Star Wars Battlefront 2 Road to Review: Multiplayer e Arcade

EA ci ha invitato negli studi DICE per provare Star Wars Battlefront 2: in attesa della recensione, ecco uno sguardo al multiplayer e alla modalità arcade.

SW Battlefront 2: Multiplayer e Arcade
Anteprima: PlayStation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il suono di un blaster lo riconosci fra mille: timbro acido e un po' rétro, un colpo su tre con frequenze più alte, e poi l'inconfondibile sibilo della valvola di raffreddamento. La magia del primo Battlefront era principalmente questa, ovvero la capacità di portare in vita uno degli immaginari filmici più potenti di sempre, quello di zio George, rendendolo graficamente impeccabile e anche divertentissimo da giocare. Trattandosi di qualcosa di unico non era per nulla una cosa facile, anzi, ma per fortuna Electronic Arts aveva dalla sua uno degli studi più prestigiosi dell'intera industry, e con il giusto impegno il risultato c'è stato. Certo, alcuni lo chiamano fan service, altri marketing, fatto sta che alla vista di una lightsaber accesa, grandi o piccini, ci sciogliamo tutti. Ma proprio tutti.

    Nei videogiochi, però, non basta solo questo, o comunque tale magia non dura per sempre; oggi più che mai c'è bisogno di contenuti, di un supporto continuo e attento, di una fidelizzazione, perché altrimenti l'utenza può facilmente distrarsi e volgere lo sguardo altrove. Nonostante una qualità innegabile su più fronti, infatti, il primo Star Wars targato DICE alla fine ha mostrato il fianco, lasciando sin troppo spazio a tutta una serie di errori (e di mancanze) che inevitabilmente lo hanno penalizzato. E non si trattava solo dell'assenza di una campagna, bensì anche di imprecisioni e leggerezze sul fronte del gameplay, e se a questo aggiungiamo anche una politica dei DLC troppo aggressiva, il rischio diventa evidente.

    Dopo aver passato ben due giorni qui a Stoccolma, però, abbiamo capito una cosa: i ragazzi di DICE hanno davvero fatto tesoro delle critiche ricevute. Ecco perché Battlefront 2 mostra immediatamente una marcia in più, perché non ha paura di imparare dai suoi vecchi errori. È ancora troppo presto per un giudizio integrale, giacché manca ancora all'appello la campagna single player, ma possiamo comunque parlarvi abbondantemente di tutto il resto. Qui nei bellissimi studios di Södermalmsallén, infatti, abbiamo avuto modo di sperimentare ogni singola componente del comparto multiplayer, sistema di progressione incluso, più la cosiddetta modalità Arcade. Manca ancora una settimana al ritorno della forza sui nostri schermi (o qualcosa meno se siete membri del club EA Access), ma intanto ci portiamo avanti, dando ufficialmente il via alla nostra road to review.

    Arcade Fire

    Il primo Battlefront, non è un mistero, era un titolo dichiaratamente votato al multiplayer PvP: modalità stile controllo, deathmatch e così via, e in mezzo a queste c'era anche la modalità coop. In molti neanche se la ricordano, e c'è un motivo. Si trattava di missioni estremamente semplici, da giocare con un amico online, dove generalmente bisognava eseguire una manciata di obiettivi simili tra loro uno dietro l'altro. Erano ripetitive, quasi protocollari, e tranne rari casi (vedi la variante dello Speeder) in genere si trattava di resistere ad aggressive ondate di nemici. Niente di pretenzioso, ma fornivano un piacevole diversivo: il problema era che duravano poco, e al lancio erano davvero in numero ridotto, nel senso che in meno di due ore, volendo, si completavano tutte senza troppi problemi. In Battlefront 2 la situazione migliora leggermente con la modalità Arcade, poiché è innegabile che ci sia stato un certo investimento in termini di produzione delle singole missioni, ma non si tratta certo di una rivoluzione. Ci sono otto missioni per fazione al momento, ognuna delle quali è affrontabile in tre difficoltà, con livelli di sfida sensibilmente diversi fra loro.
    La meccanica di sopravvivenza all'orda di nemici rimane, ma adesso è meglio contestualizzata, oltre al fatto che si usano spesso gli eroi. Bisognerà perlopiù raggiungere un certo numero di kill, magari entro un tempo limite. Se stiamo usando un eroe, come ad esempio accade nella missione "Save our Skins", verremo affiancati da un numero limitato di soldati semplici, che combatteranno come minions al nostro fianco. La qualità non è data tanto dalla complessità degli obiettivi, quanto piuttosto dal miglioramento generale del level design, dal momento che ora le arene sono visibilmente più complesse e articolate.

