Resident Evil 3 Demo: torniamo tra le strade di Raccoon City

Dopo aver provato la Raccoon City Demo, ci siamo fatti un'idea di quello che troveremo in Resident Evil 3 Remake, in uscita ad aprile.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Ormai a un passo dal lanciare l'esperienza completa, i ragazzi di Capcom e M2 ci hanno fatto provare una piccola ma interessante porzione del remake di Resident Evil 3. La Raccoon City Demo di RE3 (il nome è tutto un programma) infatti ci ha consentito di esplorare le strade dell'iconica cittadina, ormai piombata nel caos e gremita di non morti. Nell'esaminare ogni armadietto e raccogliere le scorte necessarie per sopravvivere ai continui assalti degli infetti, abbiamo avuto modo di confermare le ottime impressioni legate al primo incontro col gioco, testando sia le novità legate al combat system - si pensi alla schivata perfetta di Jill - sia la bontà del lavoro svolto nella costruzione della "personalità ludica" di Nemesis. Sebbene non ci abbia mostrato la sua abilità nell'utilizzo di armi pesanti, il Tyrant infettato dal parassita Ne-Alpha ci ha sorpreso in più occasioni, e in modi che francamente non credevamo possibili. Senza ulteriori indugi, tuffiamoci nel vivo dell'azione in quel di Raccoon City.

    Faccia a faccia con l'incubo

    È un uomo forte Mikhail. Le ferite che ha riportato nel contenere l'avanzata degli infetti avrebbero debilitato chiunque ma non lui. Oltre a essere un combattente esperto, il mercenario sa quando è il momento di mettere da parte l'orgoglio e chiedere aiuto. In effetti è proprio questo che fa quando Carlos Oliveira, suo compagno d'arme, gli presenta Jill Valentine, una degli agenti S.T.A.R.S. sopravvissuti al famoso incidente a Villa Spencer.

    Accolta la richiesta dell'uomo - che tra l'altro vuole realmente aiutare le persone che ha salvato a lasciare la città - Jill intraprende un lungo viaggio per riattivare la metropolitana e vendere cara la pelle. Pur non potendoci esprimere con toni di certezza, quel poco che abbiamo udito del doppiaggio in italiano ci ha soddisfatto e, al netto di un missaggio audio non perfetto, le voci degli attori nostrani sembrano ben sposarsi con i protagonisti dell'avventura.

    Grovigli di automobili che sbarrano le vie principali, i cadaveri avvolti da teli neri e i pochi superstiti - con gli sguardi persi nel vuoto - che cercano una salvezza impossibile: questo è ciò che resta di Raccoon City, che non esitiamo a definire la terza protagonista dell'opera di Capcom. Grazie a un RE Engine mai così in forma, la cittadina sembra aver preso vita, con i suoi locali pieni zeppi di oggetti da raccogliere, e le sue strade brulicanti di abomini.

    Avventurarsi per i vicoli del centro è un continuo susseguirsi di macabre scoperte, con le ombre degli zombie che vengono proiettate sulle pareti degli edifici mentre questi pasteggiano con carne umana. A tal proposito, complice un attento level design, le aree di gioco sono più interconnesse rispetto alle controparti del '99 e a volte si sviluppano anche in verticale. Già in questa breve demo, ad esempio, è possibile avventurarsi nei piani superiori di un edificio o tirar giù una scaletta per raggiungere più facilmente la sommità di un palazzo, il che è una cosa molto gradita in fase di backtracking.
    Dopotutto Jill dispone di un inventario piuttosto limitato, e noi, dopo aver raccolto un buon numero d'erbe e munizioni, abbiamo avvertito il bisogno di riporne una parte nel classico baule per assicurarci di continuare il saccheggio senza intoppi. Tra porte sigillate con grosse catene, armadietti con lucchetto, casseforti e simili, Resident Evil 3 saprà accontentare i cercatori più meticolosi, offrendo zone secondarie da svaligiare con rapidità.

    A ciò bisogna aggiungere la presenza di statuette distruttibili, proprio come in RE 2, e gli immancabili file sparsi per le mappe, legati sia alle tremende storie di cronaca locale, sia al gruppo dell'UBCS. Insomma Capcom e M2 vogliono farci vivere il disastro di Raccoon City come mai prima d'ora e noi siamo assolutamente pronti ad accettare la sfida.

