E3 2021

Stranger of Paradise: Final Fantasy incontra Nioh, provata la demo PS5

Stranger of Paradise Final Fantasy Origin è un gioco d'azione sviluppato dal Team Ninja in arrivo nel 2022. Nel frattempo abbiamo messo le mani sulla demo.

Stranger of Paradise Final Fantasy Origin
Anteprima: PlayStation 5
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Un superuomo, un genio, o un autentico pazzo. È davvero arduo stabilire quali dei suddetti epiteti descriva meglio Tetsuya Nomura, che anno dopo anno continua a sconvolgere i fan di Square Enix tanto in positivo quanto in negativo. In tempi recentissimi il Director di Final Fantasy VII Remake ha infatti collezionato successi clamorosi come appunto il rifacimento della settima fantasia finale (a tal proposito vi suggeriamo di consultare la recensione di Final Fantasy VII Remake Intergrade per PlayStation 5), ma anche dei fiaschi altrettanto fragorosi, tra i quali non possiamo non citare il disastroso DLC intitolato Kingdom Hearts III ReMind. Mentre il mondo intero attende con ansia di scoprire quale fato egli abbia in serbo per Sora, Riku, Kairi e tutti altri eroi di KH, Square Enix ha annunciato un nuovo spin-off di Final Fantasy che, stando a quanto dichiarato, Nomura-san desiderava realizzare già un decennio fa, quando ancora era impegnato con lo sviluppo di Dissidia 012[duodecim] Final Fantasy.

    Rivelato ufficialmente nel corso dell'E3 2021, Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin è il nome ufficiale del tanto rumoreggiato action RPG con meccaniche soulslike sviluppato dal Team Ninja e diretto da Nobumichi Kumabe. Un progetto concettualmente interessante e promettente, ma che allo stato attuale presta il fianco a svariate problematiche da non sottovalutare. Allo scopo di comprenderne meglio la natura, abbiamo quindi approfittato della recente demo pubblicata su PlayStation 5 per provare l'ultima follia di Nomura e ve ne proponiamo di seguito le nostre impressioni preliminari.

    I want to kill Chaos

    Una dichiarazione potente quella del caparbio Jack, un guerriero tanto forte quanto deciso a sconfiggere Chaos, ma dall'aspetto un po' troppo anonimo. Poiché Square Enix non ha ancora presentato come si deve i tre personaggi principali del gioco, al momento ignoriamo quale motivo personale possa mai spingere il muscoloso protagonista della campagna a voler annientare la malvagia divinità, ma il suo sguardo e la ferocia con cui tende a eliminare i nemici incrociati sul campo di battaglia la dicono lunga circa la propria risolutezza.

    Assieme ai fedeli compagni Jed e Ash, che ne rispettano la forza e lo hanno riconosciuto come leader, Jack ha quindi intrapreso un lungo viaggio per raggiungere il Santuario del Caos e compiere quello che ormai considera il proprio dovere: annientare lo stesso Chaos una volta per tutte e scoprire se i componenti dell'affiatato terzetto siano davvero i leggendari Guerrieri della Luce menzionati dalla profezia. Al suo interno, tuttavia, i tre combattenti hanno trovato soltanto il possente Garland, un fenomenale cavaliere nero intenzionato a prendere il posto della divinità del male e a spegnere il benché minimo spiraglio di luce. Come di certo sarà accaduto a chiunque abbia un minimo di familiarità coi personaggi e l'impianto narrativo del primissimo episodio di Final Fantasy, il trailer di annuncio di Stranger of Paradise ci aveva inizialmente indotti a pensare che il titolo confezionato dal Team Ninja e finalizzato a conferire alla saga "una nuova e audace visione" potesse essere addirittura una versione re-immaginata della primissima fantasia finale di Hironobu Sakaguchi. D'altronde, i riferimenti ai Guerrieri della Luce e alla principessa Sarah, ma soprattutto la presenza dell'imponente e ormai iconico Garland - il primo boss dell'originale Final Fantasy del 1987 - lasciavano davvero pochi dubbi circa il legame tra Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin e l'apripista della leggendaria serie di JRPG.

    Completando la demo e prestando l'orecchio alle dichiarazioni di Tetsuya Nomura e Kazushige Nojima è invece emerso che il prodotto potrebbe essere un prequel (il che ne spiegherebbe il curioso sottotitolo) o semplicemente uno spin-off ambientato in una versione alternativa dell'universo esplorato a suo tempo dall'immortale incarnazione primigenia di Final Fantasy.

    A ragion veduta, il titolo dovrebbe quindi vantare una storia inedita e indipendente, risultando quindi autoconclusivo e perfettamente fruibile anche da coloro che non si sono mai avvicinati prima al rinomato franchise nipponico. Come ribadito dallo stesso producer, quel che è certo è che nelle vene di Stranger of Paradise scorrerà il sangue di un autentico Final Fantasy, indipendentemente dalla vera natura della produzione e dal modo in cui il gioco si discosterà dai suoi illustri "fratelli" maggiori.

