The Finals: esplosioni con stile da vendere in un nuovo sparatutto gratis

Abbiamo provato in anteprima la versione definitiva di questo shooter pubblicato a sorpresa durante la notte dei Game Awards. Cosa possiamo aspettarci?

The Finals è un successone
Speciale: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Di sparatutto free to play sui nostri schermi ne sono passati tanti, ma non sempre sono riusciti a colpirci positivamente. The Finals sembra essere tra gli esempi meritevoli, poiché sin dalla prima volta in cui l'abbiamo provato ha dimostrato di avere tutto ciò di cui un prodotto necessita per avere successo: un gameplay solido e stile da vendere (qui la nostra prova di The Finals).

    Ora che il gioco è stato pubblicato a sorpresa su PC e console di ultima generazione durante la cerimonia dei The Game Awards 2023, possiamo finalmente svelarvi che abbiamo provato in anteprima la versione definitiva di The Finals.

    Esplosioni a profusione

    Per chi non avesse mai sentito parlare dell'ultima fatica di Embark Studios, team che sta lavorando anche ad ARC Raiders (a tal proposito, vi invitiamo a leggere la nostra anteprima di ARC Raiders), si tratta di un fps esclusivamente multiplayer e distribuito come free to play: in poche parole, potete scaricarlo gratuitamente su qualsiasi piattaforma. The Finals non è certo un prodotto che punta a rivoluzionare il genere di appartenenza, ma nel suo piccolo prova a distanziarsi da quelle che sono le principali mode del momento, poiché non si tratta di un battle royale, di un extraction o di un arena shooter.

    La principale modalità di questo sparatutto in soggettiva è legata a un peculiare sport del futuro, che prevede che 4 squadre composte da 3 giocatori si diano battaglia all'interno di un'arena dalle dimensioni generose al fine di recuperare grosse quantità di denaro, da depositare successivamente presso apposite postazioni. Queste devono essere difese costantemente, per evitare la perdita del bottino. Detta così, potrebbe sembrare una modalità assimilabile al Malloppo di Warzone, ma vi assicuriamo che è tutt'altra cosa.

    Ciò che rende speciale The Finals è il suo gameplay frenetico: i personaggi possono muoversi agilmente in giro per la mappa e hanno la possibilità di distruggere qualsiasi edificio, fino a ridurlo in polvere come nei vecchi Battlefield (ne abbiamo parlato nel nostro speciale sulla fisica nei videogiochi).

    Come se non bastasse, l'arena presenta tantissimi oggetti con cui poter interagire, come ad esempio le taniche di propano o quelle contenenti gas velenosi, che possono essere lanciate all'occorrenza per infastidire gli avversari o aprirsi un varco. A tal proposito, è stato davvero piacevole giocare con una sviluppatrice in squadra che, evidentemente abituata a muoversi nel titolo, aveva un approccio totalmente diverso rispetto al nostro. La nostra compagna di team, infatti, evitava qualsiasi porta e preferiva accedere agli edifici o alle stanze in "maniera esplosiva". Ed effettivamente si trattava di una strategia non solo bella da vedere, ma anche utile, dal momento che creare uno squarcio fa sì che ci siano maggiori probabilità di cogliere di sorpresa la squadra nemica e avere quegli istanti di vantaggio che potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte.

    A proposito di morte, questa non decreta la fine della partita, poiché i team non vengono mai eliminati definitivamente e possono rientrare in gioco al termine dello scadere di un timer o nel caso in cui un compagno dovesse rianimarli. Al momento della sconfitta, infatti, i concorrenti lasciano cadere a terra una statuina: interagire con l'oggetto ci permette quindi di riportare in vita gli alleati. Esiste però anche la possibilità di raccogliere la statuina e trasportarla in un luogo sicuro, per poi procedere con la rianimazione senza sorprese indesiderate.

    Classi e bilanciamento

    Ad essere diverso dai classici sparatutto è anche l'approccio al loadout di The Finals: l'equipaggiamento va scelto prima di scendere in campo e non troviamo il classico loot da raccogliere in giro. Le munizioni sono infinite e sia le abilità che i gadget si ricaricano nel tempo. Le stesse bocche da fuoco non possono essere personalizzate e tutte presentano un assetto predefinito per quello che riguarda mirini, silenziatori e altro.

    Occorre però precisare che la scelta degli oggetti da inserire nell'inventario presenta alcune limitazioni in base alla corporatura del personaggio, che ha un impatto significativo sul gameplay. Esistono tre diverse stazze per il guerriero, che permettono di accedere solo ad una porzione delle armi, dei gadget e delle abilità disponibili, senza contare che varia anche la velocità di movimento e il quantitativo di salute. Nel caso del soldato robusto potremo ad esempio correre verso le pareti e buttarle giù come se fossero di burro, invece il guerriero leggero ha la possibilità di utilizzare mitragliette silenziate, che agevolano l'azione furtiva.

