Resident Evil ReVerse: le impressioni sul multiplayer di RE Village

Abbiamo provato la Beta Pubblica di Resident Evil Re:Verse, in arrivo a maggio come esperienza multiplayer di Resident Evil Village.

Resident Evil Re:Verse
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • A meno di una settimana di distanza dal prossimo Showcase dell'orrore, durante il quale assisteremo a un nuovo gameplay e forse anche all'annuncio della seconda demo di Village, siamo tornati alla Centrale di Polizia di Raccoon City in Resident Evil Re:Verse, che si è ripresentato ai giocatori sotto forma di Beta pubblica. Il titolo di Neobards Entertainment non è mosso da chissà quali ambizioni, giacché vuole celebrare i 25 anni della serie con un'esperienza leggera e (sperabilmente) in grado di regalare ai giocatori qualche ora di svago. Ciò detto, volevamo riprovarlo in ogni caso per testare la piacevolezza dell'azione e il bilanciamento dei personaggi, due fattori che crediamo siano significativi per la riuscita del prodotto.

    Ritorno al Raccoon City Police Department

    Per chi non lo sapesse Re:Verse è un gioco multiplayer votato alla competizione, di cui fino ad ora abbiamo potuto provare un'unica modalità: il Deathmatch individuale per 4 o 6 giocatori. La versione completa chiaramente dovrebbe offrire anche un maggior numero di arene ma al momento ci è stata data la possibilità di lottare all'interno della sola Centrale di Polizia di Raccoon City, un'ambientazione iconica che funge discretamente bene da teatro per scontri all'ultimo sangue. A tal proposito, Neobards ha utilizzato l'intelaiatura ludica dei remake di Resident Evil 2 e 3 per massimizzare l'efficacia dello shooting in terza persona, che infatti - al netto di qualche inciampo sul fronte delle hitbox - funziona meglio rispetto a quello di Resident Evil Resistance. Ad ogni modo, per portare a casa la vittoria bisogna aver accumulato il punteggio più alto allo scadere dei 5 minuti dell'incontro, un obiettivo rivelatosi non sempre facile da raggiungere (qui troverete la recensione di Resident Evil Resistence). Eliminare nemici in serie ad esempio fa guadagnare più punti del normale, un discorso che estendiamo al vendicarsi dei propri carnefici. La sconfitta invece porta via un piccolo quantitativo di punti, quindi è bene battere in ritirata quando arriva il momento di farlo, in modo da non incappare in spiacevoli dipartite.

    Insomma le sorti dei singoli match non si possono mai dare per certe, perché anche chi parte alla grande può vedersi strappare la vittoria all'ultimo secondo, magari da qualcuno che ha speso al meglio i momenti conclusivi del combattimento. Se l'idea alla base della competizione funziona a dovere, il bilanciamento tra gli equipaggiamenti e le abilità dei differenti sopravvissuti è tutt'altro che ottimale e il perché è presto detto. Basta provare anche una singola volta tutti e sei gli agenti selezionabili all'interno della Beta per mettere in cima alla catena alimentare veterani del calibro di Chris Redfield e Hunk (aka Mister Morte), che francamente ci sono parsi veramente formidabili.

    Forte di un buon equipaggiamento base, che consta di una pistola Samurai Edge e di un fucile d'assalto, l'ex S.T.A.R.S. può utilizzare "l'esoscheletro AMG-78" (una delle due abilità attive) per sferrare un potente pugno e atterrare gli opponenti umani ma anche resistere ai danni letali per un certo tempo con "Spirito Indomito". Il suo talento passivo invece gli consente di infliggere più danni alle armi biologiche, il che lo rende versatile e letale contro ogni tipo di nemico. Le abilità attive e passive di Hunk invece ne fanno un perfetto assassino stealth, giacché migliorano i rispettivi effetti se usate in contemporanea. Senza tirarla per le lunghe, entrambi i personaggi posseggono talenti facilmente spendibili e oltremodo efficaci, perché permettono di sfruttare in modi diversi il ritmo concitato dei match. Come abbiamo già detto infatti questi durano 5 minuti e cioè un tempo che non lascia molto spazio alle strategie complesse o ai tentennamenti.

    Tra la vasta scelta di armi pesanti da raccogliere sul campo, il sopraggiungere delle B.O.W. - di cui parleremo a breve - e le dimensioni limitate dell'arena, il ritmo degli scontri è spesso serrato, il che rende i poteri come la mina antiuomo di Jill (ben visibile sul terreno e rumorosa) meno invitanti del previsto. Vista anche l'acuita sensibilità standard del mirino, anche la facilità d'utilizzo delle bocche da fuoco gioca un ruolo importante.

