Summertime Madness: la forza dell'arte in un puzzle game italiano

In occasione dello Steam Festival, è disponibile per tutti la demo di un suggestivo puzzle game realizzato da uno studio italiano.

Summertime Madness: la forza dell'arte in un puzzle game italiano
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  • Lo Steam Game Festival rappresenta una vetrina digitale estremamente importante soprattutto per quei piccoli e talentuosi autori emergenti che hanno l'occasione di mostrare i loro lavori al grande pubblico. Tramite la distribuzione di demo gratuite, infatti, i team indipendenti entrano direttamente in contatto con l'utenza, mostrandole opere che altrimenti rischierebbero, senza la dovuta visibilità, di finire fagocitate dalle produzioni più note che affollano lo store di Valve. Tra le varie build di prova pronte per il download (lo Steam Game Festival di febbraio contiene 500 demo gratis) c'è anche Summertime Madness, un puzzle game in prima persona realizzato da uno studio tutto italiano e caratterizzato da uno stile indubbiamente rimarchevole.

    I ragazzi di DP Games hanno pennellato un titolo che fa leva sia sull'impatto della cornice artistica, sia sulla materia grigia del giocatore: un connubio potenzialmente intrigante che, se manterrà una buona dose di ispirazione per tutta la durata dell'esperienza, potrebbe dar vita a un gioco piuttosto suggestivo sul piano visivo e concettuale.

    L'arte come fuga dalla guerra

    Per quanto la storia non sembri, in apparenza, l'elemento predominante di Summertime Madness, il canovaccio narrativo presenta spunti indubbiamente stimolanti. Nel 1945, in una Praga messa in ginocchio dalla barbarie della guerra, un pittore cerca di trovare rifugio dagli orrori che lo circondano, continuando instancabilmente a dipingere i suoi quadri. E mentre il mondo fuori dalla sua dimora brucia e urla di dolore, nelle sue tele si compongono paesaggi immaginifici e rasserenanti, in netta antitesi con la morte e la desolazione pronte ad attanagliarlo.

    Ormai prossimo alla follia, l'uomo ha un'ultima speranza di salvezza: entrare nei suoi quadri, scappare dal conflitto e vivere un frangente di pace in attesa che tutto finisca. A proporgli questa via di fuga è nientemeno che il Diavolo in persona, attratto dalla bellezza delle opere del pittore. Com'è ovvio che sia, ogni patto di Mefistofele possiede delle tremende controindicazioni: se entro lo scoccare della mezzanotte l'uomo non riuscirà a tornare indietro, la sua anima rimarrà intrappolata, per sempre, nei dipinti.

    Il pretesto narrativo si muove di pari passo con la struttura ludica: nel gioco completo avremo infatti la possibilità di selezionare due differenti modalità, ossia quella Classica - nella quale dovremo terminare l'avventura in 6 ore - e quella Avanzata, in cui il tempo per giungere ai titoli di coda sarà addirittura dimezzato. Una scelta che mira a coinvolgere ancora di più il giocatore, bersagliato dallo scorrere dei minuti, come se sperimentasse sulla propria pelle il medesimo senso di pericolo che dovrebbe divorare il protagonista. Il paradosso risiede nel fatto che muoversi nelle ambientazioni di Summertime Madness provoca una sensazione di idilliaca pacatezza, e non di ansiogena minaccia: il fulcro risiede dunque nel contrasto tra l'inarrestabile flusso del tempo e il reame che esploreremo, tra la voglia di restare immerso in un mondo di pace e l'esigenza di andar via, per tornare a vivere davvero. Al di là dell'indovinata commistione tra incipit narrativo e struttura ludica, ci sembra concettualmente molto interessante anche il progressivo addentrarsi del protagonista nei suoi dipinti: oltre che sulla forza salvifica dell'arte, Summertime Madness sembra focalizzarsi sul percorso del pittore nei meandri della sua psiche, fatta di ambienti concepiti con in mente differenti suggestioni artistiche. Ed è proprio in questa sua visione mutevole e variegata, strettamente connessa alla risoluzione degli enigmi, che risiede il punto di forza della "follia" di DP Games.

    Corsa contro il tempo

    Anche se la struttura ludica ha nel tempo il suo principale avversario, il team non desidera in alcun modo frustrare il giocatore. Summertime Madness è un'avventura che può effettivamente essere completata in circa tre ore, e la durata della modalità Classica è pensata proprio per chi desidera procedere con più calma, sia esplorando i vari livelli del gioco, sia risolvendo gli enigmi che lo puntellano.

    A proposito di puzzle, la demo dello Steam Festival mette subito in chiaro il tasso di sfida che è lecito aspettarsi dalla produzione: tutti i rompicapi sono legati all'ambiente, e non troveremo indizi esplicativi sul modo di procedere. Al pari di come avviene in altri congeneri che danno grande importanza al level design (vi suggeriamo a tal proposito di leggere la nostra recensione di The Witness, un eccellente puzzle game), il mondo di Summertime Madness è ideato per essere allo stesso tempo enigma e soluzione.

    Spetterà dunque all'utente guardarsi intorno, cogliere i mutamenti dello scenario, scegliere l'ordine con cui muovere alcune leve, orientarsi alla ricerca del corretto input visivo e trovare dunque il giusto procedimento per proseguire.

    Non tutti i meccanismi risolutivi, stando alla nostra prova, saranno di immediata lettura, e anzi in alcuni frangenti crediamo sarà anche necessario affidarsi all'intuito e all'acuta osservazione dell'ambientazione, oltre che al ragionamento. Allo stato attuale, la qualità del puzzle-solving ci ha intrigato a sufficienza, posto com'è in un discreto equilibrio tra complessità e semplicità.

    Anche la varietà degli enigmi ci è parsa piuttosto solida, complice la notevole diversificazione delle location. Dal momento che i singoli rompicapi sono profondamente interconnessi con level design, ne consegue che - man mano che la conformazione dell'ambiente si muta - anche le dinamiche di risoluzione cominciano a variare a loro volta, creando quella che, in base ai primi livelli saggiati, può dirsi un piacevole amalgama ludico ed estetico.

    DP Games ha dipinto un reame sognante e in continuo mutamento, con un art design che spazia tra panorami fiabeschi color pastello a dimensioni oniriche, passando per raffigurazioni mutuate dalle opere di Escher e mondi dove bellezza e inquietudine si muovono in simbiosi.

    Summertime Madness Summertime Madness è un lavoro che, in apparenza, sembra realizzato con piena consapevolezza dei propri mezzi espressivi. DP Games sceglie dunque di puntare tutto sull’amalgama tra la resa visiva, figlia di un’ispirazione multiforme, e una struttura da puzzle-solving mai eccessivamente cervellotica. Il viaggio di un pittore in cerca di pace e salvezza sembra insomma una produzione indie che, nel suo genere di riferimento, potrebbe anche riservare qualche piacevole sorpresa. Se la qualità della direzione artistica e dei rompicapi si manterrà ben coesa sino alla fine, allora varrà la pena accettare il patto con il Demonio.

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