve citazionista che in Remothered: Broken Porcelain è tanto lampante quanto pervasiva, e si fa portavoce dell'amore sfrenato degli sviluppatori per le pietre miliari dello spavento, ben oltre i confini del videogioco.

    È facile, infatti, riconoscere nei lugubri corridoi dell'Ashmann Inn più di un riferimento al famigerato Overlook Hotel di Shining, e nel volto ostile della governante Andrea l'espressione vuota e minacciosa della Annie Wikes di Misery. Un mosaico di richiami che non inficia in alcun modo l'identità stilistica della produzione, ma contribuisce invece a rafforzare l'efficacia angosciante di ogni sequenza, perché capace di suscitare un senso di allarme quasi istintivo, appena sussurrato ma sempre presente.

    La "metrica" dell'orrore di Broken Porcelain non è infatti scandita da grandi colpi al cuore, da una selva di jump scare destinati - inevitabilmente - a perdere d'efficacia col passare delle ore, ma cerca invece di ghermire i sensi dei giocatori per intrappolarli in un labirinto di atmosfere tese e opprimenti, di suggestioni striscianti che sottolineano i pregi di una direzione artistica in grande spolvero e costringono a misurare attentamente ogni passo. Dopo la luttuosa conclusione della scena d'apertura, ci siamo quindi avventurati tra le stanze dell'albergo con timorosa riluttanza, la stessa chiaramente visibile sul volto della protagonista Jennifer, da poco espulsa da un collegio privato e assunta come domestica dall'inquietante Stefano Ashmann, erede di una famiglia aristocratica caduta in disgrazia.

    La nostra giornata lavorativa si apre con un doloroso conflitto: il litigio tra protagonista e la migliore amica Linn, apparentemente colpevole di aver tradito la fiducia di Jen in seguito a un non meglio specificato incidente. Una scena che sottolinea l'ottimo lavoro svolto dal team sul fronte della caratterizzazione dei personaggi, peraltro valorizzata da un doppiaggio (in inglese) decisamente ispirato. Pochi istanti dopo, una sinistra melodia proveniente dagli altoparlanti dell'albergo segna l'ingresso di Jennifer in una dimensione straniante e aliena, che riporta alla mente gli oscuri effetti della sirena di Silent Hill.

    È l'inizio di un crudele gioco "del gatto col topo", che vede la giovane costretta a vestire i panni della preda dopo l'improvvisa trasformazione di Andrea in una disgustosa parodia d'umanità, un abominio traboccante di insetti e cupi liquami determinato a porre fine alla sua vita. Da qui in poi, il nostro obiettivo sarà quello di fuggire dalla struttura sfruttando strumenti di fortuna e nascondigli per eludere le letali attenzioni della nostra aguzzina.

    In linea con in canoni del genere, Broken Porcelain propone un gameplay fortemente improntato allo stealth, che rappresenta in tutto e per tutto una diretta evoluzione della formula del precedente Remothered.

    Oltre a muoverci silenziosamente per evitare lo sguardo vigile (forse fin troppo) di Andrea, dovremo raccogliere in giro per gli scenari oggetti da utilizzare come componenti per un sistema di crafting ben più vario rispetto a quello del primo capitolo, che ci permetterà di assemblare strumenti di fortuna come bombe stordenti o diversivi in grado di attirare l'attenzione dei nemici verso uno specifico punto. Potremo inoltre bloccare momentaneamente le porte dell'hotel e utilizzare ogni genere di strumento acuminato per liberarci dalla presa degli avversari (tramite un minigioco semplice ma funzionale), o per incapacitarli temporaneamente in seguito a un attacco alle spalle.

