GamesCom 2016

Provato Styx Shards of Darkness

Styx Shards of Darkness torna a mostrarsi alla Gamescom: un seguito che punta a migliorare quanto offerto in passato, senza rivoluzionare.

provato Styx Shards of Darkness
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Il letale goblin Styx è riuscito a ritagliarsi una discreta fetta d'utenza, grazie alla sua formula stealth leggera ma non per questo priva di profondità. Il team di sviluppo francese di Cyanide Studios ci riprova con un seguito che recupera i ritmi lenti e riflessivi del capostipite, per migliorare quanto espresso con il precedente episodio, senza rischiare ridisegnandone profondamente la fisionomia. In occasione della fiera tedesca abbiamo potuto assistere ad una lunga demo a porte chiuse, la quale ha confermato la bontà di un progetto che forse non riuscirà a scuotere prepotentemente le fondamenta del genere d'appartenenza, ma che saprà certamente stregare i fan della saga e magari attrarre l'attenzione di nuovi giocatori interessati ad un'esperienza ricca e confezionata con cura.

Libertà d'approccio in salsa fantasy

La sequenza si apre presentando il nostro caro Styx impegnato nell'infiltrarsi in un avamposto elfico costruito su di un altissimo complesso montuoso. Sullo sfondo alcuni velivoli simili ad enormi zeppelin danzano nel cielo, impegnati a trasportare truppe e visitatori all'interno dell'imponente struttura. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a far guadagnare l'accesso ad uno dei carghi esterni, così da sfruttarlo per lasciarci trasportare nel torrione centrale della costruzione, sino alla sua cima, dove potremo recuperare un prezioso documento. L'occhio cade subito sul comparto grafico di questo seguito, decisamente migliorato rispetto a quanto offerto dal precedente episodio: grazie ad un engine ricostruito completamente da zero, le avventure di Styx non sono mai risultate così belle da vedere, per un profilo tecnico che non fa gridare al miracolo, ma che risulta decisamente convincente grazie ad una componente effettistica di buon livello e ad una modellazione poligonale decisamente più complessa e densa di dettagli. Concentrandoci invece sul gameplay, le novità introdotte potrebbero ad una prima occhiata non sembrare poi molte: il goblin non ha perso neanche un po' della sua proverbiale agilità, sempre pronto a scalare ripide pareti e a rimanere sospeso su piattaforme perse nel vuoto. Il team ha lavorato duramente per far si che la libertà d'approccio alle missioneirisulti un tratto caratterizzante dell'esperienza di gioco, curando il level design di conseguenza, ed offrendo così numerose e variegate soluzioni tattiche per raggiungere il nostro obiettivo. Sfruttare pareti, finestre e brecce aperte nel muro di cinta della base, oppure lanciarsi tra le fila nemiche affidandosi a ripari e nascondigli di vario genere saranno solo alcuni degli approcci disponibili per riuscire ad aprire la strada al nostro zeppelin. Styx può avvelenare le scorte nemiche, attaccare alle spalle gli elfi di ronda, oppure spegnere le fiaccole che illuminano gli ambienti interni della base, così da sfruttare le ombre a proprio vantaggio.
Le varie location di gioco risultano ricche di dettagli, arricchite in questo seguito da alcuni ingredienti recuperabili sul campo, i quali aprono la strada ad un inedito sistema di crafting: in qualsiasi momento potremo infatti decidere di utilizzare le nostre scorte per creare dardi avvelenati, trappole acide o utilissimi Cocoon, oggetti da lancio coi quali creare cloni all'occorrenza. I nostri doppioni possono essere posizionati su balconate o punti altrimenti irraggiungibili, per poi essere sfruttati come punti di teletrasporto, dal momento che Styx può sostituirne le sembianze con la semplice pressione di un tasto. Il crafting sembra rivestire un ruolo di discreta importanza nell'economia del titolo, sensazione suggerita dalla presenza di uno skill tree apposito, che affiancherà quelli già conosciuti in passato e dedicati alle abilità stealth, di combattimento e così via. Completare un ramo di questo folto albero di talenti permette inoltre di sbloccare preziose abilità segrete, che non abbiamo potuto osservare in azione e che quindi speriamo non si rivelino esageratamente efficaci pad alla mano. Entrati con circospezione all'interno dell'avamposto, sabotando allarmi ed utilizzando l'invisibilità momentanea, abbiamo aperto i cancelli della base, e lanciato un segnale di ingresso per il veicolo designato. Ci siamo poi lasciati cadere sul pallone aerostatico, per poi puntare al nostro obiettivo finale, ovvero il tanto ambito pass d'accesso. Nonostante l'oggetto venisse segnalato nella parte più alta della torre, mentre eravamo nascosti nell'ombra abbiamo origliato alcuni elfi, i quali hanno suggerito la presenza di un secondo documento in possesso di uno degli NPC nell'area.

Styx 2 promette quindi di consegnare al giocatore un'esperienza ricca, variegata e caratterizzata da tante piccole idee di design che assicurino un approccio libero ai singoli incarichi. Obiettivi che potranno inoltre essere completati al fianco di un amico, grazie all'inedita modalità multigiocatore, non mostrata nella build a nostra disposizione, ma che, stando alle parole del team di sviluppo, consentirà ai giocatori di dividersi le missioni del singolo stage, oppure di coprirsi a vicenda le spalle sfruttando i propri talenti. Una novità che potrebbe allungare sensibilmente la longevità del titolo, così come il tasso di divertimento assicurato.

Styx Shards of Darkness Styx 2 si presenta alla Gamescom di Colonia in discreta forma, forte di un engine rinnovato e di un level design che promette di esaltare la fantasia e la libertà degli utenti. Partendo dalle solide basi consolidate dal precedente capitolo, questo seguito punta a migliorare il capostipite sotto tutti i suoi aspetti, arricchendo le abilità a disposizione del nostro goblin con un inedito sistema di crafting, lavorando sodo per rendere sempre più dinamiche le singole missioni, introducendo una coop la cui bontà dobbiamo ancora valutare, ma che sulla carta potrebbe assicurare al titolo una marcia in più non trascurabile, esaltandone le meccaniche mai eccessivamente punitive o complesse, ma non per questo prive di profondità e spessore. Rimanete sintonizzati sulle nostre pagine per tutti i futuri aggiornamenti.

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