Sherlock Holmes Chapter One: indagare in un Open World

Frogwares torna sulle scene con un nuovo gioco investigativo ispirato al detective di Conan Doyle: lo abbiamo provato!

Sherlock Holmes Chapter 1
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Nel corso della nostra intervista agli sviluppatori di Frogwares, come potete leggere nella precedente anteprima di Sherlock Holmes Chapter One, il team ha sottolineato che il suo scopo - e citiamo testualmente - "è quello di non realizzare mai due volte lo stesso gioco". Considerando che da tempo lo studio si occupa di produzioni investigative e, soprattutto, di trasposizioni videoludiche ispirate al detective di Conan Doyle, bisogna ammettere che l'impresa non è delle più "elementari". Eppure, non si può negare che il collettivo ucraino si impegni a dovere per variare costantemente, anche se in maniera tutt'altro che radicale, l'approccio alle proprie esperienze interattive a base di indagini e deduzioni.

    Dopo aver attinto alla materia lovecraftiana con The Sinking City (qui potete recuperare la nostra recensione di The Sinking City), Frogwares si avvicina nuovamente alle opere di Conan Doyle con Sherlock Holmes Chapter One: un episodio intenzionato a esplorare gli anni giovanili del grande investigatore, mai approfonditi nei racconti e nei romanzi dello scrittore inglese. E cosa avrà fatto il team per differenziare le meccaniche ludiche da quelle del precedente The Devil's Daughter? La risposta è duplice: da un lato ha reso più elaborato il sistema che regola le indagini, e dall'altro ha ampliato il respiro della produzione trasformandola in un open world. Abbiamo provato le prime due ore della nuova avventura di Sherlock Holmes in arrivo entro fine anno (su PC e su tutte le console della passata e presente generazione), e ne abbiamo dedotto che potrebbe trattarsi di un "giallo videoludico" potenzialmente ben intricato. Proprio come i migliori casi del detective di Baker Street.

    Un giovane Holmes

    Cordona è una fittizia isola del Mediterraneo che rappresenta un suggestivo incontro tra differenti culture: un piccolo paradiso esotico che, sotto l'idilliaca apparenza, nasconde un marciume fatto di intrighi, classismo e violenza. Si dia il caso che è proprio in questo luogo ameno che è nato Sherlock Holmes, secondo la ricostruzione operata dai ragazzi di Frogwares.

    Ci troviamo nel 1880, e il nostro protagonista non è ancora l'espero detective che abbiamo imparato a conoscere in The Devil's Daughter (volete sapere cosa ne pensiamo del gioco? La recensione di Sherlock Holmes The Devil's Daughter è a portata di click): l'investigatore è un ventunenne dal carattere acerbo, eppure dotato - come prevedibile - di un intuito fuori dal comune. Il desiderio di far visita alla tomba della madre Violet, morta anni prima, è l'occasione per Sherlock di tornare nella sua terra natia accompagnato dal suo amico di infanzia Jon, un omonimo di quel Watson che il detective avrebbe incontrato solo molto tempo dopo. Insieme, i due si troveranno invischiati nei contorti misteri dell'isola, popolata - prevedibilmente - da abitanti di ogni risma e classe sociale, molti dei quali hanno tanti segreti da nascondere. La visita al capezzale materno è dunque solo il punto di partenza di una storia che si preannuncia parecchio più articolata rispetto a quella dei precedenti episodi: benché non mancheranno casi di furti e omicidi slegati dalla missione principale, l'impressione è che Chapter One voglia essere un prodotto più coeso in confronto ai lavori passati del team.

    Frogwares, d'altronde, intende dar forma al "miglior detective game di stampo open world", e per farlo allestisce meccaniche ludiche che non guidano il giocatore alla risoluzione dei casi, ma anzi lo lasciano quasi del tutto libero di scegliere in che modo condurre le indagini. Chiaramente nelle prime due ore di gioco, che fungono da lungo tutorial, non è possibile comprendere quanta libertà viene concessa all'utente, eppure già nei primissimi casi si intravede una maggiore complessità dei meccanismi risolutivi che ci lasciano ben sperare circa la struttura delle investigazioni più avanzate.

    Occorre comunque sottolineare che Sherlock (e quindi il giocatore) non sarà davvero completamente abbandonato a se stesso: Jon è un compagno spesso presente sulla scena, e ogni tanto potrà darci qualche suggerimento per instradarci verso la corretta scelta da imboccare, o proporci un differente punto di vista sulla situazione.

    Il rapporto con l'amico parrebbe uno dei pilastri portanti dell'intelaiatura di Chapter One, anche se al momento non è ben chiaro quanto impatto avrà sullo svolgersi degli eventi: sappiamo che Jon chiacchiera spesso con il protagonista, e che annota sul suo diario sia le conversazioni con Sherlock sia l'andamento del loro legame. A tratti sarà anche possibile scommettere con il nostro compagno circa la buona riuscita di alcune deduzioni, tra cui, ad esempio, la capacità o meno di individuare al primo tentativo il giusto sospettato. Una sorta di mini-game di abilità che, a quanto sembra, non dovrebbe essere fine a se stesso, bensì mutare il rapporto tra i due personaggi, con esiti ancora tutti da scoprire. È molto prematuro potersi esprimere sulla qualità della componente narrativa, ma l'impatto preliminare ci lascia presagire un racconto dal respiro più ampio, più intimo e psicologico, la cui conclusione varierà, come da tradizione, a seconda delle decisioni compiute durante le investigazioni.

