Sniper Ghost Warrior Contracts 2: un nuovo contratto da cecchini

Sniper Ghost Warrior Contracts 2 sembra un passo nella giusta direzione per la serie di CI Games, col contributo di un comparto tecnico rinnovato.

Sniper Ghost Warrior Contracts 2: un nuovo contratto da cecchini
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  • PS5
  • Xbox Series X
  • Con Sniper Ghost Warrior Contracts 2, lo sviluppatore CI Games punta ad aggiungere al percorso evolutivo della serie una nuova tappa pensata per valorizzare quanto di buono fatto con il precedente capitolo, limando al contempo le più evidenti asperità della produzione (a questo link trovate la recensione di Sniper Ghost Warrior Contracts). Messo da parte l'esperimento open world di Sniper Ghost Warrior 3, il team polacco aveva provveduto rielaborare l'offerta ludica della serie per proporre al pubblico un gameplay più vario e gratificante, spingendo l'acceleratore sulla libertà d'approccio concessa ai giocatori (la recensione di Sniper Ghost Warrior 3 è a portata di click). Il sequel di Contracts sembra recuperare appieno questi precetti, lasciandosi però alle spalle molti degli acciacchi tecnici del predecessore, come abbiamo avuto modo di verificare con mano nel corso di un recente hands-on con titolo.

    Cecchino a contratto

    Abbandonate le gelide distese siberiane, questa volta il nostro cecchino mercenario dovrà accumulare un buon numero di vittime eccellenti tra le dune di uno scenario mediorientale, una regione compresa tra Libano e Siria sotto il controllo di una spietata organizzazione paramilitare. In linea con le prerogative della saga, il nuovo Contracts non mostra particolari ambizioni sul versante narrativo, limitandosi a confezionare una cornice utile a fornire ai giocatori un semplice pretesto per i propri exploit letali.

    Una direzione creativa più che ragionevole, che fa del gameplay puro il perno di un bilancio ludico promettente e sfaccettato, composto per offrire agli utenti un'ampia gamma di variazioni sul tema dell'assassinio balistico. Coerente con i tratti più stimolanti del suo predecessore, Sniper Ghost Warrior Contracts 2 torna quindi a fare della libertà d'approccio uno dei suoi elementi distintivi, proponendo ai tiratori digitali un ricco bouquet di opportunità mortifere che amplifica la rigiocabilità di ogni singola missione.

    In questo senso, la rotta seguita da CI Games ha più di un punto in comune con quella portata avanti da IO Interactive con la serie Hitman (se volete approfondire, a questo link trovate la recensione di Hitman 3): il level design è pensato per garantire ai giocatori un buon grado di autonomia nella definizione delle proprie strategie, all'interno di mappe che ospitano un assortimento piuttosto generoso di percorsi alternativi, punti di vantaggio e occasioni da cogliere al volo.

    Se l'assetto della campagna è lo stesso visto nel precedente capitolo, suddiviso in missioni ambientate in scenari di dimensioni variabili e con diversi obiettivi (principali e secondari) da portare a termine, questa volta lo studio polacco ha inserito nell'offerta due differenti tipologie di contratti. Accanto agli incarichi più tradizionali, con una struttura del tutto simile a quelli del primo Contracts, troviamo quindi i "contratti a lungo raggio", che richiedono agli utenti di mettersi alla prova eseguendo uccisioni da distanze davvero considerevoli, a volte ben oltre il chilometro. Il livello che abbiamo potuto testare in anteprima richiedeva per l'appunto di raggiungere un terzetto di trespoli da tiratore posti a diverse centinaia di metri da altrettanti bersagli, da consegnare alla mietitrice con un colpo ben piazzato o sfruttando l'ambiente per ottenere un risultato altrettanto "definitivo". Una volta selezionato il nostro punto d'accesso al campo di battaglia, ci siamo quindi ritrovati sotto il sole cocente del Kuamar nel mezzo di un ambiente decisamente ostile, costellato di avamposti militarizzati, ronde armate e ostacoli naturali.

    Preso atto della schiacciante superiorità numerica delle forze avversarie, abbiamo subito optato per un approccio più cauto e silenzioso, sfruttando le caratteristiche dello scenario e i gadget del nostro alter ego (in primis la sua maschera ad alta tecnologia) per accaparrarci ogni possibile vantaggio tattico.

