Rocket Arena: uno sparatutto online di EA Originals ispirato a Smash Bros

Abbiamo passato diverse ore in compagnia di Rocket Arena, un nuovo multiplayer competitivo a base di razzi ed esplosioni.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Accanto alle grandi produzioni tripla A, Electronic Arts porta avanti un progetto alquanto virtuoso volto a dare maggiore risalto alle piccole opere indipendenti: stiamo ovviamente parlando della collana EA Originals. Grazie a questo progetto sono infatti giunti sul mercato i due Unravel, largamente apprezzati, l'eccellente A Way Out di Josef Fares e il meno rimarchevole Sea of Solitude: stando a diverse dichiarazioni, tutti gli studi indie hanno intessuto ottimi rapporti con Electronic Arts, e sono stati ben supportati fino all'uscita sul mercato.

    Questo legame con le minute realtà è destinato a continuare con Rocket Arena, titolo d'esordio del team Final Strike Games. Si tratta di un particolare shooter brawler online, basato su scontri 3 vs 3 in diverse modalità che guardano anche al mondo competitivo. Abbiamo passato ben quattro ore a battagliare con razzi di ogni tipo, e ci siamo fatti un'idea piuttosto chiara del gioco multiplayer che arriverà il prossimo 14 luglio.

    Noi facciamo multiplayer

    La natura del prodotto è rappresentata dal motto stesso di Final Strike Games, ossia "We make multiplayer". Sebbene il team sia al suo primo gioco ufficiale, è composto da veterani dell'industria che hanno lavorato a progetti del calibro di Need For Speed Carbon, L'ombra della Guerra, Halo 5 e Plants vs Zombie Garden Warfare.

    A tal proposito, la nuova proprietà intellettuale sembra proprio ispirarsi allo sparatutto multigiocatore di PopCap, sia per la facilità con cui intrattiene, sia per l'art style colorato ed esplosivo. Tuttavia, a differenziarlo c'è un occhio di riguardo per il mondo competitivo, una voglia di proporre battaglie da vincere con la propria abilità e la corretta coordinazione con i compagni. Prima di entrare nel merito della nostra prova, però, è bene chiarire il (semplice) contesto del gioco.Il mondo di Crater ha avuto un'evoluzione differente, e per una curiosa serie di coincidenze ospita regioni appartenenti ad epoche di ogni tipo: dai pirati sanguinari alle amazzoni della giungla, da una popolazione sottomarina a uomini iper tecnologici che vivono in città fluttuanti. Per celebrare questa ricchezza culturale (e anche per concedere un legittimo sfogo), il Rocket Champioship Tour accoglie partecipanti provenienti da ogni luogo, in un viaggio itinerante all'insegna dei missili e della competizione.

    Ogni regione presenta il suo campione, dotato di peculiarità uniche da sfruttare nelle arene: Amphora, per esempio, può trasformarsi in una medusa e far emergere un mulinello acquatico per investire gli avversari, mentre il lento cacciatore Boone è un cecchino formidabile.

    Evolvere la storiaEntrando nelle specificità del gameplay, tutti gli eroi sono dotati di un triplo salto a di un'arma unica, da aggiungere a una schivata e due abilità (una rappresenta una sorta di ultimate), entrambe soggette a un periodo di cooldown. Ad aggiungere ulteriore profondità all'impasto ludico troviamo il celebre rocket jump, ossia la possibilità di sparare un razzo verso il terreno per avere un'ulteriore spinta verso l'alto, e un'altra meccanica totalmente inedita: il wall climb, ossia la capacità di scalare le pareti piazzando colpi diagonali in rapida successione. Questa dote risulta particolarmente utile per guadagnare quota ed ottenere un vantaggio tattico, oppure per salvarsi da una caduta nel vuoto.

    Durante la nostra prova abbiamo potuto testare sei dei combattenti che saranno disponibili al lancio (al day one saranno dieci) e dobbiamo ammettere che ciascuno ci è parso davvero ben caratterizzato. Al di là delle nostre preferenze, tuttavia, nella composizione di un team è opportuno soprattutto fare attenzione agli eroi selezionati dai compagni. Questo perché gli sviluppatori hanno operato un lavoro di bilanciamento "sottocutaneo" e se, sulle prime battute, pare non esserci alcun rapporto di forza, in realtà col passare delle ore emergono counter specifici per ogni partecipante. Il tutto si unisce ad alcune caratteristiche del gameplay ben implementate e a un'anima da brawler, sulla falsariga di Super Smash Bros, sorprendentemente efficace.

