The Council: Provata la nuova avventura grafica del team Big Bad Wolf

Nel corso dell'evento What's Next de Focus abbiamo potuto provare il primo episodio di The Council, un'avventura dalle atmosfere cupe e misteriose.

provato The Council: Provata la nuova avventura grafica del team Big Bad Wolf
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Nella corposa line-up del publisher francese Focus Home Interactive, nonostante le numerose differenze di generi e stili, sembra esserci un minimo comun denominatore che accomuna buona parte delle opere presentate durante l'evento What's Next: la libertà di scelta concessa al giocatore. Da Vampyr, a Call of Cthulhu, passando per Greedfall, insomma, l'esperienza interattiva si basa sulla volontà di rendere l'utente l'unico artefice del proprio destino (videoludico). The Council, avventura grafica episodica sviluppata dal team Big Bad Wolf, ne incarna l'esempio perfetto: un gioco in cui ogni singolo dialogo, ogni minima azione ed ogni infinitesima scelta conduce ad un gran numero di variabili. The Council sembra quindi nascondere nel proprio arco qualche freccia ben appuntita: abbiamo potuto provare per circa un'ora il primo episodio dei cinque previsti, intitolato The Mad Ones, in arrivo a marzo su PC e console, scoprendo un titolo piacevolmente tetro e misterioso.

    Dimmi come parli e ti dirò chi sei

    Intrighi, doppi giochi, società segrete, feste esclusive ed enormi manieri arroccati su un'isola spettrale: sono questi gli ingredienti principali del cocktail preparato da Big Bad Wolf, intenzionato ad "ubriacarci" con una narrazione sopra le righe, che sembra ispirarsi alle atmosfere dei thriller investigativi d'alta scuola, in cui il giallo si miscela con un pizzico si esoterismo.

    Il nobiluomo francese Louis de Richet, d'altronde, è tormentato da una visione che vede come protagonista la sua intraprendente madre Sarah, scomparsa in circostanze ancora poco chiare nella lussuosa magione di Lord Mortimer, individuo di grande fama che suole organizzare imperdibili eventi nei quali sono invitate le personalità di maggior spicco dell'epoca. Per la precisione, ci troviamo nel 1793: l'inspiegabile sparizione di Sarah, ha indotto il signorotto a richiedere la presenza di Louis nella dimora sia per partecipare al party, sia per aiutarlo nella ricerca della madre. Quello che il nostro protagonista ancora non sa, è che alla festa prenderanno parte anche illustri figure storiche come Napoleone Bonaparte e George Washington, oltre ad altri celeberrimi rappresentanti della nobiltà e della curia. Prende così il via un thriller "da camera" dalle atmosfere eleganti e conturbanti, nel quale le nostre decisioni durante i dialoghi e le nostre azioni modificheranno, ovviamente, lo svolgimento degli eventi. Louis, com'era prevedibile, sembra essere un tipo sveglio, anche se non un uomo d'azione a tutti gli effetti: è per questo che la sua arma più potente sarà l'intuito e la lingua.

