The Surge 2: il soulslike di Deck13 tira a lucido l'esoscheletro

Ospiti negli studi parigini di Focus Home Interactive, abbiamo trascorso ben 6 ore in compagnia di The Surge 2: ecco le nostre impressioni.

The Surge 2
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Più grande, più impegnativo e più variegato: potremmo riassumere con questi tre aggettivi le nostre impressioni preliminari su The Surge 2, al termine di una corposa demo provata negli studi di Focus Home Interactive in quel di Parigi. Supervisionati dagli sviluppatori di Deck 13, abbiamo giocato le prime 6 ore del particolare souls-like sci-fi, che popolerà i nostri scaffali a partire dal prossimo 24 settembre. Quando fece capolino sul mercato nel 2017, il primo capitolo di The Surge non riuscì a stupirci come avrebbe dovuto. Le intuizioni e la volontà di proporre una valida alternativa alle seminali creature di From Software c'erano tutte, ma il risultato non fu particolarmente brillante: in altri termini, con il ciclo di Dark Souls ormai terminato, l'avventura nei labirintici corridoi futuristici della CREO non seppe sfruttare efficacemente la lezione del team di Hidetaka Miyazaki.

    Va detto, però, che non fu un totale disastro. Il gioco proponeva un concept potenzialmente virtuoso, soprattutto poiché abbandonava il folklore e la storia antica per proiettarsi in un'interessante distopia futuristica. E ora, a distanza di due anni dalla release del primo episodio, Deck 13 ci riprova. Affermare che i creatori di Lord of the Fallen abbiano davvero fatto tesoro degli errori compiuti due anni or sono è forse ancora prematuro. Tuttavia, dopo aver toccato con mano una build del gioco, ci sembra che The Surge 2 sia un sequel piuttosto dignitoso, soprattutto per chi si è lasciato sedurre dall'approccio del suo capostipite.

    Un mondo più ampio

    Prima di addentrarci nel racconto di quanto abbiamo visto e giocato durante la sessione di prova, è opportuno fare una premessa: se, già a suo tempo, non avevate apprezzato particolarmente The Surge, difficilmente ritroverete nel secondo capitolo un motivo per ricredervi. Benché Deck 13 abbia smussato a dovere le criticità presenti nella prima iterazione della serie, dal punto di vista ludico The Surge 2 è una naturale evoluzione del suo predecessore, approfondendo e stratificando notevolmente tutte le meccaniche principali del titolo d'esordio.

    Sul versante narrativo, invece, il team di sviluppo sembra aver puntato molto sull'espansione dell'immaginario proposto nell'avventura di Warren, che non è più il protagonista del racconto: il nuovo eroe è infatti un avatar creato e modellato dal giocatore stesso. La storia si svolge poi in un mondo molto più vasto rispetto alla stazione scientifica in cui abbiamo mosso i nostri primi passi: dopo esserci svegliati senza ricordi all'interno di una strana prigione-laboratorio, ci siamo fatti strada verso il mondo esterno e, al termine del prologo, siamo sbucati a Jericho City. Si tratta di un'enorme città-discarica popolata da individui contaminati dallo stesso cataclisma che ha trasformato il mondo in una feroce distopia cibernetica. Jericho sarà l'ambientazione principale dell'avventura e si contraddistingue per la sua qualità architettonica: la città, come la base scientifica nel primo capitolo, non è un vero e proprio open world, ma è suddivisa in zone più o meno vaste ed interconnesse tra loro. Passando da un'area all'altra si evince la cura che il team di sviluppo ha riposto nella direzione artistica del suo scenario.

    Oltre ad un piccolo hub centrale, infatti, le prime ore in compagnia di The Surge 2 ci hanno permesso di esplorare tre location: il centro cittadino, l'area portuale e i bassifondi di Jericho City. Senza considerare poi l'incipit del racconto, che si svolge nei laboratori in cui avviene la genesi del protagonista, il quale per motivi misteriosi è stato costretto a fondersi con l'esoscheletro della CREO prima di ritrovarsi coinvolto in una violenta sommossa condotta dai detenuti della struttura.

    È opportuno sottolineare, in ogni caso, che il primo contatto con la nuova fatica di Deck 13 non è stato emozionante come fu con il suo predecessore: sospettiamo che il prodotto finale sia introdotto da una cutscene che, durante la demo, ha lasciato il posto all'editor di creazione del nostro personaggio prima di lanciarci immediatamente nella mischia.

    Non c'è stato, nei primi minuti di The Surge 2, lo stesso impatto che abbiamo avuto due anni fa, quando ci ritrovammo a controllare i movimenti di un uomo costretto su una sedia a rotelle, né una sequenza desolante e solenne come la silenziosa avanzata di Warren verso la stanza in cui avrebbe finalmente riacquistato la capacità di muoversi con le proprie gambe. C'è da aggiungere che l'editor di creazione non si è rivelato particolarmente ricco, ma ci ha permesso di modellare in modo basilare le generalità estetiche del protagonista.

