Tekken 7: Provato lo Story Mode del nuovo picchiaduro di Bandai Namco

Siamo stati negli studi milanesi di Bandai-Namco per provare più a fondo lo Story Mode di Tekken 7, che ci ha lasciato con sensazioni decisamente positive.

Tekken 7 - Story Mode
Anteprima: Playstation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • A poco più di un mese dall'uscita ufficiale nei negozi siamo tornati a mettere le mani su Tekken 7 in un evento in cui abbiamo potuto riscoprire non solo le qualità del combat system ma, soprattutto, in cui abbiamo potuto testare in maniera più approfondita lo Story Mode del picchiaduro di Bandai-Namco. Come già accennato in altre occasioni, il nuovo episodio di Tekken 7 vuole proporsi al pubblico con una modalità storia molto più cinematografica, e discretamente importante nell'economia della produzione: una scelta abbastanza insolita per un genere in cui spesso la trama è solo accennata e costituisce niente più che un pretesto per darsele di santa ragione.
    Il "rullacartoni" di Bandai-Namco, in verità, ha da sempre provato a dare una certa dignità al racconto, con risultati però non sempre felici. Stavolta il team di sviluppo ha deciso di tornare alle origini, mettendo l'accento del plot sulla lotta tra i membri della famiglia Mishima (Heihachi, Kazuya e Jin), come anche delle loro rispettive compagnie, la G Corporation e la Mishima Zaibatsu, in guerra l'una contro l'altra per la supremazia.
    L'incipit vede Heihachi, tornato al controllo della Mishima Zaibatsu, deciso a combattere contro il figlio Kazuya, e per questo in contatto con uno dei nuovi personaggi, Claudio, capo dei misteriosi Cacciatori Sirius. Per evitare spoiler evitiamo di entrare troppo nel dettaglio del racconto ma, una volta fatto partire lo Story Mode, ci è sembrata evidente la volontà del team di sviluppo di utilizzare tutte le risorse a loro disposizione per rifinire al meglio la modalità, rendendo il Single Player un aspetto da non sottovalutare.

    Nei sei capitoli affrontati durante l'ora di prova concessaci, la storia di Tekken si è raccontata mediante flashback dei ricordi dei protagonisti, tutti indissolubilmente legati ai giochi di potere dei Mishima e all'odio che Kazuya prova nei confronti del padre Heihachi, intenzionato a farlo sparire una volta per tutte.
    In mezzo a questa disputa familiare si inseriscono i vari comprimari, come Nina Williams, Lars o Lee Chaolan, che vanno a collegarsi al contesto intrecciando le loro storyline al canovaccio principale in maniera del tutto naturale. Le soluzioni registiche e narrative adottate dal team sono tutt'altro che banali, ed anzi il tutto si svolge in capitoli dal ritmo discreto, che si susseguono senza soluzione di continuità, alternando fasi giocate a cut scene realizzate con il motore di gioco (l'Unreal Engine, in grado di proporre modelli dei personaggi relativamente ben definiti ma che, purtroppo, soffre ancora di qualche problemino nella resa di alcuni scenari). Ogni capitolo, inoltre, viene introdotto da una clip animata, che impreziosisce ulteriormente il comparto narrativo del titolo e rafforzando l'impressione iniziale riguardo la solida struttura del racconto della saga dei Mishima, per la felicità della fanbase che da tempo aspettava uno svecchiamento in tal senso.

    Ogni lotta è una questione personale

    L'intreccio si svilupperà, quindi, attorno ai tre uomini forti della famiglia Mishima, andando a sviscerare in particolar modo il rapporto tra Kazuya e il padre Heihachi. Il vecchio ideatore del King of Iron Fist Tournament vuole distruggere il figlio e Kazuya, dal canto suo, vuole farla pagare cara al padre per tutto quello che ha fatto a lui e sua madre Kazumi.

    Anche il gradito inserimento nel roster di Akuma, affascinante combattente di Street Fighter, risulta congeniale allo sviluppo della trama, che si preannuncia molto articolata.
    Durante la nostra prova, inoltre, Tekken 7 ha ugualmente evidenziato quanto di buono era emerso in termini di gameplay e controlli dai nostri precedenti incontri. Durante l'ora passata in compagnia del titolo abbiamo affrontato diversi combattimenti, usando personaggi come Lee Chaolan, Heihachi, Kazuya e Lars, trovando una buona reattività agli input e la possibilità di utilizzare mosse speciali mediante la pressione del tasto dorsale.
    Queste mosse, unite anche all'introduzione delle rage art, tendono a mantenere gli scontri sempre sul filo del rasoio, premiando le combo ben assestate e penalizzando in termini di danno inflitto chi fa un uso spropositato della pratica del juggling. In definitiva, le nostre sensazioni sulla nuova iterazione del picchiaduro di Bandai-Namco sono generalmente positive, e la curiosità di provare la versione finale aumenta ogni giorno di più, anche grazie alla modalità VR intravista nel menù iniziale del gioco che però, purtroppo, non abbiamo potuto provare in questa sede. Non ci resta che attendere il prossimo giugno, quindi, così da poter dare il nostro giudizio definitivo sul nuovo Tekken 7 e, perché no, mettere magari, una volta per tutte, la parola fine alla saga dei Mishima, nella speranza di aprire le porte a storyline inedite legate a nuovi personaggi.

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