The Elder Scrolls Online Blackwood: Compagni e nuove zone da esplorare

Blackwood è la nuova espansione annuale di The Elder Scrolls Online: abbiamo dato uno sguardo all'opzione Compagni ed esplorato le nuove zone della mappa.

The Elder Scrolls Online Blackwood: Compagni e nuove zone da esplorare
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Lo scorso anno - ha raccontato con una punta d'orgoglio il Creative Director Rich Lambert - "è stato il migliore di sempre per The Elder Scrolls Online". La conta dei giocatori ha superato i diciotto milioni e l'apprezzamento per le Year-Long Story è stato recepito forte e chiaro da ZeniMax Online. Quest'anno siamo arrivati alla terza stagione, chiamata Gates of Oblivion, già inaugurata con Flames of Ambition (ecco la prova del dungeon Black Drake Villa e la prova del dungeon The Cauldron). Blackwood, il primo capitolo, è previsto per il primo giugno su PC e per l'8 dello stesso mese su console. Sempre l'8 giugno arriverà la versione Console Enhanced su PlayStation 5 e Xbox Serie X/S: un aggiornamento gratuito scaricato in autonomia dal sistema che include modifiche visive e alle prestazioni.

    Le edizioni Console Enhanced per PS5 e Serie X sbloccheranno inoltre due preset: Performance Mode, con la quale il gioco viene renderizzato a 1440p e a 60 frame per secondo, oppure Fidelity Mode per una risoluzione a 4K e una fluidità di 30 frame per secondo. le due modalità saranno disponibili anche su Serie S, ma la risoluzione sarà rispettivamente a 1080p e a 1440p. Non abbiamo avuto ancora occasione di provare la patch per la nuova generazione, tuttavia c'è stata concessa la possibilità di passare diverse ore su una versione ancora preliminare di Blackwood su PC. Abbiamo dunque esplorato le nuove zone, dato un'occhiata da vicino al sistema dei compagni e saggiato le premesse narrative della stagione Gates of Oblivion.

    I compagni

    I compagni sono la novità più interessante di Blackwood e dunque è su di loro che si sono concentrate da subito le nostre attenzioni. Per ora ce ne sono solamente due a disposizione (ma in futuro ne verranno aggiunti degli altri): Bastian Hallix e Mirri Elendis. Il primo è un mago giunto a Blackwood per salvare suo fratello da un manipolo di cultisti che ha intenzione di sacrificarlo alle divinità daedriche; la seconda è invece un'avventuriera che si è cacciata nei guai e ha perso i contatti con i membri della sua squadra. Una volta completate le missioni dedicate, che per lunghezza e struttura sono molto simili a quelle dei Dungeon, entrambi i personaggi renderanno nota l'intenzione di seguire il giocatore durante le sue avventure.

    Il funzionamento dei compagni è molto semplice: sono rappresentati come dei "Collectibles" e possono essere richiamati in qualsiasi momento con il suono di un corno da guerra. Sono programmati per seguire il giocatore in ogni circostanza - tranne nelle attività PvP - e possono essere personalizzati sia nell'equipaggiamento che nello stile di combattimento. Non hanno restrizioni di classe, pertanto è concesso sfruttarli come schermagliatori a distanza così come carne da cannone corpo a corpo. La loro autonomia è però limitata: le abilità e la sequenza con cui usarle devono essere determinate dall'utente (come quelle del personaggio principale, vanno inserite negli slot di una barra numerata che ne stabilisce la priorità). Il comportamento dei compagni è insomma piuttosto passivo, spesso ci è perfino capitato di perderli di vista durante le cavalcate (anche loro hanno una cavalcatura) o nei combattimenti, per poi vederli riapparire qualche secondo più tardi. Magari si tratta di qualche problema con gli algoritmi di pathfinding che verrà mitigato da qui all'uscita, in ogni caso si tratta di un difetto fastidioso ma non invalidante.

    Mirri e Bastian sono dei modesti combattenti, ma anche dei personaggi con cui dialogare e migliorare (o peggiorare) le relazioni. L'apprezzamento che nutrono nei confronti del giocatore è riassunto da una barra cromatica che parte dal rosso, indicazione di un rapporto conflittuale, e arriva al verde chiaro, con cui è invece sintetizzata una forte amicizia. Il sistema di rapporti è semplicissimo, quasi primitivo, ma non ci aspettavamo nulla di più complesso. Siamo però curiosi di capire se i compagni avranno reazioni più specifiche ad alcune decisioni, visto che durante la nostra prova non abbiamo avuto occasione di fare test più accurati in merito.