    Indagini più complesse

    L'approccio di Frogwares con Chapter One consiste nel recuperare le dinamiche basi dei suoi titoli precedenti e inserirle in un contesto a mondo aperto: in questo modo, l'insieme si fa più esteso e variegato, e assume la definizione di "global investigation". Come in ogni altro capitolo della serie, una volta accettato un caso dovremo osservare attentamente la scena del crimine alla ricerca di indizi, impronte e dettagli quasi impercettibili, dopodiché intavolare conversazioni/interrogatori con gli altri personaggi e cercare di formulare l'ipotesi corretta per sbrogliare il bandolo della matassa.

    Ecco, su questa struttura tendenzialmente tradizionale si innestano dettagli aggiuntivi, pensati per rendere le indagini più stratificate e meno lineari. Nel corso della nostra prova abbiamo potuto prender parte a un solo caso principale a uno secondario, che - essendo tra i primi che sperimenteremo - risultavano abbastanza contenuti nei loro sbocchi possibili. Nella missione della main quest, d'altronde, c'erano soltanto due potenziali colpevoli: siamo speranzosi che, con il prosieguo della vicenda, ci troveremo dinanzi a crimini con più variabili da considerare. Anche con soli due sospettati, il groviglio del caso presentava un gran numero di dettagli valutabili: come in ogni investigativo che si rispetti, l'analisi dell'ambiente si accompagna alla necessità di considerare i vari indizi carpiti dai dialoghi e dalle possibilità di origliare le conversazioni, senza contare l'obbligo di scrutare attentamente i dettagli sul corpo dei personaggi e tracciarne un profilo comportamentale, nella speranza che sia il più corretto possibile. Le diverse modalità di visione di Sherlock ci permettono di sondare il territorio con maggiore o minore accuratezza, e data la mole di elementi a schermo e l'estensione della scena del crimine, non è affatto scontato che alcuni particolari vengano carpiti dal nostro occhio vigile.

    Il caso a cui abbiamo preso parte era ambientato in un ampio Hotel, diviso su più piani, e ci ha chiesto di indagare prima su un furto durante una seduta spiritica, e poi su un omicidio. L'abilità degli sceneggiatori di Frogwares, almeno in questa prima investigazione, ha fatto in modo che i moventi dei due indiziati non apparissero eccessivamente scontati. Per rendere l'esperienza più immersiva, il team ha anche predisposto differenti gradi di difficoltà, che aggiungono o rimuovono, a seconda delle preferenze, le icone per gli oggetti con cui interagire, le notifiche per il progresso delle indagini e altri dettagli legati ai minigiochi (come quello dell'analisi chimica).

    Così facendo, l'utente ha la facoltà di decidere se sperimentare un'avventura investigativa in cui far affidamento solo al suo intuito e alla sua memoria, oppure ricorrere a qualche aiuto nel diario di gioco. L'importante è sempre valutare gli indizi a propria disposizione, cercare di porre le domande corrette e fare le giuste deduzioni all'interno dell'ormai iconico Palazzo Mentale, il luogo dove il protagonista collega le prove e ricostruisce l'accaduto, prima di accusare il colpevole. In sostanza, l'approccio all'investigazione è assai simile a quello degli scorsi episodi, ma il team ha aggiunto alcuni passaggi ulteriori per rendere l'indagine più corposa ed elaborata. Di una certa rilevanza è anche la dinamica dei travestimenti: dal momento che i rapporti con determinati sospettati potrebbero essere incrinati dalle nostre scelte, Sherlock avrà la facoltà di travestirsi per cambiare identità e proseguire l'indagine senza essere riconosciuto, a tutto vantaggio di una spiccata varietà d'approccio che, ci auguriamo, sia quanto più libera possibile.

    Nella demo a nostra disposizione mancavano infine altri elementi che arricchiranno il gameplay, come il sistema di combattimento, la gestione della dimora degli Holmes e la facoltà di dedicarsi alle missioni secondarie. Il team ha promesso di svelare prossimamente questi aspetti del gioco, così da fornirci un quadro più completo di un'avventura che si preannuncia tanto complessa quanto vasta e che, in base alle parole di Frogwares, potrebbe impegnarci per più di 40 ore.

    Un mondo in cui investigare

    Come già ampiamente accennato, la novità più grande di questo nuovo Sherlock Holmes consiste nella natura open world del progetto: dovete immaginare Cordona come un'ampia scena del crimine, da esplorare liberamente e sulla quale avranno luogo differenti tipi di reati, da quelli primari - per proseguire con la main quest - a quelli opzionali.

    La vastità del mondo di gioco non è stupefacente, ma crediamo che le dimensioni contenute dell'ambientazione rappresentino un buon compromesso per non rendere eccessivamente dispersiva la "global investigation". La build di prova ci ha dato l'opportunità di visionare solo leggermente qualche scorcio di Cordona che, per quanto non brilli dal punto di vista grafico né delle animazioni (ponendosi in linea con la media delle altre produzioni Frogwares), presenta una direzione artistica piuttosto appariscente, che siamo curiosi di scoprire a fondo attraversando ogni vicolo dell'Isola e portando a galla tutte le meschinità che si celano tra i suoi paesaggi da cartolina.

    Sherlock Holmes Chapter 1 Data l’indubbia ambizione del progetto, ci vorrà una lunga indagine prima di poter valutare a dovere l’efficacia della nuova formula ludica imbastita da Frogwares. Sherlock Holmes Chapter One è un’evoluzione dei precedenti capitoli della serie che, sulla scia di The Sinking City, mira a estendere l’investigazione su un palcoscenico open world. A patto di non aspettarsi miracoli sul fronte grafico, considerando anche la natura non certo ad alto budget del prodotto, questa nuova avventura dedicata al detective di Conan Doyle potrebbe risultare piuttosto accattivante per gli estimatori delle investigazioni virtuali. Quanto abbiamo potuto provare, in ogni caso, è solo un microscopico assaggio di ciò che ci aspetta, ma ha saputo stuzzicare a dovere il nostro appetito.

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