    Monete, palle e missili

    Dobbiamo dire che, al netto di un design non particolarmente eccezionale, all'atto pratico Rocket Arena sembra mostrare buone potenzialità. Questo perché unisce con una certa facilità lo scontro diretto e la già citata anima da brawler: colpire i nemici, infatti, li conduce a uno stato critico in cui è più facile scaraventarli fuori dall'arena, un po' come avviene nell'esclusiva Nintendo.

    Il sistema funziona, e a nostro avviso bisognerebbe solo migliorare le possibilità di "recupero", forse troppo limitate e lente da attuare: ad esempio, è necessario un corposo periodo di tempo per far tornare i danni sotto il limite critico, e una volta che questo viene raggiunto (e si subisce il razzo fatale), non sembra esserci possibilità di salvezza, neanche posizionandosi in punti "coperti" della mappa per cercare di non essere spediti nella ionosfera.

    Interessante è anche il modo in cui gli sviluppatori hanno adattato il gameplay alle diverse modalità: se il Knock Out, ossia il deathmatch, non ha bisogno di presentazioni (al pari del capture the zone che sarà disponibile al lancio), nella nostra prova abbiamo testato anche i match Caccia al tesoro e Razzosfera. Il primo tipo prevede la raccolta di monete in due fasi a intervalli regolari, e la squadra che raggranella 250 dobloni dorati ottiene la vittoria. L'altra modalità è più peculiare, giacché è richiesto di "segnare" delle reti con un pallone da lanciare nella base avversaria (un po' come il quasi omonimo Rocket League).

    In quattro ore, il tempo è volato via con estrema facilità, e siamo rimasti sorpresi anche dalla capacità di ogni eroe di essere efficace col corretto utilizzo: ad esempio, in queste tipologie di partite abbiamo preferito inizialmente un personaggio agile dotato di una sorta di hoverboard, ma prendendo confidenza con le meccaniche anche un "cecchino" è in grado di dar manforte efficacemente al team (far perdere tempo all'avversario con il respawn garantisce un buon vantaggio tattico). A tutto ciò, infine, si aggiungerà anche una modalità PvE totalmente cooperativa che, sebbene non rappresenti il fulcro dell'esperienza, potrà arricchire l'offerta generale di Rocket Arena.

    Se ai nastri di partenza Final Strike sembra farsi trovare pronto, sarà necessario garantire il giusto supporto nel tempo: Rocket Arena presenta un sistema di microtransazioni legato ai soli oggetti estetici (alcuni ottenibili anche con una valuta free), e il team ha già programmato di introdurne di nuovi col passare delle settimane, inoltre è presente anche un campionario di artefatti per ottenere piccoli bonus alle statistiche. Questi ultimi si rinvengono solamente giocando, e comunque sembrano garantire effetti accessori incapaci di stravolgere l'equilibrio dei match.

    Il lato meno attraente pare quello grafico, con un design generale cartoonesco e poco carismatico. Nonostante questo, il team ha cercato di aggiungere tutta la varietà possibile, sia nel roster di personaggi, sia nelle arene, ispirate proprio alla strana natura di Crater. La mancanza di dettagli nella beta, comunque, aiutava a gestire tutto il caos che si scatena su schermo, tra esplosioni, razzi e abilità di ogni tipo.

    Rocket Arena Rocket Arena ci è parso un buon progetto per esordire sotto il vessillo del programma EA Originals. Gli sviluppatori sembrano aver trovato una strada diversa per accogliere diverse tipologie di utenti, e la nostra prova ci ha catapultato in match semplici e divertenti, in grado comunque di intrattenere per ore, anche grazie a un gameplay soddisfacente e non privo di guizzi d’originalità. Il fatto di presentarsi al mercato con un prezzo budget (circa 30 euro) e un cross play totale potrebbe essere un ulteriore incentivo per chi cerca un'opera multiplayer colorata e divertente, ma aspettiamo di mettere le mani sul pacchetto completo per comprendere l’intero valore del gioco. Per quanto riguarda il desiderio di cimentarsi nel mondo competitivo, le potenzialità parrebbero esserci, ma per tagliare questo traguardo servirà un bilanciamento perfetto e una buona offerta complessiva. Troveremo le nostre risposte tra poco tempo: l’appuntamento è infatti rimandato solo di qualche settimana.

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