E3 2018

Starlink Battle for Atlas: il nuovo Toys to Life di Ubisoft a tema spaziale

Ubisoft si approccia al settore dei Toys to Life, provando a unire i videogiochi con i giocattoli tradizionali, sfruttando l'apprezzato setting spaziale.

Starlink: Battle for Atlas
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Disponibile per
  • Xbox
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • Starlink è un titolo che è riuscito a sorprenderci per ben due volte. Lo ha fatto in prima battuta l'anno scorso, quando è stato presentato durante la conferenza Ubisoft dell'E3, recuperando un'idea - quella dei Toys-to-Life - che altri publisher avevano abbandonato dopo anni di prove e di stenti creativi. L'approccio del colosso francese a questo settore di mercato ci era sembrato fin da subito virtuoso e potenzialmente vincente: Starlink non voleva dedicarsi solamente ad un pubblico di giovanissimi, ed anzi pareva in grado di stuzzicare l'interesse di adolescenti e persino di giocatori con qualche anno in più sulle spalle. Chiunque sia cresciuto con la fantascienza animata degli anni '80 e abbia una passione smodata per gadget ed action figures avrà sicuramente guardato con interesse alle astronavi che rappresentano la componente fisica della produzione, realizzate in maniera davvero impeccabile e con un design di carattere. A seguito l'annuncio, tuttavia, Starlink è sparito completamente dalle scene, per riapparire poi alla fiera losangelina un anno dopo, in forma giocabile. Ed è proprio quando lo abbiamo provato che Starlink è tornato a stupirci. Oltre ad essere un prodotto concettualmente interessante, il titolo ci ha conquistati grazie all'inaspettata solidità delle meccaniche di gioco, interessanti e ben pensate. La ciliegina sulla torta è rappresentata da una strategia di vendita tutt'altro che aggressiva, con prezzi adeguati e senza le pressioni psicologiche che altri giochi del genere (leggi: Skylanders) esercitavano sugli acquirenti.

    Liberiamo Atlas

    Al centro del pad svetta il supporto che fa da "ponte" fra il mondo virtuale di Starlink e la nostra realtà. Su questa plancia si inserisce in primis il nostro pilota, e poi l'astronave che vogliamo utilizzare in-game. Su di essa andranno infine agganciate le armi che vorremo sfruttare.
    Ormai la "magia" dei Toys-to-Life, dopo anni di Skylanders e Disney Infinity, non è più sbalorditiva come una volta, eppure mettersi a "giocare" con le astronavi di Starlink è un vero piacere. Se non altro perché sono bellissime; da toccare, da guardare, da smontare e rimontare (non solo le armi, ma anche le ali si possono staccare).

    Con un occhio di riguardo per la migliore science fiction e per qualche produzione che ha fatto la storia del nostro settore, Ubisoft schiera una flotta composta di giocattoli d'eccezione, il cui design ricorda ora quello di Star Wars, ora quello di Wipeout, senza dimenticare innesti da Evangelion, Gundam e tanti altri media con la passione per l'ingegneria aerospaziale. La qualità delle astronavi, dei piloti e delle armi è davvero impeccabile, e per questo il prezzo di circa venticinque euro per i pacchetti aggiuntivi (che includono un mezzo, un personaggio ed un modulo bellico) ci sembra più che proporzionato. Importante sottolineare anche che gli acquisti di materiale extra saranno completamente facoltativi, legati solamente alla possibilità di moltiplicare le proprie strategie d'azione. Tutti i contenuti di gioco saranno infatti accessibili anche solamente con il pacchetto base, senza quindi i "paywall" che rappresentavano l'aspetto più problematico e fastidioso di Skylanders e affini.

    La versione SwitchA conferma della vicinanza fra Ubisoft e Nintendo, l'edizione Switch di Starlink può contare sulla presenza di un ospite d'eccezione. Oltre ai cinque piloti che saranno disponibili, con le relative astronavi, anche su PS4 e Xbox One, su Switch troveremo anche Fox McCloud, direttamente dall'universo di Starfox. Fox porterà con sé il proprio Airwing, venduto in bundle con la versione Switch. Questa nave, oltre ad essere l'unica con elementi mobili, avrà anche in gioco delle caratteristiche particolari, montando delle armi speciali utilizzabili anche senza attaccare i moduli bellici sulla scocca del giocattolo.Su Switch ci saranno anche due ore di contenuti inediti, nella forma di missioni secondarie grazie alle quali potenziale gli strumenti speciali dell'Airiwing di Starfox. La contropartita, purtroppo, è un comparto tecnico tutt'altro che in forma: le rinunce sul fronte della risoluzione e dell'anti-aliasing pesano molto, soprattutto sullo schermo della TV.

