Syberia The World Before Prologo: il nuovo volto di Kate Walker

Abbiamo provato la prima ora del quarto episodio della serie di Benoit Sokal, tra dirompenti novità e gradite conferme.

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  • Tra alti, bassi e lunghi silenzi, la serie di Syberia sta per raggiungere i due decenni di attività, durante i quali ha affrontato, da attrice o da lontana osservatrice, i radicali cambiamenti che hanno colpito il settore. Il primo capitolo, pubblicato nel 2002 al tramonto della grande stagione delle avventure grafiche, è riuscito a ritagliarsi un suo successo grazie all'estro creativo di Benoit Sokal e all'impegno produttivo di Microids, fattori che hanno permesso alla serie di arrivare al secondo capitolo due anni dopo, nel 2004.

    Nel mentre, però, il settore si stava velocemente evolvendo verso una narrazione molto più attiva, partecipata, e l'enigma e il puzzle venivano lentamente soppiantati dall'azione e dal ritmo. Di conseguenza, la serie entrò in un letargo siberiano per più di un decennio, per ricomparire nel 2017 con il discusso terzo capitolo, accolto con meno entusiasmo rispetto ai suoi predecessori da parte del pubblico e della critica (qui la nostra recensione di Syberia 3).

    Adesso, tre anni dopo l'ultimo episodio, arriva un po' a sorpresa il prologo della nuova incarnazione della saga, che promette tantissime novità e aggiunte. Vediamole insieme, ricordando che il prologo di Syberia The World Before è disponibile gratis su Steam.

    Una storia, due anime

    La prima, grande novità ci viene mostrata direttamente all'avvio del gioco: la struttura narrativa di Syberia The World Before si basa infatti sue due differenti protagoniste, in due momenti storici profondamente diversi tra loro. La prima delle due, l'onnipresente Kate Walker, cerca di sopravvivere come può nella miniera di sale siberiana dove era stata imprigionata alla fine di Syberia 3. Purtroppo un tragico evento, unito a un grande colpo di fortuna, la spinge a cercare nuove risposte, e così la donna parte per una nuova avventura. Il tutto sullo sfondo della Taiga del 2004, tenendo bene a mente l'ambientazione ucronica della serie di Sokal.

    La seconda, la promettente pianista Dana Roze, è una diciassettenne che cerca di crearsi una carriera musicale lavorando in conservatorio, ma le certezze della sua vita crollano con il diffondersi dell'Ombra Bruna, organizzazione politica che nel mondo ucronico di Syberia richiama inequivocabilmente il nazismo. Siamo nel 1937, e la Seconda Guerra Mondiale è molto, molto vicina. Così come nei capitoli precedenti si ricorreva al sogno e al surreale per garantire varietà all'estetica di scenari e personaggi, così in The World Before spaziamo da una Vaghen (1937) evidentemente ispirata alle città centro-europee dei primi del ‘900, a una Taiga influenzata da architetture ed estetiche post-sovietiche.

    Il tutto viene arricchito da un'automazione steampunk che caratterizza brillantemente i livelli dedicata a Dana Roze, funzionale anche a una maggiore presenza di enigmi e puzzle ambientali. Al contrario, le fasi con protagonista Kate Walker, per quello che abbiamo potuto osservare nell'ora di gioco offerta dal prologo, non offre particolare respiro al gameplay, ma è evidente dal racconto che sia solo a causa delle necessità della sceneggiatura.

    Due anime, un gameplay

    Lato gameplay, ci sono alcune premesse da fare. La serie di Syberia, come tutte le avventure grafiche tradizionali, univa enigmi e puzzle ambientali spesso molto difficili a una narrazione che invece ambiva a una certa fluidità del racconto. Poteva dunque capitare di bloccarsi per svariati minuti (o anche ore, in un'epoca senza walkthrough su youtube) su un determinato livello, il che contribuiva a rendere memorabile la scena per il giocatore, ma al contempo spezzava nettamente la narrazione.

