Suicide Squad Provato: caotico e leggero, ma non è epico come Batman Arkham

Abbiamo trascorso 3 ore con il nuovo Open World di Rocksteady, tra single player e multiplayer: il risultato è promettente?

Suicide Squad Kill The Justice League
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Negli studi di Rocksteady abbiamo avuto l'opportunità di provare per più di 3 ore, tra missioni single player e multiplayer, Suicide Squad: Kill the Justice League, il nuovo titolo dell'Arkhamverse che arriverà su PlayStation 5, Xbox Series S/X e PC il prossimo mese.

    Senza soffermarci eccessivamente sulla resa grafica, dal momento che abbiamo testato una build non definitiva e volendo lasciare al team di sviluppo il giusto tempo per il polishing che precede l'entrata in fase gold, ci tuffiamo subito nelle sensazioni che ci ha lasciato un prodotto che, al suo annuncio, non aveva riscosso grande successo mediatico, a tratti ingiustificatamente.

    La Suicide Squad funziona?

    Suicide Squad pone le proprie basi narrative sul pretesto dell'assalto di Brainiac alla Terra: il suo avvento ha spinto i supereroi dell'universo DC a rivedere le proprie priorità e ad affrontare la vita con quella cattiveria che non avevano mai avuto. Per questo motivo Lanterna Verde, The Flash e tutti gli altri si sono ritrovati dall'altro lato della barricata.

    L'unico modo per provare a sconfiggerli e a fargli tornare la sanità mentale è scatenare contro di loro una squadra sgangherata di supercriminali senza nulla da perdere, che dalle profondità di Arkham siano pronti a giocarsi la propria libertà anche a costo di morire. Amanda Waller, direttrice della ARGUS, convoca Deadshot, Capitan Boomerang, King Shark e Harley Quinn, innestando nel loro cervello - tramite un abile sotterfugio - una bomba pronta a esplodere al proprio comando in caso di fallimento della missione. Con questa asfissiante spada di Damocle, la Suicide Squad finisce per essere tenuta nella morsa della Waller e catapultata a Metropolis per provare ad avere la meglio sugli eterni rivali. Il ribaltamento narrativo, per come ci è stato presentato, è un pretesto più che interessante, ma che necessita una maggiore analisi in sede di recensione: questo perché per adesso abbiamo avuto l'occasione di approcciare soltanto The Flash e Lanterna Verde come avversari, senza ben comprendere quali possano essere i ruoli di Superman ed eventuali altri eroi nell'ordito narrativo.

    La riscrittura arrogante e aggressiva degli eroi della Justice League ci è parsa funzionale, soprattutto dal momento in cui si rivolgono alla Suicide Squad usando le loro stesse terminologie da "antagonisti". C'è da sottolineare che, rispetto a quanto era accaduto con Batman, il livello dei dialoghi è molto più puerile, ingenuo, come se i quattro personaggi fossero una scolaresca in gita di piacere. Al di là delle buone caratterizzazioni e delle peculiarità dei quattro componenti, le interazioni tra di loro non sempre ci hanno convinto a dovere.

    Le unicità sono comunque salve, perché King Shark cercherà sempre di interpretare gli eventi con cinismo e scetticismo, finendo anche per spiegare al giocatore le battute di Deadshot, che a sua volta sembra voler assumere il ruolo del leader titubante e a tratti complessato.

    Boomerang è il membro casinista e irascibile del gruppo, un australiano caciarone e votato al caos totale, mentre Harley Quinn è qui presentata nella sua forma più svampita, con palese difficoltà ad approcciare il mondo reale. Al netto delle perplessità iniziali, siamo speranzosi che nel corso dell'esperienza i quattro riusciranno a dare grande soddisfazione agli appassionati del mondo DC.

