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Resident Evil 2 Remake: paura e terrore alla Gamescom

Capcom porta alla Gamescom una demo di Resident Evil 2 con protagonista Claire Redfield: l'abbiamo provata, vi raccontiamo le nostre impressioni.

Resident Evil 2 Remake
Anteprima: Playstation 4 Pro
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Avere la possibilità di tornare a calcare le strade di Raccon City, a così breve distanza dalla primissima prova con l'eccellente remake di Capcom, rappresenta una possibilità tanto rara quanto preziosa, forse una delle occasioni ludiche più ghiotte offerte da questa edizione 2018 della Gamescom. Un appuntamento con i ricordi che ci ha visto procedere verso il booth di Capcom con un misto di entusiasmo ed esitazione, generato dalle caratteristiche di un prodotto che punta a riportare alla memoria paure quasi dimenticate. Tutto inizia con le parole "Resident Evil 2", pronunciate dalla stessa voce cavernosa che nel 1998, alla pressione del tasto start, ci catapultava in un incubo terrificante, teatro di una storia ormai impressa a fuoco nelle cronache del videogioco. In un attimo Claire è al centro dello schermo e le mani cominciano a sudare. Che qualcuno spenga la luce.

    Vent'anni di incubi

    Uno scricchiolio sordo in lontananza, l'eco gutturale di un lamento indefinibile, che sfida i sensi del giocatore trafiggendone i pensieri con mille immagini di altrettanti orrori in attesa: immergersi oggi tra le maglie del remake di Resident Evil 2 è come costringersi a un macabro viaggio nel tempo, verso quella versione di noi stessi che, un ventennio fa, tratteneva il fiato come risposta automatica al cigolio di una porta aperta sull'oscurità. È forse proprio questo il valore più grande del titolo di Capcom, ovvero la sua capacità di trascinare nella modernità del genere horror tutti quei ricordi e quelle sensazioni legate indissolubilmente a una delle esperienze più meravigliosamente orpprimenti del nostro passato videoludico.

    Il portale per questa transizione spaziotemporale è il RE Engine creato da Capcom per l'ultimo capitolo della serie numerata, che riveste le nostre memorie con un concerto di dettagli repellenti, patrimonio di una resa corale lontana dalla perfezione tecnica, ma comunque più che capace di scatenare un'ansia soffocante. È il Resident Evil 2 che ricordiamo e amiamo, ma al contempo un'esperienza completamente nuova. Una dualità coinvolgente che l'ultima demo provata in quel di Colonia incarnava alla perfezione.
    Separata da Leon, Claire si ritrova a vagare negli angusti sotterranei che serpeggiano subito sotto la superficie in rovina di Raccoon City, determinata a sbrogliare il mistero dietro la repentina scomparsa del fratello Chris.

    È quasi il momento del primo incontro con Sherry Birkin, una misteriosa dodicenne braccata da un male altrettanto oscuro, sanguinaria incarnazione dell'orrore che ormai imperversa tra le strade della città. Claire si muove con cautela, mentre il suo cuore galoppa nella stretta di un'angoscia più che giustificata, specchio di quella di chi, oltre lo schermo, si prepara a saltare qualche battito. Fortunatamente per i nostri nervi, in questa sezione delle fognature non si percepisce alcuna traccia del lento incedere di qualche minaccia marcescente.

    La strada sembra libera. Sembra.

    Troviamo un po' di sicurezza nell'abbondante armamentario della nostra alter ego: un revolver compatto, una mitraglietta e un lanciagranate, oltre che munizioni a sufficienza per ridurre in frattaglie almeno una manciata di non morti. Il percorso appare più lineare di quello che ricordavamo, ma lo scenario è due volte più soffocante, tra strette scalinate, corridoi opprimenti e piattaforme sospese sul buio più impenetrabile. Qualche svolta dopo, ci troviamo davanti a una porta blindata e inamovibile, affiancata da una serratura con strani fori rotondi. Ci appuntiamo mentalmente la posizione e torniamo indietro verso quell'incontro che aspettiamo già da qualche minuto, anticipato dal rumore metallico di una fuga precipitosa. Sherry è nascosta dietro una barricata di rottami, tremante.
    Con voce rotta sussurra tre parole, i suoni più spaventosi sentiti negli ultimi 15 minuti: "è dietro di te". L'urlo disumano di William Bilkin ci fa quasi cadere dalla sedia, gli occhi spalancati davanti a una massa verminosa di membra sconvolte e raccapriccianti.

    L'arrivo del "boss" è inaspettato, così come le emozioni evocate da una battaglia tesa, resa innaturalmente difficile dall'efficacia di un level design progettato per togliere il respiro, tra vicoli ciechi, strettoie e vapori che ostacolano la vista. Le meccaniche di shooting ci impongono di misurare con attenzione ogni colpo, visto che il tempo di mira è direttamente proporzionale alla precisione del proiettile sparato. Una meccanica difficile da gestire, non per problemi di tipo tecnico ma per il panico suscitato dall'aggressività del nemico. Nel giro di qualche minuto abbiamo quasi esaurito tutte le munizioni, proprio mentre l'abominio mette a nudo per l'ultima volta il suo punto debole: un occhio abnorme e rossastro, che ci osserva dalla spalla destra del mostro. L'ultimo colpo esplode assieme a un sospiro di sollievo, quando il bruto, sconfitto, crolla cadendo nel vuoto. Qualche istante per riprendere fiato e siamo di nuovo con Sherry, diretti verso la superficie e finalmente rinfrancati dalla vicinanza di un altro essere umano, per quanto piccolo e indifeso.

    Di lì a poco, la scena d'intermezzo che chiude la demo sottolinea qualche piccolo inciampo nell'animazione del viso di Claire, a tratti rigido ai limiti dell'innaturale. Un difetto chiaramente percepibile, ma di poco conto nel bilancio di un'esperienza assolutamente convincente. Sherry viene rapita dal capo Irons e una scritta a schermo ci avverte che è il momento di alzarsi dalla sedia. Non vogliamo. Siamo di nuovo quei ragazzini appallottolati davanti alla tv. Che qualcuno accenda la luce.

    Resident Evil 2 Remake Il nostro secondo incontro con l’eccellente ibrido remake/reboot di Resident Evil 2 conferma in pieno le ottime impressioni maturate durante l’E3. Il titolo di Capcom propone una revisione dell’esperienza originale tanto rispettosa quanto efficace, sostenuta da una cura maniacale per i dettagli e un concento di meccaniche in grado di rielaborare i nostri ricordi in accordo con le moderne regole del genere. Anche nei panni di Claire, Resident Evil 2 brilla per le sue forti note identitarie, ingredienti di una formula ludica distillata senza errori. Un titolo che convince senza lasciare dubbi, fatta eccezione per una manciata di piccole incertezze legate a un comparto tecnico con qualche margine di miglioramento. Anche allo stato attuale, comunque, Resident Evil 2 è un titolo dotato di un potenziale incredibile, che delinea i contorni di un’esperienza nella quale non vediamo l’ora di immergerci fino alle orecchie.

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