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Shenmue 3: l'avventura di Ryo Hazuki tra passato e presente

Yu Suzuki approfitta della Gamescom per presentare una nuova demo di Shenmue 3, in arrivo a novembre. Ecco le nostre impressioni.

Shenmue 3
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Shenmue 3 è un gioco proveniente da un passato dimenticato: è figlio di una poetica di game design unica e riconoscibile, ma non per questo immune allo scorrere del tempo. Quella che il leggendario Yu Suzuki ha scelto di portare avanti, anche a distanza di molti anni dall'esordio della saga, è una filosofia creativa da un lato piuttosto affascinante, ma dall'altro anche potenzialmente pericolosa. Come potete leggere nella nostra recensione di Shenmue 1 e 2 HD, d'altronde, la serie è sempre stata caratterizzata da uno stile di gioco di stampo quasi simulativo, fatto di minigiochi, esplorazioni, dialoghi e vita quotidiana. E tutto era avvolto da un'aura quasi mistica, la stessa che si respira anche all'interno del terzo capitolo, portato alla vita grazie al supporto degli storici estimatori delle avventure di Ryo Hazuki ed al loro contributo su Kickstarter.

    A pochi mesi dalla release, fissata a novembre di quest'anno, abbiamo avuto la possibilità di incamminarci a fianco del protagonista per vivere in prima persona una missione che farà parte della campagna principale, un incarico che nei suoi 40 minuti di durata ha racchiuso in sé l'essenza di un'opera come Shenmue, fatta di passeggiate in panorami da sogno, brevi conversazioni, molte attività secondarie ed altrettante arti marziali.

    C'era una volta Shenmue

    Accompagnato dalla dolcissima Shenhua, Ryo Hazuki si dirige verso Bailou Village, un ridente paesino circondato da fiumi e praterie, dove sembra aggirarsi un misterioso individuo con una vistosa cicatrice sulla guancia, il quale è in possesso di utili informazioni che permetterebbero al protagonista di proseguire nel suo viaggio.

    Shenmue 3 si ambienta poco tempo dopo la fine del secondo episodio, e come ormai ben sappiamo non rappresenterà la conclusione delle peripezie di Ryo: nella mente di Yu Suzuki c'è infatti ancora molto da raccontare, ed in tutta sincerità questa ennesima frammentazione non fa altro che spaventarci. A distanza di tantissimi anni dall'uscita del primo capitolo, decidere di non calare totalmente il sipario sulla serie rischia di essere una mossa azzardata: se il successo commerciale del gioco non si rivelerà soddisfacente, la paura di non vedere mai la fine di Shenmue diventerà del resto sempre più concreta. Fermo restando che ancora non sappiamo molto della vicenda di questa terza iterazione, di primo acchito avremmo preferito che Shenmue 3, nato quasi per un miracolo, incarnasse effettivamente la chiusura definitiva di un'odissea lunga due decenni.

    Un viaggio nel passato

    Rispettoso dell'eredità ludica del capostipite, il terzo capitolo non elargisce le indicazioni da seguire in maniera "tradizionale": ci chiede piuttosto di procurarcele personalmente, dialogando con i vari abitanti del villaggio e raccogliendo tutti i dettagli necessari a comprendere il prossimo passo da effettuare. Ecco perché, allo scopo di scoprire dove si trovava l'uomo con la cicatrice, abbiamo cominciato a chiedere in giro per il paesino, interagendo con tutti gli NPC con cui incrociavamo lo sguardo.

    In questo caso è emerso il primo inciampo dell'opera, ancorata ad un meccanismo di dialogo davvero obsoleto, frutto non soltanto di una regia statica, rigida ed a tratti persino molto approssimativa, ma anche di un'espressività facciale talmente imbolsita da ridurre repentinamente il senso di empatia e trasporto.

