The Day Before è arrivato: ci abbiamo giocato ed è peggio del previsto

Ha generato hype per le sue apparenze somiglianze con The Last of Us e The Division: interessante vero? Ma il risultato è un disastro.

The Day Before è disastroso
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  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Ma esiste davvero? Con tutta probabilità, questa è la domanda più gettonata tra i giocatori quando si parla di The Day Before. Da qualche ore, però, la percezione del tanto atteso e chiacchierato titolo è drasticamente cambiata, perché dopo anni fatti di rinvii, battaglie legali e polemiche il gioco è arrivato sugli scaffali virtuali di Steam.

    Basta però dare una rapida occhiata alla pagina del prodotto sul client di Valve - unica piattaforma su cui è attualmente disponibile in Accesso Anticipato - per comprendere quanto si sia rivelato problematico il suo arrivo. Malgrado i campanelli d'allarme, non potevamo certo tirarci indietro dopo averne parlato per anni e abbiamo quindi trascorso qualche ora nel mondo di The Day Before per verificare personalmente in che stato fosse il progetto: le cose sono andate peggio del previsto.

    Benvenuti a Woodbury

    Avviato The Day Before per la prima volta, ci troviamo di fronte alla schermata di creazione del personaggio, che si limita a proporre alcuni preset per i volti e poche altre opzioni per aggiungere tatuaggi e cicatrici, utilizzando slider piuttosto scomodi per regolarne la colorazione. Completato questo passaggio, sono iniziati i problemi.

    Prima di poter accedere ai server, tutti sotto stress, abbiamo dovuto effettuare numerosi tentativi e, per fortuna, nel giro di qualche minuto siamo riusciti a trovarne uno che ci ha permesso di dare inizio al nostro viaggio. È quindi partita una breve sequenza d'intermezzo che funge da introduzione alla storia ed espone le meccaniche di base del gameplay. Il protagonista è un sopravvissuto che, nel bel mezzo di un'apocalisse zombi, viene ritrovato in fin di vita dagli abitanti di Woodberry, un piccolo centro abitato ben organizzato che sta provando a far ripartire le cose dopo il collasso della società.

    Questo incipit, per quanto poco originale, non è poi così male. Peccato che a spezzare la magia ci pensi l'attuale stato dell'esperienza online: durante la panoramica delle varie sezioni dell'hub abbiamo notato gli altri giocatori affetti da una miriade di problematiche diverse.

    In generale, in partita o nella base, gli altri utenti vengono visualizzati sempre con qualche errore: qualcuno vola, altri sono senza testa e altri ancora sono incastrati in elementi dello scenario. Ci sono anche oggetti sospesi in aria che appartengono a dei sopravvissuti invisibili. Ciliegina sulla torta, le animazioni di chi si muove accovacciato non vengono mostrate correttamente, ecco perché il personaggio di turno sembra sfrecciare per tutta la mappa come un veicolo di Mario Kart. Mentre la nostra attenzione veniva attirata regolarmente da qualche strano avvenimento, abbiamo fatto un tour dei vari NPC che vendono merce, permettono di depositare l'equipaggiamento o forniscono consumabili. Ci è stato anche introdotto l'housing, visto che al protagonista viene affidato un piccolo appezzamento di terra all'interno del quale può posizionare un prefabbricato e poi abbellirlo con una serie di elementi di arredamento. Si tratta di una componente totalmente accessoria e irrilevante ai fini del gioco, poiché non ha alcuna utilità se non quella di fare quattro passi in un ambiente diverso dal solito.

    AAA cercasi zombi

    Conclusa questa fase preliminare, è finalmente giunto il momento di passare all'azione in quel di New Fortune City, una versione fittizia della Grande Mela. Dopo aver avviato la spedizione, veniamo catapultati in un checkpoint randomico dell'enorme mappa, piuttosto dettagliata e ricca di insegne luminose che non sappiamo bene come possano essere alimentate in un contesto simile.

    Con una visuale in terza persona, ci iniziamo a spostare per la città e la prima cosa che notiamo è il vuoto che la caratterizza. Le enormi strade e i pochi interni esplorabili sono statici e manca del tutto quella sensazione di timore che si dovrebbe provare in un mondo popolato da infetti e altri soldati pronti a farvi la pelle. Il motivo è semplice: i giocatori si incontrano solo di tanto in tanto e gli scontri coi non morti sono un'assoluta rarità.