    Final Fantasy incontra Nioh

    Noto in tutto il globo per aver dato vita ai popolari brand di Dead or Alive e Ninja Gaiden (cogliamo l'occasione per invitarvi a leggere la nostra recensione di Ninja Gaiden Master Collection), negli ultimi quattro anni Team Ninja ha posto il proprio nome su una fortunata coppia di titoli ispirati ai Souls di FromSoftware e Miyazaki, che tuttavia hanno saputo distinguersi dalle fonti d'ispirazione grazie alla forte personalità e all'attenzione che lo sviluppatore ha risposto nella ricerca di nuove soluzioni ludiche.

    È sicuramente questa la ragione per cui nelle settimane antecedenti l'annuncio di Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin si era sparsa la voce non proprio corretta che il titolo realizzato sotto l'egida di Square Enix potesse essere un altro soulslike, seppur a tema FF. Per quanto il gioco rivelato all'E3 presenti diverse somiglianze con Nioh e più in generale coi soulslike, considerarlo come tale sarebbe infatti esagerato e inopportuno, in quanto l'action RPG vuole essere in realtà un mezzo per veicolare l'attenzione degli innumerevoli fan del genere creato da FromSoftware sulla leggendaria saga di Final Fantasy, che giusto il prossimo anno festeggerà il suo 35° anniversario.

    Come vedremo a breve, Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin condivide coi soulslike giusto alcune meccaniche fondamentali e la difficoltà ben al di sopra della media, che in questo caso può essere incrementata o ridotta a seconda delle proprie esigenze. La demo caricata sul PlayStation Store ha infatti rivelato che il gioco presenterà tre diversi livelli di difficoltà, così da accontentare sia gli amanti delle sfide proibitive che i giocatori alla ricerca di un'esperienza accessibile e caratterizzata da una curva di apprendimento più ragionevole.

    Non per nulla, se i cosiddetti Prismi funzionano allo stesso modo dei falò, ripristinando a ogni visita l'energia perduta, il numero di pozioni trasportate e soprattutto i nemici trucidati lungo il percorso, riportare una sconfitta non provoca la perdita di "anime", anche perché in Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin non vi è nulla di simile. La morte comporta invece delle penalità tutto sommato trascurabili (specie in modalità Facile o Standard), come la riduzione dei PM massimi del personaggio controllato e la rimozione delle cosiddette abilità istantanee ottenute dai nemici.

    Andiamo però per gradi, analizzando anzitutto gli elementi basilari di un combat system decisamente stratificato e dall'ottimo potenziale tattico. Senza nulla togliere alla barra degli HP, che nella nuova creatura di Team Ninja tende a svuotarsi dannatamente in fretta, vi sono due parametri ancora più importanti da tenere costantemente sotto controllo: la barra degli MP e quella del Logoramento, che se ignorata conduce a una morte prematura. Posta al centro dello schermo, quest'ultima si svuota quando si subisce l'offesa del nemico o quando si effettuato schivate e capriole, per poi ricaricarsi col passare del tempo.

    Se svuotata del tutto, Jack subisce un Crollo che lo lascia indifeso per diversi secondi e quindi particolarmente vulnerabile agli attacchi dei mostri. Tuttavia, lo stesso discorso si applica alle bestiacce che brulicano nel Santuario del Chaos, che una volta crollate possono essere eliminate ricorrendo all'Impeto Spirituale: un colpo di grazia alquanto brutale ed eseguibile solo sugli avversari storditi, che oltre a giustiziarli fa guadagnare dei preziosi PM extra. Il terzo e ultimo indicatore mostra infatti i PM a disposizione dell'eroe, indispensabili per scatenare le tecniche speciali e ricaricabili attraverso l'utilizzo di Impeto e Scudo Spirituale.

    A primo acchito può sembrare un sistema piuttosto confusionario (e in effetti durante la nostra prova abbiamo impiegato diverso tempo per abituarci alla poco intuitiva mappatura dei comandi e alle caotiche scorciatoie necessarie ad attivare le varie abilità), ma Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin offre due diverse parate.

    La prima corrisponde al classico "parry" dei soulslike, che se utilizzato un attimo prima di subire un colpo azzera i danni, riduce il logoramento e consente di passare istantaneamente al contrattacco; menzionata poc'anzi, la seconda prende invece il nome di Scudo Spirituale e prevede il consumo della barra logoramento per scatenare una rapida ondata di energia che intimorisce i nemici nelle vicinanze, infligge loro dei danni logoranti e per di più permette di prendere in prestito alcuni dei loro attacchi. Vere e proprie Abilità Istantanee, queste non consumano PM, ma presentano un numero di attivazioni molto limitato, ragion per cui l'utente è invogliato a conservarle in vista di avversari un tantino più ostici o in situazioni di svantaggio numerico.

    Un'altra meccanica interessante e originale è quella chiamata Lux, che attraverso il sacrificio di almeno un segmento della barra PM conferisce al nostro Jack un power-up temporaneo e portentoso. Sotto l'effetto di Lux, il guerriero arreca maggiori danni logoranti ai suoi nemici, velocizzandone lo stordimento, in più quando sconfigge una creatura in tale stadio ottiene lo stesso effetto dell'Impeto Spirituale e soprattutto non corre il benché minimo rischio di subire un crollo. Di conseguenza, Lux torna molto utile contro i boss di fine livello, specie se il giocatore ha sfruttato le varie meccaniche descritte in precedenza per incrementare il numero dei segmenti PM a propria disposizione e scatenare il pieno potenziale dell'Eroe della Luce.

