Skull & Bones: un AAAA tra battaglie navali e lunghe camminate

Vi raccontiamo come è andata la nostra permanenza nel mondo piratesco di Ubisoft: dopo oltre sette anni di sviluppo, il gioco sta per arrivare.

Skull and Bones: un vero AAAA?
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Caratterizzato da uno sviluppo non facile, tra rinvii e incertezze, Skull and Bones è ormai prossimo al debutto, previsto il 16 febbraio su PS5, Xbox Series X/S e PC. Come tanti altri giocatori ci siamo quindi tuffati nella Open Beta del gioco, per avere un contatto col prodotto prima del suo effettivo approdo sul mercato e per testare la stabilità dei server. Abbiamo passato alcune ore a veleggiare per il mare e siamo pronti a raccontarvi la nostra esperienza.

    Il mondo di Skull and Bones

    Il setting che fa da sfondo alle vicende di Skull and Bones si ispira all'Oceano Indiano durante il tumultuoso periodo dell'Età dell'Oro della Pirateria, un periodo storico in cui imprese commerciali potenti come nazioni controllavano le rotte più redditizie, dandosi battaglia per il dominio sui mari. Ma si sa, dove ci sono denaro e merci preziose vi sono anche spietati fuorilegge decisi ad impossessarsene.

    La opening di stampo cinematografico con cui si apre l'avventura ci vede al comando di un galeone pirata che, braccato dalla flotta inglese, viene raggiunto da numerose cannonate, portandoci all'inevitabile naufragio. È qui che, tra gli scogli e i rottami del relitto, ha inizio la nostra storia. Non vogliamo esprimerci sul fronte narrativo perché ne sappiamo troppo poco, ma è chiaro che il fulcro dell'esperienza sia da ricercarsi altrove.

    L'editor del personaggio, piuttosto scarno a dire il vero, ci ha consentito di modificare un limitato numero di parametri fisici e di aggiungere tatuaggi o cicatrici alla nostra futura leggenda dei sette mari. In seguito, dopo aver riunito una manciata di membri dell'equipaggio, siamo arrivati al villaggio di Sainte-Anne, un hub di gioco che non ci è parso particolarmente vivo o memorabile per gli spaccati di vita piratesca che propone.

    Ad ogni modo è in quest'area che abbiamo conosciuto John Scurlock, un corsaro intenzionato a mantenere le corporazioni in guerra tra loro per evitare di attirare la loro attenzione sulle sue razzie. Il manigoldo ci ha affidato semplici incarichi di recupero di informazioni e operazioni di sabotaggio che prevedono di prendere parte a battaglie navali nella maggior parte dei casi. Oltre a John Scurlock, nell'avamposto di Sainte-Anne ci sono negozianti di vario tipo, come il fabbro, il carpentiere, il sarto, individui che pure possono assegnare missioni da terminare per guadagnare materiali preziosi o monete.

    Per quella che è stata la nostra esperienza, queste attività ci sono parse piuttosto simili tra loro. Il recupero delle risorse può avvenire da relitti e casse smarrite in mare oppure sulla terraferma dove, attraverso un semplice minigioco, possiamo falciare o arpionare alberi e materie prime. Per evitare di rendere le fasi di looting troppo tediose c'è la possibilità di condurre la raccolta in modo più rapido, tramite la pressione di un tasto apposito. A ultimare il pool di incarichi da noi affrontati ci hanno pensato le Taglie, classiche cacce ai lupi di mare controllati dall'IA, e le mappe del tesoro che, previa la raccolta di sufficienti indizi, ci hanno visto raggiungere luoghi segreti per mettere le mani su casse di preziosi sepolte sotto la sabbia.

    Insomma, Skull and Bones propone al giocatore tante fetch quest completabili rapidamente, che però alla lunga potrebbero concretamente stancare. Ad ogni modo, con l'ottenimento delle risorse necessarie potremo darci al crafting per realizzare nuovi velieri presso il carpentiere, dotarci di cannoni più potenti o corazzare la nostra imbarcazione in modo da renderla più resistente ai colpi degli avversari. La personalizzazione estetica è chiaramente una delle porzioni centrali del gioco, e sono evidenti gli sforzi profusi dal team di sviluppo per renderla interessante: potremo modificare le fattezze del nostro vascello, dai vessilli alle polene, fino alle armi e alle vele, come pure cambiare l'aspetto della ciurma e degli animali a bordo (pappagalli, scimmie, etc.). Per sbloccare i potenziamenti più prestigiosi, oltre a specifici materiali dovremo avere sufficienti monete e un rango adatto, o fama. Questa andrà a crescere al completamento delle quest, ma vedendo il prezzo delle ricompense di pregio abbiamo avuto il timore che per accaparrarsele bisognerà darsi a un farming intenso. Avremo modo di parlarne più approfonditamente in sede di recensione.

    Non solo battaglie navali

    Dal un punto di vista ludico, Skull and Bones alterna le fasi in mare ai momenti sulla terraferma. Le prime sono certamente la dimensione più importante del titolo Ubisoft e governare un'imbarcazione significa anzitutto comprenderne il funzionamento. Oltre ovviamente a issare o ammainare le vele possiamo effettuare manovre di virata e abbordaggi, come pure procedere a velocità più o meno elevata. Nella navigazione a vele spiegate vedremo comparire a schermo una barra della stamina che andrà a consumarsi con il tempo e che potremo ricaricare col cibo, da cucinare negli avamposti sulla terraferma.