    Mitologia estesa

    Una volta fuggiti, e fatto il nostro ingresso nell'ambientazione principale, siamo stati pian piano introdotti ai nuovi elementi della mitologia di The Surge: sembra infatti che la piaga cibernetica si sia estesa, dividendo la popolazione in due fazioni.

    Troviamo gli individui infetti dallo stesso virus che, nei panni di Warren, ci ha costretto ad affrontare macchine assassine, ma anche una nutrita schiera di combattenti che è riuscita a conservare la sua umanità e che lotta per la libertà opponendosi alle organizzazioni criminali che governano Jericho City: si chiamano Children of the Spark e, sin da subito, ci hanno coinvolto nella loro crociata contro la follia dilagante.

    Si capisce sin dall'inizio, insomma, quanto gli sviluppatori abbiano lavorato su un immaginario credibile, disegnando un affascinante scenario cyberpunk condito da una narrazione un po' più stratificata rispetto al passato. Nonostante l'attenzione riposta nella definizione di questo worldbuilding, di primo acchito lo storytelling pare soffrire degli stessi inciampi del primo capitolo: manca una scrittura trascinante e sufficientemente lineare, mentre il racconto procede ininterrottamente privandosi ancora una volta della narrazione cinematografica, lasciando che gli sviluppi della trama si snodino attraverso dialoghi e interazioni in-game. Seguendo lo stile di From Software, The Surge 2 affida la modellazione della sua lore attraverso momenti puramente didascalici, come l'incontro con un cospicuo numero di NPC e il reperimento degli immancabili audio-log.

    Un sistema che funziona solo in parte: se è vero che il gioco presenta un sottotesto di quest secondarie molto più stratificato, ci sembra nuovamente che la mitologia di partenza e il delinearsi del racconto si svolgano in maniera un po' troppo fumosa. La narrativa viene quindi asservita totalmente al senso della scoperta e dell'esplorazione, il che non deve essere considerato per forza un difetto, tuttavia le informazioni sviscerate in questa prima fase dell'avventura non ci permettono ancora di mettere totalmente a fuoco la storyline del titolo.

    Smembramenti robotici

    Una cosa, però, è certa: The Surge 2 sembra disseminato di personaggi estremamente carismatici. A partire dai leader della resistenza fino ad alcuni villain che abbiamo dovuto incontrare sul nostro cammino: a seguito del nostro risveglio con indosso l'esoscheletro robotico il gioco ci chiede infatti di farci strada tra i vicoli di Jericho City per eliminare un pericoloso trafficante che opera in una zona chiamata Terminale Z. Da questo punto in avanti abbiamo potuto saggiare in maniera esaustiva la struttura delle mappe, la complessità dei percorsi e la profondità dell'esplorazione.

    Esattamente come nel primo The Surge le mappe sono croce e delizia dell'esperienza: una volta calati all'interno di un'area si inizia a percorrere un intricato dedalo fatto di deviazioni, scorciatoie e diramazioni che in qualche modo conducono sempre verso l'obiettivo finale. Man mano che si procede nel corso dell'avanzamento è sufficiente poi esplorare per bene ogni anfratto dell'ambientazione per scovare una strada di ritorno verso la stazione Medbay più vicina, presso la quale è possibile depositare gli scarti tecnologici ottenuti nel corso delle battaglie e dell'esplorazione.

    Se nel primo capitolo questa struttura finiva per ripiegarsi un po' troppo spesso su se stessa, vista l'elevata complessità dei labirinti, questa volta ci è sembrato che il team di sviluppo abbia lavorato molto meglio sul level design e sulle connessioni tra un'area e l'altra della stessa mappa.

    Gli scenari, in sostanza, ci paiono sì intricati e tortuosi, ma meno dispersivi rispetto a prima. A tal proposito i producer ci hanno promesso che l'attenzione sulla qualità e sulla struttura della mappa confermerà quanto di buono visto nelle fasi iniziali dell'avventura, anche se non abbiamo potuto sapere a quante zone ammonterà il prodotto finale né tanto meno la longevità della campagna.

    Quanto detto finora non significa che l'esperienza di gioco sia più facile in rapporto al passato. Tutt'altro: le prime 6 ore di The Surge 2 si sono rivelate incredibilmente punitive. Chiaramente il titolo riprende tutte le dinamiche da souls-like appartenute al predecessore: su tutte, sicuramente, il ciclo morte-rinascita, la perdita degli scarti tecnologici e il loro recupero nel punto della sconfitta e lo studio analitico dei pattern d'attacco dei nemici, cuore pulsante di un combat system, riproposto in una forma decisamente meno grezza.

    Anzitutto il team ha migliorato le animazioni, arricchendo le movenze del protagonista con attacchi più fluidi e ritmati, e ha ampliato notevolmente la varietà sia dei nemici che delle battaglie. Il "bestiario" è ora molto più vasto e stratificato: lungo le aree della mappa sono presenti guerrieri abili nel corpo a corpo, tanto con armi leggere e veloci quanto con equipaggiamenti lenti ma più devastanti, inclusi lottatori incredibilmente insidiosi dalla distanza. L'elemento più interessante consiste nella presenza di piccole schiere composte da criminali di ciascuna categoria, e abbiamo fatto molta fatica nel gestire una quantità eterogenea di fendenti, proiettili e colpi esplosivi.

