Resident Evil Re:Verse: Beta multiplayer alla prova, in attesa di Village

Abbiamo testato la Beta della nuova esperienza multigiocatore di Capcom: pronti a trasformarvi in armi biologiche?

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  • Xbox One X
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  • Xbox Series X
  • L'orrore assume varie forme, siano esse quelle di un survival o di uno sparatutto in terza persona. E Capcom lo sa bene: chiunque deciderà di intrufolarsi nel castello della gargantuesca e bellissima Lady Dimitrescu, costantemente braccato da mostruosità d'ogni genere, avrà infatti anche l'opportunità di mettere da parte la paura e dar fuoco alle polveri, senza preoccuparsi della conta dei proiettili. Per allentare la tensione, infatti, lo studio giapponese ha scelto di proporre una modalità multiplayer standalone chiamata Re:Verse, nata anche - e soprattutto - con l'obiettivo di celebrare i 25 anni della serie.

    Presentata ufficialmente durante l'ultimo Showcase, quest'esperienza collaterale non è stata accolta a furor di popolo, forse perché porta con sé il retaggio di quel Resistance che, al tempo del remake di Resident Evil 3, non ha saputo convincere pienamente gli estimatori della saga (per scoprirne i motivi, vi suggeriamo di leggere la nostra recensione di Resident Evil Resistance). A qualche mese dal lancio, Capcom ha allestito una beta privata per permetterci di testare con mano la formula alla base del gioco e saggiarne così in prima persona i modesti intenti e le limitate potenzialità.

    Uomini e mostri

    I contenuti di questa prima Beta sono assai risicati, ma risultano comunque sufficienti per farci un'idea di quello che Re:Verse potrebbe offrirci al lancio in termini di gameplay.

    Differentemente da Village (recuperate qui la nostra anteprima di Resident Evil: Village), l'esperienza multigiocatore è in terza persona e recupera l'intelaiatura ludica dei recenti remake del secondo e del terzo capitolo della saga (a proposto, la recensione di Resident Evil 3 Remake è a portata di click): un'impostazione utile a massimizzare l'anima da third person shooter della produzione, che si concretizza - almeno in questa versione preliminare - nella sola modalità Deathmatch.

    All'interno del Raccoon Police Department (altrimenti noto come R.P.D, lo stesso luogo in cui Leon ha iniziato la sua disavventura), un gruppo di 4 o 6 giocatori dovrà darsi battaglia per primeggiare al termine dei 5 minuti previsti per la partita. Lo scopo è chiaramente quello di accumulare il maggior punteggio, annientando gli avversari ed evitando di subire un gran quantitativo di morti, dal momento che dopo ogni sconfitta verranno sottratti alcuni punti dal computo complessivo. Eliminare un rivale che ha decretato la nostra fine (segnalato a schermo da un'icona a forma di teschio) ci permetterà inoltre di incrementare ulteriormente lo score: la dinamica dell'accumulo e della perdita costante di punteggio rende lo scontro piuttosto dinamico, privo di tempi morti, dato che ogni giocatore è istintivamente portato a recuperare terreno in caso di dipartita e a massimizzare il più in fretta possibile il proprio risultato.
    Prima di scendere in campo potremo pescare, almeno nella beta, da un roster di 6 sopravvissuti, ossia Chris Redfield, Jill Valentine, Leon Kennedy, Claire Redfield, Ada Wong e Hunk, ciascuno dotato di un armamentario prestabilito, di una skill passiva e di ben due abilità speciali.

    La peculiarità di Re:Verse consiste nel fatto che all'interno della mappa è possibile recuperare, oltre alle classiche piante curative, alle munizioni extra e alle armi più potenti, anche le Capsule Virali, che svolgono un ruolo fondamentale nell'economia del match. In sostanza, la sconfitta, in Re:Verse, non è definitiva: ogni personaggio, dopo la morte, rinasce per un limitato lasso di tempo sotto forma di Arma Biologica, così da avere una seconda chance per vendicarsi dei rivali e guadagnare più punti.