    Con gli eroi è sicuramente divertente, ma anche molto più facile rispetto alla semplice fanteria, ecco perché ripetere le missioni a difficoltà superiore ha un senso, anzi: è estremamente consigliato. Ci sono dei malus, i nemici aumentano e i nostri compagni sono meno incisivi, lasciando a noi il grosso del lavoro da fare. Senza dubbio si tratta ancora una volta di una specie di modalità tutorial destinata ai nuovi arrivati, oppure una semplice attività per livellare il proprio profilo, dal momento che si continua ad ottenere exp. Insomma, prima che Arcade diventi una modalità primaria allettante c'è ancora molto da fare, ma in ogni caso è lì, a vostra disposizione, pronta per farvi passare un paio d'ore in tranquillità in compagnia di un amico.

    Kill Em All, Rookie

    Se il PvE non fa al caso vostro non c'è problema, potete saltarlo in tronco e dedicarvi subito al PvP, che in ogni caso resta il cuore pulsante del titolo. Cominciamo subito col dire che sono cambiate alcune cose, per la maggior parte piccoli aggiustamenti (comprese mappe più grandi e articolate), ma ciò che ci interessa di più è la ristrutturazione dell'economia della battaglia: in altre parole, l'utilizzo dei battle points e dei perks ad essi legati.

    Carta e SpadaNon è un mistero che, per DICE, uno degli elementi centrali resta sicuramente la personalizzazione delle classi. Purtroppo al lancio non ci sarà un editor del personaggio, ma in compenso la caratterizzazione delle armi, delle mod e dei perk ci è sembrata notevole. Le classi base sono quattro, ovvero Assalto, Soldato Pesante, Ufficiale e Specialista, ognuna delle quali avrà a disposizione 1+3 armi sbloccabili con 3 mod ciascuna. La caratterizzazione dei blaster è buona, e il feel è sempre sufficientemente originale, pur restando aderente alla classe di riferimento. In più, oltre a quanto già detto, ci sono le classi secondarie come i soldati elite e i rocket jumper, più un altro bel parco di armi opzionali disponibili mediante i perk. Ci sono circa 300 carte piene di oggetti e skill di vario tipo, ed ognuna di queste si può migliorare fino a tre volte con un'apposita valuta in-game (componenti), ciò significa che -tecnicamente- il numero sale fino a circa 1200. La cosa migliore di tutto questo? Le carte si ottengono mediante delle loot crates, acquistabili con un'altra moneta in-game, e non c'è nulla che non sia ottenibile con il solo impegno e il giusto corrispettivo in ore di gioco. Perciò sì, le microtransazioni ci sono, ma non penalizzeranno mai il titolo facendolo diventare un Pay-to-win. Potete stare tranquilli.

    Trovare i potenziamenti migliori sul campo, o addirittura gli eroi, aveva come pro il fatto di restituire un'esperienza tutto sommato "democratica", ma sicuramente minava la leggibilità del match, causando squilibri stile RNG. Ora, la faccenda è diversa: combattendo si ottengono punti (BP), e con quelli si accede ad una vasta gamma di potenziamenti, quindi agli eroi o alle unità speciali. In questo modo le partite diventano sia più meritocratiche, nel senso che i più bravi riusciranno ad ottenere più upgrade e prima degli altri, ma significa anche che ogni utente avrà quasi sicuramente la sua chance di giocare con un eroe.
    Le modalità questa volta sono cinque e si dividono in due maggiori, ovvero Galactic Assault e Starfighter Assault, più tre minori, ossia Blast, Strike e per finire Heroes vs Villains. Le prime due citate sono più strutturate, utilizzano mappe più estese (come Kashyyyk) ed hanno una durata che può raggiungere la mezz'ora. In pratica, con Galactic Assault avremo a che fare con una mappa dalle grandi dimensioni di tipo asimmetrico con attacco e difesa, che contempla ancora una volta l'andata ed il ritorno a squadre invertite (20 vs 20). Ci sono più step in una missione, diversi obiettivi intermedi che prevedono mezzi pesanti ed armi speciali, nonché il rientro limitato. Il risultato è un'enorme battaglia campale simile ai ritmi di Battlefield, dove è necessario collaborare a piccoli gruppi per sfondare le fortificazioni nemiche. Sicuramente si tratta dell'esperienza più completa che il titolo riesce ad offrire, ma allo stesso tempo anche la più complessa, dove il singolo individuo ha un peso marginale.