    Essendo un progetto nato dal basso, pretendere una grafica fortemente all'avanguardia sarebbe stato forse illusorio ed irrealistico, tuttavia il confine tra vintage ed anacronistico in Shenmue 3 tende ad essere poco definito. Alquanto imperfetto ci è parso anche il doppiaggio in inglese, troppo ingessato in alcune istanze e parecchio enfatico in altre, tanto da risultare a tratti un po' caricaturale. Shenmue 3 è un titolo che si nutre di contrasti, che vive in bilico tra l'esigenza di mantenere quanto più immutata possibile la propria visione, e la voglia di innovarsi senza il giusto coraggio. Quando si invola verso il sentiero della modernità, tra l'altro, il gioco compie altri passi in una direzione in parte sbagliata: ne è un esempio lampante il combat system, diverso ed attualizzato rispetto al passato ma ancora molto rigido, con hitbox quasi impalpabili ed animazione di stampo rétro. Concatenando parate ed attacchi, Ryo può avere la meglio sull'avversario, a patto però di riuscire a leggere correttamente le movenze nemiche ed i suoi frame d'azione: un dettaglio non sempre facile da cogliere, a causa di moveset farraginosi e poco chiari.

    La presenza di diverse tecniche da alternare in tempo reale durante lo scontro - selezionabili dopo aver preventivamente rinvenuto le apposite pergamene - scaccia parzialmente lo spettro del button mashing, ma c'è ancora un bel po' di lavoro da fare per rendere il combat system di Shenmue 3 al passo coi tempi.

    Al fine di giungere preparati ad un combattimento c'è assoluto bisogno di allenare il proprio corpo in specifici dojo, effettuando alcuni esercizi che si traducono in differenti minigiochi, la cui maggior parte (almeno stando a quello che abbiamo provato) consiste nel mettere alla prova i propri riflessi e massimizzare l'efficienza dei colpi col corretto tempismo. Ma non di soli duelli vive il buon Ryo: oltre al corpo è infatti necessario ristorare anche lo spirito con svariate attività ricreative.

    Dirigendosi verso il mercato, ad esempio, nella demo era possibile convincere alcuni interlocutori a raccontarci quello che sapevano sullo sfregiato a patto di sconfiggerli nelle sfide che proponevano. Tra le varie opzioni disponibili ci siamo cimentati in una buffa gara tra tartarughe, che andava completata premendo nel modo giusto i tasti comparsi sul pannello del televisore: un minigioco, insomma, che non ci sentiremmo di definire "avvincente".

    Per quanto concerne i lati più "simulativi" di Shenmue, non bisogna certo dimenticarsi di nutrirsi e riposarsi, seguendo magari il ciclo giorno/notte che scandisce le routine degli NPC. Un aspetto da simulazione che si estrinseca anche nel legame che unisce Ryu a Shenuha, migliorabile in base alle azioni ed alle scelte dialogiche selezionate. Non ci è stato dato modo di testare in prima persona le potenzialità di questa feature, e pertanto la nostra speranza è che si riveli sufficientemente articolata per riuscire a coinvolgere l'utente sul piano emotivo.

    Musiche e design

    Se c'è un elemento in cui Shenmue 3 riesce a distinguersi, questo risiede tutto nella sua dimensione artistica. Come vi abbiamo già accennato, il gioco sembra immerso in un'atmosfera favolistica e senza tempo, non supportata purtroppo da un comparto grafico pienamente all'altezza. Ciononostante, si respirano comunque una delicatezza ed una poesia davvero molto rare da trovare altrove, merito anche di un notevole corredo sonoro, composto da suggestivi motivetti orientali che, disgraziatamente, non risultano sempre ben connessi tra di loro. Può capitare quindi che, muovendoci lungo la mappa, un brano in sottofondo sfumi improvvisamente e, dopo alcuni secondi di silenzio, cominci a suonare un'altra melodia. L'effetto è un po' troppo brusco, e rischia di sciupare l'incanto artistico e sensoriale.

    Shenmue 3 Shenmue 3 equivale ad un viaggio nel tempo, un ritorno ad un passato del videogioco che forse ci appare più obsoleto di quello che ricordavamo. Yu Suzuki mantiene una forte dignità autoriale che verrà accolta a braccia aperte dagli irriducibili appassionati dei primi due capitoli, ma che potrebbe seriamente scontentare chiunque desiderasse una reinterpretazione della formula originale calata in una struttura ludica più moderna. Prima dell'arrivo nei negozi, Shenmue 3 dovrà dunque essere sottoposto ad un'accurata sessione di rifinitura del codice perlomeno sul piano grafico e sonoro, così da provare a ritagliarsi un posticino di valore nell'attuale panorama videoludico.

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