    Mentre Leon e Claire possono contare rispettivamente sul fucile a pompa e la mitraglietta, Ada Wong risponde al fuoco con una balestra che, sebbene infligga danni letali con gli headshot, si è rivelata a dir poco scomoda sul piccolo campo di battaglia della centrale. Fatte le dovute precisazioni, sappiamo che Re:Verse non vuole essere un titolo competitivo nel senso più profondo del termine e, tutto sommato, crediamo che i sopravvissuti siano ben diversificati.

    Nei panni dell'abominio

    I protagonisti di Resident Evil Re:Verse sono intrappolati in un ciclo di morte e rinascita che non possono spezzare in alcun modo. Quando si accasciano al suolo senza vita infatti mutano in una celebre arma biologica della serie o in dei mostri di rango più basso, che in ogni caso restano pericolosi. L'esito della trasformazione dipende un po' dalla fortuna e molto dalle cosiddette Capsule Virali sparse per le mappe.

    Ad esempio se un agente riesce a raccoglierne una, al momento del trapasso avrà la possibilità di trasformarsi in un feroce Hunter Beta o nel folle Jack Baker, un individuo coriaceo, molto poco alla mano e in grado di dilaniare gli avversari con la sua motosega "alternativa". Riuscire a eseguire un'esecuzione con l'affabile cittadino di Dulvey significherà dare il "benvenuto in famiglia" al malcapitato di turno, che subito dopo verrà spazzato via da un cazzottone del Baker. Prima di spendere due parole sui veri VIP delle armi biologiche, che valgono ben due Capsule Virali, ci sentiamo di promuovere il lavoro svolto da Neobards sul cosiddetto Micomorfo Obeso che, pur essendo il più scarso tra i cinque mostri, può essere comunque utilizzato in modo efficace per guadagnare una discreta somma di punti. I suoi attacchi corpo a corpo non hanno nulla a che vedere con le artigliate del Super Tyrant, questo è certo, ma in compenso il mostro fungino si carica d'energia quando infligge danni o ne subisce, in modo da diventare una sorta di bomba su gambe che è possibile far esplodere nei pressi di un gruppo di nemici. Chiudono il cerchio Nemesis e Mr.X mutato, che neanche a dirlo sono due forze della natura. Tra i vari talenti mortiferi, la piaga abbattutasi sulla S.T.A.R.S ha un lanciarazzi pronto all'uso, mentre il Super Tyrant dal cuore esposto fa a fette i sopravvissuti con il suo immenso artiglio.

    In altre parole le BOW sono divertenti da usare, nonostante necessitino di un po' di prove su strada prima di poter essere sfruttate al meglio. Sul fronte tecnico e sonoro, Re:Verse è piacevole a vedersi (con tutti i limiti di PS4 e Xbox One) ed è accompagnato da alcune tracce musicali di Resident Evil 2 Remake, per la gioia degli appassionati.

    A tal proposito, il filtro comic-like col quale Neobards ha voluto dare un tocco più fumettoso all'esperienza è fortunatamente disattivabile, perché a nostro parere è un po' troppo distante dalle atmosfere delle ambientazioni. Sorvolando sulle decine di ore di manutenzione, quando abbiamo avuto pieno accesso al gioco l'azione si è mantenuta su buonissimi livelli di stabilità e anche i tempi del matchmaking ci sono sembrati tutto sommato sopportabili.

    C'è la questione del bilanciamento non brillante dei personaggi ma in realtà la buona riuscita del gioco è tutta nelle mani dei contenuti. In un tps multiplayer pensato per celebrare i 25 anni della serie è più che lecito aspettarsi di giocare non solo nelle arene di Village o di Resident Evil 7 - dal castello Dimitrescu a casa Baker - ma anche negli scenari storici che al momento non sono stati ricreati in RE Engine, si pensi alla mitica Villa Spencer o al villaggio rurale del quarto capitolo (a proposito, qui troverete la recensione di Resident Evil 7). Inutile dirlo, anche sul fronte dell'arsenale, dei sopravvissuti o delle stesse armi biologiche, bisognerebbe seguire la medesima filosofia, perché un gioco del genere senza il Tyrant originario o Albert Wesker sarebbe un'occasione parzialmente sprecata. Se i contenuti di questo tipo dovessero arrivare post-lancio, ci auguriamo che gli addetti ai lavori non aspettino mesi prima di introdurli, perché nel frattempo i giocatori potrebbero già essersi divertiti a sufficienza con Re:Verse. Infine, vi lasciamo alla nostra anteprima di Resident Evil Village.

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