    In ogni caso siamo dispiaciuti che la loro storia sia legata solo tangenzialmente alla main quest di Blackwood: la trama principale resta dunque un racconto incentrato sul giocatore, e per questo inadatto a un gioco MMO. L'introduzione dei compagni, che in linea teorica avrebbe l'obiettivo di far sentire meno soli gli avventurieri, rischia inoltre di rafforzare il senso di solitudine e separazione che si vive costantemente nell'MMORPG di ZeniMax. Quando un compagno è al fianco di un giocatore tutti possono vederlo: non sarà quindi difficile imbattersi in una parata di personaggi, uno la copia dell'altro, nelle stesse istanze, a sottolineare involontariamente che nel mondo di The Elder Scrolls Online non esiste un racconto corale, bensì tante storie parallele.

    Natura selvaggia

    La vividezza dell'immaginario e la cura nella creazione delle regioni sono anche in questo caso gli elementi distintivi del nuovo capitolo. Blackwood è estremamente affascinante e selvaggia: diversa dalle montagne innevate e dalla tundra di Skyrim, il clima è più umido, il terreno diventa più paludoso e insalubre man mano che ci si avvicina a Black Marsh, la patria degli Argoniani.

    Le città sono arroccate dietro imponenti mura oppure, quando a costruirle sono gli Argoniani, sono formate da case abbarbicate sugli alberi e sorrette da palafitte. Leyawiin è la capitale della regione: è un piccolo borgo già apparso in Oblivion che conserva intatto il suo fascino medievale. Ospita una piccola chiesa gotica, la cui campana si può ascoltare mentre si esplora gli stretti vicoli tra le case a graticcio. Davanti alla fortezza, posizionata all'estremità orientale, passa un canale delimitato da due portoni in legno in cui possono transitare imbarcazioni di piccola taglia.

    Gideon è il secondo centro abitato più esteso: una cittadina che miscela in maniera evidente la cultura degli Argoniani e quella degli Imperiali. Le mura sono diroccate e ricoperte di muschio; nelle periferie il terreno paludoso ha mangiato la strada, ricoperta alla meglio con delle tavole di legno. La città alterna edifici in buono stato e altri in stato di abbandono, ed è circondata da paludi in cui vivono grosse rane e piante velenose. Nelle zone centrali di Blackwood il terreno paludoso lascia spazio a un paesaggio collinare simile alle brughiere scozzesi. Gli alberi scompaiono quasi del tutto ed è più facile adocchiare le torri dei forti che dalle aree più montuose dominano i territori circostanti.

    La nuova regione è un continuo alternarsi di paesaggi selvaggi che ricordano quelli di Murkmire (una delle espansioni più affascinanti dal punto di vista dell'ambientazione) e di fortezze arroccate: alla minaccia rappresentata dalle specie animali e vegetali si risponde con poderose mura di pietra che trasmettono sicurezza.

    Stando al racconto di Gates of Oblivion, tuttavia, le minacce di Blackwood son ben più spaventose delle aggressive specie endemiche: la regione è attaccata da cultisti e Daedra, e nei territori circostanti sono apparsi dei portali fiammeggianti che conducono nelle Deadlands, il reame di Molag Baal. I giocatori possono imbattersi in questi portali, che appaiono casualmente sulla mappa, ed entrare in un dungeon condiviso dove l'obiettivo è abbattere creature e procedere fino allo scontro con dei boss. Si tratta di un'attività che va svolta con la collaborazione di altri giocatori, similmente a quanto accadeva con le Harrowstorm durante la scorsa stagione.

    The Elder Scrolls Online Blackwood Blackwood, come tutte le espansioni che l'hanno preceduta, è un contenuto interessante ma conservativo. Neanche il sistema dei compagni sembra riuscire a scalfire l'impostazione individualistica che pervade il gioco di ZeniMax: se per voi questa caratteristica non è mai stata un problema, oppure è un motivo d'interesse, allora non c'è nulla da temere. Chi si aspettava un cambio di rotta deve invece rassegnarsi: il successo degli ultimi anni ha convinto gli sviluppatori che è questa la strada da seguire, dunque molto difficilmente vedremo grandi contenuti basati sul gruppo e sulla collaborazione. Solo note positive per quanto riguarda l'ambientazione: sempre molto curata e, in questo caso specifico, caratterizzata da un grande fascino selvaggio.

    Quanto attendi: The Elder Scrolls Online Blackwood

    Hype
    Hype totali: 11
    71%
    nd