The Crew 2: sfrecciando a tutto gas per gli Stati Uniti

Ubisoft torna alla carica con il secondo capitolo del suo fortunato racing game open world, inserendo nell'equazione anche motoscafi e aerei ultraleggeri.

The Crew 2
Videoanteprima: Xbox One X
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • La sensazione più evidente che si avverte trascorrendo qualche ora in compagnia di The Crew 2 è senza dubbio l'invidiabile senso di libertà che contraddistingue a più livelli l'ultima produzione Ivory Tower, studio di Lione con dieci anni di attività e quasi duecento dipendenti interamente concentrati su un franchise che a causa di qualche incertezza iniziale era partito piano, quasi in sordina, ma che in tre anni ha saputo raggiungere addirittura tredici milioni di giocatori.
    Un perfetto esempio di game as a service, con più di venti update e due espansioni rilasciati nel corso del suo ciclo di vita, a testimonianza del supporto costante offerto dagli sviluppatori alla loro creatura, un peculiare ibrido fra racing game e MMO che il team francese sta idealmente cercando di perfezionare dal lontano 2006, quando lo studio si faceva ancora chiamare Eden Games e sotto etichetta Atari pubblicava l'ambizioso Test Drive Unlimited.

    Si ritorna sull'asfalto... e non solo!

    È proprio dal significativo retaggio del primo episodio che The Crew 2 vuole ripartire, offrendo un'esperienza motoristica comunque ancora più varia, più profonda e più appassionante, senza ovviamente allontanarsi in alcun modo dalla sua innegabile anima arcade. Anzi, al contrario, compiacendosi in tutto e per tutto della sua spensieratezza, crogiolandosi con entusiasmo nella sua schietta accessibilità e spingendo senza paura l'acceleratore sul piano del puro divertimento, anche a discapito del realismo o del prendersi troppo sul serio. Si ritorna così a correre ancora una volta per gli iconici Stati Uniti d'America, fra metropoli al neon pullulanti di grattacieli e maestosi spazi aperti dominati dalla natura, in una reinterpretazione, tutt'altro che 1:1, degli States, definita dagli stessi sviluppatori come "gamey", ovvero giocosa. Perché nell'universo di The Crew 2 le città devono trasformarsi in parchi giochi a quattro ruote e l'ambientazione deve sempre e comunque piegarsi alle esigenze di chi guida, a maggior ragione considerando anche l'abbandono dell'impostazione pseudo seriosa in termini di trama (per intenderci, niente più FBI, gangster e retate sotto copertura) in favore di un approccio ancora più leggero e scanzonato.
    Tutto è infatti costruito attorno a LIVE, una compagnia di intrattenimento estremo - palesemente ricalcata sul modello di Red Bull - che sta trasformando gli USA in una sorta di gigantesco set per le platee di tutto il mondo. Toccherà a noi, nei panni del più classico dei novellini, confrontarci con i migliori piloti sulla scena, scalare i ranghi di gradimento e arrivare alla gloria planetaria sancita a colpi di seguaci sui social media, interfacciandoci nel mentre con quattro diverse famiglie a capo del quartetto di discipline presenti all'interno del gioco, vale a dire rispettivamente Freestyle, Street Racing, Pro Racing e Off-Road.

    Gli eventi LIVE rappresentano la summa di The Crew 2: appassionanti prove in cui si gareggia su quattro ruote, con le ali e a pelo d'acqua, in una corsa per determinare il vero dominatore degli elementi (e dei social network...).

    La prima è legata alla padronanza nell'uso dei veicoli: per i freestyler non è mai questione di arrivare il prima possibile da un punto A ad un punto B, bensì di esprimere con stile e estro il proprio controllo totale sul motore attraverso trick mozzafiato. Lo Street Racing vive invece di adrenalina squisitamente metropolitana, di gare al limite lanciati su percorsi cittadini spesso e volentieri improvvisati, tra passaggi in contromano (anche se la quantità di traffico su strada è purtroppo quella che è...) e ardite scorciatoie sui tetti. Chi vuol fare sul serio, studiando ogni curva e vivendo per trovare la traiettoria perfetta in una sfida a spaccare il decimo di secondo, deve al contrario guardare al rigore del Pro Racing. Ultimo ma non ultimo c'è l'Off-Road, ovvero una serie di competizioni dove le strade non esistono e la vittoria va agguantata sporcandosi le mani tra fango, polvere e panorami rischiosamente selvaggi.
    Si diceva in apertura della piacevole libertà offerta all'utente in questo seguito: è proprio nella struttura più sfacciatamente free roaming, nella componente di guida a briglie sciolte e senza particolari paletti che la produzione Ivory Tower sembra convincere di più.

