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RIDE 3: il nuovo racing di Milestone sfreccia alla Gamescom

Milestone approfitta della fiera tedesca per togliere i veli ad una delle sue produzioni più attese dei prossimi mesi: RIDE 3.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Mileston ha un rapporto molto particolare con la serie RIDE. Se è vero che buona parte del successo commerciale della software house si basa sui titoli che sfruttano le più blasonate licenze del mondo racing (da MotoGP a Monster Energy Supercross), è inevitabile che il team milanese nutra un amore profondo per un'IP che è davvero tutta sua, dall'inizio alla fine. Forse è proprio per questo che RIDE è stato l'ultimo brand a fare il "grande passo" verso l'Unreal Engine, motore che ormai muove tutte le produzioni dell'azienda: bisognava fare le cose per bene, prendersi il tempo necessario ad importare e aggiornare i modelli, e magari sperimentare qualche novità sul fronte della fisica di gioco, per fare in modo che il gioco sembrasse davvero un po' speciale.
    Dopo aver provato l'ultimo capitolo del franchise in occasione della Gamescom, possiamo confermare senza mezzi termini che non poteva esserci scelta migliore: RIDE 3 è un prodotto che stupisce non solo per il colpo d'occhio o la quantità di contenuti, ma anche per la cura riposta in tutti i dettagli. Dalla struttura dei menù al lavoro sulla telecamera, dalla scalabilità del sistema di guida alla perfetta riproduzione delle sollecitazioni che un centauro avverte in sella al suo bolide, Milestone sembra aver fatto un lavoro davvero magistrale, per proiettare la serie verso un successo finalmente internazionale.

    Dettagli che contano

    Cominciamo dai numeri: all'uscita del gioco, prevista per il prossimo 8 novembre, in RIDE 3 ci saranno 230 modelli di motociclette. Altre 70 arriveranno nei mesi successivi grazie ai DLC del supporto post lancio: alcuni da acquistare sugli store digitali, altri distribuiti gratuitamente.

    Un parco vetture decisamente impressionante, e non solo dal punto di vista quantitativo: la modellazione delle moto convince su tutta la linea, tanto che è difficile staccare lo sguardo dalle inquadrature ravvicinate che animano i vari menù di gioco. Siamo pronti a dire che, in certi momenti, il confronto con i close-up di Forzavista non siano affatto impietosi. Che Milestone fosse bene attenta al "realismo poligonale", in ogni caso, lo sapevamo già. Sul fronte estetico la vera novità è che RIDE 3 integrerà un sistema di personalizzazione delle livree, simile a quello che propongono i racing più blasonati: a disposizione del giocatore ci saranno adesivi legati ai principali brand che operano nel settore, ma anche una tavolozza digitale che permetterà di dipingere sullo chassis tutto quello che vogliamo. Le creazioni degli utenti potranno poi essere condivise su una piattaforma online: le migliori riceveranno l'approvazione del pubblico, finiranno per essere quelle più in vista e potranno di conseguenza essere scaricate dalla community.
    Al di là delle velleità "enciclopediche" della produzione, che vuole ingolosire i giocatori con la mania del collezionismo e i passionisti delle due ruote, la sostanza di RIDE 3 si misura anche grazie ai contenuti. Nel gioco troverà posto una nuova modalità carriera, composta da vari eventi dedicati a specifiche categorie di moto. Ognuno di essi sarà introdotto da una vera e propria "copertina": entrando nel menù della carriera ci sembrerà insomma di accedere ad un catalogo di riviste a tema. A dirla tutta questo "cambiamento" interessa più che altro l'estetica delle schermate di gioco che la struttura della modalità, dal momento che ciascun evento ci chiederà come sempre di superare una serie specifica di gare.

    Forse sarebbe stato più interessante avere una progressione più scandita, con un sistema di crescita maggiormente avvertibile e accentuato. Ci accontenteremo, per stavolta, del naturale incremento del numero di tracciati, che passa dall'introduzione di una pista che sfreccia vicino al Lago di Garda (si tratta della ben nota Strada della Forra) e di altri circuiti molto famosi. Alcune "tappe" si potranno correre anche in notturna, con condizioni di visibilità molto diverse. Importante sottolineare che tutti i tracciati sono stati riprodotti grazie a scansioni tridimensionali delle controparti reali e precisi rilevamenti effettuati con i droni.

    In sella

    Il modello di guida di RIDE 3 è ovviamente un'evoluzione di quello che Milestone ha utilizzato per i precedenti capitoli della serie. Il gioco resta sempre alla ricerca del perfetto bilanciamento fra accessibilità e realismo, cercando semmai di sconfinare nel territorio della simulazione quando si disabilitano tutti gli aiuti. Il risultato finale è come sempre piacevole, e stavolta impreziosito da un paio di dettagli importanti, tutti legati ai movimenti di camera.

    Adesso gli spostamenti dell'inquadratura riescono infatti a sottolineare in maniera più credibile le sollecitazioni a cui i piloti sono sottoposti in staccata: allontanandosi e avvicinandosi al lunotto, quasi come se le accelerazioni della moto "deformassero" la lente della telecamera, le frenate e le ripartenze vengono rappresentate molto meglio.

    È una feature sperimentale, ci dice il team di sviluppo, e forse anche un po' rischiosa, ma crediamo che quella imboccata dai creativi di Milestone possa essere una strada giusta per migliorare il livello di simulazione.Interessante anche la presenza di una nuova inquadratura in prima persona, che si avvicina ancora di più a terreno durante le pieghe, e segue in maniera più fedele i movimenti del centauro in sella. Forse non è adatta a tutti i giocatori (soprattutto a quelli che soffrono di motion sickness), ma se non altro resta una proposta intrigante.Il team ha promesso anche miglioramenti sul fronte dell'IA, ma per il momento i piloti ci sono sembrati ancora un po' troppo aggressivi in curva e poco attenti alla posizione degli altri contendenti.

    RIDE 3 Il passo in avanti compiuto da RIDE 3, anche grazie all'adozione dell'Unreal Engine, è sicuramente avvertibile. Il colpo d'occhio è sensibilmente migliore, e alcuni interventi effettuati sul modello di guida e sulla gestione delle inquadrature aiutano il driving system a trasmettere le giuste sensazioni. Al di là di questi miglioramenti sostanziali, la presentazione della Gamescom si è focalizzata sopratutto sulle aggiunte contenutistiche: tracciati, livree, vetture. Avrebbe forse giovato un cambiamento sostanziale della modalità carriera, che qui cambia pelle ma non filosofia: concentrata ancora una volta sullo spirito di collezionismo, rischia di risultare priva di stimoli sulla lunga distanza, proprio come quella del secondo capitolo. Speriamo che una prova più approfondita possa sconfessare questi timori, anche se l'idea è che molti degli sforzi produttivi del team siano stati spesi per il passaggio al nuovo motore. Staremo a vedere, nella speranza di non dover attendere un'altra stagione per vedere qualche innovazione sul fronte delle modalità.

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