    Ma veniamo ai fatti: Starlink si presenta in buona sostanza come un action spaziale, un'avventura intergalattica giocata alla guida della nostra navicella. L'obiettivo principale è quello di liberare il sistema Atlas dalla minaccia aliena, esplorando sia i sette pianeti che lo compongono, sia le profondità cosmiche che separano i corpi celesti. Sulle prime Starlink sembra quasi un No Man's Sky in miniatura: è possibile pilotare la nave per aggirarsi liberamente nella porzione di universo a nostra disposizione, avvicinandosi poi ai vari pianeti fino ad entrare nella loro atmosfera.
    In queste fasi il gioco assomiglia di fatto ad una movimentata space-sim, con qualche sparatoria che vivacizza l'esplorazione spaziale. Eppure, in nome di una varietà che non ci aspettavamo di trovare, quando arriviamo sulla superficie di un pianeta il sistema di controllo cambia radicalmente. L'astronave può infatti "incollarsi" al terreno, così che il gameplay si trasformi in quello di un veloce sparatutto in terza persona. Invece che un protagonista in carne ed ossa siamo sempre al controllo di un mezzo, ma le sensazioni non cambiano: c'è addirittura il tasto per il salto (utile ad evitare attacchi sismici e onde d'urto) e quello per le schivate laterali (che invece permettono di aggirare i nemici). L'azione di gioco è abbastanza intensa e ritmata, mentre si affrontano orde di agguerriti avversari o enormi creature da distruggere pezzo dopo pezzo.
    Durante gli scontri è ovviamente importante selezionare le armi più opportune, che siano rapide mitragliatrici per sfoltire le orde nemiche oppure pesanti lanciarazzi per massimizzare il danno contro i titanici colossi alieni. Nel caso in cui vogliate avere una più ampia scelta di bocche da fuoco rispetto a quella proposta dal pacchetto base, è possibile acquistare gli Weapon Pack a circa dieci euro (in questo caso il prezzo ci è sembrato leggermente eccessivo); ovviamente con un po' di impegno è possibile superare le battaglie con qualsiasi arma.Dal punto di vista del gameplay. In ogni caso, Starlink ci ha fatto un'ottima impressione. Ci è sembrato un titolo movimentato, leggero, divertente, che sa alternare con efficacia fasi d'azione, combattimenti a gravità zero, esplorazione terrestre e spaziale. Alla buona varietà di situazioni fa eco una discreta differenziazione degli ambienti: ciascun pianeta ha il suo carattere e la sua atmosfera, e il viaggio per la liberazione di Atlas sarà anche un viaggio alla scoperta dei misteri di questo piccolo sistema stellare.

    A fare da collante per l'esperienza di gioco c'è poi un meccanismo di progressione e sviluppo di stampo tipicamente ruolistico. Il pilota, le armi e l'astronave possono essere potenziati gradualmente, acquistando nuove abilità grazie ai punti esperienza accumulati oppure installando dei moduli speciali capaci di garantire bonus di diversa natura. Un sistema interessante, legato anche al completamento delle attività secondarie, che spingerà i giocatori - giovani e meno giovani - a sondare i più reconditi anfratti dei pianeti di Atlas.

    Starlink Battle for Atlas Ubisoft sembra pronta a colonizzare il settore dei Toys-to-Life con un prodotto che convince quasi senza riserve. Non è ovviamente un gioco per tutti, ma sembra davvero perfetto per il suo target di riferimento: che poi è quello di chi, ludicamente parlando, è cresciuto con i personaggi di Skylanders, ma che arrivato sulla soglia dell’adolescenza cerca esperienze più strutturate e meno infantili. Viste le qualità ludiche e l’ottimo lavoro sul fronte del design, non è detto che Starlink non possa incuriosire anche qualche giocatore più grandicello. Ovviamente bisognerà valutare la quantità di contenuti e l’efficacia del sistema di sviluppo di armi e navicelle, ma di sicuro quella imbastita dal publisher franceseè un’esperienza con un forte carattere. Il fatto che le navi siano bellissime anche da esporre rimane un plusvalore non da poco, per tutti gli appassionati di fantascienza videoludica e non solo.

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