Svilupparty

RIOT: Civil Unrest provato a Svilupparty 2017

Durante l'ultima edizione di Svilupparty abbiamo potuto provare con mano RIOT: Civil Unrest, presto in arrivo su PC.

provato RIOT: Civil Unrest provato a Svilupparty 2017
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • "Vedi quello che succede in televisione, vedi come i media raccontano certe storie; ma capisci come sono andate davvero solo ascoltando le voci di chi le ha vissute. Oggettivo è una parola grossa, ma in questo gioco abbiamo cercato di tendere ad essere oggettivi, a mostrare quello che la televisione spesso ha censurato, perché era meglio così." Con queste parole lo sviluppatore Leonard Menchiari ci presenta la sua ultima fatica, RIOT - Civil Unrest.
    Il simulatore di sommosse popolari, sviluppato assieme a IV Production e al publisher Merge Games, dovrebbe essere giunto alle ultime fasi di sviluppo, e all'ultima edizione dello Svilupparty abbiamo avuto la possibilità di testarlo con mano. Detto chiaramente, il lungo parto durato cinque anni pare a prima vista giustificato: di primo acchito il gioco è un piacere per gli occhi e le orecchie. L'assetto grafico gestito da Fabrizio Zagaglia è basato su di una pixel art curata e cinestetica, fine e rafforzata da animazioni e luci eleganti.
    Quello che ci ha stupito è stato il sound design di Michele Postpischl, che immerge di realismo l'atmosfera. Nella partita che abbiamo giocato guidavamo le forze di Polizia durante i tafferugli con i No Tav in Val di Susa. Teniamo le file dei nostri uomini strette, immobili. I suoni ambientali ci riportano distensione e pace, la natura si fa sentire con il verso degli uccellini di montagna. Dall'altra parte della "barricata" arriva il suono dei bonghi e dei canti dei manifestanti. Suoni e versi piacevoli, la tipica quiete prima di una tempesta.
    Ordiniamo alla nostra unità balistica di puntare il mirino di un fucile a lunga gittata munito di proiettili stordenti o lacrimogeni. Sparare al cuore dei manifestanti vorrà dire interrompere i canti e squarciare l'aria con le urla terrorizzate della folla.

    Non sono solo atmosfera e novità di tematiche a rendere RIOT il gioco da tenere d'occhio. Le meccaniche si prospettano complesse, e la varietà garantita non solo dalla scelta dello schieramento scelto, ma anche dal substrato strategico che modificherà l'andamento della battaglia. "Le forze dell'ordine andranno più sull'assetto offensivo e difensivo, quindi tattiche di attacco o difesa. I manifestanti invece più sull'aggressivo e non violento. Possono sembrare la stessa cosa ma in realtà implicheranno obiettivi e gestioni differenti delle armate."
    Abbiamo perso la battaglia contro i No Tav, nonostante avessimo distrutto qualche tenda e costretto loro a rifugiarsi agli angoli dell'area da gioco: non ci eravamo accorti fosse una battaglia a tempo. Personalmente mi sono divertito a drogare i miei uomini e a fare a pezzi il mio avversario. Ero piacevolmente soddisfatto ad aver "decimato" le forze nemiche tra arresti e lacrimogeni, e mi sono chiesto se questa sensazione di dominio nei confronti della fazione meno armata e più debole fosse una questione personale, o se ci fosse in effetti un meccanismo mentale innescato dal gioco, un cortocircuito intenzionale voluto dal team di sviluppo.