    Il singleplayer

    Abbiamo affrontato l'esperienza in single player nelle prime missioni, quelle utili a comprendere il funzionamento dei quattro personaggi e propedeutica alla scelta di quello che è stato il nostro main: scelta ricaduta su Deadshot. Gli stessi sviluppatori ci hanno fatto notare quanto rappresenti il più completo e versatile dei quattro personaggi, avendo a disposizione un ottimo spostamento ad area grazie al jetpack, la capacità di colpire dalla distanza come un cecchino e un'arma da assalto per i colpi più ravvicinati, tra l'altro con un gunplay molto più agile rispetto agli altri tre.

    Abbiamo dato comunque spazio a tutta la squadra, notando però alcune macchinosità nella gestione di Harley Quinn, soprattutto per quanto riguarda il suo spostamento: l'amante di Joker si affida a un rampino e a un drone, sottratto alla tecnologia di Batman, per muoversi rapidamente, cercando di emulare i movimenti del Pipistrello nella serie Arkham (qui lo speciale sulla serie Batman Arkham). Il punto è che dalla precedente serie sul Cavaliere Oscuro sono passati tanti anni, e l'oscillazione cittadina ha conosciuto in Marvel's Spider-Man 2 la massima espressione possibile attualmente: la fluidità di Harley, purtroppo, non è paragonabile (qui la nostra recensione di Marvel's Spider-Man 2). King Shark risponde all'identikit del tank, potente e lento, infine Boomerang è stato forse il più complesso dei combattenti da padroneggiare, a partire dal suo spostamento che si basa sulle proiezioni aeree affidate al lancio della propria arma; di indubbio valore anche il suo arsenale che, per quanto non potente come quello di Deadshot, presenta un colpo in mischia assai efficace, capace di rompere lo scudo degli avversari.

    Dal nostro test emerge un'alta varietà d'approccio, e assicura a qualsiasi tipo di utente la possibilità di scegliere il proprio stile di gioco, ovviamente senza concedersi la possibilità di scegliere un healer. Qui si fa casino, nient'altro. La modalità in single player ci ha dato modo di esplorare la mappa appena fuori il quartier generale della Suicide Squad, all'interno della quale sono comparsi NPC utili per i nostri potenziamenti: tra questi spicca sicuramente Pinguino, nella sua versione da mercante di armi e potenziamenti, pronto ad accogliere nelle sue tasche i nostri profitti in cambio di un arsenale sempre più potente.

    Oltre a Oswald, la nostra base si è rivelata un crogiolo di elementi utili per la lore del DC Universe che vi lasciamo il piacere di scoprire. Torniamo ora a Metropolis: oltre alle ovvie missioni principali, non mancano chiaramente anche alcune attività secondarie che potrebbero ad arricchire sufficientemente l'offerta iniziale. Nel corso della nostra prova abbiamo individuato la ricerca dei trofei dell'Enigmista, che una volta raccolti offrono informazioni sulla lore, a cui si affiancano le sfide a checkpoint: si tratta di una corsa attraverso degli anelli seminati tra terra e aria, da attraversare nei tempi prestabiliti da un conto alla rovescia. Resta comunque altro da valutare: la Suicide Squad sarà impegnata infatti in vere missioni di supporto. Ne è un esempio quella con Poison Ivy, che abbiamo dovuto proteggere dall'assalto dei seguaci di Brainiac in un classico "difendi la collina", finché una delle piante di Ivy non ha potuto portare a compimento la propria trasformazione. In attesa di poter approfondire meglio l'assetto contenutistico della produzione, ci urge precisare che il mondo di gioco non ci è sembrato particolarmente stimolante o ricco di inviti all'esplorazione: la struttura appare come quella di un classico "open world contenitore" pensato per dare lustro alle dinamiche di movimento nella corsa da un obiettivo all'altro.

    Suicide Squad, Assemble!

    Approcciando il gioco in modalità multiplayer e proseguendo lungo la storia primaria (le missioni sono le medesime, ed è indifferente affrontarle in single o in compagnia) abbiamo avuto modo di andare a constatare altre funzioni presenti in Suicide Squad.

