Resident Evil 7 Cloud Version: l'orrore di Capcom su Nintendo Switch

La versione cloud di RE7 su Switch è attualmente disponibile solo in Giappone: ci siamo tuffati nell'abisso della Casa degli Orrori a colpi di Joy-Con.

provato Resident Evil 7 Cloud Version: l'orrore di Capcom su Nintendo Switch
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Uscito nel gennaio del 2017, l'ultimo Resident Evil è stato in grado di dare un nuovo volto alla pluridecennale saga Capcom, pur scontentando le frange della fanbase meno inclini ad accettare il cambio di tono e di prospettiva. Fino ad oggi, in ogni caso, Resident Evil 7 ha potuto spaventare soltanto gli utenti Xbox One, PC e PlayStation 4 (con l'aggiunta esclusiva del supporto alla VR).
    Il 24 Maggio 2018 l'avventura di Ethan Winters è sbarcata anche su Switch, seppure limitatamente al mercato Giapponese: il titolo può essere giocato dal pubblico Nintendo in una versione basata sul Cloud Service, servizio per la prima volta introdotto sull'ammiraglia della casa di Kyoto (e simile, ma non uguale, al PlayStation Now disponibile in USA e Giappone). Quella adottata dal team nipponico può essere una soluzione percorribile anche da altre software house, per fare in modo che su Switch arrivino titoli che richiedono una potenza computazionale superiore a quella della console? Analizziamo un po' la qualità dell'offerta e cerchiamo di capirlo.

    Dettagli dell'offerta

    Anzitutto le informazioni preliminari. In Giappone il servizio è disponibile su scala nazionale, ad un costo di 2000 yen (circa 14 euro) per una durata complessiva di 180 giorni, mentre gratuitamente è possibile provare i primi 15 minuti di gioco per avere un'idea della resa del prodotto. All'interno del pacchetto per la casa di Kyoto potremo trovare il gioco completo e tutti i DLC usciti fino ad oggi, ossia Banned Footage Vol.1, Banned Footage Vol. 2, Not a Hero ed End of Zoe.

    Prendendo atto della versatilità della console di riferimento, Capcom ha introdotto per la versione Switch una funzionalità di puntamento legata al giroscopio nel caso si usufruisse della macchina in modalità portatile, e opzioni analoghe per sfruttare i motion sensor dei Joy-Con o del Pro-Controller (se la si dovesse utilizzare in modalità TV). Uno sforzo produttivo non certo rinunciatario, che si adatta perfettamente alle meccaniche di cui Nintendo Switch si fa forte.

    Nella rete (a banda larga) del male

    Tramite il download gratuito di una particolare applicazione sull'eShop Giapponese avremo la facoltà di giocare il titolo collegandoci direttamente ai server, senza dover scaricare il pesante file di installazione sulla memoria della propria console.

    Va da sé che per usufruire del prodotto in questione è necessaria una connessione stabile a banda larga. Dopo aver provato il gioco in differenti ambienti e con diverse tipologie di connessione, bisogna ammettere che il livello di fluidità è impressionante: almeno in modalità portatile la trasmissione dei dati resta sempre molto agile e consente un'esperienza continua e senza oscillazioni accentuate di framerate. Discorso diverso se decidiamo di separare i Joy-Con dalla console, usandoli per il movimento della telecamera. Spostando la visuale con i due controller, infatti, si avvertono nette oscillazioni, percepibili sin da subito e particolarmente fastidiose nei momenti più concitati. Probabilmente si tratta di una problematica legata all'aggiunta di un ulteriore "passaggio" di trasmissione dati, ovvero quello fra Joy-Con e hardware centrale, che si aggiunge a quello fra la console e i server dello streaming.
    Uscire e rientrare dal gioco, mettere la piattaforma in pausa o lasciare che il blocco schermo automatico di Nintendo Switch intervenga per prolungato inutilizzo dell'hardware sono eventualità che potrebbero portare alla caduta della connessione e rendere necessario un ricollegamento al servizio Cloud e alla partita, riducendo così il dinamismo dell'esperienza tipico di Switch. Ma, del resto, a qualcosa si dovrà pur rinunciare.

    Si ha sempre paura di ciò che non si riesce a vedere... bene

    Per quanto riguarda il comparto grafico, è comprensibile che la qualità visiva della produzione, decodificata e convertita per la versione Nintendo Switch, abbia subito un calo evidente. Accorgersene è facile se si gioca in modalità TV: Resident Evil 7 gira a 720p, e questo determina un fastidioso effetto blur attorno ai contorni dei personaggi e delle parole in sovrimpressione. Tali sbavature rendono questa versione non del tutto paragonabile alle controparti su console Sony, Microsoft e su PC. Inoltre, la profondità del colore nero non è del tutto convincente, tanto che spesso gli spazi risultano poco visibili, con in aggiunta qualche perdita di dettaglio.

    La predominanza dei grigi va in qualche modo ad intaccare la fruibilità del gioco e l'immersione che si tende a ricercare in un'opera d'atmosfera come questo settimo capitolo. Gli horror sono del resto una tipologia di prodotti in cui la componente visiva risulta spesso prioritaria, per mettere in soggezione il malcapitato giocatore con tanti piccoli particolari da cui prendano forma sue le paure.
    In versione mobile, tuttavia, i 720p sono più che sufficienti. Grazie alla compattezza dello schermo di Nintendo Switch l'esperienza non esce affatto con le ossa rotte, ed anzi Resident Evil 7 funziona piuttosto bene, sposandosi, in modo inaspettatamente efficace, con la natura portatile della console.

    Resident Evil 7 Biohazard Resident Evil 7: Cloud Version apre un interessante quesito sul futuro di Nintendo e su quello che potrebbe fare la casa di Mario nell’ambito dei servizi online. Il porting, sebbene non del tutto soddisfacente se giocato in modalità docked, dimostra che Switch ha un ampio margine di manovra per quanto riguarda i servizi di connettività. Ci auguriamo che questo ultimo capitolo della saga di Resident Evil sia solo il primo di una serie di titoli che potranno essere portati direttamente tra le mani del pubblico della Grande N grazie alla tecnologia Cloud. E magari, con il tempo e con il lavoro sugli algoritmi di compressione e trasferimento dati, potrebbero persino sparire i problemi visivi ad oggi riscontrabili. Indubbiamente, speriamo anche di poter vedere questo tipo di servizio non solo su territorio Giapponese, ma in tutto il mondo. Nintendo Switch, dal canto suo, è una console region free e all’interno di Resident Evil 7: Cloud Version sono presenti tutte le lingue selezionabili dal menù: tra queste figurano Inglese, Francese, Spagnolo e Italiano. La possibilità di un'estensione del servizio al territorio statunitense ed europeo è relegata alla sola istituzione di server dedicati. Resident Evil 7: Cloud Version, in ogni caso, è prima di tutto un esperimento, una soluzione interessante per portare ad un pubblico diverso uno dei survival horror più acclamati dalla critica nel 2017. Il pacchetto completo è disponibile ad un costo relativamente accessibile, con tutti i DLC ed i contenuti usciti fino ad oggi. In Giappone si tratta, anche al netto delle rinunce tecniche, di un must have per ogni possessore di Nintendo Switch, da giocare in modalità portatile e con i Joy-Con ben saldi ai lati della console (così che spariscano le principali magagne). Chissà che presto il nuovo Biohazard in Cloud non si renda fruibile anche altrove.

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