The Bard's Tale 4 Director's Cut: il ritorno dei Bardi

La versione Director's Cut del quarto capitolo della serie The Bard's Tale giunge sul mercato con una serie di interessanti novità: scopriamole insieme.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Seppur ben distante dalla popolarità delle saghe GDR più rinomate (come Fallout, Planescape, e Baldu's Gate, di cui potete leggere la recensione della Enhanced Edition), The Bard's Tale rappresenta storicamente uno dei giri di boa del settore videoludico, sia per le personalità e gli studi coinvolti che per il suo valore concreto. La serie, infatti, tra capitoli, spinoff e romanzi, continua a riproporsi e aggiornarsi dalla fine degli anni '80, e deve il suo sviluppo e concezione a una figura come Brian Fargo, personalità di assoluto rilievo nella nascita e crescita del gdr per come lo conosciamo oggi: tra Wasteland, Planescape Torment e Fallout, il game designer ha guidato l'evoluzione del mezzo videoludico per anni.

    The Bard's Tale fu anzi il suo primo vero progetto da gioco di ruolo, dopo la breve esperienza con le avventure testuali con Mindshadow. A qualche decennio di distanza, Fargo ha deciso di recuperare le vecchie IP su cui ha lavorato così a lungo, e rilanciarle nella nuova stagione di ricchezza e varietà offerta dall'attuale contesto videoludico. Anche Bard's Tale ha potuto sfruttare quest'opportunità, con una vera e propria riscrittura delle sue meccaniche, estetiche, scelte ludiche e narrative, recuperando in sostanza solo la mitologia e il folklore del brand.

    Tra passato e presente

    Il lavoro svolto sul rilancio della saga è stato totalizzante, e ha coinvolto ogni singola fase dello sviluppo e del processo produttivo, modificando radicalmente la forma originaria di Bard's Tale. In questo capitolo, numerato come quarto episodio ma in realtà un reboot in piena regola, ci ritroveremo di nuovo a girovagare per Skara Brae dopo vicende oscure e violente di proteste, rivolte e soprusi dei potenti verso elfi, nani, troll, goblin e diverse altre categorie di emarginati.

    Impossibile venire a conoscenza di tutti i segreti, dialoghi e luoghi del gioco in una singola run, che anche da sola vi prenderà tranquillamente decine e decine di ore per perfezionare le vostre build e i party. In Bard's Tale IV ci troveremo infatti ad affrontare numerosi nemici in combattimenti a turni molto dinamici, che alla strategia del tipo di azioni e mosse speciali eseguire combina anche il posizionamento sul campo, che ha degli effetti determinanti nello sviluppo degli scontri.

    Sebbene le classi di partenza siano solo quattro (guerriero, bardo, mago e ladro), è molto difficile che ci si trovi a giocare sempre con lo stesso party, poiché nel corso dell'avventura sarà possibile potenziare e personalizzare ognuna di queste figure, con decine e decine di abilità da sbloccare, che faranno nascere numerose classi "secondarie", da sommare a quelle base.

    Si potranno così avere sia dei tank con vezzo dell'offensiva, sia degli esili ladri abili nel danneggiare anche nemici teoricamente troppo ostici per loro. Prendendo forse troppo spunto dai recenti esempi più colossali del settore, il gioco offre una quantità quasi bulimica di quest, secondarie, principali o di semplice "riempitivo", dalle più banali e leggere, fino a colossali secondarie capaci di prendere ore e ore alla trama principale.

    Per fortuna, come spesso accade con giochi di questa dimensione, le ambientazioni aiutano ad attutire parzialmente la dispersività di questa enorme molte di contenuti, alleggerendone il peso con una grande varietà tipicamente fantasy, che alterna boschi elfici a rocciose profondità naniche, antri oscuri e magici che lasciano il passo a cupi sepolcri .

