Splitgate: uno sparatutto gratis a metà tra Halo e Portal

Abbiamo provato Splitgate, il frenetico arena shooter gratis le cui meccaniche si ispirano sia ad Halo che a Portal.

Splitgate
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Di sparatutto in prima persona competitivi che promettevano faville e si sono invece esauriti nel tempo di una settimana ne abbiamo visti davvero tanti negli ultimi tempi. Un po' per mancanza di idee interessanti, un po' per l'assenza di una direzione artistica accattivante, nessuno degli FPS pubblicati in tempi recenti è riuscito ad esplodere. Da qualche settimana, però, c'è un prodotto che è riuscito a calamitare l'attenzione dei videogiocatori ancor prima dell'uscita ufficiale, al punto da costringere gli sviluppatori a rinviarne il day one per l'impossibilità di gestire l'enorme flusso di utenti sui server dell'Open Beta. Parliamo ovviamente di Splitgate, l'arena shooter di 1047 Games già disponibile in versione di prova su PC e console. Cerchiamo di capire quali sono i motivi che stanno rendendo questa produzione una delle più chiacchierate del momento.

    Il mix perfetto

    Avrete sicuramente letto in giro quella che è la descrizione più comune di Splitgate, ovvero "Halo misto a Portal". In effetti non esiste modo migliore per definire questo shooter in prima persona ambientato in un mondo futuristico e che si distingue da tutti i suoi competitor proprio per l'unione di meccaniche tipiche degli FPS a quelle che tanto abbiamo amato nei due capitoli di Portal. Sparse in giro per ogni singola arena vi sono infatti delle pareti di colore azzurro sulle quali i giocatori possono creare dei portali senza particolari limitazioni e a prescindere dalla distanza. Questo significa che potremmo creare un varco di fronte a noi e uno al lato opposto della mappa per raggiungerlo in un batter d'occhio e magari posizionarci in un punto dal quale si ha maggior controllo sul resto della mappa.

    I portali, però, non servono solo a migliorare la mobilità ma hanno anche un utilizzo tattico non trascurabile: oltre a potersi spostare tramite i portali, i giocatori possono creare una finestra su un altro luogo dell'arena e persino spararci attraverso. Al momento (non escludiamo che ciò possa cambiare da qui all'uscita) solo il giocatore che crea i portali può osservare cosa si nasconde al loro interno, invece quelli creati da alleati e nemici possono esclusivamente essere attraversati, sebbene i proiettili riescano ugualmente ad arrivare dall'altra parte e, con un po' di fortuna, a colpire il nemico. Sappiamo benissimo a cosa state pensando ed è quindi meglio precisarlo sin da subito: in Splitgate i camper non hanno vita lunga, a meno che i loro avversari non siano particolarmente scarsi. Un giocatore particolarmente abile potrebbe crearsi una sorta di fortino posizionandosi in un luogo con una visuale perfetta e coprire eventuali punti ciechi con un portale ben piazzato.

    All'apparenza potrebbe sembrare una situazione complessa da affrontare, ma vi assicuriamo che non è affatto così: a prescindere dalla mappa, ci sarà sempre almeno un pannello sul quale potrete aprire un portale che vi aiuterà a sorprendere il nemico alle spalle o da cui poterlo vedere sufficientemente bene da colpirlo con un fucile. Se invece il problema dovesse essere un portale nemico, in dotazione a tutti i contendenti vi sono delle granate EMP che possono essere lanciate anche nei luoghi più remoti e che disabilitano al contatto qualsiasi portale rosso. Il team di sviluppo ha quindi cercato di implementare il sistema dei portali nel modo più intelligente possibile e il risultato è sicuramente notevole, poiché in maniera semplice ed intuitiva permette ai giocatori di sbizzarrirsi e trovare sempre nuovi modi per fraggare.

    Vittoria a colpi di Teabag

    A differenza della meccanica dei portali, il gunplay di Splitgate è molto più tradizionale e propone un'unica arma per ogni categoria, ciascuna con la totale assenza di rinculo e la possibilità di colpire esattamente nel punto sul quale è poggiato il mirino. In ogni partita tutti i giocatori iniziano con le stesse armi (solitamente un fucile automatico e uno a colpo singolo), ma possono andare in giro per la mappa ad accaparrarsi una delle tante bocche da fuoco che ad intervalli di tempo regolari riappaiono sull'arena in luoghi specifici.

