E3 2018

Resident Evil 2: il remake dell'horror Capcom terrorizza l'E3

Capcom si presenta all'E3 di Los Angeles con l'attesissimo remake di Resident Evil 2: abbiamo provato una demo del gioco.

Resident Evil 2 Remake
Videoanteprima: Playstation 4
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sarebbe bastata una sola inquadratura, un'istantanea di quello stanzone entrato ormai nella storia dei videogiochi, per lasciarci completamente ammutoliti. Dalla prima volta che abbiamo varcato la soglia della stazione di polizia di Raccoon City sono passati più di vent'anni, eppure la struttura di quell'atrio è marchiata a fuoco nella nostra memoria, proprio come l'indelebile scalinata di Villa Spencer. Il remake di Resident Evil 2, in questa versione di prova assemblata appositamente per l'E3, decide di andare subito al sodo, di colpire diritto al cuore. Lo fa sfruttando la poderosa qualità visiva del RE Engine, ovvero il motore che animava anche il settimo capitolo della serie. Il punto di forza di questo rifacimento, del resto, sta proprio nella sua capacità di essere allo stesso tempo antico e moderno: da una parte i luoghi calcati decine di volte, un personaggio immediatamente riconoscibile, le erbe verdi; dall'altra invece una grafica d'impatto, valorizzata da un ottimo sistema di illuminazione e da una sconfinata attenzione ai dettagli.

    L'orrore secondo Capcom

    Basta poco, insomma, per rendersi conto di quanto grande sia l'impegno produttivo schierato da Capcom. La software house ha rimodellato integralmente non solo gli ambienti, ma anche le scene d'intermezzo, così da poter raccontare con la giusta intensità la storia di Leon e Claire. Il risultato, al netto di qualche texture non troppo definita, è semplicemente sbalorditivo: questo Resident Evil 2 sembra un gioco concepito, nato e cresciuto in questa generazione, e non certo l'ammodernamento di un titolo del 1998.

    Per fortuna che poi, di quella grande stagione, è rimasto invece il sapore complessivo dell'avventura. Il remake di Resident Evil 2 propone un'esperienza tesa e viscerale, violenta e ansiogena. In barba al settimo Biohazard la telecamera torna (o sarebbe meglio dire "resta"?) in terza persona, avvicinandosi parecchio al protagonista per trasmettere un senso di ansia e oppressione. Il passo di Leon è compassato e a tratti persino malsicuro, il suo respiro affannoso e pesante. Sul fronte dell'atmosfera il lavoro di Capcom è stato davvero perfetto: il sound design si distingue per l'astuzia con cui tende a sovrastare il giocatore, immergendolo ora in un silenzio spettrale, ora facendogli ascoltare i rumori feroci di creature nascoste chissà dove. Si avanza coi nervi a fior di pelle attraverso corridoi che raccontano una storia di sangue e dolore.
    Non possiamo sapere se questa fosse la visione originale del team di sviluppo, ma il remake ci è sembrato molto più crudo rispetto al Resident Evil di vent'anni fa. E non solo per via di un ambiente sporco, sconquassato, malato, ma anche per la ritrovata cattiveria dei non morti. La prima volta che gli zombie si palesano davanti a Leon lo fanno uscendo all'improvviso dal buio, con le fauci spalancate e le mani sozze protese verso la preda. Nel caso in cui riescano ad afferrarlo la telecamera si avvicina al protagonista, segue i movimenti della creatura che lo sovrasta, inquadra i denti che affondano nella carne, quasi come se volesse sottolineare lo straziante supplizio di ogni ferita.
    Per fortuna basta qualche colpo di pistola per vedere i non-morti accasciarsi a terra (quando la loro testa non esplode in una nuvola rossa di sangue, pus e cervello). Ma attenti: le sparatorie, a differenza di quanto succede in certe sezioni di Resident Evil 7, non saranno mai prioritarie nell'economia di gioco. A disinnescare questa eventualità ci pensa, se non altro, la scarsità di munizioni, che ribadisce in ultima analisi un aspetto fondamentale: Resident Evil 2 è un survival horror di quelli classici, in cui bisogna stare ben attenti alla gestione delle risorse. Che siano proiettili o erbe da combinare, tutti gli oggetti occupano uno spazio all'interno dell'inventario, e la capienza delle "tasche" di Leon è decisamente limitata. Dal settimo capitolo della serie questo remake recupera anche l'interfaccia, che si presenta quindi molto pulita ed efficace.
    In quanto a struttura e progressione, in ogni caso, Resident Evil 2 si allinea con il capolavoro uscito sulla prima PlayStation: gli enigmi ambientali avranno quindi un ruolo fondamentale, ben più centrali di quanto non siano stati tra le mura della famiglia Baker.

    Eccezion fatta per le animazioni delle porte che si aprono, il gioco rappresenta quindi un'integrale riappropriazione del concept originale: un meraviglioso ritorno ai primordi di un genere che sembrava non trovare più spazio nel mercato. A conti fatti Resident Evil 2 è la risposta a tutti quei giocatori che ritenevano eccessive le scelte di Biohazard 7, e che non hanno gradito il (pur ottimo) capitolo di rottura.
    Vista e considerata la solidità dell'operazione, crediamo che possa non essere campata per aria l'ipotesi che la saga avanzi su due tragitti paralleli, proponendo alternativamente un nuovo episodio ed un remake (dateci anche Nemesis e soprattutto Code Veronica!). Al di là delle nostre speranze, è importante ribadire che in questo remake di Resident Evil 2, a detta del team di sviluppo, troveranno spazio non solo le avventure di Leon e Claire, ma anche tutte le modalità aggiuntive incluse nell'originale. Anche a livello di contenuti, insomma, questo "rilancio" non vuole farsi mancare davvero niente.

    Resident Evil 2 Remake Presentarci Resident Evil 2 nella sua forma migliore. È questo, senza mezzi termini, l'ambizioso obiettivo di Capcom. Sfruttando quel gioiello di tecnologia che risponde al nome di RE Engine la software house fa letteralmente risorgere il più apprezzato capitolo del suo survival horror, modellandolo in una forma tutta nuova. Più crudo, ansiogeno e cattivo dell'originale, questo remake va ben oltre l'operazione di svecchiamento: rappresenta il grande rilancio di una formula di gioco che sembrava sul punto di estinguersi, e la più convincente celebrazione di una saga che ha fatto la storia. Mentre il settimo capitolo guardava in una direzione tutta nuova, Resident Evil 2 è pensato per conservare la memoria delle origini. E condensarla, anche se sono passati vent'anni, in un incubo più attuale che mai.

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