The Elder Scrolls Online: Warden, Vvardenfell e Battlegrounds, la nostra prova

Il PTS di The Elder Scrolls Online si arricchisce con la classe Warden e altre interessanti novità: le abbiamo provate, ecco le nostre impressioni.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Dopo un paio di mesi dalla presentazione londinese, abbiamo finalmente avuto modo di toccare con mano il lavoro dei ragazzi di ZeniMax Online Studios. Con tutti i contenuti a nostra completa disposizione, dunque, ci siamo tuffati all'interno del PTS per iniziare a familiarizzare con il Warden, la prima classe aggiuntiva dell'MMO ispirato alla celebre serie targata Bethesda, e con tutte le novità introdotte dall'attesissimo "Update 14", in dirittura d'arrivo agli inizi del mese di Giugno. Una nuova storyline ambientata all'interno dell'isola di Vvardenfell, un'innovativa modalità competitiva unica nel suo genere, nuovi dungeon di gruppo: le novità da analizzare sono moltissime. I lavori, oltretutto, sembrano procedere veramente per il meglio, e già rispetto ai video mostratici due mesi fa la musica sembra essere cambiata completamente. I più grandi cambiamenti li abbiamo visti nelle nuove sfide competitive della modalità "Battlegrounds", ora finalmente dotate anche di un'interfaccia degna di questo nome, ben rifinita e funzionale.

    A stretto contatto con la natura: il Warden

    Inutile negare, però, che la novità più attesa continua ad essere la nuova classe, una delle più particolari e poliedriche che si siano mai viste all'interno dell'MMO di ZeniMax Online Studios. Attraverso tre diversi rami di abilità potrà utilizzare incantesimi elementali, evocare famigli e molto altro ancora. Potremo specializzarci nella cura o nell'attacco, oppure trovare come sempre il giusto compromesso tra le due cose. Il più grande pregio del gioco, del resto, è sempre stata la grande flessibilità garantita al giocatore. Il primo ramo di abilità, denominato "Animal Companions", sarà improntato sull'evocazione di famigli dalle dimensioni e dalle abilità più disparate.

    Potremo chiamare al nostro fianco un cosiddetto "betty netch", una specie di celenterato tipico della regione in grado di ripristinare magicka per un considerevole intervallo di tempo, oppure usufruire dei servigi di un "cliff racer" - pericolosissimo volatile presente quasi esclusivamente all'interno dell'isola di Vvardenfell - per infliggere ingenti danni agli avversari. Questo ramo è probabilmente il più stravagante e vario a disposizione del warden. Il secondo, "Green Balance", è invece più improntato sulle abilità di cura e rigenerative: sfrutta il potere della natura a proprio vantaggio per garantire effetti benefici a noi e ai nostri alleati. Healing Seed, ad esempio, ci consente di piantare dei semi che sbocceranno sei secondi dopo, fornendo cure a tutti i membri del nostro party che in quel momento si troveranno all'interno di un raggio di otto metri. Di fatto, dai nostri test il Warden ci è sembrato uno degli healer ad area più efficaci dell'intero gioco. Il terzo ramo, "Winter's Embrace", è invece prevalentemente difensivo. Manipolando con sapienza l'elemento del ghiaccio, il warden potrà fornire scudi e garantire resistenza fisica e magica addizionale a più membri del party contemporaneamente. Ma anche in questo caso non mancano abilità in grado di curare o far danni. "Impaling Shards", ad esempio, scaglierà cristalli di ghiaccio addosso ai nemici vicini infliggendogli danni, mentre "Arctic Wind", dopo una bonus istantaneo pari al 10% della nostra vita massima, continuerà a curarci del 2% ogni due secondi, per ben cinque volte. Insomma, il Warden si preannuncia come una delle classi più complete e versatili, e questa potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio. In teoria, così facendo, gli sviluppatori stanno introducendo una pericolosissima classe "tuttofare" che potrebbe - soprattutto nel periodo iniziale - essere forse utilizzata più del dovuto, a discapito delle vecchie classi. L'idea di vedere un party composto solo da Warden perfettamente in grado di coprire tutti i ruoli principali (healer, damage dealer e tank) senza alcun problema, non ci sembra particolarmente entusiasmante.

