Shadow Power Upgrade: un potente servizio di Cloud Gaming, ma che prezzi

Abbiamo provato per qualche settimana il servizio di Cloud Computing Shadow con il nuovo Power Upgrade: risultati eccellenti, ma non per tutte le tasche.

Shadow Power Upgrade: un potente servizio di Cloud Gaming, ma che prezzi
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Cosa significa veramente Cloud Gaming?
La nostra esperienza con Shadow e il suo nuovo Power Upgrade è iniziata con questa domanda nella testa, tra login e impostazione di Windows. Il punto è proprio questo: il reale significato di giocare in streaming è davvero quello che ci hanno proposto finora oppure c'è qualcosa in più che ci sta sfuggendo in piena vista? Shadow ha avuto il merito di proporci interessanti considerazioni in merito a questo segmento del mercato videoludico, fatto di gioco liquido con piattaforme dalle sfumature differenti - ma non troppo - nella sostanza. La cosa più vicina a Shadow, tra i servizi più blasonati, è probabilmente GeForce NOW con la sua gestione dei client, pur con tutte le differenze del caso, ma il Cloud Computing offerto da questo servizio si discosta per versatilità e trasversalità, pur cedendo il fianco a qualche critica.

Prerequisiti e dispositivi supportati

Per utilizzare Shadow non servono grosse raccomandazioni: basta scaricare il client e fare in modo che la piattaforma dove lo utilizziamo soddisfi i requisiti, che spaziano dall'hardware supportato alla qualità della connessione.

La nota positiva è che la compatibilità è molto ampia e spazia da Windows a macOS, passando per Android. Su PC, dove vige una ampia eterogeneità di configurazione, i margini sono altrettanto larghi: per soddisfare i requisiti raccomandati è sufficiente un qualsiasi processore Intel di settima generazione o addirittura una CPU AMD dal 2012 in poi. La memoria dev'essere di almeno 4 GB di RAM. È richiesto almeno Windows 8.1, ma è preferibile Windows 10 o superiore.
Shadow è presente sulle principali piattaforme mobili e su set-top-box Android per giocare direttamente alla TV. Ciliegina sulla torta, la compatibilità con Raspberry a 64-bit e con i visori Meta, ovvero Quest e Quest 2, tramite app dedicata e installabile attraverso SideQuest.
Quanto alle richieste lato connettività, la raccomandazione universale è di avere a disposizione almeno una rete a 15 Mbps con un ping di 30 ms.

Più si sale con la banda e maggiore sarà la qualità, fino ad arrivare a un massimo allocabile per il solo Shadow di 70 Mbps qualora si decidesse di optare per un approccio fisso e personalizzato, altrimenti si può applicare la formula automatica che adatta dinamicamente la banda a disposizione sulla base delle condizioni di rete.

Tutte queste informazioni, insieme alla gestione di audio, video e periferiche, sono reperibili direttamente nel menu popup di Shadow, una volta effettuato l'accesso alla propria macchina remota.

Caratteristiche ed esperienza di rete

Con il nuovo Power Upgrade di Shadow si può sbloccare una macchina dalle performance di tutto rispetto, dotata di processore AMD EPYC 7543P con 4 Core e 8 Thread a disposizione dell'utente.

La grafica, invece, è responsabilità di una NVIDIA RTX A4500, scheda professionale con 20 GB di memoria video le cui prestazioni in-game vengono comunemente paragonate a quelle di una RTX 3070, mentre la RAM di sistema sarà pari a 16 GB. L'azienda ha già annunciato il prossimo arrivo di schede video RDNA2 tra cui la Radeon Pro V620 da inserire nell'ambito della stessa offerta, ma non sono ancora noti i dettagli circa la gestione dell'eventuale distribuzione dell'una o dell'altra opzione grafica.

Le specifiche sono di fascia alta per una macchina che dobbiamo immaginare in nostro completo possesso, come se fosse sotto la nostra scrivania: sul monitor, smartphone o TV che sia, vedremo proiettato il desktop di Windows 10 proveniente da un PC localizzato nei datacenter francesi di Shadow. Dobbiamo immaginare che internet sia un gigantesco collegamento che trasferisce direttamente sul nostro monitor le immagini prodotte da un PC a migliaia di Km di distanza, come un lunghissimo cavo video.

Non ci sono limiti all'uso che è possibile fare con questa dotazione, avendo a disposizione la totale interezza di Windows. Si potranno scaricare tutti i client di gioco su cui abbiamo acquistato i nostri giochi, ma anche suite professionali come Topaz AI e Creative Cloud con strumenti di editing, montaggio e rendering professionali per farne un utilizzo quanto più trasversale possibile.

Il suo punto prezzo è di 29,99 euro al mese per il pacchetto base, a cui vanno aggiunti 14,99 euro al mese per il Power Upgrade. Una cifra di certo importante, ma che trova ragion d'essere in virtù delle sue potenzialità assolutamente premium nel campo del Cloud Computing e Cloud Gaming.

