Provato Splatoon

Ne vedremo di tutti i colori!

provato Splatoon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Luca Chiappini Luca Chiappini è un divoratore del web, studioso e appassionato di cinema e serie tv, di tecnologia e in generale di tutto ciò che è nerd. Ama viaggiare il mondo attraverso i festival: è stato in giuria della sezione Classici al festival di Venezia nel 2013 e, fra gli altri, è stato ai festival di Tokyo, Berlino e Cannes. E’ anche videomaker e programmatore di siti web, a tempo perso. Cercatelo su Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn.

Il nuovo titolo della line-up Nintendo potrebbe essere uno dei colpi grossi della stagione e arricchire la walk of fame nintendara di nuovi, inediti personaggi - qualcosa di cui la Grande N ha disperatamente bisogno, considerando l’investimento ostinato e quasi esasperante sui soliti marchi. Splatoon nasce da un’idea geniale che si sposa con la brand affinity di Nintendo e allo stesso tempo ricava nuovi spazi. Cosa potrebbe essere Battlefield prodotto da Nintendo? Forse il gioco nasce da una domanda simile, ossia: come coniugare la natura di Nintendo e del suo target con generi nuovi, in questo caso lo sparatutto in terza persona? L’idea è stata geniale. L’abbiamo provata alla Games Week di Milano in un breve torneo-demo e ci ha conquistati.

TI FACCIO... ROSSO!

Nato dall’unione di splat (colpire la superficie con un “ciac”, stando ai dizionari) e platoon (plotone, ovviamente), nasce come idea di uno sparatutto in terza persona multiplayer, di cui per il momento abbiamo visto una versione da torneo con due squadre che si battono. Fin qua può sembrare il più classico degli sparatutto, ma la Nintendo degli universi fiabeschi ha dato la sua personalissima impronta e, come sappiamo, in Splatoon non trafiggiamo gli avversari con un fucile d’assalto ma li aggrediamo (e soprattutto aggrediamo la superficie, vero obiettivo del gioco) con una pompa a pressione carica di vernice. Una specie di paintball, anche se in questo caso l’obiettivo era colorare più superficie possibile per far vincere la propria squadra. Le due squadre sono infatti distinte da un colore preciso, ad esempio rosso vs blu, e le vernici dei loro membri saranno del medesimo colore. La squadra che allo scadere del tempo avrà ricoperto più superficie si aggiudicherà la vittoria. Non è così semplice però, perché alle dinamiche sparatutto Nintendo ha unito una serie di idee che moltiplicano la velocità e la destrezza del gameplay.

UMANI Sì, CALAMARI MEGLIO ANCORA!

Confermando la propria ossessione con i calamari, Nintendo ha creato una modalità di gioco sui generis. Nel momento in cui giriamo per l’arena e spariamo vernice siamo in forma umana, ma possiamo decidere di scivolare “dentro” la vernice colorata che abbiamo spruzzato, assumendo le sembianze di un calamaro. Questo ci serve per alcuni motivi: prima di tutto, per ricaricare le nostre scorte di vernice (qua le armi non si ricaricano convenzionalmente, dobbiamo tuffarci nei nostri acquitrini colorati), per superare determinati ostacoli (possiamo spararla anche su pareti e nuotarci verticalmente, per superare ostacoli, oltrepassare reti e quant’altro) ed eventualmente per nasconderci, anche se è rischioso. Tra le armi speciali, oltre al classico spruzzino, possiamo gettare delle granate di vernice che hanno la forma di una piccola piramide di vetro, e possiamo contare su un bazooka a potente gittata. Anche se il goal è ricoprire più superficie possibile, ricordate che “seccare” gli avversari è importante: le dinamiche stealth non vanno del tutto perse, seppur il gioco sia più dettato da velocità e dinamismo, e dovremo fare attenzione a non essere colpiti altrimenti saremo rispediti al punto di partenza all’inizio dell’arena. Dal torneo in demo possiamo assicurare che il divertimento è massimo, specialmente giocando con amici o online. Il torneo era quattro contro quattro, ma la modalità classica non sarà a due squadre, bensì a quattro giocatori in un free-for-all senza esclusione di colpi. E’ comunque probabile che esistano diverse modalità e siamo curiosi di provarle tutte, così come quasi sicuramente ci saranno diverse arene, tra cui alcune da sbloccare. La vera domanda è: esistono personaggi diversi, con caratteristiche proprie, o è trascurabile? Per il momento possiamo solo dire che il gioco funziona a perfezione, grafica abbastanza basilare in stile Nintendo (un po’ di dettaglio in più non avrebbe guastato, soprattutto perché ci si confonde fra omini e vernice, ma forse è lo spirito del gioco), l’unica novità che richiede un po’ di pratica è l’uso del gamepad Wii U, perché ci muoviamo, direzioniamo e puntiamo lo sguardo in base al movimento del pad, e non del joystick. Ma basta prenderci l’abitudine.

Splatoon Splatoon, con la sua idea brillante, porta su Nintendo lo sparatutto multiplayer, molto diverso dal FPS “serio” e crudo di Metroid: più colorato e favolistico, all’insegna del divertimento instancabile promulgato da sempre come quella gioiosità da Peter Pan che caratterizza il target Nintendo. Troviamo l’idea originale e azzeccata, una gran pensata che, con la dovuta ricchezza di modalità, armi e arene, e di premi, permetterà al gioco di essere uno degli exploit del 2015. E di arricchire la galleria dei personaggi Nintendo, che negli ultimi tempi pare arenata su brand ultraventennali. Non ci resta che aspettare e ne vedremo di tutti i colori!

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