    Ai piedi del vulcano: l'arrivo a Vvardenfell

    Dopo aver creato il nuovo personaggio, ci siamo catapultati nelle nuove terre. Iniziare è semplice e immediato: possiamo scegliere se lanciarci direttamente nella nuova storia oppure se arrivare a Vivec City - la città principale dell'isola - soltanto in un secondo momento, sbloccando la quest iniziale direttamente dai menu.

    Di fatto, nel gioco finale sarà possibile portare avanti le due linee narrative in modo completamente indipendente, passando dall'una all'altra senza alcuna soluzione di continuità. L'ambientazione che fa da sfondo a questo gigantesco contenuto scaricabile è completamente riadattata, rivista per assecondare le esigenze di una Vvardenfell estremamente distante, in termini di tempo, rispetto a quella visitata all'interno di The Elder Scrolls III. L'area distrutta dalle eruzioni vulcaniche è sensibilmente minore, e le parti esterne molto più verdi e rigogliose. Restano invece pressoché inalterate flora e fauna, perfettamente riconoscibili per chiunque abbia giocato al terzo capitolo della saga principale. Per ovvi motivi non parleremo nei dettagli della corposissima storia principale, una sequela interminabile di quest principali e secondarie sempre ben confezionate e avvincenti, per un totale di quasi trenta ore di gioco aggiuntive. Purtroppo, per vari problemi tecnici e di mancanza di giocatori con cui coordinarci all'interno dei server di test, non abbiamo avuto modo di portare a compimento la nuova trial introdotta all'interno delle terre di Morrowind, accessibile viaggiando verso la città di Tel Fyr, situata nella parte est della regione. Questa trial per dodici giocatori sarà sicuramente una delle attività più complicate e complesse da portare a termine dell'intero DLC (o capitolo, come amano chiamarlo gli sviluppatori). Ed ovviamente, le ricompense saranno commisurate allo sforzo richiesto: una volta giunti alla meta, verremo premiati con parti di equipaggiamento e oggetti unici su cui non vediamo l'ora di mettere le mani. Sempre all'interno della nuova ambientazione si trovano i vari campi di battaglia delle nuove modalità PvP, brevi ma intensi scontri all'ultimo sangue.

    In quei frangenti TESO si distacca inaspettatamente dalla sua natura di MMO, concedendosi una breve gita in territori solitamente battuti soltanto di shooter in prima e terza persona. Ci sono tre modalità: Deathmatch a squadre, dominio e cattura la bandiera. Possiamo metterci in coda assieme ad un massimo di 3 amici, e i match saranno tutti estremamente rapidi. La loro durata massima è di quindici minuti, ma in caso di raggiungimento del punteggio massimo possono persino durare di meno: la maggior parte delle partite da noi disputate non sono durate più di dieci minuti. Una cosa profondamente inusuale, per un gioco di ruolo online di queste proporzioni, i cui contenuti richiedono di solito sessioni gioco molto lunghe.

    The Elder Scrolls Online Morrowind si preannuncia come un’espansione ricca di contenuti, solida e costruita nel pieno rispetto degli avvenimenti tanto cari ai giocatori del Morrowind originale. Non mancano poi modifiche al bilanciamento delle “vecchie” classi, miglioramenti generici e bug fix minori. Il lavoro svolto dal team di sviluppo continua a dimostrarsi ancora una volta propositivo e ponderato, impegnatissimo nel cercare nuovi modi per tenere viva l’attenzione dei giocatori. Non mancano ovviamente le canoniche lamentele da parte di chi si è visto alcune caratteristiche della propria classe preferita leggermente depotenziate, ma questo ormai è praticamente inevitabile. Detto questo, non ci resta che attendere e vedere quali altri cambiamenti verranno applicati al gioco durante il mese e mezzo che ancora ci separata dall’uscita del DLC. Al di là di qualche bug noto e qualche sporadico problema tecnico riscontrato in un dei nuovi dungeon pubblici, comunque, sembra già tutto pronto per il debutto ufficiale del 6 Giugno.

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