The Devil In Me provato: è il miglior gioco della Dark Pictures Anthology?

Siamo finalmente entrati in contatto con una porzione di gameplay dell'atteso finale di The Dark Pictures Anthology. L'orrore si evolve?

The Devil In Me
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il nuovo orrore di Supermassive Games sta per prendere vita in The Devil in Me, l'ultimo capitolo della prima stagione di The Dark Pictures Anthology. Prima di mettere le mani sul gioco completo, però, ci è stata concessa l'opportunità di esplorare i tetri corridoi dell'hotel che fu di H.H. Holmes e di assaggiare per circa un'ora le atmosfere che i giocatori si apprestano a vivere in questo nuovo appuntamento con l'opera dai creatori di Until Dawn e The Quarry (a proposito, leggete la nostra recensione di The Quarry se non volete che il lupo cattivo vi mangi...).

    Il castello degli omicidi

    Diciamo che se avete già letto il nostro approfondimento su trama e gameplay di The Devil in Me non dovreste aver bisogno del seguente recap, ma siccome non siamo crudeli come H.H. Holmes vi ricordiamo velocemente quali sono le premesse di questo episodio: una troupe televisiva si dirige verso un antico hotel abbandonato per girare l'ultimo episodio di una docuserie, con il gravoso compito di confezionare un prodotto che possa convincere il network proprietario a rinnovare lo show per un'altra stagione e salvare gran parte dello staff dal licenziamento.

    La meta del gruppo è il World's Fair Hotel, un tempo chiamato Castello degli Omicidi: qui, infatti, il celebre dottor H.H. Holmes condusse in passato torture indicibili sui poveri ospiti della struttura. Quando il maniaco venne arrestato, le forze dell'ordine attestarono ben 27 uccisioni tra le mura dell'albergo, ma è altamente probabile che il computo finale fosse di gran lunga superiore. Sotto processo, Holmes dichiarò di essere posseduto dal demonio, che gli aveva ordinato di compiere la carneficina. Si tratta, per chi non lo sapesse, di un reale caso di cronaca statunitense alla fine dell'Ottocento, una vicenda che diede al dottore l'appellativo di primo grande serial killer della storia americana e su cui Supermassive ha svolto un accurato lavoro di ricerca storiografica. La troupe, che racchiude l'intero cast di protagonisti giocabili, include Charlie, l'arrogante regista dello show; Kate, la vanitosa presentatrice del programma, e il suo ex, Mark, operatore di camera; poi c'è l'ironica Jamie, tecnica delle luci, e infine l'insicura Erin, che si occupa delle apparecchiature audio. Sappiamo che il team è ospite del misterioso proprietario dell'hotel, che tuttavia sparisce nel cuore della notte e lascia i nostri in balia delle insidie e dei segreti dell'edificio, tra camere nascoste, inquietanti manichini e un'ombra minacciosa che li scruta dalle tenebre.

    La demo che abbiamo provato ci ha catapultato in una fase avanzata del gioco, probabilmente subito dopo l'incipit, in cui si entra già nel vivo dell'orrore. Tale sezione ci ha permesso di controllare ogni singolo personaggio e di iniziare a coltivare (o, perché no, anche rovinare...) qualche delicato rapporto interpersonale. Charlie - che è un fumatore incallito irascibile, nervoso e pure dispotico con i suoi dipendenti, ma ha anche dei difetti - è in preda ad una crisi di astinenza perché Erin, la quale è pure sua assistente personale, ha perso le sue sigarette.

    Il duo inizia quindi ad addentrarsi nell'hotel per trovare una stecca, magari nell'area del bar, ma iniziano a percepire che c'è qualcosa di strano nell'aria. Nel frattempo, Mark e Kate cercano uno scenario adatto da utilizzare per le riprese, e mentre discutono sui loro trascorsi iniziano a familiarizzare con la labirintica conformazione dell'edificio. Infine, Jamie tenta di riparare l'impianto elettrico del Murder Castle, entrando in contatto con inquietanti fenomeni.

    Tra novità e tradizione

    In questa fase dell'episodio ci sarà modo di approfondire meccaniche classiche della saga, ma anche di sperimentare qualcosa di nuovo. L'esplorazione e la raccolta di indizi o informazioni sull'ambiente circostante si alternano a lunghe sequenze di dialogo, nelle quali la scelta della risposta può influenzare non poco l'umore e i sentimenti di ciascun personaggio.

    La sequenza procede poi attraverso una scena in cui la troupe si riunisce, iniziando a discutere e a confrontarsi con risvolti che variano in base alle parole espresse fino a questo momento. Solo successivamente, quando il gruppo si divide per la seconda volta, l'orrore inizia a manifestarsi e i protagonisti si rendono conto di essere braccati da una misteriosa forza invisibile che inizia ad attentare alla loro vita. La principale novità di The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me è rappresentata da alcune nuove opzioni di esplorazione, di cui abbiamo avuto un piccolo assaggio nel corso di questa breve demo. Come già espresso in passato dal team di sviluppo, infatti, The Devil in Me segna un'interessante evoluzione per le avventure interattive firmate Supermassive, che adesso si fregiano di una maggiore libertà di movimento e di opzioni utili all'avanzamento narrativo. In The Devil in Me, infatti, è possibile saltare da un punto ad un altro o arrampicarsi verso piani rialzati, così da raggiungere leve, pulsanti oppure oggetti utili a sbloccare una porta.

    Questa meccanica introduce due interessanti fattori nell'impasto ludico di The Dark Pictures Anthology: da un lato, l'esistenza di puzzle ambientali un po' più impegnativi che in passato e dall'altro una maggiore verticalità degli scenari.

    Quest'ultimo fattore, tuttavia, è da tenere d'occhio: la necessità di spostarsi sia in alto sia in basso per risolvere un enigma, unita ad una certa lentezza delle movenze dei personaggi, rischia di rallentare tantissimo il ritmo dell'avventura. Tenendo conto che la longevità di The Devil in Me sarà anche maggiore rispetto ai suoi predecessori, la speranza è che esplorazione, dialoghi e azione siano bilanciati a dovere nel corso di tutto l'episodio.

    I protagonisti sono inoltre dotati di strumenti esclusivi che si riveleranno più o meno utili per avanzare oppure ottenere degli oggetti secondari, che magari potrebbero determinare la loro sopravvivenza. Facciamo un esempio: ci sono personaggi come Jamie, in possesso di un'asta allungabile, che possono raggiungere indizi posti in posizioni sopraelevate. O ancora, la povera Erin, timorosa e pure asmatica, si ritrova ben presto in una situazione di pericolo in cui deve decidere se usare lo strumento oppure no. L'inalatore ha, ovviamente, un numero di ricariche esiguo, ed ecco che "sprecarne" una al momento meno opportuno potrebbe diventare fatale.

    The Dark Pictures Anthology: The Devil In Me In definitiva, le prime impressioni sull’ultimo capitolo di The Dark Pictures Anthology ci trasmettono l’idea di un titolo che vuole poggiare sulle solide basi dei suoi predecessori, ma anche proporre delle meccaniche di base un po' più evolute, per offrire un’esperienza ancora più ricca e completa. Terremo ulteriormente sottocchio, comunque, sia la qualità dell’intreccio narrativo - fondamentale quando si parla di un’opera interattiva come quelle di Supermassive - sia l’amalgama tra le novità e gli elementi più tradizionali della saga. Le porte del Murder Castle sono quasi aperte, ma già intravediamo un orrore decisamente intrigante...

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