E3 2018

Skull & Bones: i pirati secondo Ubisoft

Skull & Bones di Ubisoft si presenta all'E3 2018 con una nuova demo che include la modalità Territori di Caccia: le nostre impressioni.

Skull and Bones
Videoanteprima: Multi
Articolo a cura di
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Questo è un bell'articolo da scrivere, perché da una parte abbiamo un gioco che si è fatto di botto molto più interessante dello scorso anno, quando venne presentato la prima volta, e dall'altra un concept che necessita ancora di essere spiegato nel dettaglio. Sembra infatti che quando ci sono di mezzo i pirati il pubblico impazzisca, non riuscendo più a distinguere i sogni dai desideri. È accaduto anche con Sea of Thieves, e ben due due volte con Skull & Bones. Basta leggere i commenti sotto ogni news dedicata a questo promettente titolo Ubisoft per scoprire che, nonostante i tanti approfondimenti, la community viva ancora sotto una sorta di incantesimo vodoo che gli impedisce di vedere Skull & Bones per come è davvero.

    World of Pirates

    Facciamo lo stesso gioco fatto con l'ultima fatica Rare! Ripetete insieme a noi: Skull & Bones non è un'avventura, non è un gioco di ruolo, non ha una trama e, soprattutto, non ha nulla da spartire con Sea of Thieves (tranne che per l'ambientazione). Non è insomma quel gioco che tutti vorrebbero ma che nessuna software house sembra interessata a sviluppare, eppure i cambiamenti rispetto alla versione originale presentata nel 2017 ci sono, e lo hanno reso molto, ma molto più interessante dello scorso anno, quando la struttura di gioco non sembrava poi tanto diversa da quella proposta dai popolarissimi titoli di wargaming.net, tipo World of Tanks.

    A quella modalità, composta essenzialmente da un PVP a squadre, se ne affianca una nuova chiamata Territori di Caccia, che prova a miscelare tra di loro due diversi tipi di multiplayer con risultati alquanto sorprendenti.
    Una volta iniziata una partita a Territori di Caccia, il sistema selezionerà casualmente delle "wild card" che andranno a comporre lo scenario di gioco, decretandone obiettivi e insidie. In questo contesto dinamico i giocatori presenti dovranno decidere se allearsi o combattere tra di loro, collezionando tesori e cercando di completare prima degli altri e/o meglio degli altri l'obiettivo principale proposto. Nell'unico match a cui ci è stato permesso di partecipare questo obiettivo era rappresentato da una manciata di relitti di navi inglesi da cui recuperare tesori speciali, diversi da quelli presenti nei relitti non legati alla missione, o da quelli su cui potremo mettere le mani affondando le navi guidate dall'intelligenza artificiale che una delle "wild card" ha liberato per la mappa di gioco.

    Durante il match i giocatori potranno allearsi puntando il cannocchiale verso una delle navi e cliccando il pulsante apposito, facendo partire l'invito.
    Si può anche scegliere di lasciar fare il lavoro sporco agli altri, per poi attaccarli successivamente e rubargli tutti i tesori che avranno fino a quel momento raccolto. Durante la partita avremo però bisogno anche di kit per la riparazione della nave, che andranno acquistati raggiungendo i diversi avamposti sparsi per la mappa. Attenzione però: scendere dalla nave, tirar su tesori dalle profondità marine e tutte le altre azioni che potremo compiere ai comandi del vascello saranno automaticamente svolte dai nostri marinai. Al giocatore toccherà il ruolo del capitano, e i capitani non si sporcano le mani se non è indispensabile. Ed è bene chiarire anche un'altra cosa prima di continuare: il gioco è studiato in modo che ogni giocatore abbia la sua imbarcazione, e non c'è nessun modo di salire su una nave in due, né tantomeno di abbandonarla scendendo a terra o tuffandosi in mare. Il gioco verrà probabilmente lanciato con i tre diversi vascelli, dalla caratteristiche tecniche e dai colpi speciali unici, selezionabili all'inizio di questa demo. Con le monete d'oro collezionate alla fine di ogni match sarà poi possibile addobbare la nostra nave con nuovi timoni, vele e tante altri variabili cosmetiche.

    Jolly Roger

    Il sistema di gestione della nave è identico al passato, quindi sia allo Skull & Bones dello scorso anno che all'amato Assassin's Creed Black Flag, di cui si utilizza anche lo stesso layout dei comandi, con il grilletto sinistro del pad per mirare con i cannoni e quello destro per sparare, un pulsante per accelerare e uno per decelerare fino a fermarsi completamente.

    Tecnicamente il gioco è a dir poco sontuoso, e con una fisica dell'acqua abbastanza efficace più dal punto di vista grafico che da quello del gameplay. Anche il sonoro è mutuato per buona parte da Black Flag, da cui sono ripresi anche tutti i canti e le voci di conferma dei comandi impartiti della ciurma. Il risultato finale è quindi molto più che buono, da ogni punto di vista, e c'è anche parecchio tempo per aggiungere nuove modalità e ulteriori migliorie grafiche, visto che Skull & Bones non uscirà prima del 2019.

    Skull & Bones La prima modalità presentata era simpatica, ma niente di eccezionale, ma quella nuova si rivela fin da subito molto divertente e soprattutto decisamente originale. Skull & Bones non sarà quello Skyrim su acqua che tutti aspettavano, ma si sta trasformando lentamente in un prodotto decisamente avvincente. E chissà che il futuro non riservi anche altre grandi sorprese!

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