    E in un certo senso è una fortuna, perché quando bisogna ricorrere alle bocche da fuoco The Day Before mostra le sue criticità più evidenti. Per via del netcode che non funziona come dovrebbe, premere il grilletto è un'esperienza assai spiacevole e ogni volta che si spara il bersaglio viene colpito svariati istanti dopo rispetto al normale. Non solo, le hitbox sono imprecise e gli infetti sono lenti, tanto che non rappresentano mai un reale pericolo (non abbiamo mai visto due zombi nello stesso luogo).

    Non che la situazione migliori quando nel mirino ci sono giocatori in carne e ossa, che scattano e si muovono in maniera imprevedibile, rendendo gli scontri spesso esilaranti. Anche le fasi di looting sono da dimenticare. Comprendere quali sono gli elementi dello scenario con cui interagire è difficile, così come lo è posizionarsi nel punto giusto per far apparire il prompt e iniziare a frugare nel contenitore, che spesso risulta inaccessibile per qualche misteriosa ragione. Ad essere molto fastidioso è anche il fatto che, forse per i soliti problemi dei server, il loot compaia nei menu solo qualche secondo dopo l'apertura di un oggetto.

    Ma che genere è?

    Ma quale è lo scopo di una partita di The Day Before? Qualcuno potrebbe pensare alla mera sopravvivenza, ma non è esattamente così: a differenza di quanto dichiarato nel corso degli anni, il gioco è più affine alla definizione di extraction shooter che a quella di survival MMO. Senza considerare l'esiguo numero di utenti che si aggirano per New Fortune City, la componente survival è solo abbozzata.

    Gli indicatore di fame e sete iniziano ad esaurirsi solo se si resta a lungo in partita e non è affatto un problema trovare le risorse per riportarli al massimo. Giunti alla base, questi parametri tornano al 100%, quindi non ci stupiremmo se qualcuno non si rendesse conto dell'esistenza della dimensione survival. Se invece volete sapere del crafting, mostrato nei vecchi trailer, sappiate che al momento è del tutto assente dal gioco.

    A mancare è anche un qualsiasi tipo di progressione, poiché The Day Before non permette al personaggio di migliorarsi nel tempo. Un menu relativo alle statistiche è effettivamente presente e potrebbe suggerire l'esistenza di un qualche tipo di avanzamento. Non è così.

    Per quel che riguarda invece le missioni, le main quest sono assenti e gli incarichi non sono altro che attività generate proceduralmente che prevedono la raccolta di oggetti generici in aree della mappa in cambio di denaro. In poche parole, tutto ruota intorno all'accumulo di somme sempre più consistenti per accedere alle armi e agli accessori più prestanti.

    Grafica, bug e futuro

    Uno dei tanti posticipi della data d'uscita di The Day Before è stato motivato col passaggio all'Unreal Engine 5 e, dobbiamo dirlo, la veste grafica del gioco Fntastic non è poi così male. Certo, la sensazione è che i modelli delle armi, dei personaggi e la stessa città non siano del tutto originali, e a volte abbiamo notato il tentativo di imitare scenari visti in altre produzioni, tra cui la Jackson di The Last of Us (a proposito, qui i sulla modalità roguelike di The Last of Us Parte 2 Remastered).

    Sebbene gli NPC siano piuttosto credibili nelle loro animazioni, il modo in cui si muovono giocatori e infetti è da dimenticare. Sul fronte dell'ottimizzazione, l'esperienza è altalenante. Ci sono momenti in cui il framerate è perfettamente stabile alle impostazioni grafiche più alte e altri in cui, inspiegabilmente, è affetto da fastidiose oscillazioni. Va segnalato anche che il titolo supporta tutte le principali tecnologie Nvidia, come Reflex e DLSS. Nel corso della nostra prova non sono mancati i bug, che ci hanno fatto incastrare nella portiera di un'automobile e hanno fatto sparire tutto il bottino depositato al ritorno dalla missione. Per chi se lo stesse chiedendo, il gioco vanta anche i sottotitoli in italiano, per meglio comprendere le frasi da cioccolatino che compaiono nelle schermate di caricamento. Segnaliamo qualche sbavatura nella traduzione, pensiamo allo screen del game over che si limita a mostrare rosso su nero la scritta ‘Morte'. Dopo aver vissuto un'esperienza del genere, è stato impossibile non pensare a quello che potrebbe essere il futuro del gioco, che ora si trova in fase di Early Access.

    Alcune problematiche potrebbero essere risolte con tanto olio di gomito da parte degli sviluppatori, ma al momento il progetto ci è parso, in una parola, incompleto, tra componenti appena abbozzate ed elementi cardine del gameplay affetti da criticità evidenti. The Day Before raggiungerà mai la sua forma finale? Allo stato attuale è difficile prodursi in rassicurazioni su questo fronte.

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