    Al momento l'arsenale non è incredibilmente vario, ma tutte le armi si comportano più che bene e invogliano ad adottare stili di gioco completamente diversi l'uno dall'altro. Basti pensare al fucile a pompa, incredibilmente potente a corto raggio e in grado di eliminare qualsiasi minaccia con un solo colpo e che spinge quindi ad un approccio molto più aggressivo rispetto a quello che si avrebbe con un fucile da battaglia.

    Se gli strumenti di morte non sorprendono per varietà, non possiamo certo dire lo stesso per le modalità di gioco. Sotto questo profilo, il team di sviluppo ha dato sfogo alla creatività e ha inserito una quantità incredibile di regole diverse con le quali giocare. Oltre alle modalità classiche ed immancabili come il deathmatch e il deathmatch a squadre troviamo circa 20 modalità diverse che stravolgono in maniera più o meno importante il gameplay e permettono di affrontare il titolo in maniera diversa.

    Chi vuole può dedicarsi all'aspetto competitivo partecipando alle modalità la cui impostazione è simile a quanto visto in Counter Strike/Valorant, senza contare la presenza di partite classificate. Anche l'aspetto meno serioso trova spazio tra le modalità, tra quella in cui si può lanciare una palla, quella che aumenta a dismisura le dimensioni della testa dei giocatori e Teabag Confirmed, dove i punti vanno segnati in base all'esecuzione della bizzarra pratica sul cadavere dei nemici. Tra quelle che più ci hanno divertito troviamo Shotty Snipers, nella quale si utilizzano solo shotgun e fucili di precisione, e SWAT, ovvero una modalità in cui anche un solo proiettile alla testa causa la morte. Insomma, ce n'è per tutti ed è praticamente impossibile che nell'offerta attuale di Splitgate non si riesca a trovare una modalità affine ai propri gusti.

    Ad esserci sembrato virtuoso è anche tutto il sistema legato alla progressione, suddiviso in due diversi percorsi: uno per il Pass della Stagione 0 e uno per il livello esperienza ‘permanente'. Se da un lato i livelli del pass stagionale alternano ricompense gratuite o a pagamento che si possono guadagnare accumulando esperienza e completando le sfide, dall'altro troviamo un meccanismo che ricorda molto da vicino il sistema delle loot box di Overwatch. Completando tutte le giornaliere, tutte le settimanali o scalando i livelli si sbloccano infatti delle capsule contenenti oggetti casuali tra quelli presenti in un pool di cosmetici che non ha nulla a che fare con ciò che si può acquistare nel negozio o trovare nel pass.

    Se ci aggiungiamo anche delle sfide legate alle armi che consentono di ottenere mimetiche uniche in base all'abilità con quello specifico strumento di morte, si può facilmente intuire come le possibilità offerte in termini di personalizzazione di skin, portali e armi siano numerose e non solo legate alle microtransazioni. Al momento Splitgate è molto generoso nei confronti dei giocatori, i quali possono mettere da parte senza particolari difficoltà anche qualche monetina tramite il sistema interno di referral e gli accessi giornalieri, i quali garantiscono 100 monete settimanali e permettono con un po' di costanza di acquistare senza sborsare un centesimo il Season Pass, il quale ha un costo di 900 Splitcoin.

    È probabile che tale scelta non sia costata molto al team di sviluppo, che all'interno delle mappe ha inserito una serie di banner pubblicitari (nel nostro caso abbiamo notato i poster di Free Guy e di alcune bevande energetiche) i cui introiti permettono di avere un approccio meno aggressivo per quello che concerne le microtransazioni.

    Tutti questi meccanismi di progressione si incastrano perfettamente e grazie ad essi è possibile sempre accedere a qualche nuovo orpello estetico da sfoggiare nell'arena. L'unico appunto che ci sentiamo di fare riguarda la strutturazione delle daily quest, la quale andrebbe leggermente ritoccata in vista della release finale. Attualmente, infatti, il gioco propone le stesse tre missioni giornaliere a tutti gli utenti e una simile decisione potrebbe avere delle implicazioni sul gioco, soprattutto in presenza di quelle che incitano a partecipare a modalità specifiche o ad avere un certo comportamento (basti pensare a quella che chiede di morire meno di dodici volte in un match). A nostro parere sarebbe meglio che, a differenza delle sfide settimanali, quelle giornaliere vengano assegnate casualmente per garantire a tutti di divertirsi e di non trasformare il gioco in base alle esigenze dettate dalle richieste delle missioni.