    Classi e Assetti

    Articolato e promettente, l'impianto ludico di Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin include pure uno stratificato sistema di classi che spalanca le porte a un gran numero di combinazioni diverse. Il buon Jack ha accesso a tutti i job disponibili (nella demo ve ne sono in tutto sei, di cui tre basilari e altrettanti di prestigio), tant'è che durante l'esplorazione può montarne addirittura due e passare da un "Assetto" all'altro attraverso la pressione di un tasto.

    Si tratta di una meccanica chiave nell'economia del gameplay, poiché ciascun Assetto non si limita a cambiare l'arma utilizzata durante le fasi di lotta, ma altera in maniera significativa l'equipaggiamento, le skill utilizzabili e persino le statistiche di base. Non per nulla, ogni classe ha un proprio albero delle abilità - dove è possibile ottenere nuove tecniche speciali e combo fisiche con cui personalizzare il moveset del personaggio giocabile - e naturalmente presenta pattern di attacco che possono tornare molto utili contro determinate categorie di nemici. Se lo Spadaccino è in grado di bandire solo i pesanti spadoni e si specializza nell'esecuzione di ampi fendenti, il Lanciere utilizza armi perforanti adatte al combattimento sulla distanza e all'occorrenza può ricorrere al giavellotto per lanciare il suo principale strumento di morte contro un bersaglio lontano.

    Armato di scudo e bastone magico, il Mago ci è parso il più versatile dei tre, in quanto è libero di eseguire attacchi molto più rapidi degli altri job e la presenza dello scudo gli dona un discreto bonus difesa. La sua caratteristica principale è però il menu radiale (un cerchio diviso in sezioni) in cui trovano posto tutti i principali incantesimi elementali della saga, come Fire, Thunder, Idro, Blizzard e Aero, che attraverso la prolungata pressione dell'apposito tasto variano di potenza e possono trasformarsi nelle rispettive varianti di secondo e terzo livello.

    La composizione di Assetti diametralmente opposti e la continua alternanza, come dicevamo, favoriscono un repentino e radicale cambio di strategia, incoraggiano la ricerca di uno stile adatto alle proprie preferenze e necessità, e minimizzano il rischio di rimanere bloccati davanti a un ostacolo all'apparenza insormontabile.

    Anonimo e deprimente

    Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin è insomma un concentrato di idee davvero intriganti, ma che allo stato attuale vengono purtroppo penalizzate - per non dire vanificate - da un'intelaiatura tecnica vergognosa.

    Già nelle prime fasi del tutorial, che per qualche curiosa ragione è accompagnato da un puntinismo sgradevole e sporco, il combattimento trasmette al giocatore un irritante senso di pesantezza dovuto alla misera fluidità dei movimenti. I difetti più problematici saltano particolarmente all'occhio durante la spettacolare sfida con Garland, i cui devastanti pattern di attacco dal range esagerato mettono a dura prova l'efficacia delle schivate e dei tempi di risposta del povero Jack, che tra le altre cose necessiterebbe di frame di invincibilità leggermente più duraturi. Durante la nostra prova, difatti, ci è capitato più volte di subire una sconfitta nel preciso istante in cui cercavamo di rimettere in piedi l'impavido Guerriero della Luce. Pessima persino l'intelligenza artificiale che gestisce le azioni dei due compagni, che allo stato attuale servono solo per distrarre gli avversari e creare delle brevi finestre per coglierli di sorpresa o ripristinare la propria salute.

    A peggiorare una situazione già abbastanza desolante ci pensano poi i vistosi e ricorrenti cali di frame rate che si verificano tanto nella modalità grafica quanto nella modalità performance, per non parlare dei casi di stutter, dell'illuminazione statica e della grave assenza di un filtro anti-aliasing. Già inespressivi e carenti, i modelli poligonali dei protagonisti ci sono parsi stilisticamente anonimi, a cominciare dallo stesso Jack, che a primo acchito si direbbe tutto fuorché un personaggio di Final Fantasy.

    Al momento, insomma, c'è davvero poco da salvare in Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin, se non il suo intrigante sistema di combattimento e la solida componente strategica, il che ci porta a condannare la decisione di Square Enix e Team Ninja di mostrare il prodotto nelle penose condizioni in cui versa attualmente.

    Teniamo comunque a sottolineare che già in passato Tean Ninja è riuscito a risollevare le sorti di una produzione che ai primi appuntamenti con pubblico e stampa appariva ben più disastrosa e carente rispetto a quanto visto al lancio del codice finale. A ragion venduta, ci auguriamo quindi che lo studio nipponico riesca a ripetere anche stavolta l'impresa compiuta a suo tempo con Nioh e a regalarci un'esperienza altrettanto valida, coinvolgente e indimenticabile.

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