Risulta difficile, tuttavia, pensare di utilizzarlo esclusivamente per il gioco quanto più come main driver anche per utilizzi particolarmente impegnativi in caso di limitazioni di budget nella possibilità di accesso a macchine con dotazione professionale di pari livello.Abbiamo avuto modo di provare Shadow in lungo e in largo, sfruttando sia un sistema desktop da gaming che un comune ultrabook con APU Ryzen di seconda generazione, ma ne abbiamo saggiato le potenzialità anche su smartphone. Come connessione, abbiamo utilizzato una FTTC a 105 Mbps effettivi, una limitata a 25 e il 4G del cellulare. L'esperienza migliore l'abbiamo ottenuta nel primo caso, con una responsività eccellente e risultati visivi di alto livello. Nel gaming tradizionale, gran parte dell'esperienza è stata soddisfacente con la migliore connessione a nostra disposizione. Con la seconda opzione abbiamo riscontrato una maggiore compressione video: il risultato è comunque stato all'altezza, seppur con evidenti limiti nelle aree più in ombra.

Anche in questo caso la responsività è stata sempre buona, con qualche sporadica interruzione del flusso che non ne ha minato la godibilità generale. Niente da segnalare, invece, riguardo il funzionamento generale del Client Shadow anche con i dispositivi meno prestanti.

Performance di gioco

Shadow con Power Upgrade si è dimostrato una creatura abbastanza poderosa e dalle prestazioni generose, sia nel gaming tradizionale che con Ray Tracing per luci, ombre e riflessi: merito di una GPU professionale sapientemente scelta dal provider francese per le sue postazioni cloud, in grado di sfornare prestazioni persino superiori rispetto a quanto dichiarato.

Siamo riusciti a giocare tranquillamente a Cyberpunk 2077 con preset Ray Tracing Ultra e DLSS attivo (Auto), ottenendo una media superiore ai 30 FPS, mentre su Forza Horizon 5 siamo stati in grado di sfondare il tetto dei 60 FPS. Con Ray Tracing la postazione risulta perlopiù mirata al 1440p, ma grazie al DLSS si riescono a ottenere risultati molto buoni anche in 4K non nativo sempre puntando al massimo dettaglio.

Le performance saranno comunque altalenanti nel corso dell'esperienza, specie se si tenderà a utilizzare una moltitudine di device differenti per le proprie sessioni di gioco, poiché al variare della risoluzione di streaming cambierà anche quella di rendering in maniera dinamica. Non è escluso, quindi, che si riescano a ottenere performance anche superiori sulla base del proprio hardware. In virtù di questo elemento, riportiamo anche i punteggi di 3DMark TimeSpy, con un overall di 9.702 punti composto da 4.208 punti in CPU Score e 12.146 in GPU Score.

La piattaforma è promossa a pieni voti come metodi di input: tastiera e mouse funzionano a dovere, così come i controller di Xbox Series X, Dualshock 4 e DualSense, anche se per questi ultimi due è necessario utilizzare la mappatura virtuale tramite utility di terze parti. Molto bene anche i comandi touch per smartphone, anche se per molti questa non rappresenta una via preferenziale d'utilizzo.

A differenza di altri servizi, un altro aspetto da considerare con Shadow riguarda la disponibilità dei giochi nell'immediato. Avendo a che fare con un PC in senso stretto, sarà necessario provvedere al download e all'installazione di ogni singolo gioco nella macchina in cloud.

Fortunatamente per chi non è dotato di una connessione Gigabit, le tempistiche non saranno scandite dalla nostra rete bensì da quella fornita a Shadow dall'azienda stessa nei suoi datacenter: per ogni singola postazione è garantita una connessione da 1 Gbps ed effettivamente abbiamo dovuto attendere molto poco per avere accesso ai nostri titoli preferiti.

Al netto delle ottime performance di connessione, però, ci sono un paio di considerazioni da fare sulla questione. Tanto per cominciare, tolte tutte le potenzialità eventuali, un sistema desktop di questo tipo elimina del tutto l'esperienza console-like di servizi squisitamente progettati per il Cloud Gaming come lo stesso GeForce Now. Altra riflessione merita lo spazio di archiviazione, limitato a 256 GB, a meno che non si decida di espanderlo con un plugin a pagamento.

Anche questo punto non va del tutto a favore di Shadow, con altre piattaforme che non tengono in alcun modo in considerazione lo spazio e i tempi d'attesa, mettendo subito a disposizione in maniera illimitata tutto il proprio catalogo (anche negli altri casi, a patto di avere possesso di una copia digitale dei titoli a cui si intende avere accesso).

Sono questi, probabilmente, i grandi limiti di Shadow, un servizio altrimenti di assoluto livello nonché una delle poche alternative per la realtà virtuale in cloud, campo in cui potrebbe seriamente fare la differenza scavalcando la necessità di hardware apposito e superando i limiti fisici dei visori standalone di Meta.

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