    Abbiamo apprezzato questa opzione poiché in grado di fornire un minimo di aspetto strategico alla navigazione: spingere l'imbarcazione a tutta velocità in modo incauto può costare caro se la stamina si esaurisce proprio sotto il fuoco nemico. Su questo fronte, gli sviluppatori hanno previsto un codice etico per spingere gli utenti a essere corretti e cooperare con gli altri pirati "umani" sparsi per il mondo. Neanche a dirlo però può capitare di venire ingaggiati da un avversario intenzionato a sottrarci il nostro prezioso carico. Ci siamo ritrovati in questa situazione solo un paio di volte e non ci è dispiaciuto, anche perché in un caso siamo stati soccorsi da un altro giocatore, che ci ha supportato nell'abbattimento della minaccia.

    Azzeccata in tal senso è la possibilità di chiedere l'aiuto agli utenti presenti in sessione. Questo contatto con le battaglie navali si è rivelato piacevole ed è stato impossibile non notare alcune lezioni tratte da AC IV: Black Flag quando le abbiamo sostenute (qui la recensione di Assassin's Creed IV Black Flag).

    A seconda della potenza dei nostri cannoni, mortai o balestre variano non solo i danni inferti ma anche il tempo necessario alla ricarica ed è sempre bello veder affondare il vascello del malcapitato di turno. In alcune occasioni abbiamo potuto incaricare i membri della ciurma di far fuoco sugli uomini dell'avversario coi loro moschetti. Per difenderci dai colpi nemici c'è la possibilità di "alzare degli scudi" e ha senso che l'opzione sia limitata da un cooldown. Gli abbordaggi non sono stati particolarmente approfonditi, perché non si scende sulla nave nemica per combattere in prima persona: una volta ridotta a una bagnarola e assalita ci pensa un semplice filmato a mostrare la raccolta del bottino. È una scelta questa che sacrifica la ferocia del confronto diretto tra uomini sull'altare del ritmo dell'azione e della navigazione. Col gioco completo tra le mani torneremo più approfonditamente sulle possibilità tattiche garantite dall'impiego di specifici strumenti di morte, ma per il momento ci sentiamo di promuovere la manovrabilità delle navi e l'efficacia del sistema di mira.

    Per quanto riguarda la permanenza a terra, questa rappresenta forse l'aspetto che meno ci ha convinto in assoluto. Vuoi per le dimensioni contenute di queste aree non sempre ispirate sul fronte del level design, vuoi per le animazioni approssimative del personaggio, le camminate ci sono parse niente di più che un "attiva le missioni e torna a bordo del vascello". La presenza di un'opzione per raggiungere la nave rapidamente, in altre parole, non è un caso.

    Per quella che è stata la nostra prova, l'esperienza ludica di Skull and Bones sembra vivere di alti e bassi: è un aspetto questo su cui dovremo tornare in futuro, consapevoli inoltre dell'esistenza di una roadmap precisa in merito ai contenuti delle prime stagioni del gioco, pensate per rinfrescare l'offerta.

    Grafica e prestazioni

    Abbiamo testato Skull and Bones su PlayStation 5 e, nell'insieme, il titolo ci è parso abbastanza stabile, con soli due crash in circa 8 ore di gioco complessive. Il matchmaking è piuttosto rapido e agevola le sessioni mordi e fuggi. Durante le nostre partite non siamo incorsi in bug invalidanti ma solo in alcuni fenomeni di flickering o ritardo nel caricamento delle texture, che ci auguriamo ovviamente non perdurino nel codice finale. In merito al comparto grafico, il prodotto tradisce il lungo e travagliato percorso di sviluppo.

    Livello di dettaglio, realizzazione delle condizioni meteo, alternanza del ciclo giorno/notte e animazioni, seppur di discreta fattura, non fanno certo gridare al miracolo. Apprezzabile è la possibilità di passare alla visuale in prima persona, per godersi i piaceri della navigazione al netto di una visibilità per forza di cose limitata rispetto alla telecamera in terza.

    Abbiamo testato entrambe le modalità grafiche, Risoluzione e Framerate e alla fine abbiamo preferito utilizzare quest'ultima, in virtù della maggiore fluidità dell'azione e di uno scarto visivo non troppo importante rispetto a quella che predilige la qualità dell'immagine. L'interfaccia ci è parsa tutto sommato ben organizzata e ospita uno strumento per tener d'occhio la direzione del vento, il cannocchiale e altri aggeggi utili a una leggenda dei pirati. Chiudiamo la nostra disamina con la buona implementazione delle caratteristiche peculiari del DualSense. I grilletti adattivi producono resistenze differenti a seconda dell'arma utilizzata e il feedback aptico supporta con specifiche vibrazioni i momenti in cui veniamo colpiti dai cannoni del nemico.

    Skull and Bones La Open Beta di Skull and Bones ne ha messo in mostra pregi e difetti. Il gameplay loop imbastito dal team ci è parso funzionare solo a tratti, si pensi ai frangenti tutt'altro che brillanti sulla terraferma. Inoltre, una cosa è riuscire a divertire l'utente per alcune ore di scontri e navigazione, un'altra è fornirgli motivazioni per continuare a lungo il viaggio, e permettere al suo pirata di trasformarsi in una leggenda vivente. Quando abbiamo solcato i mari e abbattuto i vascelli che hanno osato metterci i bastoni tra le ruote, però, ci siamo tutto sommato divertiti. Vi diamo appuntamento alla recensione, ormai non lontana, perché è a quel punto che potremo esprimerci sull'efficacia dell'offerta ludica.

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