Provato Sid Meier's Civilization: Beyond Earth

Il turn based a tema fantascientifico, secondo il "papà" del genere, Sid Meier.

provato Sid Meier's Civilization: Beyond Earth
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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Tra gli strategici a turni per PC degli ultimi 20 anni, uno in particolare si è contraddistinto per un gameplay ricco, profondo e a suo modo innovativo: parliamo naturalmente di Civilization, creato da Sid Meier, informatico e sviluppatore videoludico statunitense oggi considerato come uno dei personaggi più influenti nella storia del videogames. Iniziò la sua carriera nel mondo dei giochi elettronici in MicroProse, per poi fondare la propria software house nel 1996, Firaxis Games, poco dopo l’uscita del secondo episodio di Civilization nei negozi di tutto il mondo. Il successo della serie è dovuto all’ibridazione con meccaniche tipiche del gioco da tavolo, un gameplay tecnico, una buona intelligenza artificiale e infine la possibilità di giocare con altri giocatori. Il successo in termini di vendite per i primi due capitoli fu tale da convincere il game developer a sviluppare uno spin off a tema fantascientifico nel 1999, dal titolo Sid Meier’s Alpha Centuari. Il titolo si proponeva come un seguito ideale di Civilization II, spostando l’attenzione dal pianeta Terra ai sistemi stellari della Via Lattea.
A distanza di quindici anni Firaxis ci riprova con Civilization: Beyond Earth, che riprendendo le dinamiche del recente quinto capitolo, sposta nuovamente l’epicentro ludico verso le immense distese della nostra galassia.

ALLA CONQUISTA DELLO SPAZIO

La galassia. Il cosmo. La vita a decine e centinaia di anni luce di distanza. I temi della fantascienza classica sono, non lo si può negare, affascinanti oggi più che mai, soprattutto al pensiero che l’uomo è ormai a un passo dal mettere piede sul pianeta rosso. Il nuovo strategico di Firaxis riprende queste tematiche adattandole al contesto di Civilization, brand che, al contrario, si è sempre ispirato al passato piuttosto che al futuro, quindi ai fatti registrati dai libri di storia (se così si può dire). All’avvio della prima partita selezioniamo i soliti parametri: grandezza e tipo di mappa, numero di giocatori/IA e quindi obiettivi da conseguire per completare il gioco (sono un po' diversi da quelli del classico Civ, ma il succo è lo stesso). Le schermate di caricamento si raccontano attraverso scorci di città futuristiche e panorami spaziali mozzafiato, il tutto accompagnato da finiti quote a tema fantascientifico che raccontano del rinnovato desiderio di esplorazione dell’uomo, successivamente alla conquista della tecnologia per il viaggio nello spazio. Si respira una certa aria “romantica” che gli amanti della sci-fi classica certamente apprezzeranno molto.
Rispetto a Civilization V la mappa risulta un più schematica e geometrica, con linee di confine e aree disegnate sul terreno, per non parlare delle tinte fluo che per tradizione contraddistinguono i vari giocatori/bot sul terreno di gioco.

"Dal punto di vista del gameplay il gioco risulta innegabilmente ben bilanciato, com’era prevedibile considerando la diretta derivazione da un brand storico come Civilization."

La scacchiera esagonale è quindi perennemente presente e visibile, un fattore che ci permette di pianificare velocemente tattiche e movimenti delle unità, ma che al tempo stesso risulta un po’ meno gradevole sotto il profilo grafico. Ogni nuova partita si apre con un piccolo avamposto coloniale (destinato a diventare una metropoli e grande capitale di fazione), un lavoratore e un’unità scout per la prima esplorazione del territorio circostante.
Il ritmo di gioco è pressoché identico a quello di ogni capitolo della saga e del recente Civilization V, forse un po’ più lento nella fase iniziale visto che dovremo studiare alcune tecnologie prima di riuscire a esplorare liberamente la mappa e fondare nuovi avamposti. Il problema più grande (e il più impellente da risolvere) è quello del gas venefico. Il mondo alieno è infatti parzialmente ricoperto da alcune sacche gassose che uccidono lentamente le unità che vi sostano sopra; inutile precisare che non è possibile costruire su queste caselle della griglia. Per ovviare al problema è indispensabile studiare una tecnologia di bonifica, che consiste in un impianto orbitale che risana un’ampia area in 10 turni, oppure un missile ad azione istantanea che però si limita a ripulire una singola casella.
La fauna aliena, composta da creature terricole, volanti e marine, è discretamente forte ma generalmente poco problematica, visto che non ci attacca a meno di non sentirsi fortemente minacciata dall’estrema vicinanza con un gran numero di truppe, oppure quando direttamente aggredita.