    Partiamo con l'evidenziare la possibilità di sbloccare i talenti attraverso i classici punti abilità: ogni personaggio avrà il suo skill tree diviso in tre diverse sezioni, pensate per migliorare il movimento, la potenza dei colpi e la difesa. Non siamo dinanzi a meccaniche da vero gioco di ruolo, quindi non aspettatevi che Deadshot e compagni incrementino le loro statistiche: in Suicide Squad si punta a perfezionare il proprio arsenale, spesso affidandosi anche alle loot box di fine missione, e a sbloccare quanti più talenti possibili per potenziare le combo, ottenere una percentuale maggiore di danno in determinate situazioni e quant'altro. Ad esempio avremo la possibilità di aumentare il ritmo di crescita per la risorsa Attacco acrobatico Assetato di benzina del 50% nel caso di Deadshot, oppure - rimanendo sempre su di lui - ottenere una riduzione del Postbruciatore del 25% nel caso di una combo x10 o superiore, l'aumento del danno di mieti scudo del 50% mentre si è in volo, con consigli anche su quello che è lo stile di gioco da adottare per massimizzarne il risultato: elementi un po' farraginosi all'inizio da gestire, ma che vanno masterizzati per poter avere una piena conoscenza di ciò che state facendo e quindi trovare una build che meglio risponda alle vostre esigenze.

    Purtroppo in multiplayer l'esperienza diventa molto più confusionaria del single player. Il ritmo è già di per sé incessante, aspetto molto positivo per chi vuole approcciare un prodotto del genere, ma la leggibilità della scena spesso cede alle scudisciate della confusione. Gli elementi a schermo sono tanti, i riferimenti altrettanto, e riuscire quindi a capire qual è l'obiettivo e qual è la direzione giusta non rsulta sempre immediato.

    Le interazioni tra la squadra, inoltre, si limitano soltanto alla rianimazione di un alleato, senza chissà quale guizzo: si coopera semplicemente per raggiungere l'obiettivo finale, che varia a seconda della missione, e per sapere chi alla fine della battaglia avrà totalizzato il punteggio più alto. Quest'ultimo viene ottenuto in base a fattori che riguardano i danni inflitti, i punti ottenuti in combattimento e quant'altro.

    Abbiamo di contro potuto apprezzare la varietà delle missioni: oltre alla già citata modalità "difesa della collina", abbiamo testato un incarico nel quale ci era stato chiesto di portare in salvo dei civili, prelevandoli da una determinata zona per condurli al sicuro in un altro luogo; in alternativa ci è stato chiesto di raccogliere oggetti da scagliare contro delle mefitiche creature create da Brainiac per sbloccare i loro scudi e ottenere una finestra temporale di attacco; abbiamo infine dovuto recuperare delle vetture in grado di sparare razzi che potessero perforare le difese avversarie.

    Tra tutte, però, l'attività più interessante che abbiamo svolto è stata la boss battle contro The Flash: volutamente molto caotica (dato che l'avversario più veloce al mondo è in grado di evitare qualsivoglia attacco o proiettile), ha rappresentato uno dei momenti di maggior soddisfazione dell'intera prova. Suicide Squad, d'altronde, è un'ode al caos e questa battaglia ne è stata la sua palese manifestazione.

    Suicide Squad Kill The Justice League Suicide Squad: Kill The Justice League si è presentato con un buon assetto narrativo, nonché con l'intenzione di creare un titolo cooperativo in grado di soddisfare agli amanti del genere. C'è da tener conto che il caos al quale volutamente mira non è proprio alla portata di chiunque, proprio perché sarà necessario trascorrere qualche ora a Metropolis per prendere piena dimestichezza con l'offerta ludica complessiva. Speriamo poi che la varietà delle missioni si mantenga sufficientemente sostanziosa, perché sarà uno degli elementi che potrebbero decretare il successo o il fallimento del titolo a lungo andare. D'altronde, stiamo pur sempre parlando di un'opera con velleità da Game as a service, caratterizzato da qualche spunto valido ma ancora non del tutto convincente. Un gioco sul quale comunque potremo esprimerci meglio tra un mese circa, con l'intera avventura nelle nostre mani.

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