    In attesa dell'upgrade

    Il profilo tecnico di Splitgate è impeccabile se consideriamo il suo funzionamento sulle piattaforme di riferimento, ovvero PC, PlayStation 4 e Xbox One. Soprattutto su console il gioco si comporta egregiamente con un framerate granitico raggiunto sacrificando però dettaglio grafico e risoluzione.

    Basta avviare lo sparatutto in retrocompatibilità su Xbox Series X e PlayStation 5, magari su un televisore 4K, per notare come l'immagine sia poco definita e i dettagli siano scarsi, soprattutto se paragonati alla versione PC che, per ovvi motivi, è su un altro pianeta non solo per definizione ma anche per modellazione poligonale e sistema di illuminazione (grazie ad esso sia le armi che le armature acquisiscono un altro aspetto).

    Effettuando dei test su tutte le piattaforme, abbiamo notato come la versione Xbox presenti una risoluzione leggermente più alta rispetto alla controparte PlayStation, sebbene in entrambi i casi il risultato a schermo non sia dei più piacevoli. In ogni caso l'upgrade per console di nuova generazione dovrebbe essere prossimo alla pubblicazione e, se non fosse per i problemi riscontrati dal team di sviluppo a pochi giorni dall'uscita, probabilmente staremmo già giocando le versioni aggiornate del titolo.

    A non stupire è invece la direzione artistica di Splitgate, che propone personaggi, armi e mappe molto generiche e poco riconoscibili. Qualsiasi elemento del gioco sa in qualche modo di già visto e, cosa ancor più importante, manca una certa continuità dal punto di vista estetico per quello che riguarda le skin dei personaggi, le quali talvolta sembrano quasi appartenere a produzioni diverse.

    Non è detto che in futuro le cose non possano cambiare, ma al momento questa componente del gioco rappresenta forse il tallone d'Achille del titolo 1047 Games e sappiamo bene quanto un aspetto accattivante possa influire sulla riuscita di un progetto, soprattutto quando sul mercato la concorrenza è più agguerrita che mai e cura in maniera quasi maniacale gli elementi cosmetici. Avremmo gradito anche un'interfaccia dei menu meno dispersiva e soprattutto immediata, poiché ad oggi è abbastanza difficile destreggiarsi tra sfide, ricompense giornaliere e apertura delle loot box, senza contare che le ricompense delle sfide vanno manualmente recuperate al loro completamento, passaggio assolutamente superfluo.

    Menzione d'onore va fatta al cross-play, funzionalità non solo presente ma ben implementata: proprio come in Call of Duty Warzone e Black Ops Cold War, il gioco tiene in considerazione la periferica preferita dal giocatore e, di conseguenza, plasma il matchmaking in base a tale preferenza, bloccando qualsiasi sistema di controllo alternativo. Se quindi decidessimo di giocare col pad su PC, per l'intera partita non sarà possibile utilizzare mouse e tastiera se non nei menu. Purtroppo non vi è ancora il supporto alla cross-progression (pare sia tra i piani dell'azienda, ma per ora non vi è nulla di ufficiale), la quale avrebbe fatto comodo per chi è in attesa di giocare su console next-gen e nel frattempo vuole godersi il gioco su PC.

    Splitgate Al netto di alcune carenze sul versante artistico e una mancanza della versione next-gen che si fa sentire, Splitgate ha tutte le carte in regola per imporsi nel panorama degli sparatutto in prima persona grazie alla presenza di un mix di meccaniche azzeccato, divertente e soprattutto intuitivo sin dai primi momenti di gioco. Purtroppo però è ancora presto per parlare di fenomeno, anche perché non manca molto al debutto della modalità multiplayer gratuita di Halo Infinite e di Call of Duty Vanguard con annesso aggiornamento di Warzone, entrambi prodotti che potrebbero dare parecchio filo da torcere al free to play targato 1047 Games.

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