    Spostarsi per gli States lanciandosi a tutto gas per le strade della Grande Mela, dominare la mitica Route 66 dal cielo o sfrecciare sotto al Golden Gate di San Francisco in motoscafo ha sempre un fascino tutto particolare, a maggior ragione se è possibile farlo alternandosi in tempo reale tra terra, cielo e acqua (con la semplice pressione del tasto R3). Così, senza soluzione di continuità, in uno slancio motoristico che sa regalare momenti di puro spettacolo anche in virtù del modello di guida tutt'altro che esigente: si può ad esempio saltare da un'altura, magari nel bel mezzo del Grand Canyon, e proprio mentre si sta per toccare terra spiccare il volo con un ultraleggero... per poi trasformarsi in una barca a mezz'aria, continuando il tragitto su uno specchio d'acqua sottostante. Tutto molto arcade, tutto molto godibile.
    Come accadeva anche in Forza Horizon 3 - un titolo che senza alcun dubbio è stato preso come palese punto di riferimento da Ubisoft, nonostante un termine di paragone alquanto ingombrante - qualsiasi cosa si faccia, da un tiratissimo drift in curva a un killer loop in aereo, permette di ottenere punti (denominati follower, perché saranno appunto la popolarità e il carisma "social" del nostro alter ego a crescere): i follower rappresentano così l'unico sistema di progressione disponibile in The Crew 2, e sono il mezzo per arrivare a sbloccare contenuti anche radicalmente diversi fra loro, che spaziano da nuove attività a migliorie per le auto già sbloccate, passando per crediti da investire nell'acquisto di bolidi fiammanti o elementi dedicati alla customizzazione.

    Anche l'occhio vuole la sua parte: oltre a scegliere un avatar che vi rappresenti, avrete modo di mostrare i vostri bolidi all'interno di un lussuoso appartamento-showroom in quel di Miami.

    Sulla scia del predecessore, The Crew 2 è ad ogni modo un racing game fortemente votato al multiplayer, alle interazioni online, alla partecipazione condivisa: è sfizioso veder comparire sulla mappa una moltitudine di icone legate ai vari eventi disponibili - posso assicurarvi che già nelle primissime ore il gioco "si apre" molto in fretta, dando l'idea di un'offerta piuttosto ricca e variegata - eppure la vera scintilla si ha quando si riceve un invito per partecipare ad una sfida in gruppo. Il brivido dei testa a testa contro altri avversari umani non ha infatti eguali, e durante l'evento di prova presso la sede milanese di Ubisoft io e i miei colleghi ci siamo divertiti a destreggiarci tra scampagnate Off-Road (nettamente le mie preferite, anche se ci sarebbe forse da rivedere un po' il modello di guida delle moto da cross, davvero poco verosimile), sfide in pista sul bagnato e gare nel tentativo di domare le sfuggenti imbarcazioni offshore fra i canali del Venetian di Las Vegas. Un po' meno coinvolgenti invece le competizioni Freestyle con gli aerei, che per quanto visto sembrano avere pochissima interazione con gli avversari, limitandosi di fatto a un paio di minuti di trick in solitaria con confronto finale dei rispettivi punteggi.

    Qualche inevitabile commento anche sulla realizzazione tecnica di The Crew 2, presentato su display 4K (Samsung U28H750) e Xbox One X: tra tramonti evocativi che esaltano il notevole sistema di illuminazione e un'interfaccia pulita ed elegante, il colpo d'occhio complessivo non è affatto male. Sono ovviamente i modelli delle vetture a fare senza ombra di dubbio la parte del leone, con shader convincenti e dettagli rifiniti nei particolari, mentre la qualità del resto si dimostra purtroppo abbastanza altalenante. Si riscontra infatti una discrepanza evidente nella resa di alcune ambientazioni rispetto ad altre, mentre è invece abbastanza rivedibile in toto l'intera la componente legata alle cutscene, alle interazioni con personaggi umani e agli elementi più o meno di contorno: momenti in cui traspare un conteggio poligonale non all'altezza e in generale qualche spigolo di troppo, con una qualità dell'immagine lontana dai pesi massimi del genere. La sensazione è che Ivory Tower abbia voluto provare ad alzare ulteriormente l'asticella, gettando il cuore oltre l'ostacolo senza tuttavia avere davvero a disposizione i mezzi produttivi necessari per farlo.

    The Crew 2 Con la sua colorata atmosfera da festival ed il suo tono gioiosamente spensierato da arcade senza particolari pretese, The Crew 2 sembra porsi come una celebrazione degli sport motoristici a 360°, capace di distinguersi e di brillare soprattutto per la varietà di un'offerta resa ancora più ricca dall'inclusione di mezzi aerei ed acquatici. Attenzione però, perché ultraleggeri e motoscafi offshore danno maggiormente l'impressione di essere extra inseriti per rendere ancora più spettacolare un titolo che punta molto sulla quantità e sul fattore sorpresa, piuttosto che effettive alternative alle auto - che sono e restano il fulcro del gioco, al netto dell'impostazione comunque tutt'altro che rigorosa del modello di guida. Basterà tutto ciò per distinguersi e allontanarsi a sufficienza da Forza Horizon 3? Lo scopriremo insieme il prossimo 29 giugno.

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