The Outlast Trials: in equilibrio tra narrazione horror e multiplayer

Outlast si evolve: abbiamo provato la Closed Beta di The Outlast Trials e possiamo darvi le prime impressioni sul nuovo gioco della serie horror.

The Outlast Trials: in equilibrio tra narrazione horror e multiplayer
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Outlast è tra le serie horror più promettenti del panorama videoludico moderno. Già dal primo capitolo si riusciva a intuire che, pur non cambiando le regole alla base dei videogiochi dell'orrore, lo spavento nel giocatore era il risultato del lavoro di un macchinario ben oliato (con il sangue del/della protagonista), in cui l'espediente jumpscare trovava il giusto spazio senza rubarlo all'atmosfera. Ora che abbiamo provato la Cloded Beta di The Outlast Trials, prossima iterazione della serie, possiamo dirvi una cosa: ha potenziale da vendere.

    La trama disturbante, l'impotenza di fronte a chi cerca di ucciderci nei peggiori modi possibili, le location claustrofobiche e impregnate di sangue e fluidi vari: tutti questi ingredienti fanno parte dell'equazione terrorizzante di The Outlast Trials, in parte ereditati da Outlast 1 e 2; in parte sommati a un'inattesa e, parrebbe, stratificata esperienza multigiocatore online. Siete pronti ad affrontare le vostre prove, paure e fobie e a "guarire" per il bene della scienza e della società? La Murkoff sta cercando proprio voi per testare il suo innovativo metodo di cura...

    Nella lore più oscura di Outlast

    La nube di orrore narrativo che avvolge le vicende di The Outlast Trials è attraversabile facendo luce nella lore e nella storia precedente a quanto è accaduto in Outlast, Outlast 2 (per approfondire, ecco la recensione di Outlast 2) e i vari DLC.

    Un breve filmato introduttivo getta infatti le basi di cui abbiamo bisogno per superare quello che diventerà, a gioco finito, il tutorial iniziale (o una parte di esso) ambientato in una "struttura riabilitativa" della Murkoff, che si conferma malvagia e contorta come e più dell'Umbrella Corporation. Contestualizziamo: siamo in piena guerra fredda, il popolo soffre delle continue crisi economiche e garantire la sanità mentale non è tra le priorità dei governi mondiali. Così, distribuendo volantini di reclutamento in stile "we want you" la Murkoff attira senzatetto e sbandati in cerca di riscatto sociale, promettendo guarigione, salute e serenità... salvo poi coinvolgerli in una serie di malatissime sfide di sopravvivenza organizzate in una apposita struttura affollata di crudeli carcerieri. Ma non preoccupatevi: prima di lanciarvi nella mischia i solerti medici Murkoff non mancheranno di installare sul vostro cranio dei visori notturni, ovviamente dotati di batterie fallaci e piccolissime; il tutto senza anestesia e con attrezzi che non definiremmo "sterilizzati a dovere". 

    Terminata l'intro insomma siamo gettati letteralmente nella fossa dei leoni, chiamati a orientarci tra corridoi bui per apprendere le basi del sistema di movimento: corsa (attenti alla stamina), stealth e salti. Poco dopo, una casa diroccata che promette (e mantiene) atmosfere "a la Resident Evil" si erge in quello che sembra quasi un set cinematografico, con tanto di luci da studio e "comparse".

    Nello specifico, parliamo di manichini della peggior specie: semoventi e lievemente distrutti (e coperti di sangue). Inizia così un'escalation di situazioni sempre più spaventose e grottesche, basate sul classico body horror e capaci di generare emozioni forti nei giocatori.

    Impariamo quindi a usare strumenti per ripristinare sanità mentale, salute fisica, batteria del visore notturno e altro, a nasconderci dentro/sotto a vari complementi di arredo (scrivanie, armadietti ecc.) e in generale a scappare da nemici molto più forti di noi, che tentano di "farci la pelle" (letteralmente).