    Dopo aver contrassegnato i nemici con il binocolo, ci siamo mossi con circospezione tra cespugli e casupole abbandonate, cercando di raggiungere una posizione che ci permettesse di eliminare tutte le minacce senza suscitare attenzioni indesiderate. Raggiunto l'interno di una baracca, abbiamo osservato la conversazione tra una coppia di soldati attraverso uno spiraglio nel muro, tenendoli sotto tiro con la nostra arma da fianco silenziata. L'allontanamento di uno dei militari ci ha offerto un'ottima occasione per stroncare l'altro con un proiettile alla testa, poco prima che una coltellata alle spalle segnasse la sanguinosa fine del suo compagno.

    Varietà bellica

    Già qui avremmo potuto decidere di assaltare a testa bassa gli avversari, evitare del tutto lo scontro o limitarci a stordirli, magari dopo aver tentato di estorcere a uno dei due qualche informazione sulla disposizione delle unità nemiche. Tutte alternative il cui valore dipende tanto dalle nostre propensioni personali quanto dalle condizioni del campo di battaglia, che possono variare in base al numero dei nemici presenti, alla conformazione dell'ambiente e alle caratteristiche della nostra dotazione bellica (modificabile e potenziabile spendendo il denaro accumulato di missione in missione).

    Nel successivo scontro, ad esempio, abbiamo sottovalutato la rumorosità del nostro fucile ad alto potenziale (la soluzione migliore per i tiri a lunga distanza), eseguendo una doppia uccisione che - in barba al relativo isolamento delle vittime - ha scatenato l'immediata reazione di tutti i soldati nelle vicinanze. Dopo aver eliminato rapidamente l'ufficiale dell'avamposto per scongiurare l'arrivo di truppe di supporto, siamo dunque passati ad un approccio decisamente più diretto e brutale, sfoltendo le restanti unità con un mix di colpi di precisione e raffiche ben piazzate.

    A prescindere dalle vostre personali inclinazioni guerresche, il gameplay di Sniper Ghost Warrior Contracts 2 si dimostra piuttosto solido sia durante le azioni furtive che nel mezzo delle sparatorie più fragorose, per quanto permanga qualche incertezza sul fronte dell'intelligenza artificiale. Se le dinamiche di shooting non faticano ad offrire notevoli dosi di appagamento, in particolar modo imbracciando un fucile da cecchino, il comportamento delle schiere nemiche può talvolta risultare un po' erratico e sconsiderato, con fluttuazioni che riguardano anche la "sfera sensoriale" delle forze in campo.

    In un paio di occasioni c'è infatti capitato di allertare un avversario pur trovandoci al di fuori del suo campo visivo, o di imbatterci in tiratori praticamente infallibili, capaci di centrarci senza problemi da distanze siderali. In base alla nostra esperienza col gioco, ci sentiamo però di minimizzare (almeno per il momento) l'impatto di queste occasionali défaillance sul bilancio complessivo dell'esperienza, specialmente considerando lo stato attuale dei lavori. A dirla tutta, l'IA ci è sembrata in generale più reattiva ed efficiente rispetto a quella vista nel primo Contracts, nonché capace di rispondere in maniera più credibile alle azioni del protagonista, aggiungendo un substrato di complessità alle missioni.

    Alla ricerca del tiro perfetto

    Si tratta di un miglioramento che abbiamo avuto modo di verificare con mano una volta raggiunto il primo bersaglio "a lunga distanza", impegnato a passare in rassegna le truppe in un complesso industriale a circa un chilometro dal nostro punto d'osservazione. In questo caso le condizioni del contratto non ci imponevano nessuna condizione particolare, lasciando liberi di uccidere l'obiettivo nel modo che ritenevamo più opportuno.

    Scorrendo tra le sfide bonus legate a ciascuna uccisione, è però facile però intuire quanto ampia sia la gamma delle soluzioni a disposizione del giocatore: la lista comprende improbabili tiri parabolici col bersaglio in movimento, uccisioni esplosive o sfortunati "incidenti" mortali. Nel nostro caso, abbiamo deciso di eliminare l'avversario dopo averlo attirato nel suo ufficio, prima colpendo il gancio di sostengo di un container che ostacolava la visuale, poi sabotando - sempre con un tiro di precisione - il sistema antincendio sul tetto dell'edificio, in modo da spingerlo ad accorrere sul posto.

