The First Descendant: il gameplay del looter shooter in Unreal Engine 5

Abbiamo provato la Beta di The First Descendant, il looter shooter di Nexon realizzato in Unreal Engine 5. Ci ha convinto?

The First Descendant
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Negli ultimi tempi stiamo assistendo con una frequenza sempre maggiore agli annunci di prodotti sviluppati in oriente che promettono una grafica da urlo e meccaniche di gameplay ispirati a titoli di maggior successo. Sebbene alcuni di questi giochi sembrino spesso lontani dal completamento, tanto da assumere l'evanescente forma di un vaporware, esiste anche qualche team che inizia a concretizzare il proprio lavoro e, tra questi, troviamo sicuramente The First Descendant. Annunciato più di un anno fa con il nome in codice di Project Magnum (qui trovate la nostra anteprima di Project Magnum), il looter shooter edito da Nexon sta per aprire le porte a numerosi utenti in occasione di una Closed Beta. Grazie all'opportunità che ci è stata offerta dagli sviluppatori, abbiamo potuto giocare con largo anticipo tutti i contenuti che si potranno provare nel corso delle prossime settimane e siamo pronti a parlarvene nel dettaglio.

    Come se la cava il gameplay di The First Descendant?

    Basta semplicemente avviare la Beta di The First Descendant per comprendere che il team di sviluppo non punti certo a innovare il genere. Questa versione del gioco, che permette di vivere l'avventura sin dall'inizio, ci presenta un mondo in rovina a causa dell'invasione di una razza aliena, la quale ha costretto quel che resta dell'umanità a rifugiarsi tra le mura della splendida Albion, ultimo baluardo contro il nemico.

    In questo contesto tutt'altro che originale (qualcuno ha detto Destiny?), il giocatore è chiamato a vestire i panni di uno dei Descendant, guerrieri dotati di enormi potenzialità e gli unici in grado di fronteggiare la minaccia proveniente dallo spazio a suon di piombo e magia.

    Al netto di una trama banale, The First Descendant ha saputo stupirci quando è venuto il momento di prendere il pad (il gioco funziona meravigliosamente anche con i controller) e iniziare con il massacro di creature nemiche. La base di partenza è quella di uno sparatutto in terza persona senza coperture al quale è stato aggiunto un dinamismo che ci ha ricordato molto quello saggiato in Anthem, anche se manca tutta la componente legata al volo.

    Nel titolo Nexon chi si ferma è perduto e, pertanto, viene dato al giocatore tutto l'occorrente per saltare come un grillo per gli ampi scenari che fanno da sfondo alle missioni. Oltre ad un agile doppio salto, che permette di raggiungere buona parte delle strutture, il protagonista dispone anche di un rampino che abbiamo trovato fluido e reattivo, grazie al quale è possibile agganciarsi a qualsiasi punto della mappa (o del nemico) e proiettarsi con un veloce balzo verso l'obiettivo. Questo sistema si sposa perfettamente con la struttura di gioco, dal momento che The First Descendant propone enormi aree liberamente esplorabili, nelle quali sono presenti appositi dispositivi con cui interagire per dare il via alle missioni. Le quest sono strutturalmente molto simili tra loro e, a prescindere dallo scopo, tutto si riduce all'eliminazione di orde di nemici. Talvolta c'è di mezzo la distruzione di un dispositivo o la conquista di un punto d'interesse, ma la sostanza non cambia rispetto agli altri incarichi.

    La peculiarità di The First Descendant risiede nei protagonisti: a differenza della maggior parte dei looter shooter nei quali si procede con la creazione di un personaggio, qui si tenta un approccio più vicino a quello di un MOBA. I Descendant sono di fatto eroi in stile Overwatch, ciascuno dotato di aspetto e di abilità specifici. Sebbene ognuno di questi guerrieri sia perfettamente in grado di impugnare bocche da fuoco di ogni tipo, i poteri che si possono alternare alle armi variano a seconda dell'eroe selezionato. Se il feeling degli strumenti ci è parso ottimo, non possiamo dire lo stesso per il resto dei talenti offensivi dei vari Descendant.

    La sensazione che abbiamo avuto è che il gioco richieda ancora tanto lavoro per quello che riguarda le collisioni e l'utilizzo di alcune abilità, che non sono riusciti a fornirci una concreta sensazione di efficacia e potenza. Lo splendido Ajax, che è il guerriero corazzato dal cui casco spuntano due corna da ariete, dispone di attacchi basati sul contatto fisico ed è spesso difficile riuscire sia a direzionare i colpi che a danneggiare i nemici. Problemi simili si verificano anche con le piromanzie di Jayber o con le abilità venefiche della bellissima Freyna.

