The Banner Saga 3: riparte la carovana di vichinghi

In attesa del lancio ufficiale previsto per il 24 luglio, abbiamo potuto mettere le mani su Banner Saga 3, terzo e conclusivo episodio della saga.

provato The Banner Saga 3: riparte la carovana di vichinghi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • The Banner Saga, piccolo capolavoro artistico che coniugava una solida anima tattica con una forte componente narrativa, uscì nel 2014: al tempo si presentò come il primo capitolo di un'epopea fantastica che si sarebbe divisa in tre parti. La seconda arrivò nel 2016, insieme alle versioni PlayStation 4 e Xbox One del primo capitolo (da maggio scorso disponibile anche su Nintendo Switch), un gioco da tavolo ed anche un romanzo prequel. La trilogia si concluderà quest'anno, più precisamente il 24 luglio, quando The Banner Saga 3 debutterà ufficialmente su tutte le maggiori piattaforme. Quella che abbiamo provato ad un mese dall'uscita è una versione beta molto rifinita, che - fatta eccezione per qualche piccolo problema nella localizzazione italiana - ci è parsa praticamente pronta per il debutto sul mercato.

    L'oscurità avanza

    Il nostro provato si riferisce ai primi tre capitoli (16, 17 e 18) di The Banner Saga 3, che partono dalla conclusione del predecessore: i nostri eroi si trovano ad Arberrang, circondati da orde di Distruttori ed incalzati dalla vorace oscurità.

    Ovviamente per comprendere nomi e fatti occorre aver giocato i primi due episodi, anche se gli sviluppatori hanno inserito un pratico riassunto che riprende i fatti salienti dell'avventura. Chiunque abbia conservato i file di salvataggio di The Banner Saga 2 potrà importarli per mantenere le scelte e i progressi con i vari eroi, ma, qualora non si avessero più i dati a disposizione, è possibile anche selezionare delle opzioni per generare il tipo di partita che vogliamo.
    Il legame tra un capitolo e l'altro è uno dei punti forti della serie di Stoic, in quanto le conseguenze non riguardano solo eventi macroscopici, ma anche relazioni tra i compagni del gruppo o piccolezze che non avremmo pensato sarebbero state tenute in considerazione. Il capitolo 16 s'avvia infatti in maniera decisamente differente in base a come avevamo deciso di muoverci alla fine del secondo episodio. Cambiano le alleanze, alcuni legami si rompono, altri si rinsaldano: insomma, la molteplicità di ramificazioni ritorna in grande spolvero, non c'è da preoccuparsi. Anzi, se si considera che il mondo è sull'orlo del baratro, le scelte acquisiscono un'importanza ancor maggiore: il colore morale delle opzioni è fosco, spesso è necessario sacrificare qualcosa per la sopravvivenza dei più, ma è anche possibile fomentare divisioni e faide.
    Va fatto un plauso a Stoic per aver saputo caricare il clima dell'incipit di The Banner Saga 3 di una tensione palpabile, in cui il viaggio per raggiungere una meta sicura è sostituito da combattimenti senza quartiere, ribellioni, congiure, disperazione per una sorte che sembra ormai segnata. I ritmi appaiono quindi più rapidi, l'azione è più densa e i combattimenti si susseguono quasi senza soluzione di continuità. Il combat system è pressoché identico al passato: i personaggi si muovono su una griglia e hanno un determinato numero di punti azione, esauriti i quali devono passare il turno.
    Un sistema semplice, ma ben congegnato, che ha visto l'introduzione di qualche aggiunta. Ci sono nuovi nemici mai visti prima (tra cui un possente Sundr, che si affronta proprio nelle prime battute), nuove classi e abilità inedite che si acquisiscono oltre il livello 10. Il level cap di The Banner Saga 2 è infatti stato superato - com'era naturale d'altronde - ed ora al grado 11 è possibile selezionare un titolo eroico tra i molti a disposizione, ognuno con caratteristiche specifiche. Gli arcieri, ad esempio, possono optare per un titolo che potenzia i loro danni quando non si trovano adiacenti ad un'unità alleata, mentre i guerrieri con ascia e scudo potrebbero voler incrementare le loro resistenze. Si tratta in ogni caso di un'evoluzione non troppo determinante nell'economia degli scontri, che tuttavia è in grado di mantenere vivo il sistema di progressione.

    Il passaggio tra il secondo ed il terzo The Banner Saga è magari meno evidente rispetto a quello che ci fu tra il capostipite ed il suo seguito, ma ormai il sistema è piuttosto affinato ed i problemi legati alla varietà dei nemici sono stati in gran parte risolti. Il team si sta insomma concentrando sull'aspetto narrativo per non deludere le attese degli appassionati. E sebbene la nostra prova abbia scalfito solo in superficie il gioco di Stoic, è evidente che difficilmente The Banner Saga 3 si rivelerà un'opera al di sotto delle aspettative.

    The Banner Saga 3 La fugace prova con The Banner Saga 3 ci ha resi impazienti di arrivare alla data della release ufficiale. Nel terzo capitolo c’è infatti tutto ciò che abbiamo apprezzato dei due bellissimi predecessori, ma anche qualcosina in più. Insomma, il team di sviluppo ha continuato ad affinare il combat system, ha potenziato la dinamica delle scelte ed ha imbastito un plot che, almeno nelle prime battute, è riuscito a catturarci. Inoltre, già sappiamo che si avrà l’opportunità di combattere al fianco degli odiati distruttori e persino di reclutarne alcuni nella squadra: e questo è di certo uno degli elementi che più ci intriga. Appuntamento al 24 luglio quindi, quando questa meravigliosa saga giungerà finalmente alla sua conclusione.

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