GamesCom

The Last Case of Benedict Fox: un Metroidvania investigativo

The Last Case of Benedict Fox è un Metroidvania dallo stile affascinante: lo abbiamo provato alla Gamescom di Colonia.

The Last Case of Benedict Fox: un Metroidvania investigativo
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox Series X
  • Che The Last Case of Benedict Fox avesse stile da vendere era ben chiaro sin dai primissimi trailer. Per questo, quando lo abbiamo visto in forma giocabile all'Xbox Showfloor della Gamescom 2022, abbiamo seriamente sperato che l'impianto ludico riuscisse a essere degno della sua impronta visiva. Benché siano stati solo una ventina i minuti in compagnia del Metroidvania firmato Plot Twist, possiamo dirci sufficientemente soddisfatti dell'infarinatura del gameplay che ci è stata proposta. The Last Case of Benedict Fox non sembra far leva solo sul suo indiscutibile fascino artistico, e anzi serve in tavola una portata potenzialmente molto succulenta, fatta di un orrore raffinato che non lascia indifferenti.

    Un detective tra due mondi

    La voce di un demone che risuona costantemente nella testa, un detective dell'occulto alle prese con torbido caso di omicidio, due diverse dimensioni nelle quali teletrasportarsi senza soluzione di continuità, e poi rituali misteriosi, golem e altre creature dell'orrore sono gli ingredienti di un piatto narrativo notevolmente intrigante, che aspettiamo di poter assaggiare a fondo e con la dovuta calma, soffermandoci magari a leggere quel menu di documenti e oggetti che approfondiscono la lore di una produzione dalle sfumature lovecraftiane.

    Se poco sappiamo attualmente del racconto, altrettanti pochi dubbi nutriamo sull'impatto dell'atmosfera, che già da solo basta a definire i tratti di un'avventura dotata di profondo carisma sul piano estetico. Come l'indagine si evolverà nel corso del tempo è ancora presto per saperlo, ma le premesse sono sicuramente accattivanti. In The Last Case of Benedict Fox il numero due si ripresenta con costanza: due sono le voci nella mente del protagonista, due le dimensioni che deve attraversare, e due le anime ludiche che contraddistinguono l'opera di Plot Twist.

    Il gioco si posiziona a metà strada tra metroidvania e avventura investigativa, con entrambi i generi che paiono comunicare costantemente. Come hanno rivelato gli stessi sviluppatori ai nostri microfoni, l'esperienza - che dovrebbe durare tra le 15 e le 20 ore - chiederà al giocatore di passare spesso da un mondo all'altro al fine di risolvere gli enigmi, e la struttura da metroidvania che si sviluppa a cavallo tra le realtà rende il tutto ancora più suggestivo e potenzialmente molto intricato.

    Un metroidvania da non sottovalutare

    La Magione che Benedict sarà costretto a esplorare appartiene a quella che comunemente viene definita "realtà", nella quale non manca comunque un tocco di esoterismo, mentre il Limbo, ossia la dimensione dal piglio lovecraftiano, è un covo di mostruosità da abbattere e incubi intangibili.

    Nel primo mondo, dunque, il nostro detective avrà il proprio ingegno come arma principale, mentre nell'altro regno sarà opportuno sfruttare il coltello in dotazione e la pistola per eliminare le creature ostili, che si frapporranno lungo il cammino e che saranno a guardia di quei portali la cui funzione è quella di fare da ponte tra le dimensioni. Se all'inizio per liberare questi accessi ci basterà sconfiggere il nemico posizionato a guardia dell'ingresso, man mano che l'avventura proseguirà - a detta di Plot Twist - troveremo ad attenderci sfide via via più complesse. Sbloccare questi "condotti dimensionali" agevolerà anche il viaggio rapido tra i vari punti di una mappa che, già nelle prime fasi dei gioco, ci è sembrata intricata a sufficienza, oltre che squisitamente pennellata da una dicotomia artistica di pregio. Quando Benedict non potrà usare solo la materia grigia, ci toccherà difenderci dagli assalti nemici mettendo a segno alcuni colpi corpo a corpo con la lama in dotazione, oppure mirando attentamente - e con l'atternzione necessaria - ai mostruosi bersagli. Sulle prime il sistema di combattimento non ci è sembrato l'elemento maggiormente distintivo della produzione, fermo restando che il meccanismo di progressione che accompagnerà la crescita del personaggio potrebbe nascondere qualche freccia al proprio arco, con nuove mosse volte ad arricchire il combat system, così da renderlo magari più profondo di quanto non appaia di primo acchito.

    Tutti da valutare al momento sono anche gli enigmi che, per quanto ci siano sembrati convincenti nella messa in scena, grazie alla presenza, ad esempio, di ostacoli organici alquanto grotteschi, non abbiamo potuto analizzare a fondo per stringenti limiti temporali.

    Se la ricchezza artistica, modellata con un uso vibrante di Unity, fungerà da metro di paragone qualitativo per la solidità del gameplay, degli enigmi e delle meccaniche di combattimento, ci troveremo dinanzi a un metroidvania da applausi. Lo scopriremo però solo in un generico 2023, quando The Last Case of Benedict Fox si arriverà su Xbox e PC in via definitiva. Nel frattempo, noi attendiamo sognando.

    Quanto attendi: The Last Case of Benedict Fox

    Hype
    Hype totali: 15
    73%
    nd