    Lineamenti di un (bel) trauma annunciato

    Tutti ingredienti di un gameplay che impone ai giocatori di pianificare attentamente ogni mossa, tenendo in debito conto le routine comportamentali di un'intelligenza artificiale che si dimostra sensibilmente più reattiva e feroce rispetto a quella del titolo d'esordio. La build testata mostrava ancora qualche evidente fluttuazione nell'efficacia dell'IA (sensi fin troppo sviluppati o, al contrario, momenti di inspiegabile torpore), ma il team ha assicurato che si tratta di problemi già in via di risoluzione. Un discorso che riguarda anche la qualità delle animazioni e la responsività dei controlli, due aspetti che non ci hanno convinto del tutto ma che dovrebbero migliorare in tempo per il lancio.

    In linea di massima, abbiamo comunque apprezzato - e molto - il carattere di un comparto ludico pensato per instillare nell'utente un costante senso di urgenza, e per amplificare l'ascendente ansiogeno di un'avventura carica di sfumature piacevolmente snervanti. Senza entrare troppo nei dettagli del racconto, per non finire a buon diritto nel girone degli "spoileratori" molesti, ci limitiamo a dirvi che la demo ci ha convinto circa il potenziale dell'intreccio ordito da Chris Darril e soci, costellato di intriganti accenni alla lore costruita con Tormented Fathers (recuperate la nostra recensione di Remothered Tormented Fathers) e rinvigorito da spunti narrativi molto promettenti.

    Al momento è difficile cogliere appieno la direzione scelta per la sceneggiatura e, in tutta onestà, questo denso alone di mistero non fa che alimentare il nostro interesse nei confronti del gioco. Parlando di enigmi, le due ore passate nei foschi meandri dell'Ashman Inn ci hanno messo di fronte a diversi rompicapo di buona fattura, assolutamente coerenti sia con le caratteristiche ludiche della produzione che con quelle dello scenario. Che si tratti di sbloccare una cassaforte o di guadagnare l'accesso a un'area precedentemente preclusa, i puzzle sembrano offrire un buon equilibrio tra leggibilità e varietà strutturale: qualità che speriamo di ritrovare lungo tutto il corso della progressione.

    Passando al versante tecnico, Broken Porcelain si fa manifestazione di un salto di qualità netto rispetto agli standard di Tormented Fathers, in termini di modellazione poligonale, animazioni ed effettistica. Pur trattandosi di un titolo chiaramente collocato nella scena indipendente, la resa complessiva conferma l'indiscutibile talento degli sviluppatori di Darril Arts e Stormind Games, che sembrano aver bilanciato accuratamente ambizioni e possibilità per offrire al pubblico un prodotto di valore.

    Una considerazione che riguarda anche lo stato di ottimizzazione del titolo, che sulla configurazione di prova non ha mai mostrato incertezze degne di nota (in 4K e con i preset più alto). Di contro abbiamo riscontrato qualche problema nella gestione della telecamera e dell'interfaccia utente (non sempre chiara ed efficace), ma anche in questo caso parliamo di difetti già noti al team, che punta a risolverli entro la data di lancio del 20 ottobre. Ci ha invece lasciato pienamente soddisfatti un comparto sonoro che, al di là del pregevole doppiaggio, si dimostra perfettamente in grado di esaltare il logorio nervoso innescato dall'offerta ludica.

    Remothered Broken Porcelain Il nostro primo viaggio tra gli orrori dell’Ashman Inn ci ha rassicurato circa il potenziale del survival horror di Darril Arts e Stormind Games. Al netto delle incertezze sul versante tecnico, che dovrebbero sparire in tempo per il lancio, il titolo mostra un salto di qualità netto rispetto al precedente Remothered, tanto sul versante grafico quanto su quello ludico. Tra meccaniche vecchie e nuove (alcune ancora da testare), atmosfere piacevolmente ansiogene, e una vena citazionista praticamente inesauribile, Broken Porcelain sembra avere tutte le carte in regola per conquistarsi i favori degli estimatori dell’orrore digitale, grazie anche a un comparto narrativo che ci ha lasciati col bruciante desiderio di affondare i denti nei mille misteri che aleggiano tra le sale dell’albergo. Un primo assaggio corroborante, insomma, che speriamo sia l’antipasto per un banchetto memorabile.

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