    Allo stesso modo, il nostro avatar ha ora a disposizione un arsenale parecchio più variegato, ma soprattutto bilanciato in maniera più tattica con il gameplay: a differenza del primo capitolo, in cui al giocatore veniva data libertà di scelta sull'approccio da utilizzare in combattimento, in The Surge 2 sarà spesso necessario cambiare strategia e tipologia di armi a seconda del nemico che si ha di fronte. Al cospetto di avversari corazzati e armati di scudo, ad esempio, non è consigliabile utilizzare strumenti leggeri, ed al contrario sarà opportuno essere fulminei contro i nemici più rapidi.

    Ai fini del combattimento, lo studio di sviluppo ha optato per qualche lieve modifica ai pattern di movimento e di gestione del nostro inventario: adesso, per esempio, lo scatto è attivabile tenendo premuto lo stesso pulsante adibito alla schivata, mentre i consumabili come il Kit Medico non prevedono un esaurimento di scorte, ma possono essere utilizzati spendendo una barra della propria Carica. Ciò significa, in sostanza, che sarà necessario (almeno nell'impiego di questi oggetti) alternare sapientemente l'utilizzo della Carica sia per curarsi che per mettere a segno gli smembramenti, fondamentali ai fini del farming: proprio come in The Surge, anche nel sequel è importantissimo mirare alle singole parti del corpo dei propri avversari. Quest'azione è utile anche per sfruttare i punti deboli tanto dei nemici minori quanto dei boss. A tal proposito, nella fase finale della demo abbiamo affrontato una boss fight contro un gigantesco robot tentacolare: a un primo sguardo, l'approccio a questa battaglia ci è sembrato abbastanza semplice, ma a lungo andare siamo rimasti bloccati contro una serie di pattern quasi impossibili da contrastare: soltanto dopo un bel po' abbiamo capito che, anche nel corso di questi scontri, esiste un preciso schema di azioni da compiere per volgere il duello a proprio favore nel minor tempo possibile.

    In generale la difficoltà dell'esperienza può scemare sensibilmente man mano che assimilerete i pattern dei nemici. A tal proposito, il combat system è stato impreziosito con la parata direzionale: tenendo premuto il pulsante adibito alla difesa è possibile angolare il blocco per aumentare l'efficacia del parry.

    Ci auguriamo, francamente, che una simile varietà si ripeti anche nei boss presenti nel resto del gioco, ma stando a ciò che abbiamo visto possiamo supporre di sì: dopo aver concluso la preview, d'altronde, gli sviluppatori ci hanno mostrato un ulteriore spezzone di gameplay, situato in una fase decisamente più avanzata dell'avventura. In quel frangente, i comportamenti dei nemici e le ambientazioni hanno sfoggiato un ulteriore ventaglio di variabili.

    Squadra che vince non si cambia, o quasi

    Per quanto riguarda le dinamiche ruolistiche, invece, The Surge 2 non si discosta quasi minimamente dal primo capitolo. Ciò può rivelarsi un'arma a doppio taglio, poiché il sistema di progressione del gioco uscito nel 2017 era sì interessante, ma anche basilare e poco profondo. Deck 13 ha però ampliato il numero di Impianti equipaggiabili e sbloccabili, in modo da accrescere di conseguenza la varietà del gameplay, e ha anche stratificato maggiormente il crafting, arricchendo l'evoluzione di armi e corazze con ulteriori opzioni di progressione per spingere al limite l'accrescimento di livello.

    Per quando concerne il comparto grafico, abbiamo giocato una build di The Surge 2 su PC, sviluppando pareri un po' contrastanti. Tolto il già citato miglioramento delle animazioni, è indubbio che i modelli poligonali siano a loro volta più curati; allo stesso modo vogliamo elogiare il design delle corazze e dei nemici, decisamente brillanti a livello artistico. L'unico elemento che ci è parso sottotono per ora è la qualità delle texture ambientali: a fronte di un ottimo lavoro svolto sul versante dell'illuminazione, che regala atmosfere sempre ispirate, la struttura interessante del level design sembra prestare il fianco a una certa povertà di dettagli. Piccolezze che, speriamo, vengano rifinite in vista della release finale.

    The Surge 2 La nostra lunga prova in compagnia di The Surge 2 si è conclusa con una speranza: che il prodotto finale rispecchi la varietà e la stratificazione delle meccaniche intraviste nelle prime 6 ore di gioco. Rispetto all'acerbo primo capitolo sembra che i ragazzi di Deck 13 abbiano compiuto diversi passi in avanti, smussando notevolmente i tratti più deboli dell'impasto ludico e dando vita ad un soulslike finalmente degno di questo nome. Non resta che attendere l'uscita del titolo per valutare la qualità del racconto e, soprattutto, la profondità dell'avanzamento. Nel frattempo possiamo comunque ritenerci piuttosto soddisfatti da questo contatto con The Surge 2.

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