The Last Oricru: un action rpg con una trama unica e personale

The Last Ocricru è un gioco d'azione con elementi ruolistici dove le scelte del giocatore ricoprono un ruolo assolutamente fondamentale.

The Last Oricru: un action rpg con una trama unica e personale
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  • Quando il publisher Prime Matter - la nuova etichetta di Koch Media - ci mostrò in anteprima Dolmen e The Last Oricru, nessuno dei due action RPG in terza persona seppe colpirci particolarmente, a causa dell'evidente arretratezza tecnica e delle meccaniche derivative che a prima vista affliggevano ambedue le produzioni. Se nelle scorse settimane abbiamo provato Dolmen trovandolo del tutto privo di caratteristiche distintive (qui trovate la nostra più recente anteprima del soulslike dalle atmosfere horror), la demo recentemente pubblicata su Xbox e PC ci ha finalmente permesso di confrontarci con le prime ore di The Last Oricru e saggiare una componente narrativa fortemente influenzata dalle scelte compiute dal giocatore.

    Lo diremo senza giri di parole: negli ultimi sei mesi neanche il titolo in via di sviluppo presso lo studio Gold Knights ha compiuto dei visibili passi in avanti sul fronte tecnico, risultando ancora oggi eccessivamente primitivo e indietro di almeno due generazioni.

    L'ago della bilancia in un conflitto interraziale

    Sapevamo già che Adenia fosse un pianeta medievale e popolato da creature antropomorfe (per tutti i dettagli consultate la nostra precedente anteprima di The Last Oricru), ma non avevamo ancora idea di quanto fosse effettivamente violento e brutale il corpo celeste terraformato solo in minima parte.

    Avendo potuto giocare solo le prime due ore della campagna ignoriamo ancora cosa abbia condotto Silver e gli altri umani su Adenia, ma durante la nostra permanenza abbiamo appreso che questi sono atterrati sul pianeta all'interno di capsule criogeniche malfunzionanti, per poi essere soccorsi dai cosiddetti Custodi. Convinto che gli esseri umani potessero diventare la chiave per vincere la guerra in corso, il saggio Maltis, Patriarca dei Custodi, ha fatto sì che i quattro superstiti venissero addestrati al combattimento, ragion per cui nelle fasi iniziali di The Last Oricru ci siamo innanzitutto allenati nell'uso della spada e dello scudo. Il breve tutorial atto a farci apprendere le nozioni fondamentali del corpo a corpo è stato però interrotto dal subitaneo arrivo della Regina Hadriana e dal successivo attacco dei Ratti, una razza assoggettata dai potenti Naboru e per questo desiderosa di ottenere con qualsiasi mezzo possibile la tanto agognata libertà.

    Letteralmente circondati tra due fuochi e con un equipaggiamento abbastanza misero su cui poter contare, The Last Oricru ci ha dunque posti dinanzi alla prima di tante decisioni importanti e in grado di provocare degli interessanti cambiamenti nell'evolversi degli eventi. Mentre cercavamo di capire le motivazioni che hanno portato le due parti in causa ad abbracciare le armi, nonché comprendere il nostro ruolo specifico nella vicenda, il Ratto Gok - uno schiavo impiegato presso l'armeria del monastero Naboru - ci ha invitati a sorpresa a sposare la sua causa e unirci alla "Ratvoluzione", ma in seguito alla nostra ritrosia a collaborare non ha esitato un solo istante a scagliarci contro un manipolo di Ratti inferociti.

    Come risultato, nella prima delle due prove che abbiamo condotto su Xbox Series X non solo è stato necessario annientare tutte le creature antropomorfe negli immediati dintorni, ma anche dopo aver cambiato location ci siamo ritrovati a dover combattere con qualsiasi Ratto incontrato, in quanto questi ci hanno immediatamente riconosciuti come degli ostacoli da eliminare a vista. Al contrario, nella seconda partita mettere la nostra spada al servizio della Ratvoluzione ha semplificato non poco il cammino, garantendoci dei non troppo validi alleati nella lotta contro i massicci Naboru. Attraverso le differenti decisioni intraprese durante il viaggio abbiamo quindi potuto verificare la portata delle conseguenze delle scelte compiute dal giocatore, nonché le ripercussioni che il suo allineamento tende ad avere sul mondo intero e sul comportamento degli NPC.