    Sfruttando il solido "Dynamic Reticle System", il sistema di mira introdotto nel primo capitolo, abbiamo poi provveduto a chiudere la pratica con uno fenomenale colpo da 1300 metri, mentre la "kill cam" seguiva passo passo il percorso del proiettile dalla canna del fucile fino alla testa dell'obiettivo, esplosa in un tripudio di dettagli cruenti. Le sensazioni di puro godimento scatenate dal successo del colpo tornano a confermare l'efficacia di un sistema di tiro tanto spettacolare quanto rifinito, che è il vero piatto forte di un'offerta ludica composta per per rispettare i canoni del classico sequel "bigger and better".

    Per quanto al momento sia impossibile sbilanciarsi in considerazioni sulla varietà generale dell'esperienza (un elemento chiave in questo genere di produzioni), sulla qualità del sistema di progressione e di conseguenza sulla tenuta della campagna, possiamo sicuramente dirci soddisfatti del primo assaggio offertoci da CI Games.

    Un discorso che riguarda anche un comparto tecnico migliorato, che mostra un profilo di ottimizzazione decisamente più solido rispetto a quello del predecessore. A fronte di un generale miglioramento dei modelli, del sistema d'illuminazione e delle texture, il titolo si rimostra ben più stabile, tanto che non abbiamo avuto grosse difficoltà a mantenere il gioco ancorato alla soglia dei 60 fps, il tutto senza rinunce particolarmente gravose né sul versante della risoluzione né su quello dei dettagli.

    Va da sé che l'ambientazione desertica del livello, naturalmente più "spoglia" rispetto ai precedenti standard della serie, rende difficile farsi un'idea sul pregio complessivo della messa in scena, e per approfondire questo aspetto dovremo necessariamente attendere di mettere le mani su una build più completa.

    Abbiamo inoltre notato qualche fluttuazione qualitativa sul fronte delle animazioni, a volte rigide o imprecise anche durante gli spostamenti (il sistema di movimento recupera il modello "parkour" dell'ultima iterazione), ma in generale il titolo segna un passo in avanti piuttosto evidente rispetto al primo Contracts, a riprova dell'esperienza maturata dallo studio col difficoltoso CryEngine. Stando alle parole del team, la situazione è destinata a migliorare ulteriormente da qui al lancio, e quindi non possiamo che dirci ottimisti circa l'esito finale del processo di sviluppo, sia in termini tecnici che ludici.

    Sniper Ghost Warrior Contracts 2 sembra dunque avere tutte le carte in regola per offrire ai cecchini digitali una dose abbondante di brutale appagamento, tra le maglie di una produzione sì conservativa ma comunque in grado di esaltare i punti di forza della saga d'appartenenza.

    Sniper Ghost Warrior Contracts 2 Il nostro primo incontro con Sniper Ghost Warrior Contracts 2 ci ha rassicurato circa il potenziale del titolo di CI Games, che con questo sequel punta a recuperare e valorizzare gli aspetti più riusciti precedente capitolo, con l’obiettivo di offrire agli appassionati un’esperienza ancor più ricca e sfaccettata. Malgrado qualche occasionale incertezza sul versante dell’intelligenza artificiale, il titolo mostra miglioramenti a tutto tondo sul fronte tecnico, a sostegno di un gameplay efficace ed appagante. In questo senso, l’inserimento del nuovo modello di missione “a lungo raggio” contribuisce a dare lustro a un sistema di “cecchinaggio” tanto rifinito quanto gratificante, col contributo delle cruente “kill cam” che ormai sono diventate una componente canonica del genere. La varietà promessa dagli sviluppatori, determinati a offrire all’utenza una progressione non lineare caratterizzata da una notevole libertà d’approccio, rappresenta senza alcun dubbio l’elemento più stimolante dell’impianto ludico, sebbene sia ancora presto per sbilanciarsi sugli esiti di questa visione creativa. In attesa di valutare la tenuta della campagna e di tutti gli elementi coinvolti nel gameplay (compresi i sistemi di progressione ed equipaggiamento), possiamo confermarvi che lo sviluppo di Sniper Ghost Warrior Contracts 2 sembra muoversi nella direzione giusta, proprio come il proiettile di un tiratore esperto.

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