    "È quello che succede nella realtà. Ed è venuto in automatico, mentre si sviluppava il gioco. Non ho problemi a dire che ho visto, durante le sommosse, una sorta di divertimento da parte delle forze dell'ordine a giocare al tiro a bersaglio per veder scappare i manifestanti. E questo succede anche dall'altro lato, quando ti accorgi che alle volte le forze dell'ordine sono pronte solo a far casino, rovinando gli obiettivi e le aspettative di chi sta manifestando."
    Sarà interessante vedere che tipo di pubblico si avvicinerà al titolo e con quali intenzioni lo giocheranno. Ci è venuto naturale chiedere a Leonard cosa ne pensasse delle possibili reazioni di chi ha vissuto quelle situazioni da una parte e dall'altra o, meglio ancora, se fosse già arrivato un feedback di qualche tipo (dopo l'episodio di qualche anno fa, quando il sindacato di polizia Coisp pubblicò una lettera nella quale accusò il gioco di incitare alla violenza).
    "Abbiamo fatto vedere il gioco a chi ha vissuto alcune delle situazioni che sono presenti. Al di là di emozioni legate agli stati d'animo dovute ai ricordi, ci hanno detto che hanno trovato accurato il tutto. Da entrambi i lati. Un poliziotto ci ha detto che le sensazioni provate sono simili a quando indossa il casco e lo scudo. Se qualcuno ha timore che qualcosa del gioco possa fargli del male allora non lo giochi, tutto qui."
    Leonard ci racconta di come il "lato oscuro" possa uscir fuori non solo giocando con la Polizia, ma anche con i manifestanti stessi. Ma essere violenti, avere comportamenti distruttivi e disgregare le fazioni pacifiste per trasformarle in veri e propri black block non gioverà nelle fasi avanzate del titolo: le forze dell'ordine reagiranno presentandosi in maggior numero o rinforzate. "Diciamo che ogni azione che fai influisce sul livello successivo. Sfruttare certi oggetti/abilità influirà sul bilanciamento della squadra. Ipotizziamo tu stia utilizzando la polizia: se la tua tattica sarà basata unicamente sull'andare addosso alla folla, con violenza, allora nella successiva schermata ti ritroverai ad affrontare dei manifestanti incattiviti. Viceversa, se giochi con i manifestanti e attui un comportamento altrettanto violento, ti ritroverai in futuro con forze armate rafforzate.
    E ancora: nel gruppo di manifestanti ci sarà un nucleo violento e non violento. Se inciterai la fazione alla violenza, allora i secondi si allontaneranno, impedendoti di utilizzarli. Una protesta pacifica che vuoi rendere a tutti i costi rabbiosa non ti tornerà utile, perché saranno pochi quelli ti seguiranno. E poi i violenti saranno i primi a scappare dopo aver attaccato, mentre i manifestanti raziocinanti continueranno a supportare le loro idee
    ."

    Da buon RTS avremo a disposizione una lunga serie di abilità, attacchi specifici ed una sorta di divisione tra classi. Con la Polizia ho potuto notare che siamo dotati di una serie di abilità che sono un po' i grandi classici dell'assetto antisommossa, come muri di scudi, stimolanti, arresti immediati.
    "Le abilità di base sono le stesse: unita tattiche, d'assalto e balistiche. Nello specifico utilizzano armi diverse e questo ovviamente influenzerà la battaglia. Un esempio è sparare per uccidere un manifestante. Inizialmente tutta la folla scapperà, ma così ti ritroverai ad affrontare una massa rabbiosa e difficilmente da fermare." Uno dei punti forti del gioco sarà la possibilità di creare livelli personalizzati. "Abbiamo strutturato il gioco in modo tale da poter dare la libertà ai giocatori di creare i propri livelli e condividerli attraverso Steam Workshop o quel che sarà." La community che, si spera, sarà sparsa in giro per i quattro angoli del globo avrà la possibilità di raccontare la contemporaneità sotto casa. Avremo la possibilità di settare tutto: i suoni ambientali, lo sfondo, la quantità di forze disponibili, la location geografica e così via.
    Giocare a RIOT mi ha fatto venire in mente qualche mio vecchio amore di nostalgica giovinezza. Roba come il primo Cossacks, il Gettysburg di Sid Meier ma soprattutto un gioco del lontanissimo 1991, Centurion: Defender of Rome. La cura per la storicità delle battaglie, la cautela richiesta nella gestione della tattica ma soprattutto le armate pixelate me lo hanno fatto tornare trai pensieri. Pixel Art che non è solamente una scelta estetica ma morale.
    "La scelta della pixel art è per stimolare l'immaginazione e non entrare troppo nel particolare. Ogni singolo oggetto rappresenta qualcosa, dai costumi ai personaggi al trucco. Ma abbiamo scelto la pixel art per non rendere le immagini troppo forti, il sasso e la bottiglia in mano a qualcuno sono in realtà oggetti confusi, irriconoscibili, così come i volti non hanno espressioni." Riot è in dirittura di arrivo e ha già addosso l'interesse della stampa e del pubblico. Per quanto abbiamo potuto vedere le caratteristiche per una vagonata di complimenti e accuse ci sono tutte. Insomma, un successo assicurato.

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