    Equipaggiamento e personalizzazione

    Come in ogni buon looter shooter, anche The First Descendant pone l'accento sull'equipaggiamento e durante la nostra prova abbiamo avuto modo di approfondire anche la gestione dell'inventario. Chiariamo subito che il solo aspetto personalizzabile dell'arsenale consiste nelle armi, poiché sono gli unici oggetti che potremo reperire sul campo insieme alle Rune: quest'ultime sono a tutti gli effetti dei modificatori da inserire negli slot delle bocche da fuoco e che possono alterarne il funzionamento tramite l'applicazione di bonus, come il ripristino del caricatore a seguito di un'eliminazione precisa.

    Le possibilità offerte in termini di costruzioni della build sono notevoli e un'attenta selezione delle Rune si rende necessaria per affrontare le difficilissime attività endgame.

    Le uniche tipologie di missioni appartenenti a questa categoria che abbiamo potuto provare sono state le Void Intercept Battle, sostanzialmente boss fight da affrontare in cooperativa all'interno di un ambiente sempre uguale che funge da arena. Pur essendo fonte di tantissimo bottino di alto livello, questo tipo di incarico ci è parso poco coinvolgente e alquanto ripetitivo. Confidiamo quindi che nella versione finale vi siano anche altre esperienze che permettano la crescita del personaggio.

    Un altro elemento da chiarire sarà il sistema di monetizzazione: analizzando i menu abbiamo scoperto dell'esistenza di costumi per la personalizzazione dei Descendant, i quali sicuramente verranno messi in vendita nel negozio. Per quello che riguarda invece gli stessi personaggi, gli sviluppatori assicurano che tutti saranno sbloccabili semplicemente giocando e che il titolo prenderà le distanze dal grinding che caratterizza gran parte delle produzioni Nexon. Se così fosse, ci troveremmo di fronte ad una scelta virtuosa che potrebbe fare la fortuna di questo looter shooter.

    Ottimizzazione da rivedere

    La componente tecnica è forse l'aspetto più controverso della produzione Nexon. Osservando i trailer sarete sicuramente rimasti folgorati dalla qualità visiva raggiunta anche grazie all'implementazione dell'Unreal Engine 5 e delle tecnologie legate al motore di Epic Games.

    I modelli godono di un livello di dettaglio sicuramente superiore alla media e di un ottimo sistema di illuminazione, che riesce ad esaltare gli elementi metallici delle corazze dei Descendant. Questo però non implica che The First Descendant sia esente da difetti, anzi: il titolo è attualmente in un pessimo stato sul piano dell'ottimizzazione e qualsiasi impostazione grafica, anche la più bassa, non permette di sfuggire a prestazioni che rendono difficile godersi pienamente l'esperienza. Persino il DLSS non funziona nella build di prova e non siamo riusciti a far fronte al grave problema di framerate che speriamo venga risolto, anche solo parzialmente, all'apertura dei server della Beta nei prossimi giorni.

    A non averci convinto del tutto è stato poi il design di scenari, NPC e nemici, tutti troppo simili a quanto già visto in altri prodotti similari. Ciò non significa che tutto quello che riguarda la direzione artistica di The First Descendant sia da cestinare. L'aspetto estetico dei Descendant è più che gradevole e alcune trovate sono apprezzabili, tra cui vale la pena citare la peculiare struttura nella quale i guerrieri accolgono i power-up, che consiste in due gigantesche mani che avvolgono il personaggio e gli conferiscono i nuovi poteri.

    The First Descendant The First Descendant non spicca per originalità e ottimizzazione, ma non si può mettere in discussione che il looter shooter Nexon abbia un gameplay fluido e divertente, in grado di coinvolgere il giocatore grazie alla frenesia degli scontri e alle abilità di movimento dei protagonisti. Le principali perplessità emerse al termine della nostra prova riguardano una certa ripetitività di fondo e lo scarso interesse suscitato dall'endgame, ma è ancora troppo presto per affrettarsi in giudizi definitivi. Restiamo quindi in attesa di capire come si evolverà questa appariscente produzione.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel i7-10700
    • RAM: 32GB DDR4
    • GPU: Nvidia GeForce RTX 2080 Super

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