    Starfighter Assault riprende gli stessi tratti della modalità sopracitata, con una sola e semplice modifica: si gioca nello spazio. Sono le classiche dogfight in stile Star Wars, 12 vs 12, con obiettivi a sequenza, specifiche finestre temporali per conquistarli, ed anche un discreto numero di astronavi governate dall'IA. Esempio calzante è rappresentazione della famosa battaglia risalente alla Minaccia Fantasma, dove i ribelli devono prima disattivare gli scudi della federazione dei Mercanti, per poi distruggere il nucleo della nave madre.
    Si tratta di scontri tenutissimi, veloci e spettacolari, sicuramente migliori di quelli visti nel precedente capitolo, e questo grazie anche alle modifiche apportate al sistema di volo, ora molto più avanzato, che permette manovre più agili e complesse, pur rimanendo estremamente immediato. Anche qui non potevano mancare gli eroi, ed ecco infatti comparire la nave di Kylo Ren, il caccia di Poe Dameron o l'incrociatore di Yoda; tutti modelli curatissimi ed assai particolari nell'utilizzo, soprattutto grazie alle skill uniche a loro disposizione.

    Come già anticipato prima, ci sono anche modalità più veloci: c'è Blast, che essendo un semplice Death Match su mappa piccola non ha bisogno di presentazioni, seguito da Strike, ovvero un scontro su un'area di medie dimensioni con tanto di piccoli obiettivi (principalmente si tratta di qualcosa simile al controllo) e infine c'è Heroes vs Villains, un'altra interessante novità di questo capitolo. Si gioca in 4vs4, sempre su mappe piccole, ma si usano soltanto gli eroi. L'idea è buona tanto quanto spettacolare, giacché vedere affrontarsi in un singolo scontro Boba Fett, Darth Maul e Lando Carlissian ci riempe di gioia, ma va detto che nutriamo ancora qualche dubbio sul bilanciamento finale della modalità. Alle volte, soprattutto nelle location con grandi spazi aperti come Takodana, succede che i personaggi melee siano in netto svantaggio rispetto ai ranged, mentre basta un corridoio più stretto e una spada laser per mandare nel panico un qualunque non-Jedi. Bisognerà attendere ancora un po' e vedere come reagirà la community, ma del resto gli sviluppatori ci hanno assicurato che sono già sull'attenti, pronti ad intervenire e a sistemare prontamente gli eventuali squilibri.

    Star Wars Battlefront 2 Battlefront 2 comincia molto bene il suo cammino, mostrandoci un multiplayer decisamente migliorato rispetto al precedente ed un Arcade Mode dai connotati semplici, eppure godibile, sempre a patto di avere un amico al proprio fianco. DICE, EA e Criterion sembrano avere compiuto un gran balzo in avanti, rispettando il volere dei fan e dei giocatori, senza mai tradire nulla dell’immaginario iconico di Star Wars. Chi si aspettava un titolo competitivo, però, dovrà comunque desistere: Battlefront 2 ha un ottimo PvP, divertentissimo, dinamico e con una sua dignità tecnica, ma che non vuole allontanarsi per nulla dalla sfera dell’intrattenimento casual. Per il momento, il giudizio finale è rimandato alla prossima settimana, quando metteremo le mani sull’intera campagna Single Player, scoprendo finalmente la misteriosa storia di Iden Versio.

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