QUALCHE PICCOLA NOVITÀ

Dal punto di vista del gameplay il gioco risulta innegabilmente ben bilanciato, com’era prevedibile considerando la diretta derivazione da un brand storico come Civilization, che è sempre stato ottimo sotto il profilo della giocabilità.
Una volta avviato il gioco e superati i turni preliminari, inizieranno ad atterrare i moduli spaziali delle fazioni rivali: presto la mappa si riempiranno di città, costruzioni e unità in movimento. Da lì a poco verremo contattati dai vari ambasciatori che ci chiederanno il permesso di attraversare il nostro territorio. I primi, timidi avvicendamenti, si trasformeranno presto in scambi culturali ed economici, nuove rotte commerciali e patti d’alleanza. Rispetto al Civilization classico, il gameplay di Beyond Earth ruota attorno ai traguardi culturali e scientifici piuttosto che alle questioni puramente politiche e commerciali: questo elemento rende il gioco anche più rapido e dinamico una volta superati i primi 150-200 turni di gioco. I veri problemi iniziano quando i diversi confini territoriali si toccano e viene a mancare lo spazio per espandere i propri domini. La diplomazia si fa sempre più complessa e difficile con il passare del tempo, la tensione sale rapidamente fino a sfociare nei primi blitz e conflitti. Nel corso della partita saremo costretti a operare delle importanti scelte (con ovvie conseguenze), decidendo di investire tempo e risorse su pochi aspetti tecnologici e militari, all’insegna della specializzazione in un dato campo. Non possiamo dimenticare le Affinità, che sostituiscono in toto le religioni: troviamo Purezza, Armonia e Supremazia, ognuna simboleggiante una ben precisa condotta, aprendo nuove offerte e possibilità ludiche.

Uno degli aspetti più interessanti del nuovo gioco è il massiccio utilizzo di satelliti e apparecchiature orbitanti. A tale scopo Firaxis ha deciso d'implementare un apposito livello per monitorare e controllare tutto quello che si trova in fascia geostazionaria, accessibile quindi con un apposito pulsante situato all’angolo dello schermo. Il livello orbitale risulterà particolarmente comodo nella fase intermedia di gioco, quando dovremo espanderci dal punto di vista territoriale, e nelle fasi finali, quando sarà indispensabile difendere città e unità dagli attacchi delle altre fazioni. L’interfaccia è piuttosto semplice, essenziale, intuitiva e pratica da utilizzare. Il pannello della ricerca scientifica è enorme e offre ampio spazio di manovra soprattutto agli amanti delle partite lunghe e chi predilige l’approccio studiato. Dal punto di vista grafico il gioco è praticamente identico al fratello maggiore, se non per il gradevole stile futuristico che caratterizza menù e interfaccia.

Sid Meier's Civilization Beyond Earth Questo nuovo assaggio di Beyond Earth non fa che confermare l’opinione già positiva del brand e di un genere. Pur non essendo portatore di moltissime novità - che si possono infatti contare sulle dita di una mano - il capitolo di Civilization a tema futuristico saprà sicuramente attirare l’attenzione del pubblico PC grazie al divertente gameplay e alla curiosa ambientazione. Molto interessante l’aggiunta dell’orbita geostazionaria, anche se l’effettiva efficacia della stessa potrà essere effettuata su un test più lungo e approfondito. Non possiamo purtroppo avanzare opinioni circa la modalità multiplayer, per la quale ci toccherà aspettare fino al 24 di ottobre, giorno d’uscita del gioco.

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