Roboquest: Uno sparatutto roguelike accessibile con un sacco di armi

Abbiamo provato la versione Early Access di Roboquest, un interessante sparatutto in soggettiva con meccaniche Roguelike.

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Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • Malgrado la presenza sul mercato di un numero sconfinato di roguelike, sono davvero pochi gli sparatutto in prima persona che hanno abbracciato questo sottogenere e ancora meno quelli che sono riusciti in questo intento. Oltre al recente Witchfire (la nostra prova di Witchfire è a portata di click) e al noto Gunfire Reborn, vi è anche un altro FPS roguelike davvero interessante la cui fase di Early Access dovrebbe volgere al termine nel giro di qualche mese: stiamo parlando di Roboquest, un prodotto che non andrebbe assolutamente sottovalutato da qualsiasi videogiocatore apprezzi il genere.

    Grazie ad un codice fornito da RyseUp Studios e Starbreeze Publishing, abbiamo avuto l'opportunità di trascorrere qualche ora in compagnia del gioco e siamo pronti a parlarvene approfonditamente.

    Una nuova speranza

    A fare da sfondo alle run di Roboquest c'è una trama molto classica, dal momento che il titolo è ambientato in un futuro distopico in cui l'umanità è stata quasi del tutto spazzata via e i pochi superstiti vivono nel deserto, al riparo da robot particolarmente aggressivi nei confronti dell'uomo.

    Fra i sopravvissuti vi è anche Max, una ragazzina molto abile con la tecnologia che, durante una delle sue esplorazioni, ritrova la carcassa senza vita di un Guardiano, un robot combattente che viene rimesso in sesto dalla giovane affinché possa aiutarla ad addentrarsi in territori inesplorati per trovare risorse con cui sopravvivere e magari scoprire qualcosa di più sugli eventi che hanno mandato il mondo in rovina.

    Tra un'area e l'altra assisteremo infatti a brevi sequenze d'intermezzo che, con una serie di immagini che ricordano quelle di un albo a fumetti, raccontano qualche dettaglio in più al giocatore su quello che è il mondo di gioco.

    Ad essere più incentrata sulla narrazione è anche l'introduzione, che consta di una breve missione tramite la quale Max ed il suo alleato giungono in una piccola città abbandonata che diventerà la loro base operativa, ossia il luogo da cui partiranno le varie spedizioni ed in cui torneremo al termine di ogni run, a prescindere dal suo esito. All'interno dell'hub centrale, che si arricchirà al lancio della build finale, si può cambiare il robot da utilizzare, modificare la difficoltà, avviare una partita in coop online con un altro utente o utilizzare le risorse sbloccate per sbloccare potenziamenti permanenti tra una partita e l'altra. In questo caso, però, sarebbe sbagliato parlare di un roguelite, poiché la quasi totalità dei power-up riguardano la qualità dei drop e sono pochi quelli che forniscono veri e propri potenziamenti ai protagonisti.

    Un mare di armi

    Per quel che riguarda il gameplay, Roboquest è uno sparatutto in prima persona dall'accentuata componente arcade. Il nostro robot può eseguire un doppio salto e muoversi agilmente tra gli scenari per eliminare con un arsenale di tutto rispetto orde di torrette e robot che gli danno la caccia. È proprio la collezione di armi il punto forte della produzione RyseUp Studios, poiché il numero di bocche da fuoco disponibili non solo è altissimo, ma include giocattoli molto diversi tra loro che incitano l'utente ad adottare stili di gioco differenti.

    Si passa da motoseghe e pugnali da lancio a fucili a pompa con svariate canne, passando per fucili laser: ce n'è per tutti i gusti. Come se non bastasse, ognuno di questi strumenti di morte è disponibile in più livelli di rarità e con caratteristiche casuali in stile Borderlands, elemento che garantisce ulteriore varietà quando si tratta di premere il grilletto. Complice anche l'impostazione arcade, il gunplay è molto soddisfacente e permette di colpire con precisione utilizzando qualsiasi arma, sebbene alcune richiedano un pizzico di attenzione in più per via del moto parabolico dei loro proiettili (come quelli dei lanciagranate o delle asce da lancio).

