The Alien Cube: provata la demo del nuovo gioco horror italiano

Alessandro Guzzo, già autore di The Land of Pain, si lancia nello sviluppo dell'horror The Alien Cube: lo abbiamo provato.

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  • Abbiamo conosciuto Alessandro Guzzo con The Land of Pain, un horror in prima persona che lo sviluppatore veneto aveva realizzato praticamente tutto da solo (recuperate la nostra recensione di The Land of Pain). Alla fine del 2020, Alessandro pubblicherà un secondo gioco chiamato The Alien Cube, anch'esso di stampo horror e, come The Land of Pain, arricchito con un immaginario lovecraftiano. Di The Alien Cube è peraltro disponibile da qualche giorno una demo (scaricabile attraverso Steam) dalla breve durata di circa mezz'ora: noi l'abbiamo testata e ne siamo rimasti colpiti positivamente, sebbene i dubbi a cui il gioco dovrà rispondere - specialmente considerate le criticità del precedente lavoro - sono ancora molti.

    Manufatti dallo spazio

    Il protagonista, un giovane di nome Arthur, si sveglia su una branda di fortuna situata in una grotta. Attorno a lui ci sono tutti i segni di un macabro rituale: c'è una testa mozzata su un altarino insanguinato, un cadavere che penzola dal soffitto e strane candele che sembrano segnare un percorso attraverso quelle che sembrano antiche strutture create dall'uomo. Più avanti è possibile notare perfino un macchinario a vapore di cui lo scopo è avvolto dal mistero.

    Lasciata l'angusta cavità rocciosa attraverso la risoluzione di un semplice enigma, Arthur si trova in una zona boschiva nei pressi di un fiume. In lontananza si intravedono strane architetture ammantate di bruma, ma così torreggianti da stagliarsi con chiarezza sul panorama naturale. Poco prima di soddisfare la curiosità relativa a quelle misteriose costruzioni, il cielo viene squarciato da un meteorite che si schianta a pochi passi dal nostro malcapitato. Esplorando il cratere dell'impatto il suo sguardo viene catturato da un luccichio verdognolo, emanato da uno strano cubo di fattura probabilmente aliena.

    La vicenda si rivela però essere un brutto sogno - peraltro ricorrente - del protagonista, che apre gli occhi nella sua casa con la fronte imperlata di sudore. Un incipit, quello di The Alien Cube, estremamente tradizionale, ma d'altronde abbiamo l'impressione che come per The Land of Pain l'interesse non sia quello di ideare un nuovo approccio alla narrativa di genere, quanto piuttosto di sfruttare molte delle sue caratteristiche più diffuse e dei suoi cliché.

    E questo non è necessariamente un male, visto che il trucco del sogno premonitore e, più tardi, una lettera che annuncia ad Arthur di aver ereditato un appartamento e una baita sperduta nelle montagne creano la giusta atmosfera di tensione e curiosità. Guzzo sembra dunque voler abbracciare tutte le regole del genere orrorifico, concentrandosi al contempo su quello che noi riteniamo sappia fare meglio: costruire gli ambienti e le atmosfere.

    L'orrore vuole la sua parte

    Anche The Alien Cube fa affidamento alla tecnica della fotogrammetria, sfruttata grazie alla potenza del CryEngine 5. Rispetto a The Land of Pain i passi in avanti sono percepibili e apprezzabili, in particolar modo nella realizzazione degli interni, che a giudicare dalla demo avranno un ruolo più determinante in rapporto al passato. La ventina di minuti che seguiva la parte iniziale era infatti ambientata dapprima nella casa del personaggio principale, un luogo sobrio ma realizzato con cura, e poi in un sudicio appartamento che sembrava ispirato alla casa dei Baker di Resident Evil 7.

    Il bagno incrostato di sporco e la sala da pranzo sommersa di cibarie avariate fungevano da setting ad alcuni enigmi che nella demo non era possibile risolvere, ma che testimoniano la forte natura puzzle del gioco di Guzzo. Anche se l'esplorazione e la componente enigmistica saranno con tutta probabilità la spina dorsale di The Alien Cube, non mancheranno frangenti di natura survival e minacce fisiche, oltre che psicologiche.

    La demo di Steam lasciava solo intuire l'entità di questi pericoli ma non permetteva di affrontarle: in virtù della scarsa efficacia delle fasi di inseguimento in The Land of Pain, sono proprio le fasi d'azione a lasciarci uno dei più grossi interrogativi. Dei dubbi che si accorpano a una serie di altre domande che potranno avere risposta solo quando saremo alle prese col prodotto finale. Ci teniamo comunque a sottolineare che i brevi ma intensi frangenti alle prese con The Alien Cube ci hanno lasciato sulla pelle sensazioni positive, oltre all'impressione che l'autore abbia fatto tanti passi in avanti rispetto al suo lavoro precedente.

    The Alien Cube The Alien Cube si presenta come un’avventura d’orrore tradizionale, immersa in un immaginario oramai sovrasfruttato: delle caratteristiche che non indeboliscono affatto le atmosfere di tensione che il gioco è stato capace di creare nella mezz’ora di demo. Tralasciando tutti gli interrogativi a cui ancora non è possibile rispondere, The Alien Cube sembra quindi un progetto degno di nota, specialmente se si considera che a svilupparlo è una sola persona. Speriamo solo che il nuovo gioco di Alessandro Guzzo si lasci alle spalle i problemi e le ruvidità della precedente creazione, così da dar vita a un’esperienza che, pur abbracciando i canoni più affermati dell’horror classico, possa risultare interessante e gradevole.

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