    Sono difatti bastate poche risposte mirate a cambiare totalmente il corso degli eventi, dimostrando quanto gli utenti abbiano un peso concreto nello stabilire le sorti del conflitto. Ad ogni modo le scelte non si limitano solo a seguire una razza o l'altra, tant'è che il giocatore può anche ricorrere ad un approccio diplomatico per evitare (in parte) lo scontro o al contrario alimentare ulteriormente le fiamme del massacro, trucidando gli esponenti di ambedue le fazioni contrapposte. Dal momento che le scelte possono influenzare un intero playthrough, The Last Oricru potrebbe davvero offrire ai fan del genere la possibilità "vivere" una storia unica e personale, incoraggiandoli a compiere più partite per avere un quadro completo e generale della sua trama.

    Un impianto ludico datato e poco stimolante

    Con simili premesse, The Last Oricru avrebbe il potenziale per diventare un gran gioco e regalare ai fruitori un'esperienza particolare e indimenticabile. Purtroppo, però, le ambizioni del prodotto sono tarpate da un sistema di combattimento privo di guizzi originali e per di più rallentato da un'intelaiatura tecnica estremamente obsoleta.

    Come spiegato nella nostra primissima anteprima, il titolo è ispirato ai soulslike e pertanto prevede tutte le meccaniche tipiche del genere, come appunto i parry, gli affondi, il consumo della resistenza e persino il respawn dei nemici dopo aver consumato le essenze accumulate durante la carneficina. Tuttavia, non solo il personaggio ha a disposizione un limitatissimo numero di pattern di attacco (indipendentemente dallo strumento di morte impugnato), ma gamepad alla mano i movimenti di Silver appaiono troppo ingessati e imprecisi. Se a questo aggiungiamo i gravosi cali di frame rate che su Xbox Series X si registrano anche nelle situazioni meno concitate, gli scontri di The Last Oricru ci sono parsi al momento poco stimolanti, a causa di un livello di difficoltà non sempre omogeneo. Nelle prime aree di Adenia si aggirano infatti nemici incredibilmente deboli e dall'equipaggiamento scarsissimo, come la maggior parte dei Ratti, o colossi sorprendentemente coriacei come i Naboru corazzati. Una differenza notevole che, a seconda della fazione supportata, influisce non poco sul tasso di sfida, restituendo alle volte un'esperienza ludica tutt'altro che impegnativa e soddisfacente.

    In compenso lo smemorato Silver può aggiungere al proprio equipaggiamento un elevato numero di armi diverse, le quali spaziano dalle classiche lame leggere agli spadoni pesanti, senza dimenticare gli scudi, gli scettri e le sfere magiche che, quando attivate, infondono il potere di un determinato elemento allo strumento brandito.

    Potendo personalizzare sia l'aspetto che le statistiche dell'avatar, se non altro The Last Oricru invoglia il giocatore a cercare un look che possa adattarsi alle necessità e al contempo soddisfare il proprio gusto estetico. Purché questo abbia il livello richiesto, Silver è libero di equipaggiare qualsiasi oggetto rinvenuto, ma la sua efficacia è determinata per lo più dal peso: se superiore al limite sopportato, il carico tende infatti a limitarne enormemente i movimenti e la capacità di schivare i colpi, incrementando a dismisura il consumo della resistenza. Al momento di accrescere le statistiche del guerriero non bisogna dunque trascurare il vigore, in caso contrario le armi e armature più pesanti finirebbero soltanto per frenare i riflessi di Silver e avvicinarlo alla morte.

    The Last Oricru Come sottolineato lo scorso giugno, quando Prime Matter alzò il sipario su The Last Oricru, il prodotto dello studio Gold Knights è caratterizzato da un livello qualitativo altalenante. Un impianto ludico ingegnoso e costruito attorno alle scelte del giocatore, che a conti fatti può plasmarne liberamente l’evoluzione e decidere con le proprie azioni l’esito di un lungo conflitto interraziale, è in questo caso controbilanciato da un gameplay poco ispirato e da un comparto tecnico assai retrogrado. Continueremo a seguirne gli sviluppi con acceso interesse, augurandoci che lo sviluppatore riesca a smussare le troppe asperità che al momento affliggono il titolo, ma dal momento che The Last Oricru raggiungerà i negozi già nel corso del 2022, dubitiamo che questo possa concretamente migliorare nel poco tempo rimasto.

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