    Passando invece alla struttura delle partite, ci troviamo di fronte ad un roguelike molto classico: si completa una mappa, si sconfigge il boss di turno e si prosegue verso il bioma successivo, con alcune soste presso aree di ristoro presso le quali sbloccare armi casuali, ripristinare parte della salute e acquistare qualche potenziamento.

    Le mappe, che sono formate da stanze precostruite e poi assemblate in maniera procedurale, sono lineari nelle prime fasi dell'avventura e più aperte in quelle avanzate, dove bisogna completare alcuni obiettivi prima di poter procedere. Persino nelle mappe più lineari, però, non mancano aree segrete che mettono il giocatore di fronte a sfide basate sul platforming più o meno complesse che, se completate, forniscono armi ed oggetti bonus. Durante le run non si diventa più forti solo acquisendo armi di livello e rarità maggiori, ma anche accumulando esperienza e sbloccando i classici potenziamenti che svaniscono al termine della partita. Dopo aver eliminato un po' di nemici, vi verrà chiesto di scegliere uno tra i power-up proposti, che solitamente hanno a che vedere con le abilità attive o passive del robot in uso. Il team di sviluppo ha svolto un ottimo lavoro nella diversificazione delle cinque classi disponibili, ciascuna con poteri unici che ben si adattano a stili di gioco differenti. Il nostro preferito è il robot che può teletrasportarsi da un lato all'altro della mappa, ma vi sono anche personaggi dotati di lanciamissili o invisibilità temporanea, tutti ben caratterizzati.

    Roguelike e accessibilità, un connubio inatteso

    Se c'è un elemento che davvero contraddistingue Roboquest rispetto a molti suoi altri colleghi illustri è l'accessibilità. Da questo punto di vista, il titolo RyseUp Studios non ha rivali e risulta godibile per qualsiasi tipo di giocatore, dal bambino poco avvezzo agli FPS all'hardcore gamer in cerca di una sfida che possa metterlo a dura prova.

    Dall'hub centrale si può modificare senza particolari problemi il livello di difficoltà, il quale si limita ad influenzare elementi di gameplay senza però castrare le ricompense o bloccare meccaniche di gameplay: tutti possono fare tutto a qualsiasi livello di sfida. Banalmente, potreste dedicarvi al farming delle risorse per potenziare la base o al completamento degli obiettivi per sbloccare le varie classi alle difficoltà più basse, per poi cimentarvi nelle run più serie aumentando la complessità degli scontri.

    Il motivo per cui abbiamo detto che Roboquest è perfettamente giocabile anche dai più piccoli è semplice: per via della presenza di soli robot sui campi di battaglia, il gioco è del tutto privo di violenza. Ma non solo, visto che lo stile fumettoso e colorato dovuto alla grafica in cel shading contribuisce a rendere tutto più leggero.

    Fortunatamente, il titolo non ha nemmeno richieste particolarmente alte dal punto di vista dell'hardware e gira perfettamente anche su macchine meno prestanti. Nel nostro caso non abbiamo avuto mai problemi giocando al massimo delle possibilità, anche laddove la situazione a schermo era piuttosto concitata. Dobbiamo infine segnalare che il gioco supporta solo parzialmente l'italiano: i sottotitoli sono disponibili e si possono usare, ma sono incompleti e verranno ultimati nel corso dei prossimi mesi. Per chi non lo sapesse, infatti, manca poco al debutto della versione finale di Roboquest, che dovrebbe uscire dall'Accesso Anticipato entro la fine dell'anno grazie alla pubblicazione di un grosso aggiornamento che introdurrà nuove funzionalità, un finale alla storia e tantissimi altri contenuti.

    In conclusione, Roboquest è un FPS roguelike da attenzionare e che nei prossimi mesi potrebbe far parlare di sé grazie alla versione 1.0.

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