TGS 2018

The Missing: Swery fa a pezzi la morte nel suo nuovo puzzle game

L'ultima opera dell'eclettico game designer è un atipico puzzle a scorrimento orizzontale dove la morte è la chiave di volta per risolvere gli enigmi.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Il Tokyo Game Show è un ambiente affollato. Orde di giornalisti da tutte le parti dell'Asia si riversano tra i padiglioni del Makuhari Messe, e con loro innumerevoli schiere di cosplayer, semplici appassionati e persino sviluppatori, che si aggirano con nonchalance tra i padiglioni. Non è raro infatti incontrare alcuni game designer all'interno della fiera, poco distanti dalla postazione in cui si può provare quel titolo sul quale hanno trascorso intere notti insonni, cercando di risolvere l'equazione più difficile del mondo dei videogiochi: intrattenere ed innovare.
    Ed è stato proprio tra la folla del Tokyo Games Show che, per puro caso, abbiamo avuto modo di imbatterci nel mitico Swery, uno degli autori più visionari di questa generazione, che annovera nel suo curriculum opere come Deadly Premonition e D4: Dark Dreams Don't Die. Dopo una rapida chiacchierata informale, ci siamo diretti verso lo stand dedicato al suo nuovo prodotto: The Missing: JJ. Macfield and the Island of Memories, un atipico puzzle game che uscirà l'11 ottobre su PS4, Xbox One, Nintendo Switch e Steam. Approcciandoci con curiosità a questa sua ennesima, stravagante produzione, ci siamo resi conto di come Sweary non abbia perso il tocco di originalità che lo contraddistingue.

    La morte è una necessità

    Negli ultimi anni, il concetto di morte nei videogiochi si sta allontanando sempre di più dal semplice "fallimento" dell'utente. Con l'avvento del genio di Miyazaki e della serie Souls, non a caso, la sconfitta ha assunto un ruolo quasi pedagogico: morire equivale sì a perdere tutte le risorse accumulate fino al momento della dipartita, ma rappresenta anche l'occasione per imparare dai propri errori e migliorarsi, passo dopo passo.

    Nonostante il suo rinnovato valore, il trapasso videoludico resta pur sempre un ostacolo da evitare quanto più possibile. E poi arriva Swery, ossia quel tipo di game designer che prende questo concetto, lo accartoccia, e ne tira fuori un progetto con delle premesse che vogliono stravolgere completamente tutto quello a cui eravamo abituati. In The Missing dovremo interpretare una ragazzina dai capelli biondi che, in un'isola deserta, è alla ricerca della sua amica scomparsa. Per farlo saremo obbligati a superare vari stage sviluppati sotto forma di puzzle game a scorrimento orizzontale: con l'avanzare del percorso, J.J., la protagonista, verrà a conoscenza di maggiori informazioni sulla sua amica e sul fantasma che infesta l'isola. Ciò che rende particolare The Missing risiede proprio nel concept alla base del gameplay e della risoluzione degli enigmi: J.J. è infatti immortale, e proprio tramite i suoi ripetuti decessi dovrà sbrogliare il bandolo della matassa. Per fare un esempio pratico, quando salteremo contro una sega elettrica in movimento o una barricata di filo spinato il corpo di J.J. verrà diviso in varie parti. Grazie a questa suddivisione delle braccia e delle gambe dal tronco principale, avremo la facoltà di raccogliere i pezzi del nostro corpo e scaraventarli oltre le barriere, usarli per raccogliere oggetti nascosti oppure attivare alcuni meccanismi. Morire, quindi, diventa l'unico modo per proseguire nel gioco: una volta completate le azioni indispensabili per terminare un determinato stage, potremo ricomporci con la pressione prolungata di un tasto. Nella sua semplicità strutturale, il gioco non sembra così elementare da portare a termine e, senza un'adeguata dose di attenzione, il rischio è quello di rimanere impantanati in un puzzle apparentemente insormontabile.

    Corri, J.J., Corri!

    Per quanto The Missing sia assimilabile ad un indie game dal budget piuttosto ridotto, la cura dei particolari e della fisica ci è parsa decisamente sorprendente. Non solo la scomposizione in più parti dipende fortemente dall'oggetto con cui entreremo in contatto, ma l'attenzione riposta sulla caratterizzazione della protagonista è davvero encomiabile. J.J. è infatti una ragazzina del liceo e Swery ha scelto di delineare al meglio la sua personalità in modo tale che il temperamento finisca addirittura per influire sul gameplay. I movimenti della scolaretta, del resto, cambieranno a seconda del suo stato d'animo: ricevendo un messaggio dai toni tristi da parte di uno dei comprimari con cui comunicheremo attraverso il cellulare, J.J si farà via via più pesante, e si trascinerà controvoglia.

    In alcuni stage nei quali sarà presente il fantasma dell'isola, di contro, la paura renderà la ragazza più scattante e lo stesso ritmo di gioco subirà un'incredibile accelerazione. Per quanto riguarda lo spettro sopracitato, abbiamo potuto sperimentare un singolo livello in cui era presente: la minaccia di questa creatura modifica a sua volta l'andamento del gameplay, rendendo la risoluzione dei puzzle una vera corsa contro il tempo. Se da una parte ci toccherà inevitabilmente morire per mano del fantasma al fine di completare specifici frangenti dell'esperienza, dall'altra saremo costretti a sfuggire dalle sue grinfie senza l'aiuto di alcune parti del nostro corpo, pena l'arrivo del game over definitivo. Ed in questo caso, non potremo davvero sfuggire alla morte.

    The Missing Inaspettatamente interessante, impegnativo ed innovativo, The Missing è un puzzle game che stravolge il concetto di morte videoludica e lo riscrive secondo le proprie regole, facendo dell’apparente “fine” una chiave di volta, il cardine su cui si regge la risoluzione dei puzzle. Swery, dopo opere cult come Deadly Premonition, torna sulle scene con un gioco che, in un mercato sovraffollato come quello del gaming indipendente, potrebbe lasciare una traccia di sé. Che ci riesca o meno, noi - il prossimo 11 ottobre - siamo pronti a morire. E voi?

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