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Serial Cleaners: romanzo criminale, un viaggio nel mondo della malavita

Alla Gamescom 2022 abbiamo vestito i panni di due fixer nella demo di Serial Cleaners, per ripulire, con soddisfazione, altrettante scene del crimine.

Serial Cleaners: romanzo criminale, un viaggio nel mondo della malavita
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il boot di 505 alla Gamescom 2022 ci ha dato modo di mettere le mani su diversi titoli interessanti, pensiamo ad esempio a Miasma Chronicles e a Serial Cleaners, lo stealth action game con visuale top down sviluppato dai ragazzi di Draw Distance. Mentre l'originale Serial Cleaner era ambientato negli anni ‘70 (per approfondire, ecco la recensione di Serial Cleaner), il suo sequel ci offrirà una versione alternativa della New York degli anni ‘90, ispirata sia ai capolavori di Quentin Tarantino, sia ai videogiochi dall'aspetto "lo-fi" che hanno segnato quell'epoca. Dei quattro fixer di cui vestiremo i panni, nella versione dimostrativa al centro della nostra prova ne abbiamo utilizzati due, molto distanti tra loro non solo per età ma anche per carattere e abilità.

    Le ambizioni di un viaggio criminale

    Come ci è stato svelato in un video di presentazione per la stampa e dagli sviluppatori alla Gamescom, questo viaggio dai tratti ispirati alla street art degli anni ‘90 promette di superare quanto fatto dal predecessore sul fronte narrativo, complice una trama non lineare dai temi maturi con scelte di dialogo e conseguenze annesse. Non sappiamo quanto questo aspetto possa rivelarsi centrale in un tipo di prodotto come Serial Cleaners ma abbiamo tutta l'intenzione di scoprirlo.

    Di certo possiamo dire che i protagonisti, almeno per quanto concerne l'agile hacker di nome Viper e il vecchio Bob, tanto cinico quanto dotato di sangue freddo sul lavoro, sembrano ben caratterizzati ma chiaramente ci vorrà più di una cutscene introduttiva per confermarlo. Al contempo, attendiamo di udire gli accompagnamenti sonori alle macabre missioni dei criminali, che per l'occasione sono stati composti da Joshua Eustis (Telefon Tel Aviv, Nine Inch Nails, Puscifer).

    Le difficoltà del mestiere

    La prima missione della versione dimostrativa era su scala ridotta, proprio perché pensata per illustrare i rudimenti del gameplay. Nei panni di Bob ci siamo recati in un appartamento dove si erano da poco consumati degli efferati omicidi, con cadaveri in ogni dove, mobilio messo a soqquadro e pozze di sangue in bella vista.

    Purtroppo non abbiamo avuto il tempo per studiare la scena del crimine e capire come ripulirla al meglio, perché dopo pochi istanti siamo stati raggiunti da un piccolo manipolo di sbirri. In sostanza, in un modo un po' lontano dal concetto di sospensione dell'incredulità, abbiamo dovuto concludere il lavoro sotto il naso degli agenti, badando chiaramente a non essere individuati. In realtà, quando si viene colti dalla polizia con le mani nel sacco non sopraggiunge necessariamente il game over ma andiamo con ordine. Di norma è possibile nascondersi in un armadietto, in una cabina doccia o sfruttando le particolari conformazioni dei singoli scenari ma ciò non vale quando gli uomini in divisa hanno una visuale chiara sulla nostra fuga. Nei casi disperati, insomma, per tentare di evitare la manganellata che ci metterà a nanna, potremo stordirli chiudendo loro una porta in faccia al momento giusto o grazie al peso (letteralmente) di particolari prove di cui liberarsi.

    Usare un aspiraliquidi, magari dopo aver acceso la radio per attutirne il rumore, e veder sparir via progressivamente tutto il sangue, è soddisfacente, così come lo è il potersi sbarazzare di un corpo gettandolo nella tromba dell'ascensore. Interessante è anche il capire come utilizzare al meglio i talenti specifici dei fixer, con Bob che ad esempio può portare in spalla un cadavere anziché trascinarlo, così da poterlo occultare rapidamente e senza produrre rumori inutili.

    Le routine dell'IA che muove i nemici sono abbastanza basilari e infatti ci è parso che la difficoltà dell'esperienza sia più influenzata dal numero degli sbirri sulla scena del crimine che dalle loro effettive capacità individuali.

    Difatti nella seconda missione ci siamo ritrovati a doverne evitare un bel po' e la cosa si è rivelata più difficile del previsto, al netto della possibilità di attivare una visione speciale per studiare più attentamente la composizione dello scenario e i percorsi delle pattuglie. Stavolta nelle vesti di Viper, desiderosa di mostrare a Bob tutto il suo talento, ci siamo intrufolati in un obitorio per rimuovere alcuni cadaveri e una serie di documentazioni scomode, ma non prima d'aver hackerato un database per raccogliere informazioni utili sul dafarsi.

    Non potendo portare in spalla i cadaveri, Violet si affida alle sue capacità per aprire cancelli o far breccia nel sistema e prendere il controllo delle sorgenti di luce. A questo poi aggiungiamo il fatto che riesca a smontare facilmente le grate per attraversare i condotti di ventilazione, così da poter entrare o uscire dalle strutture nei momenti critici. Quando la presenza della polizia ha superato i livelli di guardia, abbiamo provato dei momenti di sana tensione, complice anche il buon level design alla base dello scenario in questione.

    Vista anche la sua particolare presentazione visiva, che volutamente non ricerca il dettaglio sfrenato per restituire un'immagine accattivante nel suo complesso, Serial Cleaners sembra essere un titolo promettente ma è chiaro che dovremo attendere il prossimo 22 settembre per scoprirlo. Le reali ambizioni narrative, l'efficacia dei suoi altri due protagonisti e delle missioni che comporranno l'esperienza, banalmente, sono ancora tutte da dimostrare, però il brivido di cancellare della storia dei crimini indicibili potrebbe creare dipendenza a coloro che si faranno catturare del mestiere del fixer.

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