    Come ci hanno spiegato gli sviluppatori, The Council proporrà un ritmo dell'avventura sempre sostenuto, ed un dinamismo tale nella sceneggiatura da riprodurre nelle conversazioni la stessa adrenalina di un action game. Nei primi minuti di gioco si scorge il gusto per una scrittura pungente, lievemente ironica e per lo più intrigante, la quale varierà in base alle scelte che decideremo di compiere durante la vicenda. All'inizio, avremo la facoltà di selezionare uno dei tre diversi rami di specializzazione per Louis (Diplomatico, Occultista e Detective), che andranno ad influenzare le abilità in dotazione: il meccanismo messo in piedi dal team ricorda vagamente quello tipico di un gdr, i cui scontri (dipesi dalla "classe" dei personaggi) vengono ricreati sotto forma di dialoghi. In base ai talenti a nostra disposizione, del resto, si renderanno visibili nel corso delle chiacchierate alcune opzioni dialogiche, le quali imporranno il consumo di punti intuizione, il cui quantitativo non è illimitato. A seconda del ramo preferito, pertanto, le interazioni con gli altri ospiti varieranno profondamente, conducendoci verso percorsi narrativi del tutto alternativi. Poiché, come sostenuto da Big Bad Wolf, "ogni dialogo è una battaglia", per uscirne vincitori dovremo studiare l'avversario, analizzarlo e scovare indizi su di lui e scoprirne i punti deboli, così da optare per le risposte più corrette nel bel mezzo degli scambi di battute. Ecco perché di tanto in tanto saremo chiamati ad individuare i "segni particolari" dei nostri interlocutori sui loro visi e le loro corporature, con un minigioco a tempo che ricorda quello di Sherlock Holmes: The Devil's Daughter. Durante i battibecchi più concitati e significativi, invece, ci troveremo ad affrontare i "confronti", ossia dei duelli verbali nei quali prevaricare su un contendente cercando di selezionare le risposte che possano metterlo alle strette: il tutto entro un tempo limite e con una quantità limitata di tentativi, seguendo una dinamica estremamente simile alle Sfide di Insolenza già sperimentate in Life is Strange: Before the Storm. Se nel complesso quindi le idee ludiche alla base di The Council non sono certamente un tripudio di originalità, a sorprendere è il numero copiosamente ampio di variabili e di diramazioni. Il nostro protagonista potrà perfezionare i propri talenti quasi come se ci trovassimo all'interno di un gioco di ruolo, recuperando volumi e manoscritti nel corso dell'esplorazione del maniero, incrementando la propria esperienza e affinando le capacità di oratore, di politico, di manipolatore, di investigatore.

    Le combinazioni di tutte queste qualità, unite alle numerose situazioni che vivremo, danno vita ad un racconto tentacolare, dove contano le relazioni con i personaggi, la fiducia riposta nei loro confronti ed i legami di amicizia conquistati a suon di favori del tutto opzionali. Tutti i cinque episodi proporranno parecchi finali: The Mad Ones, ad esempio, avrà quattro conclusioni, mentre la serie completa, nella sua interezza, ben sei. Tra fasi di ricerca degli indizi, sequenze più dinamiche e lunghe disquisizioni, la prima ora di The Council ha saputo intrattenerci a sufficienza, merito soprattutto di una vasta gamma di possibilità e di un'atmosfera davvero magnetica.
    Nello sfarzo e nell'opulenza della villa di Lord Mortimer si respira infatti un'aria di subdolo inganno e di misticismo, valorizzata da una resa ambientale di buon impatto artistico. Decisamente meno convincenti, d'altro canto, le animazioni dei visi e l'espressività dei protagonisti, molto poco fluide, fin troppo rigide e statiche: una mancanza che diventa piuttosto fastidiosa in un titolo che fa leva specialmente sul coinvolgimento garantito dai dialoghi. Siamo tuttavia anche disposti a soprassedere dinanzi ad evidenti deficit tecnici, se lo script si rivelerà davvero così avvincente come sembra dai primi minuti di questa elegante avventura.

    The Council The Council non si discosta molto dal solco già tracciato da tanti altri congeneri, ma prova a ritagliarsi un piccolo spazio sotto i riflettori grazie ad una messa in scena appariscente e ad un impressionante potere decisionale posto tra le mani dei giocatori. Ibridando la struttura di un'avventura grafica tradizionale con alcuni elementi presi in prestito dai giochi di ruolo, The Council ha saputo rivelarsi affascinante al punto giusto da attirare la nostra curiosità, pur con i suoi evidenti limiti tecnici. Il primo episodio è previsto per il mese di marzo, mentre gli altri quattro usciranno con una cadenza bimestrale. Per quanto ci riguarda, noi abbiamo già in tasca l'invito alla festa di Lord Mortimer.

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