    Il dominio dei non morti... o forse no?

    Appena usciti dalla stazione della metropolitana, ci siamo ritrovati a fronteggiare un numero incalcolabile di zombie, spesso riuniti in grandi branchi ben posizionati in una determinata area. Non a caso gli sviluppatori hanno piazzato barili esplosivi e "generatori instabili" per eliminare o stordire gli avversari, una pratica che sembra realmente efficace per sfoltire i ranghi dei nemici marcescenti.

    Pur non avendo potuto esplorare le fogne o raccogliere armi avanzate, ci siamo divertiti molto a testare la bontà del sistema di shooting, esercitandoci sia con la pistola, sia col fucile a pompa. Sempre di grande impatto scenico, il gore system di RE 3 consente di vedere con chiarezza i danni inferti allo zombie di turno, che reagisce in modo coerente ai colpi ricevuti. Per intenderci, sparare ripetutamente al ginocchio di un infetto lo farà inevitabilmente cadere, mentre "massaggiarlo" con un fucile a pompa in pieno petto gli provocherà un bel buco.

    Complice la virata action dell'esperienza, gli scontri a fuoco sono meno compassati rispetto a quelli di Resident Evil 2 ma il feeling delle armi resta ottimo. Tra l'altro Jill ha delle capacità da combattente esperta che Leon e Claire non avevano. Oltre a eseguire una sorta di passo veloce, che le permette di allontanarsi agilmente dai nemici, la nostra eroina può ricorrere alla schivata perfetta e rispondere con efficacia all'assalto di una bestia famelica.

    Anche sul fronte della responsività, la nuova soluzione difensiva sembra molto più efficace della sua antenata del '99, ma preferiamo testarla in un maggior numero di situazioni prima di esprimerci in via definitiva. Infine è giunta l'ora di concentrarci sulla vera "STAR" del nostro show degli orrori, che - detto molto francamente - fa sembrare Mr. X un infante all'asilo. Quando l'orrida creatura ha fatto la sua apparizione nella parte conclusiva della demo, abbiamo subito realizzato una cosa: al netto degli anni di esperienza e degli orrori vissuti, Jill non è alla sommità della catena alimentare.

    Per dirne una, il nuovo Nemesis non si limita a usare i tentacoli per balzare dinanzi all'eroina, difatti è con essi che infetta i non morti con dei temibili organismi parassitari. Non molto distanti dai Ganados di Resident Evil 4, questi zombie "potenziati" diventano più coriacei e temibili dei loro colleghi standard, e affollano un campo di battaglia già dominato dal predatore alpha.

    Sulle prime credevamo di riuscire a sostenere la tensione e di affrontare Nemesis a viso aperto, eppure - quando ci ha portato al suo cospetto con un viscido tentacolo - abbiamo istintivamente scelto la fuga. Ci siamo lanciati verso una rampa di scale per salire su un palazzo e seminarlo ma il mostro ha cominciato a correre come una furia e ci ha raggiunto in pochi istanti. Pur essendo entrati in un negozio per avere un attimo di respiro, abbiamo incontrato la morte quando, credendo di non essere stati seguiti, siamo tornati in strada.

    Benché sia possibile stordirlo con granate e altri stratagemmi, l'orrido Tyrant è una minaccia reale e decisamente più opprimente di Mr. X, un essere inquietante e magistralmente caratterizzato, ma anche limitato dal punto di vista offensivo. Sperando che la "letalità" di Nemesis sia stata ben bilanciata, non vediamo l'ora di affrontarlo nel gioco completo.

    Prima di chiudere, ci teniamo a spendere due parole sullo splendido trailer che accompagna la fine della Raccoon City Demo, dal momento che è incentrato sull'intero cast di Resident Evil 3. Quasi certamente, ad esempio, Brad Vickers avrà un ruolo più importante nella prima parte dell'avventura e ora sappiamo che con Jill incontreremo sia Robert Kendo, sia Marvin Branagh. Confermata inoltre l'iconica "scena del treno" che gli appassionati ben conosceranno, nobilitata - come il resto delle cinematiche - da un roboante tono da action movie. In definitiva, il ritorno di miss Valentine sembra avere le carte in regola per brillare in un 2020 pieno di grandi nomi, nonché di ridefinire il concetto di terrore grazie a una perfetta reinterpretazione di un iconico abominio.

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