    Nella Beta esistono 5 B.O.W differenti: Micromorfo Obeso, Hunter, Jack Baker, Nemesis (recuperate qui il nostro speciale Resident Evil 3: le forme del Nemesis) e Super Tyrant. Siccome le potenze di queste creature non sono affatto omogenee, la trasformazione in una di esse dipenderà dalla quantità di Capsule Virali raccolte, fino a un massimo di due unità. Se non avremo a disposizione nessuna fiala, ci tramuteremo in un ripugnante micromorfo, debole e lento, mentre con ben due contenitori in dotazione ci saranno più probabilità di raggiungere lo stadio dell'inarrestabile Super Tyrant.

    Al pari dei Sopravvissuti, anche le Armi Biologiche infatti presentano statistiche e caratteristiche uniche, dalla salute alla potenza, passando per il raggio d'azione e la velocità, a cui si aggiungono le immancabili mosse speciali, alcune delle quali davvero devastanti. Se Capcom sarà intenzionata a supportare questa modalità standalone, possiamo aspettarci per la release (e per il futuro) anche personaggi estrapolati dal corso passato e presente della serie, nonché arene inedite come le sale del castello saggiate nella demo Maiden di Resident Evil Village su PS5. Non sappiamo, ora come ora, quali altre opzioni di gioco è lecito attendersi oltre al Deathmatch, né quanti eroi/mostri comporranno il roster finale, ma una cosa è certa: per evitare che Re:Verse risulti meno coinvolgente già dopo pochissime partite è necessario lavorare sulla monotonia dell'azione con nuove soluzioni ludiche e soprattutto sul bilanciamento dell'esperienza.

    Massacro al Raccoon Police Department

    Dal nostro test si evince come l'operazione di Capcom abbia bisogno di una rifinitura considerevole: si tratta certamente di una build acerba, e i margini di miglioramento sono molto ampi, nonché auspicabili, ma al momento l'impressione è che il primissimo aspetto su cui occorra focalizzarsi sia l'equilibrio del gameplay.

    Quantomeno in Deathmatch, infatti, e nello stage R.P.D (allo stato attuale il solo disponibile), alcuni Sopravvissuti e specifiche Armi Biologiche posseggono abilità palesemente più efficaci di altre: la sensazione, pertanto, è che il team debba bilanciare con maggior cura gli effetti dei talenti degli umani e dei mostri. Benché non sia particolarmente complessa in termini di planimetria, la mappa di R.P.D ci ha convinto se non altro per la sua estensione: date le ridotte ambizioni del gioco, la volontà di proporre un'arena contenuta potrebbe rivelarsi un'idea vincente, limitando i giri a vuoto e facendo sentire l'utente come se fosse sempre coinvolto in qualche scontro.

    Restando in tema, per quanto il feedback delle bocche da fuoco possa dirsi abbastanza positivo, occorre rifinire assolutamente la gestione delle hitbox, a tratti quasi impalpabili, e quella degli attacchi corpo a corpo messi a segno dalle Armi Biologiche, che appaiono imprecisi e confusionari.

    Sul piano della resa tecnica, il versatile Re Engine non dà certo sfoggio di chissà quali muscoli (ricordiamo che Re:Verse è un'opera "old gen", disponibile solo su PS4 e Xbox One, mentre sulla nuova generazione funzionerà semplicemente in retrocompatibilità): ciononostante il colpo d'occhio resta piacevole, a patto però di rimuovere dal menù delle opzioni il discutibile filtro Fumetto, inspiegabilmente attivo di default, che rende la grafica vicina ai canoni di un mediocre cel-shading, sminuendo tutta la qualità del motore di Capcom e dell'atmosfera della serie. Nell'insieme, al netto delle evidenti limitazioni del concept e del gameplay, Re:Verse potrebbe avere un suo leggero appeal, se ricalibrato a dovere e supportato con contenuti di peso: lo snellimento delle meccaniche rispetto a Resistance delinea i tratti di un gioco più asciutto e diretto, e per questo potenzialmente più funzionale, pur rientrando volutamente nel reame delle partite disimpegnate, all'insegna di un'esperienza mordi e fuggi di puro divertissement. Utile magari per lasciar sbollire la tensione dopo essere sfuggiti a perdifiato dalle grinfie di Lady Dimitrescu e della sua congrega di figlie succhiasangue.

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