    Abbiamo qualche piccolo dubbio sul bilanciamento, ma è impossibile approfondire la questione dopo una prova tanto breve. Per via dell'impostazione del gioco, ad esempio, abbiamo trovato discutibile l'utilità in battaglia di un fucile di precisione, arma che non può essere cambiata e che mette l'utente in una posizione di enorme svantaggio negli scontri a fuoco, prevalentemente a corto e medio raggio.

    Un gadget che invece abbiamo trovato divertentissimo da usare è la Granata Goo, che al momento della detonazione genera una grossa barriera di schiuma che può essere utilizzata per creare protezioni davanti a oggetti, porte o finestre, magari durante la fase di consegna del malloppo.

    Las Vegas a ferro e fuoco

    Ovviamente questa prova ci ha permesso di saggiare un maggior numero di contenuti rispetto a quelli presenti nella versione Beta di The Finals, che proponeva una mappa e una modalità. Durante i nostri test, abbiamo infatti avuto l'occasione di sfidare altri giocatori a Las Vegas 2032, la seconda mappa disponibile al lancio. Si tratta anche in questo caso di un'arena molto ampia in cui trovano spazio casinò, alberghi e altri edifici, che possono essere esplorati agilmente grazie a tutta una serie di condotti, zipline e cavi che facilitano gli spostamenti. A dirla tutta, abbiamo trovato questa seconda mappa ancora più interessante della prima ed è stato davvero divertente provare a salvare il bottino in questa versione alternativa della città.

    L'aspetto che maggiormente ci ha stupito riguarda i modificatori. Non ci stiamo riferendo tanto agli eventi che si attivano nei minuti finali del match e stravolgono il gameplay, ma a quelli relativi al campo di battaglia. In una delle partite, ad esempio, l'intera Las Vegas 2032 è stata colpita da una tempesta di sabbia, evento che non solo ha modificato la mappa dal punto di vista estetico, ma anche strutturale, con aree completamente sommerse e dune che permettevano di raggiungere luoghi con una visuale migliore sulle strade. Con modificatori del genere, anche introdotti tramite il supporto post-lancio (ricordiamo sempre che si tratta di un gioco live service), si può dare nuova vita anche alle precedenti mappe.

    A non averci convinto del tutto è invece la modalità Bank It, che non è poi così lontana da quella standard. In questo caso, infatti, oltre a poter ottenere il denaro nel modo classico è possibile anche recuperare i grossi gettoni lasciati cadere dai nemici eliminati. Insomma, c'è qualche piccola modifica ma niente di sostanziale e speriamo che, al lancio, il gioco possa proporre anche qualche modalità completamente diversa rispetto a quella principale.

    Un FPS che ha stile da vendere

    Passando invece al comparto tecnico, ribadiamo quanto detto anche nella precedente anteprima: The Finals vanta una grafica in linea con le produzioni attuali, caratterizzata da modelli piuttosto dettagliati e un ottimo sistema di illuminazione che rende molto bene sulle superfici riflettenti come le piccole pozzanghere.

    Ciò che sorprende realmente, però, è la stabilità, poiché è davvero impressionante vedere che tutto quel caos a schermo non abbia un particolare impatto a livello prestazionale. Insomma, The Finals ci è sembrato un prodotto ben ottimizzato, che non mostra cedimenti neanche quando le esplosioni sono continue.

    Grafica e frame rate a parte, dobbiamo fare un plauso anche alla direzione artistica, che è riuscita nel difficile compito di rendere uno sparatutto realistico assai interessante. Ogni personaggio può essere personalizzato dalla testa ai piedi con caschi, braccialetti, felpe, maschere, gattini seduti sulle spalle e bandoliere di ogni tipo. Ce n'è davvero per tutti i gusti e, sebbene si tratti di una componente accessoria, quella estetica è molto curata e vanta una collezione di skin molto belle. Sembra quasi superfluo dire che l'aspetto più divertente è vestirsi come il resto degli alleati e vedere la divertente introduzione al match delle squadre.

    The Finals Insomma, chiunque sia appassionato di sparatutto dovrebbe dare una possibilità a The Finals, poiché il titolo firmato Embark Studios sembra avere tutte le carte in regola per trasformarsi nel prossimo gioco del momento. Non dimenticate inoltre che questo FPS si può scaricare gratuitamente su PS5, Xbox Series X|S e PC, piattaforme sulle quali supporta cross-save e cross-progression.

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