Tekken 7: Provato a Let's Play Festival

Durante l'evento Let's Play Festival del Videogioco abbiamo potuto provare con mano Tekken 7, nuovo episodio della serie in uscita il 2 giugno.

Tekken 7: Provato a Let's Play Festival
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Tra i titoli a portata di pad disponibili durante la prima edizione del Let's Play salta prepotentemente agli onori della cronaca Tekken 7, nuovo capitolo dello storico picchiaduro che dovrebbe arrivare sulle nostre console a giugno. Una stagione intera ci divide ancora alla sua uscita motivo per cui ogni prova con mano è ben accetta. Come sta procedendo dunque il lavoro sul titolo? Il quadro è decisamente ottimistico.
    Per ragioni di fruizione le demo station erano allestite come postazioni di gioco in modalità versus: niente possibilità dunque di sperimentare story-mode e staccare qualche info sulle avventure di ciascun protagonista, solo scontro frontale duro e puro. Ci dedichiamo così a saggiare gameplay, combo e resa visiva degli scontri. I canoni del titolo sono sempre lì: dopo la sbandata sperimentale di Tekken 4 e il ritorno a una formula più classica ma aggiornata con Tekken 5, Bandai-Namco ha deciso di mantenere inalterata la sua formula vincente, valorizzandouno dei brand più apprezzati del genere. Dopo due match passati a prendere schiaffi digitali, si torna con la mente ai tempi della prima PlayStation, quando, tra amici, ci consumavamo i pollici sulle sequenze interminabili di combo: col fuoco di chi non accetta il K.O. e la più totale indifferenza verso il resto del mondo.

    Pad alla mano, il mio rivale si dimostra abilissimo con Law, vecchia conoscenza tra i tanti visi noti che popoleranno il roster finale. Contro un nemico così veloce urge correre ai ripari: sarebbe bellissimo poter organizzare uno scontro tra vecchie scuole, scegliendo l'inossidabile Lei Wulong. Purtroppo il poliziotto è stato rimosso dal roster, e verrà introdotto in un secondo momento come DLC. Ripiego su Lee Chaolan.
    Prendo colpi da tutte le parti, ma tra un timido tentativo di contrattacco e il rumore della mandibola di Lee che scricchiola a tempi alterni, è facile constatare la bontà del combat system che si avvia verso l'uscita ufficiale in forma smagliante. Il buffering dei comandi garantisce quel piglio di reattività in più che serve per rendere frenetico lo scontro, controbilanciato da una gestione delle parate molto più precisa rispetto ai suoi predecessori, che non ammette sviste o vie di mezzo. Sia io che il mio rivale abbiamo appurato che le mosse classiche sono invariate, letali e accompagnate da nuovi effetti particellari che amplificano il potere esplosivo di ogni pugno, di ogni calcio.
    Tuttavia una lettura veloce alla lista delle mosse rassicura entrambi sull'introduzione di nuove combinazioni, prerogativa essenziale di ogni nuova edizione dell'Iron Fist Tournament. L'introduzione delle mosse speciali - le Rage Arts - aggiunge quel tocco di azzardo che avvicina il titolo a uno dei suoi più longevi concorrenti, Street Fighter: la possibilità di rifilare al nemico un attacco tanto potente, per altro impossibile da bloccare, porta nell'aria di Tekken quella nota in più di tensione che tiene tutto in discussione fino al K.O.
    Le Rage Arts, infatti, possono ribaltare serenamente gli esiti del combattimento, fornendo ai più tattici una comoda alternativa alle letali, ma pur sempre difficili da dominare, combo da 10 hit. Questa caratteristica introduce inoltre nuova enfasi durante gli scontri, dove colpi reciproci simultanei, "tilt attacks" e tentennamenti, vengono sottolineati da una sospensione dei tempi di gioco, un fugace bullet time che permette di apprezzare tutta la potenza sprigionata dai combattenti. Non sono da meno le location che ospitano gli incontri: qualora si usasse violenza profusa contro un nemico spalle al muro, il gioco ci restituirà di contro un accesso a sorpresa in una nuova porzione del ring, rivelatasi ai nostri occhi sfondando questa o quella parete.
    Un tratto che ha anche una certa valenza strategica poiché avere nuovi spazi in cui muoversi significa avere nuove alternative in combattimento. A proposito di Street Fighter, il crossover con Capcom realizzato in questa edizione sembra funzionare a dovere con un Akuma che si allinea perfettamente allo stile Tekken.

    Ingaggiato per eliminare Heihachi, mostra i muscoli con un moveset ottimamente integrato, ricavandosi il suo posto tra i personaggi ad alto potere offensivo e con una velocità sopra la media.
    Insomma, alla luce di questa breve esperienza possiamo già ritenerci soddisfatti dell'andamento di sviluppo. La formula è la solita, ma sapientemente rielaborata per garantire un'esperienza fresca e intuitiva come solo un picchiaduro come Tekken 7 può offrire. Tutto per ora sembra funzionare alla grande, ma attendiamo l'uscita per poterne consacrare il valore.

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