    Con Syberia 3, purtroppo, Microids ha pubblicato un gioco con una struttura oramai quasi fuori dal tempo, eccessivamente ostica per un racconto fluido, e non abbastanza ricca e varia per soddisfare comunque la voglia di sfida dell'utente. The World Before cancella completamente questo fattore, e la cosa spiazzerà di certo i fan più tradizionalisti. Nella prima ora di gioco è infatti praticamente impossibile trovare un solo puzzle o enigma che possa definirsi complesso o stimolante: sono tutte interazioni a catena pensate per essere immediatamente leggibili, per inserirsi in un racconto senza intoppi.

    Bisogna scrivere una lettera? Le fasi interattive prevedono la ricerca di un foglio di carta, della penna, e i dialoghi a risposta multipla per comporla. La lezione Telltale - a proposito, Batman potrebbe tornare all'orizzonte per Telltale - sembra essere stata assorbita a pieno stavolta, e l'intera ora scorre senza alcun singhiozzo, lasciandoci esplorare (e scrivere) costantemente gli stati emotivi delle protagoniste e le splendide ambientazioni in cui si muovono.

    Ora, essendo un prologo, è difficile che questa parte del racconto mostri davvero la struttura ludica del gioco, ed è quindi legittimo aspettarsi comunque enigmi e puzzle complessi e ostici. Inoltre, come detto prima, per un fan della saga queste scelte potrebbero sembrare una resa, ma in realtà appaiono quantomeno direzionate a un obiettivo specifico: raccontare. Il che, al netto della rinuncia a certe velleità squisitamente ludiche, è complessivamente positivo, per un'avventura che vuole essere in primis narrativa.

    Un gameplay, mille sguardi

    Impossibile non dedicare, infine, una nota di apprezzamento totale verso la direzione artistica del gioco. Benoit Sokal non lo scopriamo oggi, ma il fumettista belga può adesso sfruttare standard tecnici più elevati, e i suoi automi robotici, così come le sue fusioni architettoniche e visive di tanti stili europei, sono le più belle di sempre (in attesa di scoprire anche le nuove versioni di creature, popoli e mondi orientali, come già fatto nei capitoli precedenti).

    In aggiunta al suo splendido stile troviamo Inon Zur, un compositore che ha lavorato, tra le altre cose, a titoli come il precedente Syberia, FallOut, Dragon Age e Prince of Persia. Tenendo conto della professione di una delle due protagoniste (Dana, la pianista), è prevedibile che il suo lavoro avrà un notevole peso anche nell'economia del racconto, e lo si nota sin dal prologo. Una direzione artistica di tale livello sopperisce, per fortuna, a uno dei più grandi problemi di questo genere di produzioni, ossia il puro dettaglio tecnico.

    Infatti, Syberia The World before non è né una produzione indipendente, che si trova a dover affrontare limiti immensi di budget con scelte visivi estrose, né un colossale "tripla a" in grado di mettere in scena un fotorealismo quasi perfetto. Ci si ritrova dunque di fronte a emozioni espresse verbalmente e nel doppiaggio, che non hanno però alcuna presenza nell'espressione delle protagoniste, o magari ci si muove negli spazi con scattose animazioni che rallentano l'esplorazione.

    Syberia The World Before La prima ora di Syberia The World Before ci racconta di due mondi, uno prebellico e l'altro postbellico, dalla prospettiva di due donne intente a scoprire la verità e, nel mentre, a scoprire sé stesse. Questo primo spezzone di gioco ci mostra anche un netto miglioramento in quanto a narrazione e attenzione al racconto, in cambio di una presenza molto più esile di enigmi e puzzle. Non ci resta che attendere l'arrivo del gioco completo, previsto per il 2021, per capire fino a dove si sono spinti Microids e Sokal per rilanciare una delle saghe più importanti della storia delle avventure grafiche.

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