The Seven Deadly Sins Knights of Britannia Provato: i cavalieri arrivano su PS4

Durante il Bandai Namco Level-Up Winter 2017 abbiamo provato una demo di The Seven Deadly Sins Knights of Britannia.

The Seven Deadly Sins Knights of Britannia Provato: i cavalieri arrivano su PS4
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Considerando il successo esplosivo riscosso dalla serie Netflix dedicata al manga di Nakaba Suzuki, ossia The Seven Deadly Sins, non stupisce che Bandai Namco abbia deciso di portare le avventure di Meliodas e compagni anche su PlayStation 4. A lasciare un po' perplessi è invece la ridottissima quantità di informazioni offerte dal publisher su un progetto che, a pochi mesi dalla finestra di lancio prevista, mancava ancora di una chiara definizione, anche per quel che riguarda il preciso genere di appartenenza. Dubbi che abbiamo avuto la possibilità di fugare nel corso dell'evento Level Up Winter Edition di Bandai Namco, dove era presente una versione giocabile di The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia. Se è vero che la demo testata a Parigi ci ha chiarito le idee sulla natura ludica del prodotto, sono ben altre le perplessità che ora ci accompagnano. Ma andiamo con ordine.

    Viaggio a Britannia

    La versione di prova presente all'evento Level Up di Bandai Namco permetteva di testare due modalità di gioco: Adventure e Duel. La prima delle due, una sorta di campagna che ripercorre le avventure dei protagonisti dell'anime sin dall'incontro tra Meliodas ed Elisabeth, è composta da una serie di combattimenti intervallati da siparietti utili a scandire la progressione lungo i diversi archi narrativi. Non sappiamo esattamente che quota della storia di The Seven Deadly Sins sarà inclusa nel titolo di Bandai Namco, ma è lecito supporre che il team di sviluppo abbia intenzione di estendere la campagna oltre gli eventi conclusivi della prima stagione dell'anime, specialmente considerando che l'esordio della seconda è ormai alle porte.

    A prescindere dalla futura portata dell'Adventure Mode, la demo parigina permetteva di affrontare solo due scenari, uno dei quali era di fatto un breve tutorial sulle dinamiche alla base del gameplay del titolo. Dal punto di vista strettamente ludico, The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia si presenta come un brawler 3D non troppo lontano, almeno concettualmente, dalla serie Naruto Shippuden, con la quale il titolo condivide l'immediatezza che caratterizza un sottogenere non destinato certo ai professionisti della combo, ma comunque godibile e apprezzato, specialmente dalle fasce più giovani dell'utenza videoludica. I tasti frontali sono deputati al salto e agli attacchi di base (leggero, intermedio e pesante), mentre con i dorsali è possibile utilizzare gli incantesimi, i colpi speciali e la schivata. Ed qui che iniziano le magagne. Se l'estrema accessibilità del combat system, come dicevamo, non rappresenta di per sé un problema, alcuni elementi chiave del gameplay finiscono per imporre ai giocatori un fastidioso fattore di difficoltà artificiale. Il modo in cui vengono gestite le schivate (con la pressione di uno dei tasti dorsali in associazione al movimento laterale della levetta sinistra) rappresenta ad esempio una meccanica fortemente anti intuitiva, scomodissima da usare in combattimento. Anche il sistema di puntamento automatico ci è sembrato macchinoso e scarsamente efficiente, con l'aggravante rappresentata da una telecamera ballerina che rende difficile avere una percezione chiara di quanto accade sullo schermo.

    Si tratta delle pecche più eclatanti di un comparto tecnico che, almeno per il momento, risulta tutt'altro che brillante, complici anche una mole poligonale piuttosto povera e un livello di dettaglio non esaltante. Le ambientazioni, in particolare, appaiono piatte e anonime, prive di elementi distruttibili e popolate da texture slavate. Merita una menzione a parte il frame rate, che nella build in prova tendeva a fluttuare piuttosto vistosamente, con cali a volte molto marcati.

    Peccati e cavalieri

    La seconda delle modalità testate a Parigi, Duel, è una classica 1 contro 1 che offre ai giocatori la possibilità di dar vita a frenetici scontri tra i diversi membri di un roster che già promette di essere decisamente abbondante. Se da una parte la mole dei combattenti inclusi nel titolo di Bandai Namco (ben 25) farà senza dubbio la felicità dei fan dell'anime, il tempo passato a malmenare i personaggi di The Seven Deadly Sins ha evidenziato grossi problemi di bilanciamento interni al roster.

    Le meccaniche di combattimento "a tasto singolo" del gioco tendono infatti a facilitare i combattenti più veloci, in grado di inanellare un gran numero di colpi senza che l'avversario riesca a controbattere efficacemente, travolto dalla forza del button mashing.
    Al livello di difficoltà standard, il possente Slader si dimostra quindi un contendente tutt'altro che all'altezza del rapidissimo Meliodas, che può contare su una frequenza di percosse clamorosa. Di contro, tentare di avere la meglio con lo spadone seghettato del cavaliere si rivela un compito non necessariamente più difficile (il livello di sfida standard è piuttosto basso), ma senza dubbio più dispendioso in termini di tempo, visto che l'efficienza battagliera di Slader risulta notevolmente ridotta rispetto a quella del piccolo Meliodas. La differenza di fa ancora più marcata quando il personaggio utilizzato non solo è veloce, ma è anche un esperto negli attacchi a distanza. A preoccuparci, come intuibile, non è tanto la qualità dell'esperienza in singolo, quanto quella del comparto multigiocatore, anche perché ci è sembrato che la natura stessa delle meccaniche di gioco rendesse difficile bilanciare correttamente i diversi combattenti.
    Sebbene il titolo di Natsume/Atari sia attualmente previsto per un generico "early 2018", quindi entro i primi mesi del prossimo anno, risulta lampante che The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia ha ancora bisogno di un bel po' di lavoro prima di essere pronto ad affrontare il mercato. Speriamo quindi che il team riesca a risolvere tutti i problemi in tempo per la finestra di lancio prevista, per non incorrere nelle ire della folta platea di fan.

    The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia Il nostro primo incontro con The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia ci ha lasciati con più dubbi che certezze. Malgrado le caratteristiche di una formula piuttosto concessiva in termini di equilibri di gioco, il titolo di Natsume/Atari risulta afflitto da una grande quantità di problemi tecnici e di gameplay, alcuni dei quali piuttosto gravi. Il brawler game di Bandai Namco pare un prodotto confezionato per soddisfare i fan dell’anime di Nakaba Suzuki, che potrebbero comunque non accettare di buon grado le debolezze di un impianto ludico piuttosto claudicante. La speranza è che il team di sviluppo riesca a risolvere i problemi del gioco, attualmente previsto per i primi mesi del prossimo anno.

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