    Tale sessione tutorial in completa solitudine dura relativamente poco ed è molto simile all'originale esperienza Outlast, ma insegna tutto ciò che serve per prepararci a quello che ci attende durante le "trial" multiplayer online. Che non per forza, poi, dovremo affrontare in compagnia: diciamo solo che è fortemente consigliato. Alla fine della storia principale assaggiata nel tutorial lasciamo la magione stregata con un groppo alla gola che non va giù: desiderosi di saperne di più degli sviluppi di una trama evidentemente meno esplicita che in passato, più legata al concetto di lore e narrazione ambientale. Tuttavia, varrà la pena lasciarsi alle spalle la modalità in singolo: la nostra stanza personale chiamata "Sleep Room" ci attende.

    Sleep Room e multiplayer

    La Sleep Room è, videoludicamente parlando, una lobby online strutturata come una sala comune di un edificio a metà tra un classico manicomio anni '60 e un carcere. Per i corridoi e gli ambienti in comune della struttura infatti si aggirano tanto gli NPC quanto i giocatori reali connessi contemporaneamente a noi. Il bello è che ogni "test subject" è potenzialmente diverso dagli altri, frutto di una schermata di personalizzazione con uno scarno (per ora) numero di opzioni a disposizione tra volti, capigliature e altre caratteristiche fisiche.

    Niente per cui "strapparsi i capelli" potremmo dire per restare in tema, ma fa comunque piacere che tenendo conto della natura online del gioco si sia pensato di rendere modificabili i propri sopravvissuti. È lecito aspettarsi, comunque, che nel corso dello sviluppo e post release saranno resi disponibili ulteriori elementi di distinzione per i personaggi. Magari legati al completamento di missioni specifiche, dato che tutto il sistema ludico è strutturato sul superamento di prove ambientate in un determinato setting creato dalla Murkoff per testare le capacità dei soggetti coinvolti. Torniamo un pochino indietro per spiegare come ci si approccia a una missione multiplayer: da uno a quattro giocatori entrano in una stanza della Sleep Room, equipaggiano una serie di abilità passive a scelta tra recupero vita, recupero stamina, ridotto consumo di energia del visore notturno e altro (la maggior parte delle opzioni era bloccata nella Beta). Quindi, i quattro vengono messi a dormire e si risvegliano poco dopo in una location scelta prima di addormentarsi, caratterizzata da un tema, un obiettivo e un livello di difficoltà.

    Nel corso della nostra prova ci è rimasta particolarmente impressa la stazione di polizia: un setting claustrofobico e labirintico, attraversato da shortcut, costellato di trappole elettriche e agenti armati e pericolosi; non mancano le classiche "porte che si sbloccano solo da un lato", i mini-enigmi ambientali e altri espedienti atti a rallentare l'incedere dei giocatori tra uno spavento e l'altro. Tali missioni possono anche essere svolte da soli, al costo di una difficoltà chiaramente aumentata e di un tempo di completamento più lungo.

    Spesso, infatti, gli obiettivi da terminare per lasciare il setting prevedono la risoluzione di due o più enigmi identici, che un team coordinato può portare a termine contemporaneamente nella metà del tempo. Ciò non significa che da soli il gioco in Beta sia stato meno o più valido: è stato solo diverso. Forse, al massimo, con amici in chat vocale The Outlast Trials può risultare "meno spaventoso", come del resto accade per altre esperienze online (pensiamo per esempio a Phasmophobia).

    Per questo, come accennavamo, le prove tendono sempre a far completare gli obiettivi separando i giocatori: quando sei solo nella rimessa buia di una stazione di polizia, nessuno può sentirti urlare. Nessuno che possa o voglia aiutarti, per lo meno.

    The Outlast Trials La closed Beta di The Outlast Trials ha dissolto alcuni dei timori che avvolgevano la produzione. Con le potenzialità multiplayer a fare da portabandiera, il rischio era che queste ultime diventassero più importanti dell'identità orrorifica "pura" della saga. Niente di più sbagliato. Il titolo, infatti, sembra essere fruibile e valido anche in solitaria, nella totalità delle esperienze che propone ai giocatori. A tenere alta la tensione non sono solo i jumpscare ma anche la necessità di cercare risorse utili per sopravvivere. Le meccaniche multiplayer avanzate come il sistema di poteri passivi, andranno approfondite in futuro, così come gli sviluppi narrativi e l'eventuale ripetitività delle "Trial", ma le premesse in ogni caso sono incoraggianti.

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