Provato Super Cane Magic ZERO

Studio Evil trasforma le follie di Sio in un videogame.

provato Super Cane Magic ZERO
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  • Pc
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Troppo spesso il mondo di YouTube viene visto come un trampolino di lancio, una possibilità di farsi vedere e mostrare al mondo -in modo semplice e diretto- le proprie capacità. Ma la verità è che pochi sono in grado di farlo, e le "webstar" degne di essere ricordate per le spiccate qualità artistiche non sono molte. Fra queste possiamo sicuramente includere il buon Sio, autore delle divertentissime follie nonsense che popolano il canale YouTube "scottecs" e, soprattutto, giovane e promettente fumettista italiano. Dopo una velocissima e riuscitissima campagna di crowdfunding, ci troviamo finalmente fra le mani una build (molto preliminare) del primo videogioco basato sui personaggi partoriti dalla sua mente, Super Cane Magic Zero realizzato in collaborazione con l'italianissimo Studio Evil.
Il progetto sembra decisamente interessante: un esperimento cross-mediale che unisce il videogioco (per altro con stili ed influenze decisamente "classiche") alle "furbuffe" creazioni che animano l'immaginario fumettistico di Sio.

PRONTONI? VIA!

La versione dimostrativa in nostro possesso, così come quelle viste nelle recenti fiere di settore, ci getta senza troppi preamboli in una modalità arena piuttosto scarna e decisamente poco rifinita. Ovvio, in fin dei conti stiamo parlando di una build assolutamente prematura e frettolosa; il gioco stesso scherza su questo aspetto, annunciando divertito che il tutto è stato messo assieme in appena dieci giorni: un dato che onestamente non ci è sembrato poi così irrealistico, vista la mole e la natura dei contenuti. Ma è comunque un ottimo inizio, che nella sua semplicità riesce a divertire sia grazie all'umorismo tipico delle produzioni di Sio che alle meccaniche concentrate sul multiplayer locale. Una volta lanciato il gioco, i partecipanti dovranno scegliere il proprio personaggio fra un roster di quattro, tutti ispirati all'immaginario delirante del fumettista: Flascio, il Dr. Culocane, Sio e Nonno Laser.

In questa modalità dovremo semplicemente raccogliere i vari oggetti presenti nell'arena e lanciarli contro i nostri rivali, tramortendoli per poterli poi scagliare nella lava. A rendere leggermente più varie le partite ci pensano principalmente due fattori: la presenza del cane magico, in grado di stravolgere le regole che governano il mondo che ci circonda senza alcun criterio logico, e le varie caratteristiche peculiari di ciascun personaggio. Se lanciato in acqua, il Dr. Culocane subirà gli stessi effetti che gli altri subiscono quando vengono lanciati nella lava, e chiunque conosca Sio e le sue produzioni video sa benissimo perché; Nonno Laser, invece, sarà in grado di scatenare una tempesta di laser sull'arena. Senza dubbio molto divertente, ma non sappiamo per quanto un gameplay del genere possa tenere attaccati al pad o alla tastiera i giocatori. Se a questo aggiungiamo il fatto che giocare in multiplayer locale su PC è piuttosto difficoltoso, appare chiaro fin da subito come questo tipo di offerta non possa reggere da sola un progetto -sulla carta- ambizioso come quello di Sio e dello Studio Evil. Ma c'è una buona notizia: non deve farlo, perché il piatto forte della produzione è un altro.

THE LEGEND OF SIO

La cosa più strana è proprio questa: il gioco, almeno nella sua modalità principale, sarà completamente diverso da quanto abbiamo avuto modo di provare finora. Al fianco di questa componente multigiocatore avremo una vera e propria avventura single player ispirata ai grandi classici del genere, con un occhio di riguardo per i cari vecchi Zelda dei tempi che furono. Il tutto ovviamente reinterpretato con lo stile dei fumetti di Sio e con il suo ponderato nonsense, forse uno dei punti più elevati raggiunti recentemente dalla comicità nostrana in un web sempre più straripante di contenuti riciclati e decisamente poco ispirati. La stessa struttura di gioco sembra creata ad arte per adattarsi e supportare al meglio la carica surreale del titolo, senza opporre resistenza alcuna alle paradossali assurdità che da sempre popolano i corti animati del giovane fumettista: tutto si basa su un impianto ludico tanto semplice quanto geniale, in cui tutto può diventare il contrario di tutto a patto che Coso, il protagonista del gioco, ci creda veramente. Dal punto di vista del gameplay, questo si traduce in una serie di scelte fra varie "convinzioni", che a quanto pare seguiranno un meccanismo simile a quello delle abilità dei Pokèmon: il protagonista potrà scegliere di credere ad un massimo di tre cose contemporaneamente, e l'acquisizione di una nuova convinzione dovrà necessariamente coincidere con la cancellazione di una di quelle attuali.

Nel mondo di Super Cane Magic Zero le convinzioni di Coso sono più potenti della logica e delle normali leggi della fisica: gli basterà credere che la lava sia innocua, ad esempio, per nuotarci tranquillamente senza subire nessuna conseguenza. Ancora non sappiamo come e quanto gli sviluppatori decideranno di spremere questa particolare meccanica, ma una cosa è certa: un gameplay di questo tipo ha tutte le carte in regola per divertire e gestire al meglio tutte le situazioni assurde ed inusuali che ci aspettiamo da un titolo del genere.

Super Cane Magic ZERO Figlio di un raro e complesso esperimento cross-mediale, Super Cane Magic Zero resta al momento un mezzo salto nel buio. Una scommessa difficile ma possibile: si parte da ottime basi, quelle dell'immaginario fumettistico di Sio, che dovrà però dimostrarsi capace di assorbire efficacemente il contraccolpo del passaggio al medium videoludico, decisamente diverso da quello su cui è nato il fenomeno scottecs. Per il momento abbiamo avuto modo di assaporare un piccolo antipasto del gioco, una divertente modalità multigiocatore che rappresenta solo una piccolissima porzione della produzione, ma siamo fiduciosi e speranzosi nei confronti del titolo di Studio Evil. Non vediamo l'ora di mettere le mani sulla componente single player, per poter finalmente scoprire nei dettagli le caratteristiche che animano il mondo di gioco e come gli interessanti spunti di gameplay di cui abbiamo parlato in precedenza verranno utilizzati dagli sviluppatori. Per il momento non ci resta che augurare buona fortuna al team, l'ennesimo esempio di quell'Italia che non ci sta, ad essere sempre l'ultima ruota del carro per quanto riguarda lo sviluppo di videogiochi.

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