    Nell'ispirazione artistica il gioco mostra forse paradossalmente tutta la sua età, con ambientazioni a volte eccessivamente datate nelle scelte cromatiche e di design, figlie di un fantasy all'epoca molto pop, ma che oggi appare parodistico. Inoltre, sempre per arricchire interattivamente le varie quest che ci verranno affidate, ci troveremo molto spesso ad affrontare enigmi e puzzle ambientali decisamente particolari, mai troppo ripetitivi anche se non particolarmente ispirati dal punto di vista ludico.

    Leve, ponti, marchingegni e riposizionamenti di statue e oggetti: c'è tutto il repertorio di genere, e anche qualcosa in più. Infatti nel gioco esiste un particolare tipo di enigma particolarmente interessante, che sblocca armi molto potenti, quasi da "rottura del gioco" se risolte con largo anticipo sui tempi della progressione, che si basano quasi totalmente sulla capacità d'osservazione del giocatore: saper descrivere e cogliere dettagli e particolarità del mondo di gioco, delle armi e dell'ambiente saprà lautamente ripagare i fan più intrigati da queste scelte di design.

    In ogni caso, tra quest, enigmi, combattimenti ed esplorazione, il cuore pulsante dell'esperienza rimarrà la costruzione del gruppo di eroi da portare con noi, durante le nostre avventure in difesa della popolazione di Skara Brae. Date le combinazioni citate prima, sarà davvero difficilissimo esaurire gli esperimenti e le possibilità con il party che decideremo di formare, e data la commistione tra combo, abilità e buff e debuff, sembrerà quasi di avere a che fare con una sorta di Pokemon con elementi tattici.

    Ciò è sicuramente positivo per l'opera in generale, che in tanti altri aspetti, come già detto prima, pecca forse di eccessiva "tradizionalità", nel senso che persegue prospettive e visioni che oggi hanno fatto il loro tempo, o sono state immensamente potenziate su più fronti. Infine, l'aggiunta di una "Legacy Mode" per i fan di vecchia data rende l'esperienza molto più vicina a quella dei classici "Bard's tale", e sebbene si innesti su una struttura comunque più moderna dei vecchi capitoli, riesce a restituire quella sensazione da "un tempo si faceva così" sicuramente cara ai fan della prima ora. Un bel plus per un'operazione che è sì un rilancio, ma al contempo anche un tentativo di conservazione e recupero di un brand storico oggi quasi dimenticato.

    Elementi come difficoltà, longevità e complessità del titolo, dipenderanno però dalla personalizzazione che i giocatori decideranno di utilizzare. Infatti, Bard's Tale IV si affida, come tanti altri giochi, a un'infinita quantità di opzioni grafiche e ludiche, che possono radicalmente modificare l'esperienza sin dalle prime battute, di adattarla secondo i propri gusti.

    Di conseguenza, enigmi, combattimenti, esplorazione e gameplay in generale potranno offrire sensazioni nettamente diverse: inserire indicatori e minimappa, ad esempio, offre una libertà e leggerezza esplorativa nettamente diversa dallo sforzo mnemonico richiesto dall'assenza di icone e suggerimenti. Il consiglio è di seguire il proprio desiderio, come detto anche dal gioco, tenendo però conto del fatto che queste scelte possono influenzare in maniera significativa lo scorrere dell'avventura.

    In definitiva, l'opera d'aggiornamento di Bard's Tale sembra riuscita solo in parte, a causa della volontà di rimanere nel passato ma al contempo gettarsi nella mischia del presente, senza riuscire a sposare in modo netto e definitivo nessuna di queste due prospettive.

    In ogni caso, a livello meramente contenutistico il gioco offre tantissimo, e la sua storia e i suoi mondi, per quanto molto tradizionali e banali per gli appassionati del genere, sono comunque una scusante abbastanza forte per dedicarsi alla costruzione delle build e dei party e alle sfide dei combattimento, veri elementi portanti dell'intera esperienza.

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